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FIFA 19: la parola d’ordine è ancora una volta “spettacolo” (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione FIFA 19 – Dopo l’appuntamento con il calcio secondo Konami eccoci con il consueto spazio dedicato invece all’altra eccellenza del mondo dei simulatori calcistici, FIFA 19, il nuovo capitolo della serie firmata EA Sports. È il secondo anno che FIFA fa tesoro di quanto introdotto nelle precedenti versioni, ovvero il motore grafico proprietario Frostbite Engine e la modalità Il Viaggio, stavolta incentrata fin da subito su tre protagonisti. E anche quest’anno la parola d’ordine è sempre “spettacolo“. L’acquisizione dei diritti relativi alla Champions League (e non dimentichiamoci dell’Europa League!) non sono altro che la ciliegina sulla torta che forse mancava a FIFA. Scopriamo insieme cosa ha da offrirci quest’anno e se, come al solito, vale la pena passare dal precedente capitolo a quello nuovo.

Editore EA
Sviluppatore EA Canada, EA Romania
Piattaforme PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC Windows
Genere Calcio
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto Varie versioni (da 54,59€)

Video Recensione FIFA 19

La nostra video recensione di FIFA 2019 è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su Xbox One S e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Let’s get physical, physical

Iniziamo subito dal gameplay, un reparto in cui di solito (quest’anno più che mai) la concorrenza eccelle. Quest’anno ci sono diverse caratteristiche che faranno la gioia degli appassionati. Iniziamo dall’Active Touch System, un espediente che migliora sensibilmente il modo in cui il giocatore riceve e gestisce il pallone. Il tutto è influenzato dalle caratteristiche dei giocatori e anche dal modo in cui le loro controparti reali si comportano effettivamente in campo, in modo da riflettere la loro personalità e creatività. Gli atleti rispondono in modo più repentino ai comandi dell’utente, e le migliorie introdotte da questa caratteristica si intravedono sin dai primi minuti di gioco osservando proprio il modo in cui ricevono e mantengono il controllo del pallone. I calciatori usano tutto il loro fisico e analizzando i movimenti da vicino si possono notare come le animazioni, già migliorate l’anno precedente, siano state ulteriormente impreziosite per stare al passo con la fisicità rinnovata.

E sempre a proposito di fisicità, la presenza fisica del calciatore non si nota solo durante i contrasti, ma anche nelle mischie, durante i calci d’angolo o le punizioni, e anche controllandolo magari in occasione di un contropiede. Andare a sbattere contro gli altri membri della squadra o contro gli avversari non è così improbabile: se giocate in modo sgangherato si vede in campo, perché ogni atleta virtuale ha le sue zone, ha presenza fisica in campo. Sempre grazie all’Active Touch System sono stati migliorati anche i tiri al volo: risultano più naturali, anche se eseguire tiri efficaci richiede un po’ di pratica e di senso del gioco.

Torniamo un attimo sui contrasti e più in particolare sulla funzione 50/50 Battles, un’altra delle novità di quest’anno. Si tratta di una reinterpretazione della fisica che si nasconde dietro i contrasti e il suo obiettivo è ovviamente quello di donare una ulteriore sensazione di realismo. Come? Aggiungendo un fattore casualità, tenendo maggiormente conto di eventuali rimpalli e cercando di tenere di conto anche delle abilità di chi, pad alla mano, ha maggiore prontezza di riflessi per riprendere possesso palla in caso appunto di rimpallo. Tale funzione dovrebbe servire a rendere i contrasti meno scriptati (non a caso si parla di maggiore casualità). Che sia un modo per arginare le polemiche sul momentum?

Tra le altre novità di rilievo vi sono la Finalizzazione a Tempo e le Tattiche Dinamiche. La prima permette di aumentare la precisione di un tiro: il giocatore, dopo aver premuto il tasto per tirare in porta, deve ripremere al momento in cui il piede colpisce la palla per incrementare la precisione. Ciò significa avere una buona dose di riflessi e di concentrazione, ma non è assolutamente obbligatorio utilizzare tale funzione. Oltre ad essere disattivabile dalle impostazioni, è sufficiente non premere nulla dopo la prima pressione per lasciare che il gioco calcoli da solo come di consueto la traiettoria e la sua precisione. E prima di passare ad altri argomenti, un cenno d’obbligo anche alle Tattiche Dinamiche. Oltre a poter modificare o personalizzare i moduli ci sono delle vere e proprie strategie di gioco (difensiva, ultra difensiva, attacco, ultra attacco) da poter impostare. È possibile regolare l’ampiezza e la profondità delle posizioni della squadra, quando modificare strategia di gioco e tanto altro, ed è possibile intervenire anche durante la partita anche grazie alla croce direzionale.

Nessuna menzione in particolare per portieri e arbitri: ci è sembrato tutto nella “norma“, senza punte di eccellenza o particolari miglioramenti rispetto all’anno scorso. Ma in tutto ciò, nel complesso, come risulta il gameplay? Divertente, solido, con alcune chicche che aggiungono realismo e maggior coinvolgimento dei calciatori in campo con un solo ma. Il ritmo di gioco è ancora troppo frenetico rispetto a quanto offerto dalla concorrenza, e caratteristiche come la Finalizzazione a Tempo non fanno altro che aggiungere ulteriore uso di riflessi e velocità. Alcune partite si traducono quindi in un passaggio ossessivo di palloni, una sorta di tiki-taka che in certi contesti può rivelarsi frustrante.

Les grandes équipes, the Champions

Le migliorie a livello gameplay non sono comunque l’unica novità di rilievo. Ora come ora c’è poco da fare: FIFA in quanto a smuovere i cuori dei veri appassionati del gioco del calcio non ha rivali. L’introduzione della Champions League e della Europa League, comprensive di tutte le chicche grafiche nel pre-partita e di tutto ciò che caratterizza queste competizioni, aggiungono ulteriore charme ad un titolo già ricco di attrattiva. Tali competizioni si inseriscono anche all’interno della modalità Carriera. Dalla modalità Calcio d’Inizio, quella in cui è anche possibile selezionare la Champions League per esempio, è anche possibile selezionare le Regole personalizzate. Ad esempio c’è la modalità survival: ad ogni goal subito la squadra perde un calciatore a caso (escluso il portiere); o ancora quella Niente regole, che non prevede falli, fuorigioco o cartellini.

Come già accennato torna anche Il Viaggio, forse in una delle sue migliori iterazioni dal suo debutto. Quest’anno ci alterneremo fra tre diversi protagonisti: Alex Hunter, da sempre protagonista de Il Viaggio impegnato con grandi squadre europee dopo l’avventura negli States, Danny Williams, amico di vecchia data di Alex nonché suo ex-compagno di squadra attualmente impegnato nella Premiere League, e Kim Hunter, sorella di Alex nonché calciatrice professionista alle prese con il campionato statunitense. Oltre ad introdurre tre storie diverse, intrecciate ma comunque distinte, l’introduzione di Kim ci permette di vivere il calcio al femminile, già presente in realtà nella serie FIFA da qualche anno. Il Viaggio permette nuovamente di vivere l’esperienza di un calciatore sia fuori che dentro il campo, con allenamenti mirati, dialoghi che possono influenzare l’andamento della storia e competizioni più o meno importanti, e il cambio tra i vari protagonisti aggiunge quel twist necessario ad impreziosire ulteriormente il tutto e a renderlo ulteriormente dinamico. C’è però da dire che anche a causa dell’alternanza tra i personaggi si assiste a qualche caricamento di troppo.

Ovviamente presente anche la modalità FIFA Ultimate Team, parte oramai fondamentale dell’esperienza di gioco offerta da FIFA. Quest’anno troviamo ad accoglierci le Division Rivals: avviandola ci troveremo a giocare una serie di partite per determinare il punteggio abilità e, di conseguenza, la divisione di partenza. Durante la settimana affronteremo quindi avversari appartenenti alla medesima divisione, con un punteggio abilità quindi simile al nostro. Cambia anche il concetto stesso di competizione all’interno delle divisioni, visto che ogni giocatore gareggia non tanto per un posto in classifica, quanto più per un punteggio per garantire salvezza o promozione nella divisione successiva. I premi assegnati dipendono dalle fasce in cui sono divise le divisioni. Ci sono poi ulteriori sfaccettature che vanno approfondite giocando, ma vi basti sapere che saranno sufficienti a garantire un bel po’ di divertimento.

E lato tecnico? In parte soliti pregi e difetti dell’anno scorso: i modelli grafici dei calciatori più famosi sono praticamente perfetti, anche da un punto di vista di animazione, mentre per quelli meno noti EA dovrebbe imparare dalla concorrenza. Il nuovo comparto animazioni si fa vedere in più di un’occasione, e le collisioni tra i giocatori o i contrasti più duri sono un piacere da vedere. Il Frostbite, in ogni caso, continua a dare il meglio di sé in praticamente ogni occasione. La telecronaca in italiano è affidata nuovamente a Pierluigi Pardo e Stefano Nova. Davvero niente male il numero di battute che si scambiano i due telecronisti, con dialoghi relativi anche alla storia o al mercato recente delle squadre coinvolte. E come al solito anche la scelta delle tracce che ci accolgono nei menu e in altri contesti è sufficientemente azzeccata.

9.0

Giudizio Finale

Recensione FIFA 19Giudizio Finale – Che dire quindi di FIFA 19? In parte EA ha giocato sul sicuro, puntando ancora forte su Ultimate Team, su Il Viaggio e su Frostbite, l’engine grafico che permette una tale resa sia fuori che dentro il campo di gioco. In parte ha comunque cercato di introdurre novità a livello di gameplay e di modalità di gioco, limando e migliorando quanto visto negli anni precedenti. L’introduzione della Champions e dell’Europa League, come detto in apertura, è la vera ciliegina sulla torta che rende il tutto ancora più appetibile e, perché no, anche più longevo. Ci sono comunque ancora margini di miglioramento per quanto riguarda il gameplay, visto il ritmo di gioco talvolta è un tantino esasperante. Acquisto praticamente obbligato per gli appassionati? Probabilmente sì, anche perché il calcio è anche spettacolo e EA quest’anno più che mai ci tiene a ricordarcelo.

PRO CONTRO
  • Champions e Europa League
  • Il Viaggio con 3 protagonisti
  • Novità a livello gameplay
  • Ritmo di gioco
  • Volti dei giocatori meno noti

Recensione FIFA 19 – Screenshot