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Forza Motorsport 7 – Il ruggito di Xbox One (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Forza Motorsport 7 – Potremmo dire molte cose su Forza Motorsport 7: che è il miglior gioco di guida nel suo genere, quello dei cosiddetti sim-arcade; che vanta una pletora di auto e la miglior grafica in assoluto su Xbox One; eppure, quando decidi volontariamente di tralasciare alcuni aspetti della tua creatura per esigenze di mercato, è proprio lì che cotanta bellezza lascia spazio ad un pizzico d’amaro in bocca. Ecco la nostra recensione.

Editore Microsoft
Sviluppatore Turn 10 Studios
Piattaforme XB1, PC Windows 10
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Forza Motorsport 7

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Xbox One S.

Più di 700 auto, ma il Pandino dov’è?

Il settimo capitolo del corsistico dell’americana Turn 10 è un prodigio di giocabilità, un flusso costante di gioia e divertimento, una goduria videoludica che si adegua a seconda del giocatore che prende in mano il controller, come ormai ci insegna la saga di Forza, che sia Motorsport o il meraviglioso Horizon. Il livello di coinvolgimento raggiunge le stelle, tra una sensazione di velocità pressoché perfetta, un feeling di guida genuino e stratificato, ed un impatto visivo da mascella a terra.

Il modello di guida è stato completamente rivisto e ridisegnato in tutte le classi, in modo tale da mettere in sintonia il giocatore con il volante virtuale come mai prima d’ora. La diversificazione delle varie auto è più netta, più concreta, pur mantenendo alto il suo amore nei confronti dello spirito arcade, senza quindi raggiungere le vette di fedeltà simulativa di altri rivali. In realtà, non è quello lo scopo di Forza Motorsport 7, visto che, di fatto, siamo dinanzi ad un prodotto estremamente accessibile, in cui possono essere decisi tutti i fattori che poi andranno a definire il livello di difficoltà e complessità del gameplay: adattare l’esperienza per un bambino di 3 anni o per un veterano è possibile, e non ci sono limiti in tal senso, con l’immancabile tecnologia Drivatar che simula il comportamento dei giocatori.

Appurata l’indiscutibile qualità del motore che sostiene la giocabilità, inequivocabile e mai troppo celebrato marchio della saga, è necessario mettere in luce la mera offerta contenutistica, il cui punto nevralgico è chiaramente la Forza Driver’s Cup, la carriera del settimo capitolo, che affianca le solite modalità di gioco libero. Non si allontana troppo dai canoni passati: sei sono i campionati da gustare, ciascuno dei quali contiene esibizioni contraddistinte da classi diverse. La varietà di eventi è abbastanza ampia, e la formula offre un minimo di libertà, permettendo all’utente di scegliere quale esibizione affrontare di un determinato campionato, lasciando in disparte quelli meno interessanti, che potranno essere ripescati in un secondo momento.

Per quanto riguarda la componente multigiocatore, dobbiamo mettervi in guardia su un aspetto in particolare: sebbene presenti un’infrastruttura solida, proprio come i precedenti capitoli della serie, l’online non può godere di alcune opzioni di vitale importanza, almeno al lancio. Le leghe purtroppo sono al momento assenti, così come il Forzathon, l’evento che permette di racimolare ricompense aggiuntive. Anche la casa d’aste è disattivata, omettendo un elemento gestionale con il quale divertirsi al di là della pista. Speriamo solo vengano aggiunte il prima possibile.

Il tutto è perennemente traghettato da una progressione revisionata, la quale si divide però in due filoni paralleli: il gioco offre, al termine di una gara qualsiasi, esperienza e crediti. Dopo aver ottenuto 25.000 punti esperienza, si sale di livello, e il giocatore può scegliere una tra le tre ricompense offerte, crediti, un’auto e una tuta per il pilota, in aggiunta ad una somma fissa di denaro extra. L’auto talvolta viene offerta con uno sconto sul prezzo di listino, e non gratuitamente, cosa che, in tutta sincerità, fa storcere il naso: spesso e (mal) volentieri, ci si ritrova senza soldi proprio a causa di questo escamotage, obbligando l’utente a usufruire del ribasso prima che vada via, e prosciugando così i risparmi. Inoltre, la rarità degli oggetti ricevuti con questo sistema è legata direttamente al grado collezionista del giocatore, che definisce anche il bacino di auto al quale si può accedere. Il grado sale semplicemente acquistando nuove macchine in concessionaria.

Effettivamente sembra di scrivere la traccia di una verifica di matematica, ma fidatevi quando vi diciamo che questo circolo vizioso, paragonabile ad un enorme album delle figurine, è più difficile a dirsi che a farsi, e sa essere assuefacente. Il problema principale è che i crediti ottenuti a fine gara vengono erogati con il contagocce, un sistema fatto apposta per alimentare un’altra novità di Forza Motorsport 7, le costose casse, all’interno delle quali si celano auto, accessori e, soprattutto, le mod.

Le mod non sono altro che modificatori consumabili, equipaggiabili prima di buttarsi in pista, che aumentano le ricompense di quella partita in particolare, al costo di piccole condizioni o restrizioni, come giocare con una singola visuale per l’intera durata della competizione. Ciò dà vita alle operazioni di micro-managment, perché le mod non solo vanno acquistate a parte, non solo si esauriscono dopo un numero limitato di utilizzi, in più il loro effetto si applica in percentuale, a sua volta incatenato al tempo trascorso sul tracciato.

L’ambaradam che abbiamo descritto serve a testimoniare quanto l’economia di gioco cerchi di costringere l’utenza ad attuare strategie meccaniche per racimolare denaro, quando in realtà basterebbe rivedere il bilanciamento delle ricompense per rendere la progressione più naturale e stimolante, aggiungendo magari dei bonus giornalieri più sostanziosi.

Come si suol dire, tutti nodi vengono al pettine, ed infatti prima o poi arriveranno le microtransazioni ad “accorciare” i tempi per l’acquisto dei bolidi. Confidiamo nella buona condotta degli sviluppatori, sperando vengano introdotte dopo aver ponderato al meglio il sistema. Per la cronaca, vi informiamo che l’account VIP è stato modificato: se nelle precedenti incarnazioni offriva, al prezzo di 19,99€, un raddoppio permanente dei crediti ottenuti ad ogni gara, insieme ad un’altra serie di bonus, questa volta Turn 10 ha deciso di alleggerire l’offerta, inserendo giusto una manciata di mod e poco più, a dimostrazione del fatto che l’economia è stata appositamente e volutamente tarata verso una via “taccagna”. Solo le lamentele dei fan hanno fatto ritornare l’azienda americana sui propri passi, annunciando il ritorno del bonus 2x nel prossimo aggiornamento.

Se dovessimo parlare di numeri veri e propri, però, Forza Motorsport 7 ne uscirebbe assoluto vincitore: sono presenti oltre 30 tracciati insieme a tantissime varianti, e più di 700 auto con una marea di livree, una cifra a dir poco fuori di testa che giustifica da sola l’acquisto, anche solo per ammirare la cura maniacale con la quale sono state realizzate, anche se una piccola parte non può godere dello stesso trattamento riservato ad altre, ma si tratta di casi sporadici. Si poteva fare di più, invece, nella creazione di un sistema di meteo dinamico più profondo: è possibile certamente scegliere se gareggiare di giorno o di notte, o sotto la miglior pioggia che possiate mai chiedere, ma le opzioni sono abbastanza guidate, e limitate ad una sola fetta delle piste disponibili.

Parlando invece di comparto audiovisivo, Turn 10 ha confezionato un miracolo. Dimenticatevi dell’effetto “cartonato” che aleggiava su alcuni tracciati del sesto capitolo, perché Forza 7 sulla semplice Xbox One fa paura: fa paura nei dettagli sui veicoli, stupisce nella complessità e varietà delle piste, ed impressiona per la pulizia, definizione e fluidità con cui tutto si muove, immerso in una solida sensazione di velocità, donata attraverso delle scosse decise sulla telecamera, ma per nulla fastidiose. In cotanta beltà si poteva costruire un’animazione per i poveri addetti ai box, però, per questa volta, possiamo chiudere un occhio. D’altro canto, i suoni sono eccellenti, sia quelli atmosferici che il rombo dei motori, per una qualità audiovisiva da primo della classe. Peccato per l’assenza del doppiaggio in italiano.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Forza Motorsport 7 – Giudizio Finale – Forza Motorsport 7 prende il meglio della saga e lo porta sull’olimpo del genere, tanto da meritarsi un posto tra i migliori giochi di sempre su Xbox One. Riesce persino a catturare con la sua squisita giocabilità anche chi non digerisce i titoli corsistici, con un’esperienza appagante e scalabile. Vederlo in azione è una gioia per gli occhi e per le orecchie, e governare le tante auto con i propri polpastrelli genera una miriade di emozioni, a seconda del tipo di utente che si interfaccia al gioco. Se solo l’economia fosse stata gestita con più attenzione nei riguardi del portafogli dei videogiocatori, ora non saremmo qui a lamentarci più di tanto: per l’ottavo capitolo, vogliamo ricompense più adeguate sin dal lancio, e un sistema meteo completo. Per il resto, non sappiamo che altro dire: la creatura di Turn 10 merita uno spazietto sulla vostra mensola. Avremo modo di parlarne nuovamente dopo l’uscita di Xbox One X.

PRO CONTRO
  • Visivamente mostruoso
  • Modello di guida eccezionale
  • Esperienza scalabile e stratificata
  • Un numero di auto impressionante
  • Economia da rivedere
  • Meteo dinamico limitato

Recensione Forza Motorsport 7 – Trailer

Recensione Forza Motorsport 7 – Screenshot