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Perché prendere in considerazione Gran Turismo Sport (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione Gran Turismo Sport – Il tema degli eSports, i così detti sport elettronici, è sempre più attuale. In questi giorni proprio in Italia si è espressa persino una nota personalità sportiva, anche se è estremamente difficile far intuire l’importanza o comunque l’impegno richiesto per una disciplina “virtuale” ad un atleta che ha speso anni della sua vita in discipline fisiche. Alcuni dei più noti publisher al mondo stanno comunque spendendo sempre più energie nel settore degli eSports, prima fra tutti probabilmente Blizzard, ma è quando una serie importante anche a livello storico, come può esserlo appunto Gran Turismo, a virare in quella direzione che se ne intuisce la crescente rilevanza nel panorama videoludico globale.

Gran Turismo Sport non è Gran Turismo 7, ma a dirla tutta non cerca nemmeno di esserlo. Si tratta di quello che potremmo tranquillamente definire uno spin-off della saga, uno spin-off improntato quasi unicamente sulle sfide online, sull’adrenalina che si prova a vincere confronti anche estenuanti non con la classica CPU, ma con avversari in carne ed ossa sparsi per tutto il mondo. Improntare l’intera impalcatura di gioco su un simile concetto è una scelta particolarmente coraggiosa, specialmente se per farlo si utilizza un marchio tanto celebre e comunque da sempre legato ad un’esperienza di gioco in singolo. Vediamo quindi di scoprire insieme cosa ha in serbo per noi questo particolare capitolo della serie suddividendo la recensione in due macro-aree: perché prenderlo in considerazione, e perché no.

Editore Sony Computer Entertainment
Sviluppatore Polyphony Digital
Piattaforme PlayStation 4
Genere Corse automobilistiche
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore (online, locale)

Video Recensione Gran Turismo Sport

Perché no…

Dovremmo partire dai motivi che dovrebbero spingervi all’acquisto, e invece no! Dobbiamo per prima cosa approfondire la frase “Gran Turismo Sport non è Gran Turismo 7” e poi, nel caso, valutare ciò che potrebbe convincervi della bontà del nuovo prodotto confezionato da Polyphony Digital. Gran Turismo Sport è un gioco coraggioso, che cambia drasticamente la sua impalcatura di gioco nonostante la concorrenza, costituita da titoli del calibro di Forza Motorsport 7, Project CARS 2 e Assetto Corsa, abbia moltissimo da offrire anche in campi in cui la serie di Polyphony ha da sempre dimostrato carenza.

Recensione Gran Turismo Sport – La modalità arcade ci permetterà da subito di testare le nostre abilità con vetture di classe superiore.

Ci siamo abituati nel corso degli anni a delle vere e proprie costanti: le patenti di guida, la modalità Arcade e la modalità Gran Turismo, ovvero un campionato a difficoltà crescente caratterizzato da una longevità in grado di far impallidire anche i giocatori più incalliti. Gran Turismo Sport rimuove di netto le due costanti più importanti, lasciando di fatto solo la modalità Arcade accompagnata da alcuni extra come la possibilità di correre con indosso PlayStation VR. Le patenti sono state sostituite dalla così detta Accademia di guida, uno strumento che i più sarebbero portati ad accantonare. Si tratta di una serie di prova a difficoltà crescente, 48 in tutto, che richiedono di essere affrontate in un certo ordine, il cui scopo è esattamente lo stesso delle vecchie patenti: permetterci di apprezzare al meglio il modello di guida offerto dal titolo a bordo di vetture caratterizzate da diversi livelli di potenza nei circuiti che poi saremo chiamati ad affrontare online. Da non sottovalutare il fatto che l’accademia permette di accumulare crediti (di due generi), punti esperienza e soprattutto vetture bonus con cui scendere in pista nelle prime competizioni.

A compensare l’assenza della campagna troviamo anche la modalità Missioni, con 64 sfide a base di gare complete, gara su sterrato, gara monomarca o prove di resistenza, e Esperienza su Circuito, che permette di apprezzare al meglio tutte le sezioni di ogni singolo circuito e soprattutto di impararli a memoria in vista, sempre e comunque, delle sfide online. Rimane il fatto che, al netto di tutte queste modalità dedicata al singolo giocatore, acquistare Gran Turismo Sport per giocare alle modalità singolo è un po’ come comprare Call of Duty per giocare unicamente la campagna.

Recensione Gran Turismo Sport – Tra le Missioni presenti ce ne sono anche alcune dedicate all’arte del sorpasso nell’arco di uno o più giri.

L’assenza insomma dei due elementi che da sempre contraddistinguono la serie può benissimo essere vista come il maggior elemento di disturbo per i fan della serie che intendono acquistare GT Sport. Ma i problemi, se così si possono definire, non finiscono qui. Il parco macchine è sensibilmente ridotto: si passa dalle 1.197 vetture viste in Gran Turismo 6 ad un numero che supera di poche unità il numero 160. Idem dicasi per i circuiti, 17 location e 40 layout. Una scelta di auto e circuiti quindi inferiore non solo al precedente capitolo, ma anche ai principali competitor presenti attualmente sulla scena. Ci torneremo a breve su questo punto. Ci mancano altri due scogli da superare: la modalità rally e la gestione degli impatti.

Per quanto riguarda la prima c’è ben poco da dire: a nostro avviso, in un titolo del genere poteva benissimo essere evitata, anche perché la resa dei tracciati sterrati è ben lontana dalla “realtà”, e il tutto si riduce a cercare di gestire le esageratissime derapate dei veicoli disponibili per questo genere di disciplina. Per quanto riguarda la gestione delle collisioni il discorso è ben più ampio. Le cose non sono cambiate molto dai precedenti capitoli della serie: i danni estetici ai veicoli sono appena accennati (lo stesso non si può certo dire per quelli meccanici) e l’impatto con altre vetture e tutt’altro che realistico. Persino i rumori degli impatti sembrano i soliti di sempre, per non parlare della loro fisica che in realtà di fisica ha ben poco. C’è però da dire che, almeno stavolta, almeno la reazione delle vetture agli impatti è in parte giustificata. E questo ci porta direttamente al perché dovreste tenere in considerazione la nuova fatica di Yamauchi-san e colleghi.

… e perché sì

Quando il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari ha conferito la Laurea Magistrale in Ingegneria del VeicoloKazunori Yamauchi, il creatore della serie, si è parlato anche di uno dei principali pregi di Gran Turismo: l’aver reso accessibile le corse automobilistiche a milioni di utenti. E Gran Turismo Sport non vuole essere da meno. Stavolta però l’obiettivo è ancora più ambizioso: far apprezzare il lato sportivo della simulazione. Parliamoci francamente: giocando nella campagna singolo giocatore dei precedenti capitoli siamo stati tutti dei piloti tutt’altro che onesti in pista. Proprio la fisica del gioco rendeva infatti possibile effettuare sorpassi appoggiandosi alle fiancate degli avversari, spedire fuori pista vetture e chissà quali altre scorrettezze. In Gran Turismo Sport le cose non sono esattamente così.

Recensione Gran Turismo Sport – Imparare a correre con sportività è praticamente imposto dalle dinamiche di gioco.

Per accedere alla modalità Sport dovrete visionare due rapidi filmati che vi fanno capire sin da subito come funzionano le competizioni online: condividere la pista con oltre 20 piloti “umani” è un affare serio, e dovrete fare riferimento a un codice di condotta piuttosto rigido per riuscire a dominare nel comparto online del gioco. Immaginate di assistere ad una vera competizione di Gran Turismo: vedreste i partecipanti tamponarsi o prendersi a sportellate per effettuare un sorpasso? La risposta è no, e così deve essere anche in Gran Turismo Sport. E per fare ciò il gioco in parte si appoggia al buon senso degli utenti, e in parte sfrutta una serie di regole che vanno a penalizzare i comportamenti scorretti. Due le maggiori misure di sicurezza in tal senso: le penalità in secondi in caso di scorrettezze, che andranno a sommarsi al vostro tempo finale di percorrenza cambiando l’eventuale griglia di arrivo, e la smaterializzazione delle vetture. Sì, avete capito bene. Non stiamo sfociando nella fantascienza: molto semplicemente se cercate di affrontare una curva particolarmente difficile cercando di sfruttare i vostri avversari, la vettura su cui  volevate impattarvi a velocità folle diventerà una ghost car e ci passerete attraverso, trovandovi molto probabilmente fuori pista o, nel caso peggiore, contro un muretto. Oltre ai secondi persi per ritornare in pista quindi, dovrete scontare anche ulteriori secondi di penalità per il fuori pista.

Ovviamente i piloti disonesti non mancano, e anzi, sono gli stessi filmati introduttivi ad avvertirvi della loro presenza, ma difficilmente troverete episodi di scorrettezza in competizioni sempre più importanti e complicate. È quindi giunto il momento di approfondire ulteriormente la modalità Sport. Non vi nascondiamo che Gran Turismo Sport è un titolo particolarmente impegnativo, non solo per il regolamento rigido o per il modello di guida che comunque necessità, con tutti gli aiuti disattivati, di un bel po’ di pratica, quanto più per la serietà che caratterizza ogni singola competizione online. Anche le più semplici, ovvero quelle giornaliere, hanno un periodo di iscrizione di svariati minuti, durante il quale è possibile prendere dimestichezza con il circuito nel tentativo di guadagnarsi un posto decente sulla griglia di partenza. Va da sé che, visto quanto detto finora, partire da una buona posizione può voler dire molto anche per le gare più semplici. Terminata la fase di accesso avrete qualche altro minuto per effettuare uno o più giri di riscaldamento, una fase particolarmente utile per studiare i vostri avversari e il loro stile di guida. A questo punto sarete pronti per scendere in pista e misurare le vostre abilità di pilota. Vi possiamo assicurare che il modello di guida e la conoscenza dei circuiti conta moltissimo, così come conta molto l’aver affrontato più e più competizioni in modo da imparare a stare in pista con altri piloti.

Recensione Gran Turismo Sport – Una buona partenza è essenziale ai termini di una gara vincente, e in questo caso non potete ricorrere al tasto “Ricomincia”.

La tensione e l’emozione che una simile competizione virtuale trasmette è davvero particolare. Ogni minimo movimento che impartirete alla vostra vettura avrà delle conseguenze, e stavolta non troverete il tasto “Ricomincia” a risolvere i problemi di una partenza sballata, di una curva affrontata a velocità troppo elevata o di un errore a poche centinaia di metri dal traguardo. Certo, tanti altri giochi di guida vantano un comparto online, ma si tratta di solito di un mero contorno alla modalità offline che non presenta la stessa cura che Polyphony ha posto in questo suo spin-off.

E alla fine è proprio questo uno dei motivi più importanti che dovrebbe spingervi all’acquisto: un approccio completamente diverso al mondo delle corse virtuali che impegna attivamente il giocatore ponendolo di fronte a vere e proprie sfide, ben più complesse di quelle a cui siamo normalmente abituati. E ad ulteriore testimonianza di quanto appena detto, sappiate che in Gran Turismo Sport ci sono dei tornei organizzati in collaborazione con la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) che mettono in palio dei veri trofei!

Torniamo per un momento al numero di vetture presenti in gioco. Stavolta il team di sviluppo si è concentrato maggiormente sui modelli top e sulle varianti da corsa delle varie case automobilistiche, rimuovendo tutti quei modelli che sarebbero stati solo di contorno al gioco. La scelta potrebbe far discutere, ma è stata fatta con cognizione di causa. La cura con cui sono realizzati poi i vari modelli è una ulteriore giustificazione a quella che potrebbe essere vista come una limitazione dai più. È stato lo stesso Yamauchi subito dopo la sua cerimonia di laurea a mostrare agli studenti e ai giornalisti presenti tutte le fasi di realizzazione di una vettura virtuale: pensate che un solo veicolo richiede qualcosa come 5 mesi di sviluppo, tra scansione laser della controparte reale, raffinamento del modello tridimensionale e test aerodinamici e su pista. Il che ci porta al comparto grafico.

4K, 60 fps, HDR e Wide Color fanno da contorno alla versione PS4 Pro, ma anche quella dedicata alla PS4 standard (che gira comunque a 60 fps) non è certo da meno. Gli interni delle vetture sono particolarmente dettagliati e anche le carrozzerie non scherzano. La resa complessiva però, ad essere del tutto onesti, è inferiore a quella dei recenti titoli di casa Microsoft (Forza Motorsport 7 su Xbox One X fa slogare le mascelle), complice anche l’assenza del meteo dinamico e di alcuni effetti grafici aggiuntivi che mirano appunto a donare un maggior grado di teatralità. Ciò nonostante alcuni replay sono davvero sbalorditivi: grazie anche alle riprese dinamiche, in certi frangenti sembra davvero di vedere una registrazione di una reale competizione tra vetture, e non di una simulazione digitale. A condire il tutto c’è una modalità fotografica in cui c’è davvero da perderci la testa.

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Giudizio Finale

Recensione Gran Turismo SportGiudizio Finale – Ci sarebbe tanto altro da dire. Gran Turismo Sport è un titolo che va approfondito, che va assaporato nell’arco di più mesi. Sbloccare tutte le vetture e terminare tutte le sfide proposte dalle modalità per il singolo giocatore potrebbe non richiedere poi più di tanto (si parla comunque di decine e decine di ore), ma aumentare il proprio livello pilota e affrontare sfide sempre più complesse contro giocatori da tutto il mondo, grazie anche a un netcode e ad un sistema di matchmaking ben strutturati, potrebbe tenervi incollati allo schermo per ben più di qualche settimana.

Recensione Gran Turismo Sport – La visuale interna sorprendentemente aiuta moltissimo a guidare con maggior precisione.

Il modello di guida, che propone una fusione bilanciata tra simulazione realistica e arcade, è uno dei fiori all’occhiello del titolo. Ci si rende conto sin da subito come ogni vettura reagisca in modo diverso agli stimoli, che siano frenate, sterzate, cambi di marcia o accelerate, e in tal senso dobbiamo ammettere di essere rimasti stupiti sia dalla resa della vibrazione del DualShock, che con i suoi feedback ci lascia intuire perfettamente il comportamento della vettura, sia dalla resa che si può ottenere con un volante compatibile con PS4. Peccato che a distanza di così tanti anni si debba ancora fare i conti con una gestione della fisica delle collisioni quasi antidiluviana e con un sistema di danni estetici che non ha niente a che vedere con quanto offerto dalla concorrenza.

Per rispondere, forse nuovamente alla domanda che ci siamo posti inizialmente “Perché prendere in considerazione Gran Turismo Sport” possiamo quindi rispondere: perché nonostante tutti i difetti, siamo comunque di fronte ad un titolo emozionante e coraggioso, che esplora un terreno estremamente rischioso per la serie uscendone però a testa alta.

PRO CONTRO
  • Modello di guida
  • Netcode e matchmaking
  • Modalità Sport emozionante
  • Comparto grafico e modalità fotografica
  • Fisica degli impatti e dei danni
  • Meteo dinamico assente
  • Modalità singolo è un mero contorno
  • Modalità Rally

Recensione Gran Turismo Sport – Screenshot

Recensione Gran Turismo Sport – Trailer