Genshin Impact non smette di stupirci (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Genshin Impact

Difficilmente, se bazzicate l’universo videoludico, non avrete sentito parlare di Genshin Impact. Si tratta dell’ultima fatica di miHoYo Limited, una software house cinese il cui obiettivo è quello di creare videogiochi quanto più possibile in stile anime. Sono diventati celebri anche in occidente grazie a Honkai Impact 3rd, un gioco d’azione per dispositivi mobili piuttosto valido che, solo su Android, conta più di 10 milioni di download. Genshin Impact però è ancora più ambizioso. Perché? Perché, nonostante si tratti di una produzione free-to-play caratterizzata anche da meccaniche gacha, mette sul piatto uno stile di gioco e una quantità di contenuti in grado di rivaleggiare con tripla A di vario genere. E man mano che si va avanti ci si continua a stupire di ciò che ha da offrire.

Editore miHoYo Limited
Sviluppatore miHoYo Limited
Piattaforme Android, iOS, PC, PS4
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Inglese

Genshin Impact è prima di tutto un gioco per dispositivi mobili che raccoglie l’eredità di Honkai Impact 3rd. Il precedente lavoro della software house vantava infatti già atmosfere tipicamente manga, con personaggi quasi prevalentemente femminili proiettati in un universo fantascientifico alquanto peculiare. Genshin invece sposa un’ambientazione fantasy, comunque estremamente caratterizzata, popolata stavolta da personaggi maschili e femminili, anche se questi ultimi continuano a rimanere quelli un po’ più carismatici. Questo è probabilmente l’unico vero scoglio da superare per apprezzare o meno la produzione. Se lo stile anime, applicato non solo all’aspetto grafico ma anche ai dialoghi, alle voci e alla narrazione, non fa per voi, difficilmente riuscirete ad apprezzare la fatica di miHoYo Limited. Il gioco inizia con una battaglia epocale fra due gemelli e una divinità, battaglia a cui prendiamo parte scegliendo quale dei due gemelli, il maschio o la femmina, sarà il nostro protagonista. Scelto uno dei due ci troviamo sconfitti e proiettati in una dimensione che non è la nostra, privi delle abilità e dei ricordi che ci rendevano tali. Sappiamo solo di dover ritrovare l’altro nostro gemello. Ad accompagnarci però c’è Paimon, una sorta di fata che ci seguirà ovunque assumendo un po’ il ruolo dell’angelo e del demone sempre pronto a darci il consiglio giusto (o sbagliato).

Ciò che si apprezza sin da subito di Genshin Impact è la gradualità con cui introduce gli elementi di gioco. Le produzioni asiatiche di questo tipo molto spesso ci lanciano senza troppi complimenti in città che fungono da hub popolate da centinaia di altri utenti, con decine di personaggi con cui parlare, quest automatizzate, pulsanti sparsi qua e là e chissà cos’altro. Un benvenuto che la maggior parte delle volte rende spaesati e confusi, tanto da spingere ad abbandonare quanto prima il gioco. Per certi versi anche Honkai Impact è così, e gli sviluppatori di miHoYo Limited devono averlo intuito. A sbloccare le funzionalità di gioco in modo graduale non è il livello del protagonista, quanto più quello dell’account. Piano piano si sbloccano nuovi dungeon, shop in cui investire varie valute di gioco, la componente multiplayer e così via. Il mondo di gioco è tutto nostro, non c’è nessun altro con cui condividerlo a meno di non entrare in una sessione multiplayer. E queste ultime si sbloccano solo dopo svariate ore di gioco, al livello account 16 per la precisione. Le città non sono così caotiche ed è difficile che l’open world che ci troviamo davanti ci metta davanti a sfide insormontabili senza che ce le andiamo a cercare di proposito. C’è insomma una crescita naturale di tutto, dei personaggi, della storia e, appunto, delle funzioni di gioco. Si scopre poi ben presto che il protagonista non è l’unico personaggio che si utilizza. Si formerà quindi una squadra di 4 diversi giovani eroi, ognuno caratterizzato da un elemento predominante, da una tipologia di arma e da abilità specifiche. E qui si arriva ad un altro punto fondamentale del gameplay di Genshin: l’interazione degli elementi.

L’elemento caratterizzante del personaggio in uso è fondamentale, perché a seconda delle abilità che utilizziamo si avranno reazioni diverse a seconda dell’avversario che ci troviamo di fronte. Anche i nemici sono infatti caratterizzati da un elemento naturale, fuoco, ghiaccio, acquaaria, terra o elettricità. Di conseguenza si innescano tutta una serie di reazioni che portano al verificarsi di combo o anche di maldestri incidenti. Se ad esempio i nemici si trovano in acqua, potete lanciargli scariche elettriche per far sì che ricevano ancora più danno. Avete di fronte un nemico di fuoco? Se avete un personaggio con magie di ghiaccio o di acqua riuscirete prima ad abbattere le sue difese. State affrontando nemici di fuoco? Se evocate un tornado di aria lo trasformerete in un tornado di fuoco devastando tutto ciò che avete di fronte, vegetazione compresa. Bisogna quindi fare attenzione non solo ai nemici, ma anche all’ambiente circostante, anch’esso caratterizzato da elementi chiave, e a ciò che potrebbe innescare l’utilizzo di una abilità piuttosto che un’altra. Molto importante a tal proposito la gestione del party, visto che si può passare velocemente tra un personaggio e l’altro premendo sul ritratto di lato, concatenando anche abilità finali secondo la logica dell’interazione degli elementi. Il combat system di conseguenza non è mai banale e anzi, vi spinge a provare nuovi personaggi e a concatenare quanto più possibile le loro abilità. I boss fight arricchiscono ulteriormente l’esperienza, offrendo combattimenti più lunghi che necessitano talvolta di tattiche specifiche e di una certa agilità. Come dicevamo poi, anche le armi sono una caratteristica essenziale dei personaggi in uso. Alcuni usano spade ad una mano, portando attacchi rapidi e leggeri. Altri brandiscono spade o mazze a due mani, risultando lenti ma devastanti anche circondati da più nemici. I maghi sfruttano invece artefatti per attacchi dalla distanza, o ancora gli arcieri scagliano frecce da lontano con la possibilità di caricarle per portare attacchi elementali più letali. Il tutto insomma è riconducibile a meccaniche tipiche degli Action RPG, con doppia levetta analogica per muovere il personaggio, pulsanti azione per correre, saltare e attaccare e poco altro.

Il mondo di gioco è incredibilmente vario e carico di vita. Tutto è rigoglioso e coloratissimo, e soprattutto dipendente dalla regione in cui ci troviamo. Si passa da ambientazioni ricche di vegetazione a deserti, passando per paesaggi montani, valli, fiumi e laghi. Il tutto si sviluppa sia in orizzontale che in verticale, proponendo, sempre a seconda della regione, dei centri abitati che fungono da hub per le missioni o per i negozi. A proposito dello sviluppo verticale, ci sono anche gli alianti, un sistema già visto che permette di planare dolcemente dai punti più alti. A gestire i movimenti, e di conseguenza l’esplorazione, c’è un sistema di stamina con dinamiche simili a quelle di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Per arrampicarsi si usa quindi stamina, rischiando di rimanere a secco se la parete che vogliamo scalare è troppo alta. Idem nuotando, con il rischio quindi di affogare (e perdere un po’ di vitalità). La stamina può essere aumentata raccogliendo particolari collezionabili da offrire alle statue delle divinità. Ma ciò che sorprende è la quantità di contenuti che offre il mondo. Difficilmente riuscirete a fare 10 passi senza trovare qualcosa da fare: un accampamento di nemici, una combinazione di oggetti da distruggere per evocare un forziere, componenti da raccogliere magari sfruttando le abilità elementali e tanto altro. E il gioco tende a premiare il giocatore che esplora, aumentando l’esperienza accumulata dall’account ogni volta che si scova un forziere o che si risolve un puzzle ambientale. Le missioni, compresa quella principale che a sua volta si snoda in più missioni, ci portano anche ad esplorare dungeon densi di nemici, puzzle e, ovviamente, forzieri da aprire. Si cucina, si forgiano oggetti, si combatte e si esplora: una sessione di gioco difficilmente risulta noiosa, anche se alla lunga le meccaniche in cui incorriamo sono quelle.

Ma come funzionano le meccaniche free-to-play e la gestione dei livelli dei personaggi e dell’account? Ci sono ovviamente acquisti in-app incentrati sull’acquisto di valute particolari, utili all’estrazione di oggetti e/o personaggi. L’estrazione, come ogni gacha che si rispetti, è completamente casuale, e potrebbe premiarvi con personaggi da 4 o 5 stelle o con armi comuni o rare. Sono davvero essenziali ai termini del gioco? Sì e no. La trama vi permette di sbloccare entro brevissimo un totale di 4 personaggi, ovvero il numero massimo di membri del party che vi portate appresso. Se per qualche motivo poi il protagonista appartenesse ad un elemento che non è di alcuna utilità (inizialmente è legato all’aria), procedendo nel mondo di gioco sbloccherete apposite statue dove cambiare elemento di riferimento e di conseguenza anche abilità. Non sembra poi, almeno in queste prime fasi del gioco, esserci una così sostanziale differenza fra personaggi a 4 o 5 stelle. Anzi, alcuni personaggi a 4 stelle sono di per sé capaci di sorprendere e di non far sentire la mancanza di alternative più rare. Il gioco poi già dall’inizio vi fornisce valuta sufficiente per fare qualche estrazione senza ricorrere agli acquisti in-app. Nel caso vogliate ricorrervi sappiate che sono abbastanza cari, come quasi ogni gacha che si rispetti. Per fare un’estrazione da 10 elementi si spendono cifre anche superiori ai 20€.

E la crescita dei livelli dei personaggi e delle armi? Qui si entra un po’ più nel dettaglio. Vi basti sapere che si utilizzano oggetti che si scovano nei forzieri e valuta semplice, più altri reagenti rari per aumentare di grado. C’è quindi tutta una componente di grinding e farming tipica dei giochi free-to-play che però, proprio grazie alla varietà dei contenuti del mondo di gioco, difficilmente risulta noiosa. Se si ha bisogno di salire di livello o di sbloccare reagenti ci si dà letteralmente all’avventura, affrontando missioni secondarie, esplorando liberamente o lanciandosi in qualche dungeon già portato a termine sperando di avere fortuna con i drop. C’è anche un sistema di energia all’interno del gioco che riguarda però solo ed esclusivamente l’apertura di determinate tipologie di forzieri. L’energia si ricarica comunque su base giornaliera e difficilmente andrà ad ostacolare la vostra sessione, A riguardo del comparto multiplayer c’è da dire che Genshin Impact è ancora un gioco molto giovane. Come Honkai Impact, anche questo si evolverà con il tempo mettendo sul piatto sempre più contenuti di gioco. Abbiamo prevalentemente provato alcuni dungeon in compagni di altri giocatori, e dobbiamo ammettere che l’esperienza risulta gradevole e divertente, ma si ha come la sensazione che il multigiocatore non stia ancora esprimendo il vero potenziale. Manca ad esempio una componente PvP, o magari la possibilità di creare gilde e raid con ben più di 4 personaggi per affrontare dungeon e boss ancora più impegnativi.

Sul comparto tecnico c’è tanto altro da dire. Genshin Impact non risulta maestoso solo per i contenuti di gioco, ma anche per la sua grafica e per il comparto sonoro. Lo stile anime dei personaggi è caratterizzato meravigliosamente, con modelli estremamente ricchi di dettagli e animati con altrettanta cura. Sul mondo di gioco abbiamo speso già diverse parole. Risulta tutto estremamente vivo, con fauna e flora caratteristiche e uno studio dei terreni che non sembra mai casuale. Ci sono condizioni atmosferiche variabili, ciclo giorno/notte e i già citati elementi con cui è possibile interagire. Se avete ad esempio un personaggio legato al ghiaccio potete attraversare gli specchi d’acqua congelando l’acqua e camminandoci sopra. Lato performance possiamo però dire che fa sudare anche i più recenti dispositivi gaming mobili. Su ASUS ROG Phone 3, dove abbiamo giocato per la maggior parte del tempo, si gioca in 21:9 a 60 fps con dettagli al massimo. Il processore però tende a scaldare parecchio, riducendo le performance e facendo calare di conseguenza i frame per secondo. Ciò che si vede a schermo però è a dir poco delizioso, e di gran lunga superiore a tante altre produzioni anche a pagamento. Meglio su PC, ovviamente, ma non pensiate che sia meno esoso in termini di requisiti. Se avete a disposizione solo portatili con schede video integrate difficilmente potrete giocarci serenamente. D’altro canto se avete configurazioni più spinte (ASUS GS30 in combinazione con Xiaomi Mi Curved Gaming Monitor) potete spingervi in 21:9 a 60 fps con un dettaglio grafico ben superiore a quello visto su dispositivi mobili. Il tutto è condito con una colonna sonora meravigliosa, caratterizzata da toni rilassanti o adrenalinici a seconda dell’occasione.

Ancora però non ci siamo soffermati su due dei principali difetti di Genshin Impact: la lingua e la connessione. La produzione firmata miHoYo Limited non è disponibile in lingua italiana, e probabilmente non lo sarà mai. Molti chiedono quando sarà disponibile la localizzazione nella nostra lingua: non ci sono risposte ufficiali dalla software house in merito a tale richiesta, ma in ogni caso non crediamo che ci siano effettivi interessi a tradurlo in una lingua che potremmo quasi ritenere di nicchia. Inoltre anche Honkai Impact, in circolazione da anni, non è mai stato tradotto. Intendiamoci però: l’inglese utilizzato in Genshin Impact è di facile comprensione, e non serve una certificazione Trinity per capire cosa si dicono i personaggi o cosa ci viene richiesto per procedere nel gioco. C’è poi la necessità di una collegamento costante ad internet per giocare. Nonostante non si tratti di un MMO vero e proprio, ci sono eventi dal vivo e componenti multiplayer che richiedono appunto l’utilizzo di un account e di una connessione. C’è inoltre un sistema anti-cheat attivo, almeno su PC, che impedisce appunto l’utilizzo di cheat o simili. Proprio questa componente è stata al centro di alcune polemiche successive al lancio. C’è infatti chi aveva individuato del codice malevolo nascosto all’interno di Genshin Impact che rimaneva in esecuzione anche a seguito della chiusura del gioco. miHoYo Limited, fortunatamente, ha chiarito subito la situazione: si trattava proprio del sistema anti-cheat che, a causa di un bug, rimaneva costantemente aperto, un problema che dovrebbe già essere stato risolto.

8.5

Giudizio Finale

Genshin Impact è probabilmente una delle produzioni per dispositivi mobili più curate di sempre. Il mondo di gioco è una continua sorpresa e le meccaniche da action RPG sono ben congegnate. E il fatto che si tratti di un gioco free-to-play rende il tutto ancora più sorprendente. Anche l’utente che non è disposto a spendere un centesimo troverà ad accoglierlo decine e decine di ore di divertimento immerse in un contesto mai troppo banale o ripetitivo. La presenza della versione PC e PS4, con una per Nintendo Switch in arrivo, potrebbe far pensare al fatto che non si tratti di una produzione pensata per Android e iOS.

Ciò nonostante in Cina, dove appunto nasce Genshin Impact, il numero di giocatori da smartphone è a dir poco esorbitante, e la cura con cui sono stati implementati i comandi touch non fa altro che confermare quanto detto finora. Senza dubbio su PC con cross-save, cross-play (tranne che su PS4), mouse, tastiera e una scheda grafica a pompare proprio il comparto tecnico, Genshin Impact risulta ancora più gradevole. Averlo sempre in tasca però, a patto di avere una connessione dati costante, lo rende ancora più imprescindibile. In tutto ciò abbiamo nominato The Legend of Zelda: Breath of the Wild una sola volta. È chiaro, quasi lampante, che per certi elementi di gioco gli sviluppatori si siano ispirati alla gemma di casa Nintendo. Genshin Impact ha comunque una sua identità e un suo stile di gioco ben diverso da Breath of the Wild, con un potenziale in continua crescita che dipenderà da quelli che sono i contenuti in arrivo nei prossimi mesi. Ben vengano quindi a nostro avviso più giochi ispirati a capisaldi del settore.

PRO CONTRO
  • Mondo di gioco vasto e caratteristico
  • Sistema di combattimento basato su elementi
  • Free-to-play non aggressivo
  • Non in italiano
  • Connessione costante
  • Su smartphone è energivoro

Screenshot

Trailer

  • PilloPallo

    Ci gioco su android, mai visto niente di simile su mobile! Ovviamente richiede mooooooolte risorse: con snap 855 e ventolina sul retro dello smartphone mi ritrovo in mano una stufetta (ho selezionato 60fps con tutti gli effetti grafici al massimo)