6.5

Frantics – Un gioco per chi odia i propri amici (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Frantics – Nel fine settimana, quando su Whatsapp spunta il classico “che facciamo stasera?”, le proposte sono sempre quelle. E per evitare di mangiare la solita pizza o di bere il solito intruglio alcolico (occhio!), Sony ha proposto PlayLink, una sfilza di party game nei quali l’utilizzo di uno smartphone o di un tablet è imperativo.

Dovreste ormai sapere come funzionano, visto che abbiamo parlato di tutti i principali titoli di questo filone sulle nostre pagine: ogni giocatore deve anzitutto scaricare l’apposita app dal Play Store o dall’App Store, a seconda del proprio dispositivo, per poi collegarsi alla medesima rete di PlayStation 4, in modo tale da interagire con il gioco direttamente sullo schermo tattile. Detto questo, vediamo l’ultima esperienza della curiosa serie: ecco la nostra recensione di Frantics.

LEGGI ANCHE: Una serata diversa a soli 10€

Editore Sony
Sviluppatore NapNok Games
Piattaforme PS4
Genere Party Game
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore (locale)

Video Recensione Frantics

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni di gioco e trailer pubblicitari.

La Volpe e l’Uva

Frantics è il primo party game di PlayLink con veri e propri minigiochi, ben differenziati tra loro, nei quali l’interazione si basa interamente sul dispositivo mobile. La vera star di questo nuovo esponente, per la cronaca, è la Volpe, un animale parlante scaltro, a cui piace seminare zizzania. È lui a scegliere i minigiochi, è lui a decidere le alleanze sottobanco, ed è lui a ribaltare la situazione, manco fosse Borghese.

La modalità portante, e l’unica rilevante, si chiama guarda caso Festa della Volpe: possono partecipare fino ad un massimo di quattro giocatori, e i posti vacanti potranno essere occupati dall’intelligenza artificiale. Questo significa che potreste affrontare, in teoria, il gioco in solitaria, ma dubitiamo che qualcuno possa divertirsi a lungo senza nemmeno un amico al fianco.

La Volpe poi concatenerà in automatico un minigioco dopo l’altro a scelta casuale tra i 15 disponibili, e il vincitore di ciascuno guadagnerà una corona. Dopo averne affrontati una manciata, si accederà alla fase del Gran Finale, un duello al cardiopalma in cui bisognerà spingere i propri avversari nel vuoto, e dove le vite saranno pari al numero di corone ottenute nel corso della partita.

Ad aiutarvi in tale impresa ci saranno le monete, una valuta che può essere utilizzata per acquistare corone aggiuntive e oggetti nelle aste, che di tanto in tanto faranno la loro apparizione, tra un minigioco e l’altro. I gadget vanno da cappelli che raddoppiano i punti, a magneti che permettono di attirare le monete vicine.

Le modalità di guadagno di queste sono sostanzialmente due: potrete raccoglierle nei minigiochi, oppure tramite il completamento delle missioni assegnate dalla stessa Volpe, le cui istruzioni saranno riportate in totale segreto sullo smartphone o sul tablet. Il numero di monete totali di ogni giocatore, peraltro, non è visibile agli altri partecipanti, cosa che vivacizza le aste.

Parlando invece del funzionamento dei minigiochi, questi si focalizzano, appunto, sull’interazione con il proprio smartphone, agitandolo, inclinandolo, o effettuando una pressione sui tasti virtuali che appariranno sul touchscreen. Il team di NapNok Games ha cercato in tutti i modi di diversificare ogni evento nelle modalità di controllo, con risultati altalenanti, non sempre affidabili.

I controlli, sì, sono abbastanza responsivi, se si contestualizza il tipo di gioco e soprattutto la tecnologia che c’è dietro. Tuttavia, come avrete senz’altro intuito, l’assenza di un controller vero e proprio si fa sentire, anche perché il dispositivo non è sfruttato come, ad esempio, in Dimmi chi sei!, dove aveva un ruolo centrale. Viene da chiedersi se la presenza di un feedback fisico avrebbe migliorato l’esperienza, in accoppiata, magari, ad un’offerta contenutistica più robusta.

Nel dettaglio, i minigiochi sono solo 15 e la loro qualità è altalenante: c’è chi se la cava meglio, solitamente quelli meno frenetici, mentre altri semplicemente non sono così spassosi da giocare.

La personalità dell’atmosfera però va a mettere una pezza sulla poca godibilità di una parte del gameplay, e anche il minigioco meno riuscito riuscirà a strapparvi un sorriso, sia per merito dei vostri amici che per il carisma dei personaggi che popolano il gioco. Al di là della simpaticissima Volpe – che è interamente e splendidamente doppiata in italiano – il comparto grafico sembra essere stato modellato con la plastilina ed è veramente una chicca. Gli animali antropomorfi selezionabili come eroi sono adorabili, e, francamente, più in generale, abbiamo adorato alla follia lo stile, che è così accattivante da poter attirare potenzialmente tutte le fasce di videogiocatori.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Frantics  Giudizio Finale – Frantics è molto meno innovativo di altri esperimenti della serie PlayLink, ed è anche il primo titolo che ci ha fatto sentire la mancanza del Dualshock. Purtroppo la qualità e quantità dei minigiochi non fa gridare al miracolo, ma per una o più serate con gli amici, e senza troppe pretese, la Volpe (e la sua banda animalesca) saprà tenervi compagnia.

PRO CONTRO
  • Una parte di minigiochi riusciti…
  • Personalità accattivante
  • Grafica adorabile
  • … e un’altra purtroppo no
  • Divertimento altalenante
  • Offerta contenutistica risicata

Recensione Frantics – Trailer

Recensione Frantics – Screenshot