6.5

Dobbiamo parlare di Fallout 76… (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Fallout 76 – Bethesda sapeva di correre un rischio con Fallout 76. Sapeva di utilizzare un brand seguito da una cerchia di fan piuttosto rigida (come poi lo sono tutti i fan di qualsiasi brand e simili) e sapeva benissimo che proiettare un gioco single player in un contesto esclusivamente online avrebbe generato dissensi, malcontenti, sciami di locuste e altre piaghe d’Egitto. Ma rimane il fatto che Fallout 76 è un qualcosa di diverso dal solito, un gioco che sperimenta e che richiede anche una certa elasticità mentale da parte dei giocatori. Non è Fallout 5 e non vuole esserlo, ciò nonostante ha un’identità tutta sua, un’ambientazione, l’Appalacchia della Virginia dell’ovest, affascinante ed enorme e alcune caratteristiche che non possono non fare la gioia degli appassionati di Fallout. Ciò nonostante sono proprio i fan di Fallout a non aver apprezzato il titolo. Cerchiamo di capirci qualcosa insieme.

Editore Bethesda Softworks
Sviluppatore Bethesda Game Studios
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Online RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore (online), Multi giocatore (online)
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 39,99€ (PS4 | Xbox One | PC)
Aggiornamento29/11/2018

Abbiamo pubblicato anche la video recensione, la trovate qui di seguito o sul canale YouTube di SmartWorld Gaming.

Video Recensione Fallout 76

I concetti espressi nei seguenti paragrafi sono riassunti nella nostra video anteprima di Fallout 76, realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni su PC Windows. Buona visione!

Un disastro preannunciato?

Fallout 76 è e non è allo stesso tempo un’esperienza in stile Fallout. L’esplorazione di un mondo post-apocalittico, la ricerca di nuove armi, armature e potenziamenti, mostri, mutanti e simil-zombie che ci danno la caccia e tanti altri elementi che contraddistinguono la serie, o almeno gli ultimi suoi capitoli, sono lì, al loro posto. D’altro canto mancano quegli elementi più da gioco di ruolo come ad esempio i dialoghi a scelta multipla, anche perché di fatto la componente umana, ovvero gli NPC con cui di solito interagivamo negli ultimi capitoli, sono del tutto assenti. E questa è una delle principali critiche che gli utenti stanno muovendo a Bethesda e a Fallout 76. Di fatto gli unici umani che incontreremo nell’Appalacchia sono gli altri giocatori, e neanche così di frequente visto che, almeno al momento, ogni server ospita in tutto 24 giocatori.

Partire da questa caratteristica e definirla un’esperienza che non ha nulla a che spartire con la serie Fallout è estremamente sbagliato, almeno a nostro avviso. L’esplorazione dell’ignoto, delle rovine della civiltà moderna e il continuo potenziamento del proprio personaggio erano parte integrante dei precedenti capitoli, e in Fallout 76 sono per certi versi ampliati. L’inserimento di meccaniche survival e la struttura del mondo di gioco rendono il tutto ancora più immersivo, aggiungendo quel pizzico di ansia che potrebbero innescare nel giocatore un vero e proprio senso di assuefazione. Potrebbero, perché alcuni giocatori non sono riusciti a farsi convincere da tali meccaniche, bocciando il gioco durante le prime fasi senza dare fiducia al proseguo della storia e delle attività di gioco.

Questo perché, come accennato, Fallout 76 richiede una certa elasticità mentale, un calarsi a fondo nel personaggio e nel contesto che per molti versi è anche più “realistico” (con virgolette grandi quanto una casa) degli altri capitoli. Di fatto siamo gli abitanti di un vault, poche decine per la precisione, proiettati al di fuori del rifugio dopo pochi decenni dal conflitto nucleare che ha sconvolto la superficie del pianeta. E nel West Virginia, a differenza di altre località degli Stati Uniti, è in corso una nuova piaga che di fatto ha spazzato via quel poco di civilizzazione che stava cercando di riemergere. Gli stessi giocatori che accusano il titolo online di Bethesda di non essere un Fallout puntano il dito anche verso la storia. Non è solo l’assenza degli NPC ma anche tutta la trama, che di fatto viene svelata dall’ascolto di vari olonastri o tramite la lettura di missive sparse per il mondo di gioco, a non intrattenere a sufficienza.

I problemi del titolo non finiscono con l’assenza degli NPC. La componente multiplayer non è curata a sufficienza. Non c’è una chat di testo globale, e l’unico modo di comunicare con gli altri giocatori è la chat vocale, cui manca però il push-to-talk, che vi permette di sentire e di parlare con i giocatori che sono nelle vicinanze. E il PvP attualmente non ha tutto questo senso. Uccidere gli altri giocatori vi procurerà uno stato di Ricercato, con apposito segnalino rosso sulla mappa di gioco, e nulla più. Vincere uno scontro si traduce in qualche tappo extra e null’altro. Il giocatore sconfitto respawnerà nelle vicinanze e potrà ripartire da dove aveva lasciato la sua partita senza grossi problemi. Anche scassinare le casse negli insediamenti degli altri giocatori vi premierà con qualche tappo, ma le interazioni di fatto finiscono qui.

La soddisfazione e il divertimento maggiori si hanno a formare party con altri giocatori e lanciarsi in missioni di alto livello (ahinoi, non condivisibili) e nelle altre attività di gruppo che sono state ben illustrate da Bethesda anche prima del lancio. Il sistema di talenti del gioco, realizzato con un espediente che ricorda un gioco di carte collezionabili, si sposa alla perfezione proprio con queste attività. Ci sono infatti talenti che permettono di avvantaggiare abilità e caratteristiche specifiche giocando solo ed esclusivamente in gruppo. Ma anche qui c’è un problema di fondo: il gioco difficilmente vi mette in stanze di gioco con giocatori del vostro stesso livello, e il più delle volte troverete utenti intenti nelle loro attività che magari non hanno alcuna voglia di darvi mano o di lanciarsi in attività casuali. L’unico punto di ritrovo saranno gli eventi pubblici, a cui comunque pochi giocatori potrebbero accorrere. Ciò significa che il modo migliore per godersi Fallout 76 è acquistarlo e giocarlo a fianco di amici su cui sapete di poter contare.

Da lupi solitari, Fallout 76 sa rivelarsi un titolo difficile, a tratti frustrante se non affrontato con la giusta mentalità. Alcuni nemici si rivelano estremamente tosti, ed esplorando, liberamente o mossi dalla quest di turno, potreste trovarvi contro avversari di livello molto più alto del vostro. I combattimenti contro tali creature sono ostici, e se ci unite la barra relativa ai punti azione che limita l’uso di salti, corsa e S.P.A.V., il consumo di munizioni e la possibilità che le vostre armi (e armature) si danneggino anche durante gli scontri torna prorompente quella sensazione di ansia che permea anche il resto dell’esperienza di gioco. Dovrete poi fare attenzione a trasportare il giusto ammontare di oggetti, a rimanere ben idratati e nutriti per evitare di influenzare negativamente la barra dei punti azione, alle radiazioni, alle malattie, alle mutazioni genetiche, a raccogliere in giro per il mondo oggetti di vario genere per non rimanere mai senza alluminio e altri elementi preziosi utili a riparare i vostri oggetti e così via.

In molti poi hanno citato la scomodità del Pip-Boy e l’inutilità del sistema S.P.A.V.. Ci sentiamo di spezzare una lancia a favore di entrambi. Il Pip-Boy è praticamente un marchio della serie, e la sua scomodità (o incapacità di utilizzo dopo 3 capitoli della serie che ne fanno uso) può essere evitata con un’interfaccia di utilizzo alternativo. Per accedere ad oggetti specifici durante i combattimenti c’è una ruota di accesso veloce dove è possibile collocare quelli preferiti. Lo S.P.A.V. in tempo reale se la cava meglio di quanto pensassimo: oltre ad essere utile per scovare eventuali nemici che ci sono sfuggiti a colpo d’occhio, può togliervi dai guai in situazioni più concitate, quando ad esempio vi piombano nemici in corpo a corpo e non riuscite a prendere bene la mira. In ogni caso il suo utilizzo in un contesto unicamente “real time” è più utile del previsto. Anche il sistema di costruzione del campo base funziona meglio del previsto, fondendosi bene anche con le dinamiche multigiocatore vista la possibilità di spostarsi rapidamente e gratuitamente verso i campi base amici.

Il sistema di shooting è ovviamente ereditato dai suoi predecessori (così come tanti altri dettagli): è legnoso, non è assimilabile a quello di un FPS, sa anche questo rivelarsi frustrante ma ci si fa ben presto l’abitudine. Il fatto è che attaccare Fallout 76 per molti dei motivi che abbiamo elencato finora equivale ad attaccare anche i precedenti capitoli, ed è forse per questo che la reazione dei fan della serie ci è parsa fin troppo esasperata. Un conto è dire che il titolo non introduce nulla di nuovo se non alcune dinamiche online e uno sviluppo diverso della trama e della componente ruolistica. Un conto è dire che il gioco è un totale disastro sotto ogni punto di vista. I problemi non mancano, e li abbiamo già sottolineati (e dobbiamo tra l’altro evidenziarne altri), ma puntare il dito solo contro questo capitolo manca di coerenza, specialmente da chi si pronuncia fan della serie.

Il motore grafico è un altro di quei componenti ereditati da Fallout 4. Le ambientazioni all’aperto sanno talvolta stupire, anche grazie ad un nuovo sistema di illuminazione che in certi momenti della giornata (alba e tramonto soprattutto) impreziosisce il tutto con raggi di luce che filtrano dagli alberi. Guardando nel dettaglio però si nota l’utilizzo di asset vecchi, palesemente riciclati, e talvolta anche a bassa risoluzione. Anche le animazioni non sono per nulla ringiovanite, e non è così improbabile assistere a fenomeni di compenetrazione poligonale, pop-up, glitch e altri problemi che da un lato è anche lecito aspettarsi in un open world così vasto e che dall’altro fanno storcere il naso vista l’anzianità, e i problemi conclamati, del motore grafico utilizzato.

A leggere gli ultimi paragrafi sembra di essere davanti ad un completo disastro. Sicuramente Fallout 76 non è il titolo dell’anno, e sicuramente non è il miglior esponente della sua serie, ma da lì a definirlo un completo disastro ci corre un bel po’. Nonostante i bug che abbiamo citato e in cui ci siamo imbattuti, il gioco, provato su più laptop con diverse configurazioni hardware, ci ha disconnessi per via di un crash una sola volta. L’assenza di NPC forse si fa sentire, ma non mina il divertimento che si prova ad esplorare l’Appalacchia e a proseguire nelle indagini che compongono la trama principale.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Fallout 76Giudizio Finale – Fallout 76 non è assolutamente un gioco per tutti, per via dell’impalcatura da online game, per via delle meccaniche survival ulteriormente esacerbate e, perché no, anche per via del suo motore grafico datato che si trascina dietro svariati problemi oramai da anni. Non prende il giocatore per mano, se non durante le primissime ore di gioco, risultando difficile e talvolta frustrante. Riesce però a mantenere intatta l’atmosfera degli ultimi capitoli, proiettandoci in un open world che nulla ha a che invidiare alle produzioni passate, se non l’assenza degli NPC che tanto pesa ad alcuni utenti. Si tratta di uno strano mash-up, che solo in parte può essere definito gioco di ruolo, e che ancora deve esprimere tutto il suo potenziale.

Ovviamente non possiamo giudicarlo per ciò che potrebbe essere in futuro, dopo patch (ne sono già state rilasciate e ce ne sono molte in programma) ed eventuali espansioni atte a migliorare o appunto ad espandere quanto visto finora. Dobbiamo giudicarlo per quello che è, penalizzandolo per i difetti e per il suo voler sfruttare fin troppo elementi, grafici e non, del capitolo precedente. Vero è che ci sono ampi margini di miglioramento, e Bethesda ci sta lavorando anche in base al feedback di quell’utenza più fedele che non si è lasciata spaventare dalla difficoltà del gioco e dal suo essere diverso. Perché sì, alla fine, Fallout 76, che ci crediate o meno, riesce a divertire, riesce a catturarvi in una nuova ambientazione post-apocalittica che ha tanto da raccontare nonostante i suoi difetti. Solo che i difetti pesano, influendo anche sul giudizio finale di quello che poteva essere un ottimo esponente della serie.

Approfittiamo per spezzare l’ultima lancia, stavolta a favore della stessa Bethesda: nei mesi antecedenti al lancio il publisher aveva svelato praticamente per intero le sue carte. Gli acquirenti della prima ora sapevano dell’assenza degli NPC, sapevano delle meccaniche survival e guardando i video gameplay potevano anche aspettarsi che il motore grafico non avesse fatto tutti questi passi in avanti. Un conto è lamentarsi dei bug, delle disconnessioni o delle patch da 50 GB, un conto è lamentarsi di caratteristiche del gioco che erano note già da mesi prima del lancio ufficiale del titolo.

PRO CONTRO
  • Ambientazione affascinante
  • Ancora più grande e vario degli altri capitoli
  • Meccaniche survival ben implementate, seppur severe
  • Sa rivelarsi frustrante
  • Il motore grafico ha fatto il suo tempo
  • Le dinamiche multigiocatore non sono così incisive

Screenshot

Trailer