Ho giocato a Football Manager dopo 10 anni: è ancora il migliore, dentro e fuori dal campo (recensione)

Vezio Ceniccola

Recensione Football Manager 2020 – Questa non è una recensione come le altre e non può esserlo per varie ragioni: prima di tutto perché vi parlerò in prima persona, con un tono molto più intimo rispetto al solito, raccontandovi anche un pizzico della mia storia personale; in seconda battuta perché sarà più concisa e diretta, vista la notorietà del titolo e delle sue meccaniche. Oggi parlerò, infatti, di uno dei manageriali più famosi al mondo, se non il più famoso in assoluto, arrivato a quest’ennesima iterazione consapevole del suo successo ma anche dei suoi limiti, che non intende superare. Un gioco che ho amato molto durante la mia adolescenza e che ho poi abbandonato (consapevolmente) per buona parte della mia vita, mettendolo da parte senza mai dimenticarlo. Per questo è stato semplice ricominciare con Football Manager 2020, riscoprendo un vecchio amico ancora in forma. E lo voglio dire sin da subito: è ancora il miglior gioco simulativo gestionale del mondo, non solo nella cerchia degli sportivi, ma a tutto tondo. Se siete pronti a scendere in campo con me, adesso vi racconto il perché.

Editore SEGA
Sviluppatore Sports Interactive
Piattaforme PC Windows, macOS, Google Stadia
Genere Simulativo/gestionale sportivo
Modalità di gioco Giocatore singolo, Multi giocatore online
Lingua Italiano (solo testo)
Prezzo e acquisto 49,49€ (PC) | 54,99€ (Steam)

“Non ce la faccio, troppi ricordi”

Gioco a Football Manager da quando si chiamava ancora Scudetto – o Championship Manager se preferite – e veniva distribuito da Eidos Interactive. Probabilmente è uno dei giochi a cui ho dedicato più ore in assoluto durante l’adolescenza, soprattutto nel periodo 2002-2006, spaccandomi gli occhi con la sua grafica super colorata e i suoi fittissimi menu. Poi ho continuato a giocarci anche negli anni successivi, sebbene con minor intensità, più o meno fino al 2009. Erano quindi 10 anni tondi tondi che non toccavo un Football Manager.

La prima impressione che ho avuto una volta avviata questa versione 2020 è stata di familiarità: è cambiato tutto, ma è tutto ancora al suo posto. L’interfaccia di gioco ha mantenuto la sua impostazione originaria, con gli stessi menu, le stesse sezioni e la stessa infinita versatilità, uno degli aspetti più caratteristici della serie. Certo, il design è molto più rifinito, sono stati aggiunti tanti dettagli, spostati un po’ di pulsanti, ma l’anima è sempre la stessa. Mi piace pensarla come un’auto d’epoca, a cui è stata rifatta la carrozzeria e sono stati aggiunti tanti optional, ma sotto al cofano si sente ancora il ruggito del suo vecchio motore.

E il paragone calza a pennello anche perché il “motore sotto al cofano” di Football Manager 2020 è realmente quello originario: sto parlando dell’enorme database di calciatori, allenatori, preparatori, osservatori, dirigenti e staff di ogni genere, che da decenni è il vero cuore dell’intera esperienza di gioco. Se Football Manager è Football Manager gran parte del merito è dovuto alla cura maniacale che gli sviluppatori e i collaboratori mettono nel lavoro di aggiornamento della loro banca dati, che contiene i valori di ogni attributo di ogni persona presente nel gioco, insieme alla sua storia personale e ad altri tratti caratteriali distintivi. Ciascuno di tali valori deve essere quanto più fedele possibile alla realtà, e lo è davvero, come dimostrano i milioni di giocatori che acquistano ogni anno questo titolo. Chi non apprezza statistiche, grafici e tabelle non può capire fino in fondo un gioco di questo genere, non può apprezzare davvero il lavoro certosino che c’è dietro; ma la nicchia degli appassionati sa bene quanto sia realistico tutto questo.

Elogio della barra spaziatrice

Avendo già dichiarato di essere un fan di lunga data della serie, potete già aspettarvi come siano andate le mie prime ore di gioco: mi sono concentrato nel trovare le differenze – anche quelle più minute – tra il Football Manager attuale e quello che conservo nella mia memoria. Una delle cose che mi ha fatto subito storcere il naso è che, in questa versione, la parte psicologica conta moltissimo, come e più di quella tecnico-tattica. Per essere un bravo allenatore non ci si può limitare a costruire schemi e fare una bella campagna acquisti: ora bisogna entrare nella testa dei calciatori, ascoltarli, motivarli e gestirli come una vera e propria comunità. Un aspetto solamente accennato nelle edizioni del gioco appartenenti allo scorso decennio, ma molto più sviluppata oggi, nel momento in cui anche il calcio reale vive di queste situazioni.

Non solo, perché contano molto anche i media e la loro gestione: a fianco del classico tab della posta è presente la sezione social, che raccoglie i post, i tweet e gli sfoghi comunicativi di tifosi, giornalisti, calciatori, dirigenti e colleghi allenatori, tutti pronti a buttarla in caciara appena possibile, rovinando il morale della squadra e del presidente. Cosa significa tutto questo? Che dovrete dedicare molto più tempo a rispondere alle domande dei giornalisti e a parlare coi giocatori, invece di pensare al campo. Un fattore che non apprezzo particolarmente, ma che garantisce ancora più profondità all’esperienza di gioco.

Per fortuna, i fondamenti di quest’esperienza non sono cambiati così tanto. La routine di funzionamento rimane quella classica: leggi la posta, controlla l’allenamento e gli infortuni, eventualmente dai un’occhiata alle trattative in corso e poi passa al giorno successivo. Se sei fortunato puoi fare tutto questo semplicemente continuando a premere lo stesso tasto, la barra spaziatrice, protagonista indiscussa di Football Manager sin dagli albori. Quando si arriva al giorno della partita si sceglie la formazione, s’imposta la tattica, si fanno gli ultimi ritocchi all’atteggiamento e agli schemi da utilizzare e poi si scende in campo, sperando che nessuno si spacchi un legamento dopo qualche minuto. Questa è la dura vita degli allenatori (virtuali).

Ricerca, ingaggia, allena

Ok, l’ho fatta sin troppo semplice. In realtà le meccaniche sono talmente vaste e profonde che faticherei a racchiuderle in un libro intero, figuriamoci in un paragrafo. Quello che voglio mettere bene in chiaro è la possibilità di giocare secondo il proprio ritmo e la profondità desiderata. In Football Manager non c’è un selettore di difficoltà, anzi da che ricordi non c’è mai stato. Quando si crea il proprio avatar virtuale si può giocare un po’ con il livello di reputazione, ma questo non cambia molto il livello della sfida. La difficoltà è la stessa per tutti, ma esistono vari modi per abbassare l’asticella: oltre a tantissimi tutorial introduttivi, che spiegano tutte gli strumenti principali del gioco, moltissime mansioni possono essere delegate ai propri assistenti, i quali si comportano abbastanza bene nella maggior parte delle circostanze. Se non avete particolare dimestichezza con la gestione degli allenamenti, con la scelta della formazione o con la ricerca di nuovi talenti, vi conviene affidare tutto a qualche membro dello staff, ancora più ampio e specializzato in quest’edizione. Tale mossa, tra l’altro, si rivela molto utile per togliervi qualche fastidiosa responsabilità: ad esempio, se non volete perdere tempo con le interviste prima e dopo le gare, potete far parlare qualcun altro al posto vostro.

Sono due i punti chiave per arrivare al successo. Da una parte c’è la costruzione della rosa, che si fa a forza di ricerca, confronto, trattative, discussioni e tanta pazienza. Dall’altra abbiamo la cura maniacale a livello tattico, a cui bisogna dedicare tutta la propria attenzione.

Al netto di eventuali aiuti dai già citati assistenti dello staff, che forniscono spesso rapporti e suggerimenti sui campioni da acquistare, dovrete essere bravi e furbi dal punto di vista manageriale: fare un acquisto sbagliato è più facile di quanto si creda. Rispetto alle vecchie edizioni, ho notato una certa difficoltà a intavolare le trattative, sia con i club che con i giocatori. Una delle parti che più hanno subito rinnovamenti è infatti quella relativa ai contratti dei calciatori, che ora si presentano con i rispettivi procuratori e vogliono molte più garanzie e premi rispetto al passato. Una volta bastava offrire un bell’ingaggio e ci si poteva subito stringere la mano; ora si deve stabilire persino il minutaggio minimo stagionale prima di iniziare a discutere di soldi. Ogni giocatore ha il suo carattere e troverete anche quelli che chiederanno sempre troppo, per un verso o per l’altro: non riuscirete a convincerli nemmeno sacrificando tutto il monte ingaggi, quindi lasciate perdere appena potete. Per fortuna i giovani sono meno pretenziosi, dunque il consiglio è di puntare su di loro: grazie al nuovo centro di sviluppo è molto più semplice tenerli d’occhio e farli crescere, in modo da poterli inserire in prima squadra una volta arrivati ad un livello accettabile. È una strada più lunga per ottenere i successi, ma di certo molto più conveniente a livello economico; basta un po’ di pazienza.

Se tutto va secondo le aspettative e riuscite a mettere su una bella rosa, è il momento giusto per dare sfogo alla vostra sapienza tattica. Nella sezione dedicata potrete impostare qualsiasi dettaglio riusciate ad immaginare, assegnando anche compiti specifici per ciascun calciatore. Il livello di precisione di ogni impostazione è microscopico, così come lo era anche ai miei tempi. La scelta di un preciso atteggiamento tattico – controllo palla, contropiede, catenaccio e così via – può essere effettuata da un comodo menu a cascata, che vi suggerirà anche il modulo giusto da usare. Anche questa è una bella forma d’aiuto, una novità rispetto al passato che fa risparmiare molto tempo. Prima e dopo le partite potrete analizzare in dettaglio tutti i parametri dei vostri calciatori, le prestazioni della squadra e l’efficacia delle tattiche. Ovviamente i perfezionisti dovranno dedicare molto tempo a tale aspetto, perché solo in questo modo si può arrivare preparati al prossimo incontro.

Goooooooooool!

La fase della partita racchiude un po’ tutte le anime di Football Manager. Prima, durante e dopo l’incontro è possibile parlare con ogni componente della squadra, motivandolo, lodandolo e rimproverandolo all’occorrenza. La sezione tattica si mantiene inalterata anche in questo contesto, con in più la possibilità di intervenire in diretta per aggiustare quello che non va. Una buona indicazione su ciò che sta accadendo viene fornita dai voti ai giocatori, visibili nelle tabelle durante la diretta: attenzione, non vi fidate troppo di questi valori, ma tenete presenti i valori fuori norma per capire chi sta facendo bene e chi invece merita di sedersi in panchina prima del tempo.

Mi ha fatto sorridere la presenza di dettagli come il VAR e le strisce spray vicine ai calci piazzati, introdotte da pochi anni nel calcio reale e inserite subito anche in Football Manager: anche questo è segno d’attenzione e di cura del dettaglio. Molto bene anche la visualizzazione della pioggia e degli altri eventi atmosferici, migliorata visibilmente nel corso degli anni. Io rimango affezionato alla visuale classica, quella bidimensionale con i cerchietti colorati, ma devo dire che anche la nuova grafica tridimensionale non è male. Non vi aspettate il fotorealismo alla FIFA, siamo su livelli molto inferiori, ma per lo meno adesso si può vedere una forma antropomorfa invece di un semplice cerchio: è un passo in avanti enorme per uno che giocava a Scudetto!

I risultati delle partite sono molto realistici, al di là degli evidenti limiti che si portano appresso tutti i giochi sportivi. Le classifiche di Football Manager somigliano molto a quelle reali, anche se non mancheranno sorprese in ogni campionato: in gioco non è raro vedere tra le prime una squadra che nel mondo reale sta faticando molto e lotta nelle posizioni più basse. Ci sta, è comprensibile, ed è anche il bello di giochi di questo tipo.

Proprio per questo motivo, riuscire ad ottenere buoni risultati dà una bellissima soddisfazione. Che vi troviate a lottare per la salvezza in serie C o siate arrivati in finale di Champions League, quando la vostra squadra segna un gol e l’interfaccia inizia a lampeggiare è sempre un enorme godimento. Questo non cambia mai, 10 anni fa come oggi.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Football Manager 2020 Giudizio Finale – Rituffarsi a capofitto in un’esperienza come quella che propone Football Manager 2020 è stato sinceramente emozionante, e questo probabilmente è il dato più convincente per poter esprimere il mio giudizio. Al di là degli evidenti miglioramenti, che ne accrescono ulteriormente il valore, questo titolo conserva ancora quella dose di autenticità che i fan storici continuano ad apprezzare. In poche parole, esprime lo stato dell’arte della simulazione manageriale sportiva, con un comparto tecnico che mette a disposizione tutti gli strumenti possibili e immaginabili per scendere sempre più in profondità. È stato un piacere ritrovarlo e riprovarlo, assaporando tutte le novità introdotte nel corso degli ultimi anni. Adesso però ho un altro problema: come si fa a smettere di giocarci?

PRO CONTRO
  • Migliorato sotto tutti i punti di vista
  • Database vastissimo e preciso
  • Risultati realistici
  • Assistenza diretta dello staff
  • Ritmo di gioco molto lento
  • Trattative a volte ingestibili
  • Graficamente povero
  • Causa dipendenza

Recensione Football Manager 2020 – Trailer

Football Manager 2020 – Screenshot

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