Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted fa troppa paura? (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted – Era inevitabile che prima o poi Five Nights at Freddy’s sarebbe approdato sulla realtà virtuale. D’altronde, sembra concepito per essere vissuto con un visore sulla testa. Il motivo? È nella nostra recensione di Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted.

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Editore Scottgames
Sviluppatore Steel Wool Games, Inc.
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Horror
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 29,99€

Belli fuori, brutti dentro

Non sapremmo come definire Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted. Vedetelo anzitutto come una celebrazione all’ormai nota saga di Scott Cawton, che conta una decina di opere tra videogiochi e libri, sparsi tra smartphone e PC, ma è anche e soprattutto la traduzione nel linguaggio VR della formula originale, nata nel 2014 e divenuta presto un fenomeno. Nel caso ve lo steste chiedendo, questa incarnazione a base di realtà virtuale può essere affrontata senza che conosciate la serie, e, a onor del vero, non c’è momento migliore per catapultarsi dentro.

Per quei pochi che non la conoscessero, si tratta in buona stanza di un’esperienza statica d’orrore in cui il giocatore, nelle vesti di una guardia notturna, deve monitorare il servizio di sorveglianza di un particolare ristorante, famoso per i suoi pupazzi animatronici che rallegrano i più piccoli nelle ore diurne. La notte, invece, i bambolotti si riattivano e distruggono qualsiasi cosa capiti a tiro, come se si sfogassero prima di iniziare il loro lavoro di intrattenitori.

L’obiettivo dunque è resistere un’intera notte nell’ufficio del locale, mentre gli animali robotici prendono vita in maniera imprevedibile nelle altre sale: bisogna quindi capire la loro posizione tramite le telecamere in dotazione e bloccare le porte della stanza non appena questi si avvicinano. L’energia per attivare i marchingegni ovviamente è centellinata, e dovrete farvela bastare per tutta la nottata, dosando i consumi senza farsi prendere dal panico. E se un animatrone supera le vostre difese? Be’, partirà un jumpscare spalmato sulla vostra faccia e la partita terminerà all’istante.

Di ovvia conseguenza, il terrore deriva dal fatto che si vuole evitare di ricevere questi mostri urlanti sparati ad un soffio dal naso, ma non è solo una questione di jumpscare, ai quali, volendo, ci si può pure abituare, anche se dipende dalla propria sensibilità. In ogni caso, Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted riesce a confezionare contesti efficaci tutt’altro che artificiali, contesti imprevedibili che dipingono la paura come pochi altri sulla realtà virtuale. Perché banalmente sei tu ad essere lì, siete voi a premere i pulsanti, fisicamente, non c’è uno schermo a separarvi dal terrore. Dalle vetrate e dalle telecamere è possibile vedere i bambolotti che vi fissano, vi osservano, seguono il vostro sguardo, ed è angosciante.

Tra i metodi di controllo, il Dualshock si rivela uno scomodo compagno, in quanto coinvolge il movimento nello spazio, e i suoi sensori non vantano un tracciamento affidabile. La coppia di Move è senz’altro consigliata, se non l’unica da prendere in considerazione, sia per un motivo di comodità che di coinvolgimento, malgrado qualche singhiozzo nella precisione, una problematica alleviata dal gioco in piedi e in una stanza spaziosa.

L’esperienza inoltre utilizza il suono spaziale come strumento ludico e d’atmosfera, per enfatizzare la presenza dei nemici, e il lavoro svolto nella stesura dell’audio attraverso le cuffie è fenomenale. Vi è un’attenzione maniacale nella creazione degli animatroni, risultano giganteschi dalle lenti del visore, ciascuno caratterizzato a regola d’arte nei movimenti e nei rumori. L’illuminazione è furba, sa quali tasti toccare per sconvolgere, in uno stile da vendere che mette genuinamente ansia. La resa complessiva, eccetto un paio di seghettature tollerabili, è assolutamente promossa, e si piazza tra le migliori nel saper trasmettere paura tra gli esponenti del genere.

L’offerta poi conta due tipi di attività: anzitutto, da una parte abbiamo i rifacimenti dei capitoli principali, per mezzo dei quali si ripercorre la crescita della saga. La ricetta rimane vincolata all’approccio stazionario, ma rimescola le carte in tavola di episodio in episodio: cambia luogo di gioco, aggiunge maschere per illudere gli avversari, sistemi di ventilazione, fantasmi e altre diavolerie che lasceremo a voi il piacere di scoprire, anche perché le istruzioni non sono sempre ben chiare: di sicuro, delle spiegazioni utili avrebbero migliorato l’impatto iniziale, dato che molti aspetti del gioco rimangono nell’ombra.

Dall’alto lato, invece, troviamo dei minigiochi costruiti attorno alla realtà virtuale, come Parts and Service, dove bisognerà smontare e rimontare gli animatroni seguendo le istruzioni vocali, o le Dark Rooms, in cui dovrete utilizzare la torcia per tenere lontani i pupazzi. Queste attività non brillano come i rifacimenti, e alcune si prestano ad essere giocate una singola volta o poco più, ma è molto probabile che diventino le star delle vostre serate a tema VR, perché vi verrà voglia di farle provare ai vostri amici, per vedere le loro reazioni. Dispiace che siano assenti delle opzioni di personalizzazione della partita come nello spin-off Ultimate Custom Night, attraverso cui era possibile attingere da tutti i mostri della serie e scegliere la difficoltà più adatta alle proprie esigenze.

Del resto manca un vero e proprio ordine cronologico, poiché le modalità possono essere affrontate in modo indipendente una dall’altra, ma il completamento di un livello, di una specifica modalità, ne sblocca la variante più difficile. Si percepisce un po’ di frammentarietà nell’esperienza, a causa, appunto, dell’assenza di un solido filo conduttore, essendo di fatto una raccolta. Si cerca in questo modo di smorzare la ciclicità dell’esperienza, che assicura diverse ore in sua compagnia. Peraltro, il bilanciamento della difficoltà tende verso l’alto, e alle volte esagera con alcuni picchi di sfida ingiustificati, che vanno domati semplicemente ripetendo più volte lo stesso schema.

Se i contenuti non dovessero bastarvi, Five Nights at Freddy’s calca la mano con i collezionabili, tra regali donati a fine partita, monete nascoste per acquistare gadget di dubbia utilità e audiocassette che raccontano la trama dell’incarnazione VR nella sola lingua inglese, con sottotitoli attivabili all’occorrenza: non sarà un metodo convenzionale, né tanto-meno il migliore, ma si nota lo sforzo nel voler dare continuità alla serie, nella realizzazione di un disegno narrativo curioso, seppur frammentato e non sempre limpido. Malgrado quanto detto, siamo certi di una cosa: Five Nights at Freddy’s funziona bene in VR, anzi, funziona meglio in VR, decisamente meglio, funziona così bene che il futuro della saga potrebbe essere questo, di cui stiamo avendo prova ora.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted  Giudizio Finale – Five Nights at Freddy’s VR: Help Wanted dimostra come la serie d’orrore con gli animatroni sia perfettamente a suo agio nella realtà virtuale, tanto è vero che sembra nata per questa tecnologia. Mettiamo però in chiaro una cosa: se siete allergici allo jumpscare, lasciatelo lì dov’è. Se ciò non vi spaventa e, anzi, ne siete ghiotti, sappiate che le meccaniche del filone originale sono state tradotte alla perfezione in VR, e che il coinvolgimento offerto dal visore è alle stelle. Alla base rimane pur sempre Five Nights at Freddy’s, con i limiti del caso, eppure, ad oggi, è senza dubbio il miglior Five Nights at Freddy’s, quello che ha sempre desiderato di essere, quello che vorrete far provare a tutti per vedere le loro reazioni. Quello che difficilmente dimenticherete quando andrete a letto.

PRO CONTRO
  • Stile da vendere
  • Atmosfera da incubo grazie al suono
  • Animatroni caratterizzati magistralmente
  • Formula originale rivitalizzata in VR
  • Buona mix di rifacimenti e attività inedite
  • Esperienza ciclica e un po’ frammentata
  • Alcuni picchi fastidiosi di difficoltà
  • Scomodo con il Dualshock
  • Poche istruzioni per i neofiti

Trailer

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