Recensione Gears Tactics: il nuovo strategico a turni di Microsoft in esclusiva su Windows 10

Lorenzo Delli -

Recensione Gears Tactics

È stato annunciato in occasione dell’E3 2017 a fianco di Gears 5 e Gears POP!, ma si è mostrato in azione solo due anni più tardi in occasione dei The Game Awards 2019. Gears Tactics appartiene ovviamente alla saga Gears of War, ma si propone come un’esperienza completamente diversa. Come suggerisce il titolo (Tactics), si tratta di uno strategico tattico, in questo caso a turni, con una classica visuale dall’alto e meccaniche di gioco che ricordano serie quali X-COM. Al timone del progetto Splash Games, solitamente specializzata in sparatutto in prima persona, coadiuvata ovviamente da The Coalition. Per il momento il gioco arriva per ora solo ed esclusivamente su Windows 10 (tramite Steam!), anche per via della sua natura strategica, ma a quanto pare è in via di sviluppo anche una versione Xbox One. Scopriamo insieme cosa ha in serbo per i fan della serie e del genere degli strategici a turni!

Editore Xbox Game Studios
Sviluppatore Splash Games, The Coalition
Piattaforme PC (Windows 10)
Genere Strategico
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano

Gears Tactics non sarà certo il gioco più innovativo in arrivo sul mercato, ma gli sviluppatori hanno cercato comunque di donargli quel tocco di originalità che lo può rende seriamente appetibile agli appassionati del genere. Partiamo proprio dalle basi. L’obiettivo era quello di proiettare la serie Gears of Wars in un contesto strategico tattico, mantenendo quanto più possibile intatta quella vena action/adrenalinica che da sempre contraddistingue la serie. Per farlo, gli sviluppatori hanno sfruttato diversi espedienti. Per cominciare, in Gears Tactics non c’è una griglia a delimitazione del campo di battaglia. Il movimento è libero, anzi, a dirla tutta l’approccio alle missioni è completamente libero, e non solo quello! Di solito negli strategici a turni quando si muovono le proprie truppe c’è una distinzione tra fase di movimento e fase di fuoco. In Tactics non è così: ogni personaggio ha 3 punti azione e il giocatore può spenderli come meglio crede. Tra queste c’è persino la fase di ricarica delle armi da fuoco. Ogni turno va valutato come se fosse l’ultimo, cercando anche di anticipare le mosse degli avversari e cosa potrebbe andare male (o malissimo) evitando, ad esempio, di rimanere a secco di munizioni.

Siamo noi quindi registi dell’azione: completa libertà che diventa ancora più ampia per via delle meccaniche RPG implementate dagli sviluppatori. Anche qui niente di innovativo, si intende, ma non ci sono sembrate affatto forzate. I personaggi che portiamo in battaglia crescono e si evolvono con il passare delle missioni. C’è un vero e proprio ramo delle abilità con diversi percorsi da scegliere, che va di conseguenza ad influenzare lo stile di gioco con il singolo personaggio e anche con l’intera squadra. Ognuno di essi poi appartiene ad una delle 5 classi previste nel gioco, caratterizzate da abilità specifiche (attive e passive) e da un’arma identificativa che influenza ulteriormente le meccaniche. E non finisce qui, perché le armi sono potenziabili con modifiche che alterano aspetto e statistiche. Per concludere con le dinamiche RPG, ci sono anche 3 pezzi di armatura, ognuno con aspetto e statistiche diverse. A proposito del loro aspetto, nel menu Caserma è anche possibile personalizzare colori, finiture ed eventuali pattern. Tutte queste modifiche, incluse quelle delle armi, si riflettono sui filmati di gioco. Ma su questo ci torneremo a breve.

Libertà di azione in ogni caso non vuole certo dire facilità, tutt’altro. Gli avversari messi in campo daranno del filo da torcere anche ai livelli di difficoltà più bassi. Anche perché c’è una meccanica essenziale di gioco su cui si basano molte delle scelte tattiche da compiere durante la partita. La meccanica si chiama Vedetta e si basa su un assunto molto semplice: se non volete utilizzare i punti azione residui, potete piazzare di vedetta il personaggio in modo che copra una determinata zona a cono più o meno stretto (che tiene ovviamente conto degli ostacoli) facendo fuoco su qualsiasi cosa passi da lì. La meccanica funziona alla grande, e permette ad esempio di organizzare ritirate tattiche, trappole di vario genere e quant’altro la vostra fantasia strategica possa permettere, il tutto tenendo ovviamente di conto della classica Nebbia di Guerra. Il problema è che anche i vostri avversari la utilizzeranno, rendendo molto difficile contrattaccare o reagire a eventuali imboscate senza rimanere feriti. Da questo punto di vista Gears Tactics è molto “realistico”. Non mancano poi gli attacchi di opportunità, innescati se cercate di compiere azioni troppo vicino a nemici attivi, sonori calci in faccia dalle locuste che cercano di annullare il vantaggio tattico delle coperture e così via.

Sì perché come in ogni Gears che si rispetti, anche in Tactics le coperture sono importantissime. La stessa meccanica della Vedetta si appoggia molto alle coperture offerte dal terreno di scontro, e ovviamente ce ne sono di svariate, da quelle più solide in grado quindi di fornire copertura maggiore, a quelle che se colpite un paio di volte esplodono in mille pezzi lasciandoci completamente scoperti. Come dicevamo prima, i nemici metteranno a dura prova le nostre abilità tattiche, e non solo sfruttando Vedetta. Ce ne sono ovviamente di più tipologie, dalla locusta semplice che sfrutta le coperture e ci spara da lontano, al drone semplice specializzato in corpo a corpo. A rendere il tutto ancora più intrigante, e a distanziare ulteriormente Gears Tactics dalla concorrenza, ci sono anche boss enormi che richiederanno un bel po’ di pazienza per essere abbattuti.

Ma da un punto di vista narrativo, Gears Tactics dove si piazza? Da un punto di vista cronologico ci troviamo proiettati ben 12 anni prima Gears of War, praticamente durante il primo utilizzo dell’arma orbitale Martello dell’Alba per cercare di contrastare l’emersione delle locuste. Il protagonista, nonché principale personaggio utilizzato lungo la campagna, è il tenente colonnello Gabriel Diaz. Il cognome dovrebbe stuzzicare la vostra memoria, specialmente se avete giocato Gears 5. Si tratta infatti del padre di Kait Diaz! In ogni caso, Gabriel Diaz si trova invischiato in un’operazione alquanto difficoltosa, abbattere Ukkon, uno scienziato delle locuste responsabile della creazione di mostruose varianti della sua razza pronte a tutto per sgominare definitivamente la razza umana. Al suo fianco via via si schiereranno altri gears e persino civili sufficientemente in gamba. In ogni caso, nonostante si tratti di uno spin-off, la sua storia si colloca bene nell’universo narrativo di Gears of War, arricchendolo di tanti retro-scena e di nuovi e carismatici personaggi. Come accennato poi, il gioco è bello carico di cinematic, in perfetto stile produzione tripla A. Tutte le modifiche che abbiamo apportato ai personaggi prendono vita in queste cinematic, rendendole ancora più caratteristiche e “personali”.

Lato tecnico, il motore grafico di Gears Tactics spinge abbastanza il piede sull’acceleratore, richiedendo una discreta build hardware per dare il meglio di sé. I requisiti minimi in realtà non sono così esosi, ma se volete sfruttare a pieno le tantissime impostazioni grafiche proposte vi servirà appunto qualcosa di recente. C’è anche un benchmark integrato che vi permette di valutare al meglio le performance del vostro hardware e delle impostazioni scelte. In ogni caso, durante le battaglie non mancano effetti particellari derivanti da esplosioni, boss e utilizzo di armi di vario genere. I modelli poligonali dei personaggi sono carichi di dettagli, anche se le locuste, per ovvie ragioni, non presentano personalizzazioni o variazioni di sorta. Il motore grafico è ovviamente tridimensionale, e durante le fasi di shooting (non sempre, nei momenti più “topici”), in perfetto stile X-COM, la telecamera si avvicina alle spalle del gears responsabile dell’azione per mostrarci più da vicino cosa sta succedendo. Per il resto la telecamera sfrutta espedienti alquanto classici che permettono di ruotare il campo di battaglia, zoomare, e muoversi liberamente. Le ambientazioni cercano di svilupparsi su più livelli: di conseguenza le fasi di combattimento tengono conto non solo della copertura, ma anche dell’altezza a cui ci si trova o a cui si trova il bersaglio.

Il tutto poi è completamente tradotto in italiano, doppiaggio incluso! Non pensiate quindi, visto il genere di appartenenza, che si tratti di una produzione minore. Gears Tactics è a tutti gli effetti un gioco tripla A firmato Microsoft, e come tale porta con sé anche altri vantaggi. Primo fra tutti la sua presenza nell’Xbox Game Pass PC: se volete giocarlo quindi è sufficiente abbonarsi al servizio e goderselo a fianco dei tantissimi altri titoli offerti dal pass. Altrimenti potrete acquistarlo anche su Steam a partire dal 28 aprile. Acquistandolo e/o giocandolo entro il 4 maggio, riceverete in regalo l’eroe Thrashball Cole, utilizzabile più o meno dalla fine della 3° missione in poi. A tal proposito, per quanto riguarda la longevità potete dormire sonni tranquilli. La campagna si dipana lungo molte missioni, tra cui anche varie secondarie, offrendo decine e decine di ore di gameplay. Rigiocarlo a livelli di difficoltà superiore è un’opzione poi estremamente valida, visto che il gameplay stratificato mette in campo così tante meccaniche che padroneggiarle al livello massimo di difficoltà richiederà un discreto sforzo. Il gioco comunque è in via di sviluppo anche per Xbox, ma ci vorrà del tempo per adattare l’interfaccia di gioco ai comandi da controller. Nulla di trascendentale comunque: XCOM è da anni che è sbarcato su console!

8.5

Giudizio Finale

Gears Tactics è una graditissima aggiunta all’universo di Gears of Wars. Per essere uno strategico a turni riesce a risultare ugualmente adrenalinico, ponendoci sempre in situazioni di inferiorità numerica e di svantaggio, quanto basta per spingerci a usare tattiche sempre diverse e tutta la nostra abilità di pianificazione delle mosse. Non consideratelo quindi un semplice spin-off realizzato così, per sport. È uno strategico tattico che mette in campo alcuni espedienti davvero niente male (la gestione dei punti azione, i boss giganti, meccaniche RPG), che non si fa mancare una storia piena di intrecci e sufficientemente lunga e che porta con sé un comparto tecnico da vero tripla A. Una sorpresa gradita di questi tempi insomma! C’è anche da dire che non tutti i fan della saga riusciranno ad apprezzarlo a pieno. La curva di difficoltà aumenta in modo piuttosto ripido già dopo le prime 2/3 missioni, e se siete completamente a digiuno del genere potreste incappare in più di una difficoltà.

PRO CONTRO
  • Meccaniche profonde e stratificate
  • Si inserisce alla grande nell’universo narrativo di Gears
  • Ottimo comparto tecnico
  • Incluso nell’Xbox Game Pass
  • Non tutti i fan di Gears lo apprezzeranno
  • Grafica al massimo richiede hardware al top

Screenshot

Trailer