6.5

Recensione GORN: un gioco attesissimo, ma non si sa perché

Giorgio Palmieri

Recensione GORN

GORN si è visto accerchiato da un’attesa spasmodica da parte dell’utenza PlayStation quasi per caso. Pubblicato in accesso anticipato tre anni fa su Steam, quando la realtà virtuale poteva contare su un parco titoli sicuramente meno vasto rispetto ad ora, gli sviluppatori hanno poi iniziato a pensare ad un’edizione per PSVR, visto l’interesse generato alla sua uscita. Dopo l’annuncio, tuttavia, venne il rinvio, e a quel rinvio se ne aggiunse un altro, e poi un altro ancora, ed insieme si andò ad accrescere un sentimento di profonda curiosità. Ora che lo abbiamo atteso così a lungo, ne è valsa la pena?

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Editore Devolver Digital
Sviluppatore Free Lives
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, Steam
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano

GORN lo si chiedeva a gran voce su PSVR anche in virtù della cronica mancanza di titoli incentrati sul combattimento all’arma bianca, e poi per l’evidente aspetto giocoso che lo contraddistingue. Si tratta, passateci il termine, di una “bestia da social”, o comunque di un videogioco che funziona bene se lo si condivide con gli amici, perché si basa su un concetto molto semplice: è un simulatore di scontri tra gladiatori che utilizza un assurdo motore fisico per fare contrasto con l’esagerata violenza dei mutilamenti. Il tutto crea un contesto comico in bilico sul grottesco, dove sostanzialmente bisogna completare una sfilza di lotte utilizzando qualsiasi arma che vi capiti tra le mani.

Free Lives ha impostato l’esperienza esattamente come ve la potreste immaginare, in quanto si consuma in livelli, accessibili da un hub centrale, nei quali è necessario abbattere i nemici nell’arena: nulla più, nulla meno. L’interazione viene affidata alla coppia di Move, che tradurrà in digitale i colpi nello spazio, mentre il movimento avviene solo e soltanto aggrappandosi allo spazio, per poi tirarlo verso di sé, in maniera tale da dirigersi presso quel punto: ci si fa l’abitudine, ma riteniamo che non sia la soluzione di locomozione più funzionale, anzi, alle volte risulta piuttosto confusionaria. Sembra che gli sviluppatori non si siano documentati a dovere sui progressi compiuti (o meglio, sulle scorciatoie) nella schematizzazione dei controlli in ambito PSVR.

Il flusso di nemici invece è scandito ad ondate, e non appena se ne conclude una, ne ha inizio un’altra salutando il re e incitando la folla. Ciascun livello termina con un boss, la cui eliminazione va a sbloccare le arene successive. Di missioni ce ne sono circa una decina, con una modalità infinita e un’altra personalizzata per mezzo della quale è possibile divertirsi attraverso una serie di modificatori (teste giganti comprese!), alcuni sbloccabili completando le aree principali.

La differenziazione di missione in missione emerge ovviamente dalle armature indossate e dal tipo di armi impugnate dai nemici, che poi potranno essere rubate una volta sconfitti. Si inizia con quelle contundenti e poi si passa a quelle da lancio, senza poi dimenticare le lame, temibili in virtù del loro potere tagliente e della facilità con la quale possono essere recisi gli arti dei poveri avversari. Se si viene colpiti, infatti, comincerà un processo di sanguinamento che vi porterà alla morte, e solo l’uccisione di un qualsiasi nemico potrà arrestarlo. Il sistema suona frustrante ed in effetti lo è, portando verso morti ingiuste e premature. Quantomeno piazza un punto di controllo ad ogni ondata, così da non costringervi a ripetere l’intero livello daccapo, anche se avremmo preferito un bilanciamento migliore.

Cuore dell’esperienza, come anticipato, è il motore fisico caricaturale che anima ogni singolo elemento attivo. Per dire, le armi sembrano fatte di gomma, così come i gladiatori, inclini a cascare come sacchi di patate ogni volta che li si colpisce: il bello è che li si può pure agguantare e scagliare ovunque voi vogliate. L’unico limite dovrebbe essere la fantasia, perché non è tanto la sfida ad essere il fulcro, quanto gli effetti indesiderati della fisica, alimentati da trappole ambientali che accrescono il numero di possibilità creative.

Insomma, GORN è un gioco di poche pretese e che, a malincuore, brucia la sua sorpresa non appena si scopre che la miglior tattica per battere i nemici è quella di ruotare il polso continuamente, e che buona parte degli scontri può essere risolta in questo modo, dimenandosi a più non posso, senza pensare ad una vera e propria strategia. Può essere un discreto allenamento cardiovascolare, questo sì.

La curiosità di scoprire cosa si sono inventati gli sviluppatori di arena in arena è il motore di GORN, eppure non basta a mascherare la limitatezza di una produzione pensata per divertire più per l’estetica che per la giocabilità. Anche perché la trasposizione su PSVR lascia un pelino a desiderare. Lo abbiamo provato su PS4 Pro, dove la veste grafica è nella media: non sorprende per la pulizia anche se è discreta e va a reggersi interamente sullo stile fuori dalle righe. Tuttavia, il tracciamento non è perfetto e talvolta singhiozza con alcune armi, i cui comportamenti sono tutt’altro che prevedibili, cosa che potrebbe portarvi a morti non imputabili direttamente a voi.

Manca poi un pulsante per chinarsi, un’assenza che rende inutilmente difficoltosa l’operazione di raccolta delle armi a terra, almeno se non si posiziona la camera in un certo modo: ennesimo sintomo di uno studio dei controlli realizzato a metà. Di sicuro un aggancio magnetico, puntando la mano verso l’oggetto desiderato, risolverebbe questo grattacapo.

6.5

Giudizio Finale

GORN svolge bene il ruolo di videogioco dal divertimento ignorante se lo si prende dal verso giusto, ma non va oltre quella mansione. Vestire i panni di un gladiatore e menare schiaffi senza ritegno diverte finché la poca profondità non viene a galla. Delude il fatto che, dopo tutta questa attesa, la trasposizione PSVR non sia al massimo della forma: qualche piccolo ritocco qua e là potrebbe certamente renderlo più godibile.

PRO CONTRO
  • Fuori dalle righe
  • Anti-stress
  • Fisica esilarante
  • Dubbi nel tracciamento
  • Movimento macchinoso
  • Difficoltà altalenante

Trailer

Screenshot

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