GRIS: l’ultimo lascito del 2018 è pura poesia videoludica (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione GRIS – Sviluppato da Nomada Studio e pubblicato da Devolver Digital, un publisher praticamente specializzato nello scovare giochi fuori dal comune, GRIS è l’ultimo lascito dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle, 12 mesi davvero ricchi per gli appassionati di videogiochi che hanno visto alternarsi capolavori quali God of War, Red Dead Redemption 2, Dead Cells e tanti altri. E GRIS, per svariate ragioni, meriterebbe un posticino accanto ai tanti nomi altisonanti che hanno caratterizzato il 2018. Scopriamo insieme perché.

Editore Devolver Digital
Sviluppatore Nomada Studio
Piattaforme Windows, macOS
Genere Avventura, Platform
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 16,99€ (Steam) | 16,99€ (Nintendo Switch)

Video Recensione GRIS

La nostra video recensione di GRIS è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Un acquerello animato

GRIS racconta la storia di una misteriosa ragazza le cui certezze crollano di punto in bianco, lasciandola e lasciandoci persi in un mondo inizialmente cupo e altrettanto misterioso, che si colorerà ed evolverà con il proseguo dell’avventura. Ora, descrivere il mondo o in generale l’ambientazione e il background di GRIS è piuttosto difficile, perché il mistero e l’interpretazione dello stesso giocatore sono alla base dell’esperienza di gioco. GRIS è quasi totalmente privo di testi, potete quindi soprassedere sull’assenza della lingua italiana, e i controlli sono semplici da apprendere grazie anche all’introduzione progressiva ma dilazionata di nuove abilità. In GRIS non si muore, non si corre pericoli, ci si lascia affascinare e sedurre dal connubio di musiche e di ambientazioni dipinte, letteralmente, a mano, sperimentando puzzle ambientali a difficoltà crescente ma comunque (quasi) mai frustranti.

Di fatto è un gioco per tutti, che può essere sperimentato a fianco di amici o familiari per condividere un’esperienza fuori dal comune, o comunque fuori da quelle che sono le dinamiche che una persona non appassionata si aspetta da un videogioco. Potremmo definirlo come una fusione tra un’avventura e un platform con dinamiche simil-metroidvania, ma acquistarlo e giocarlo con l’intenzione di affrontare appunto un platform potrebbe deludervi. Come già accennato i puzzle ambientali sono quasi tutti di facile risoluzione (alcuni richiedono comunque un minimo di ragionamento) e anche la fase esplorativa richiederà talvolta giusto qualche tentativo in più, ma nulla comunque in grado di mettere in difficoltà i giocatori più navigati.

No, GRIS è qualcosa di più (e di meno, visto quanto appena detto). Se dovessimo paragonarlo ad altre produzioni del passato ci verrebbero in mente titoli quali ABZU e Journey, o ancora l’italianissimo Last Day of June, titoli che vogliono raccontare una storia rendendola interattiva (quanto basta) e impreziosendola con un comparto grafico fuori dal comune e con musiche che si fondono alla perfezione con i vari momenti della storia.

E proprio la scelta di non far morire mai la protagonista o di non farci mai bloccare in situazioni senza via di scampo che richiederebbero il caricamento di un precedente salvataggio, vanno a vantaggio dell’obiettivo finale di GRIS, raccontare la peculiare storia utilizzando i classici strumenti dei videogiochi in modi alternativi e originali. C’è un’interpretazione in particolare della storia raccontata che ci ha colpito, ma non ve la sveliamo anche con l’intento di non forzare la vostra interpretazione verso una strada “sicura” che potrebbe rovinare parte dell’esperienza. Vi aspettiamo comunque nella sezione commenti per discuterne insieme.

Il comparto grafico del gioco firmato Nomada Studio è sicuramente una delle peculiarità di maggior rilievo. C’è un che di Monument Valley, anche se di fatto non ci sono illusioni ottiche o simili. Alcune ambientazioni sono stupende, lasciandovi davvero la sensazione addosso di giocare all’interno di un dipinto, di un acquerello per la precisione, che si evolve con il corso della storia. Ma ciò che stupisce ancora di più sono le musiche realizzate da Berlinist, un gruppo che opera a Barcellona ma che “nasconde” origini italiane.

Per il momento, in ambito videoludico, si sono occupati solo della OST di GRIS, ma speriamo presto di vederli lavorare ad altri titoli. Le tracce che compongono la colonna sonora del gioco sono struggenti al pari della storia e del comparto grafico. Vi incalzeranno, vi rilasseranno, si evolveranno a seconda delle vostre azioni: bellissime insomma, di quelle da ascoltare ancora e ancora anche una volta terminato il gioco (le trovate sui principali servizi di streaming musicale).

9.0

Giudizio Finale

GRIS è una vera e propria opera d’arte interattiva. Non c’è molto altro da dire, le caratteristiche salienti le abbiamo elencate finora. L’unico aspetto su cui non ci siamo soffermati è la longevità: come gli altri titoli citati, anche quello di Nomada Studio non fa certo della durata il suo punto di forza. Ma privarsi delle emozioni che GRIS è in grado di trasmettere solo per la sua relativa facilità o per la durata non sarebbe una gran mossa. Anche perché con 16,99€ potete farlo vostro su PC o Nintendo Switch.

PRO CONTRO
  • Emozionante
  • Evocativo
  • Musiche a dir poco meravigliose
  • Graficamente unico
  • Non dura molto
  • Non adatto a chi cerca un platform “hardcore”
  • I giocatori PS4 e Xbox One ancora non possono goderne

Trailer

Screenshot