Ghost Giant – Brividi senza età (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Ghost Giant – Giorno dopo giorno, produzione dopo produzione, nuovi modi con cui raccontare storie continuano ad essere esplorati nella realtà virtuale. Questa volta ci prova la svedese Zoink Games a dire la sua, la società dietro Fe, Stick it to The Man! e Zombie Vikings: ecco la nostra recensione di Ghost Giant, in uscita su PSVR il 16 aprile.

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Editore Zoink Games
Sviluppatore Zoink Games
Piattaforme PSVR
Genere Rompicapo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 19,99€ (digitale, da confermare) | 30,98€ (fisico)

Aiutati che t’aiuto

È difficile parlare di Ghost Giant, perché c’è poco o nulla da analizzare nel merito dell’interattività. Come altri prima di lui, il titolo di Zoink è un’avventura in cui l’interazione è più visiva che ludica, ed è anche un pretesto per far avanzare la storia, una narrativa di stampo infantile che, però, allude continuamente alla malinconia.

L’esperienza prende vita su una serie di schemi statici, sui quali bisognerà aiutare gli abitanti del villaggio di Sancourt a risolvere i loro problemi. Lo farete nei panni del Gigante Fantasma, un’enorme creatura eterea della quale guiderete le mani con i PlayStation Move, utili per interagire con l’ambiente e per la raccolta di oggetti: due operazioni distinte, gestibili rispettivamente con il tasto Move e il grilletto, accompagnati da una rotazione a scatti molto rigida, ad angoli predeterminati, che sarebbe stata migliore se fosse stata personalizzabile. In ogni caso, il fantasma sembra essere collegato ad una persona in particolare, il piccolo Louis, un animale antropomorfo di cui sarete l’ombra onnipresente.

I livelli sono composti da un singolo ambiente ciascuno, realizzati con una cura maniacale, tanto è vero che sembra di trovarsi nel bel mezzo di un diorama animato ricco di dettagli. Nulla è lasciato al caso, e si nota l’impegno nel dare coesione alle scene, costruite in maniera tale da catturare l’attenzione del giocatore, cullato con una colonna sonora meravigliosa, squisitamente mielosa. Anche gli elementi presunti secondari diventano importanti nel flusso del racconto, che usa la luce come strumento narrativo alla stregua di uno spettacolo teatrale, abbassando i riflettori per illuminare e dare risalto agli eventi più importanti, magari quando due personaggi stanno parlando tra loro, con ottime voci inglesi che purtroppo talvolta si sovrappongono e ripetono battute, un problema che speriamo venga risolto presto. La trama poi non splende né per originalità, né per complessità, ma è messa in piedi in un modo irresistibile dinanzi al quale è impossibile rimanere indifferenti.

E siete lì, spettatori di una deliziosa recita fatta di carta, dando continuità alla trama risolvendo piccoli enigmi ambientali, dove la colonna portante ludica risiede nella possibilità di ruotare determinate abitazioni e di sollevare specifiche parti di scenario per rivelare dettagli altrimenti invisibili alla vista. In effetti, è proprio la vista ad essere stimolata, in una veste grafica inattaccabile, priva di sbavature e pulitissima su PS4 Pro, caratterizzata da una giocabilità praticamente lineare: si lanciano oggetti, se ne posizionano altri, si spingono leve e s’attivano interruttori, il tutto in un’ottica semplice, che non rallenta la narrazione, basata su precise istruzioni di facile intuizione, eccetto casi sporadici. Le sorprese non sono molte in termini di idee interattive, ma quando si palesano stupiscono e stampano un sorriso sulla faccia.

Purtroppo la durata vacilla tra le tre ore complessive, in cui la rigiocabilità è ridotta ad una manciata di collezionabili divertenti ma semplicissimi da scovare, che, invero, è possibile beccare senza che dobbiate affrontare l’avventura una seconda volta. Vorremo dire di essere soddisfatti della longevità, ma non è così, perché di quei personaggi avremmo voluto sapere di più.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Ghost Giant  Giudizio Finale – Delicato e affettuoso, innocente e malinconico, Ghost Giant è un’altra, dolce storia raccontata attraverso il potere della realtà virtuale. Un potere che dà immedesimazione e intimità ad una fiaba interattiva breve, che se da una parte non brilla per idee nella giocabilità, dall’altra rapisce con una splendida messa in scena. Terminata l’avventura, vorrete stare un po’ da soli: peccato non poter stare più tempo insieme a lei.

PRO CONTRO
  • Esteticamente adorabile
  • Tono infantile, ma malinconico
  • Temi musicali dolcissimi
  • Rapisce dall’inizio alla fine
  • Interattività ridotta all’essenziale
  • Qualche problematica audio nei dialoghi
  • Breve, come purtroppo sospettavamo

Trailer

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