Final Fantasy VIII Remastered è Final Fantasy VIII, nel bene e nel “male” (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Final Fantasy VIII Remastered – Chissà dove si nascondeva il codice sorgente di Final Fantasy VIII. Magari in uno sgabuzzino? Nella vecchia sede di SquareSoft? Su un disco rigido lasciato nel garage di Sakaguchi? Del resto, è sempre stato l’ottavo capitolo a mancare nelle grandi e frequenti operazioni di rimasterizzazione del colosso giapponese, portate su una miriade di piattaforme, tra console e dispositivi mobili. Fatto sta che Final Fantasy VIII Remastered è finalmente realtà, e questa, cari amici della fantasia finale e non, è la nostra recensione.

Editore Square Enix
Sviluppatore Square Enix
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows, Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 19,99€

Liberi fatali


È sufficiente farsi un giro in un qualsiasi centro di discussione online, che sia un forum o un gruppo Facebook, per rendersi conto che Final Fantasy VIII viene ricordato spesso come il capitolo più sottovalutato della saga, per una serie di fattori legati più che altro al successo e alla continua comparazione con il predecessore (sorte simile toccò al dodici nei riguardi del dieci, per dire). Non qui in Italia però, dove il look maturo e la presenza dei sottotitoli in italiano avevano fatto presa su quella fetta di pubblico curiosa di affrontare il clamoroso Final Fantasy VII, ma che, per un motivo o l’altro, lo avevano lasciato in disparte, rivolgendo le attenzioni verso l’ottava fantasia finale. Una fantasia molto particolare, che giunge nuovamente tra le nostre mani a distanza di oltre vent’anni dopo la sua uscita originale, in una forma appena levigata per giustificare il Remastered nel titolo.

Prima di tutto, emerge un chiaro rinfresco dei modelli di personaggi principali, di contorno e dei nemici, in quanto godono di materiali ben più definiti, con una conta poligonale maggiore che rivela dettagli quasi impercettibili nel titolo originale. Dagli occhiali della professoressa Quistis alla definizione del volto di Squall, per non parlare della bellezza rinnovata delle evocazioni, insomma, la veste grafica può adesso contare su miglioramenti tangibili graditissimi che faranno la gioia di chi lo aveva giocato in passato: si notano dei piccoli cambi stilistici in alcuni personaggi, nulla che possa però intaccare la visione artistica del gioco. Gli altri invece storceranno il naso guardando il contrasto che si crea tra i modelli ripuliti e i fondali in bassa risoluzione, i quali purtroppo non sono stati ritoccati a dovere: certo, vi sono dei flebili miglioramenti per mascherare le sgranature, ma sono gli stessi visti un ventennio fa sulla prima PlayStation, incastonati in un formato 4:3 che relega l’azione in un quadrato sullo schermo, stretto dalla morsa delle bande nere. In più, se si dà uno sguardo a cosa sia in grado di fare l’utenza con l’intelligenza artificiale neurale, i cui algoritmi possono ingrandire e affinare gli sfondi pre-renderizzati nel gioco, tanto da farli sembrare ad una risoluzione molto più alta di quella originale, si rimane un po’ delusi dal lavoro svolto. Peraltro, anche la mappa non ha subito un trattamento di miglioramento, risultando a dir poco vetusta.

D’altra parte, sono state introdotte alcune funzionalità per edulcorare l’esperienza. La più gradita è senz’altro la velocità aumentata, che di fatto la triplica nelle fasi esplorative e nei combattimenti, proprio come se stessimo giocando su un emulatore: si rivelerà un grande amico durante l’accumulo selvaggio di esperienza. Peccato che non si possano velocizzare i tutorial, inficiati da schermate inutilmente prolisse. In più, se la difficoltà del gioco dovesse spaventarvi, spiccano due opzioni inedite, o meglio, due “trucchi” che potrebbero inorridire i fan più ligi al dovere: è possibile sia disattivare gli incontri casuali, che attivare un bonus battaglia grazie al quale potrete acquisire un incremento istantaneo alle statistiche ogni volta che lo si desidera. Ecco, è proprio la facilità di attivazione a destare dei dubbi: basta spingere le levette analogiche per attivare uno o l’altro. Ci sarebbe piaciuto poter scegliere di avere o meno queste funzionalità aggiuntive prima di scendere in partita, o al massimo nei pressi di un punto di salvataggio. Segnaliamo poi la presenza di un trofeo di platino, un’aggiunta deliziosa per i collezionisti di traguardi digitali.

Per il resto, si sa, è Final Fantasy VIII, un romanzo di crescita personale tradotto in videogioco che avrà sempre un posto nella storia videoludica, con la sua trama che esplora la solitudine, l’incertezza, la politica e l’amore, con il suo scenario bellico che mescola fantascienza e fantasy, con il suo Junction System basato sul collegamento di evocazioni e magie che o lo si ama o lo si odia, o quantomeno lo si impara ad apprezzare per la creatività di SquareSoft di proporre modelli di progressione sempre originali e mai banali, un pregio ulteriormente dimostrato dal mitico Triple Triad, il complesso gioco di carte che fa da minigioco principale all’avventura. L’evoluzione del racconto, tuttavia, è composta da risvolti narrativi che destano tutt’ora dubbi e accesi dibattiti, ma si tratta di materie di disquisizione nelle quali non intendiamo avventurarci in questa recensione. Possiamo però esprimere un parere personale, decretando The Legendary Beast come miglior pezzo della colonna sonora, nonostante l’indubbia bellezza di Liberi Fatali? A prescindere dalla risposta, la flessibilità musicale del genio di Nobuo Uematsu rimarrà per sempre negli annali.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Final Fantasy VIII Remastered  Giudizio Finale – Final Fantasy VIII Remastered porta finalmente l’ottavo capitolo sugli schermi delle piattaforme moderne e lo fa nel modo più sicuro possibile: migliora i modelli ma lascia in disparte in fondali, aggiunge funzionalità ma non troppe e li racchiude in un pacchetto da un prezzo non proibitivo ma nemmeno golosissimo. Insomma, un’operazione di restauro come un’altra, che riporta in auge un grande classico di cui si sentiva la mancanza. L’intelligenza artificiale neurale ha già dato dimostrazione che potrebbe fare di meglio, eppure questo è l’unico modo per giocare a Final Fantasy VIII nella sua versione più bella in via ufficiale. Avrebbe meritato un trattamento migliore vista l’attesa e la portata storica, ma com’è che si dice? Chi si accontenta gode.

PRO CONTRO
  • Un classico finalmente restaurato
  • Nuova funzionalità, tra cui la velocità aumentata
  • Modelli rinfrescati rivelano particolari mai visti…
  • … e creano un contrasto poco piacevole con i fondali sgranati
  • Il formato 4:3 è anacronistico

Trailer

Screenshot

  • Ade

    nel giudizio finale avete scritto “Final Fantasy VII”.
    cmq penso non lo rigiocherò. Comprai il X remastered ma le meccaniche troppo antiquate dopo un po’ stufano e abbandonai.