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GUNGRAVE VR: Loaded Coffin Edition – Ma cosa sta succedendo? (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Gungrave VR: Loaded Coffin Edition – Operazione curiosa, per non dire strana, quella appena condotta su Gungrave. Il risultato prende il nome di Gungrave VR: Loaded Coffin Edition, ed è il pacchetto più opinabile che ci sia capitato tra le mani negli ultimi tempi. Anche perché ci stiamo ancora chiedendo come mai si chiami “Loaded Coffin”. Ecco la nostra recensione.

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Editore Marvelous
Sviluppatore Iggymob
Piattaforme PSVR
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 39,99€

Non è bello ciò che è bello

Di Gungrave si ricorda perlopiù il personaggio, disegnato dalle mani di Yasuhiro Nightow, l’autore di Trigun. I titoli nei quali vestiva il ruolo di protagonista, rispettivamente Gungrave e Gungrave: Overdose, nacquero su PS2, e bene o male raccolsero consensi misti. Viene dunque da chiedersi il perché di una manovra come la Loaded Coffin Edition, nella quale troviamo due spin-off, nuovi di zecca, dedicati proprio a Gungrave, giocabili solo ed esclusivamente in realtà virtuale.

Come se le stranezze non bastassero, i due titoli sono distribuiti anche separatamente, sebbene siano due metà di un’unica avventura. Si pongono come prequel in preparazione al seguito in uscita nell’anno corrente, intitolato Gungrave G.O.R.E., del quale non sappiamo alcunché.

Al di là della discutibilità dell’operazione, la Loaded Coffin Edition contiene Gungrave VR e Gungrave VR U.N. Non vi è una storia, né dei filmati, né una contestualizzazione degna di tale nome, nulla di nulla, eccetto un paio di sequenze animate la cui durata si avvicina molto a quella di un battito di ciglia. Perché quindi catalogarli come prequel, se la narrativa è pressoché inesistente?

In ogni caso, è difficile, se non inutile, parlarne in maniera separata, perché Gungrave VR e Gungrave VR U.N. sono essenzialmente lo stesso gioco, basato sulla stessa idea: si tratta di un agglomerato di livelli lanciati in un calderone disorganico, con almeno un paio di ingredienti azzeccati. Gungrave VR, ad esempio, cambia faccia di missione in missione: prima è un titolo d’azione in terza persona con movimento libero e mira adibita alla testa, e poi diventa uno sparatutto statico in soggettiva, senza nessuna motivazione. Quando la visuale è dietro alle spalle dell’alter ego virtuale, però, la produzione riesce a divertire, e a mostrare le potenzialità della terza persona applicata alla realtà virtuale.

Peccato che la lentissima rotazione a scatti gli stia stretta in modo evidente, tanto che ci chiediamo come è possibile che nessuno se ne sia accorto in fase di sviluppo: eppure, in virtù del fatto che l’azione si svolge all’interno di corridoi lineari e frontali, il problema si fa secondario, tanto è vero che, il più delle volte, abbiamo preferito girarci fisicamente che ruotare la visuale con l’analogico. Certo, sarebbe bastata un’opzione per attivare la rotazione fluida, ma manca un menù dedicato alle impostazioni, che rimarca il poco impegno riversato nel titolo.

Nonostante le criticità, lo ribadiamo, Gungrave VR diverte, e cosparge l’esperienza con una deliziosa salsa arcade che abbiamo apprezzato. Il protagonista, Grave, dispone di un paio di pistole e di un’enorme bara, che può utilizzare come arma ravvicinata. Un mix particolare che, per quanto semplicistico sia, risulta spassoso, almeno nella spiazzante brevità dell’avventura, dalla quale emergono persino dei combattimenti contro boss, e delle già citate sparatorie statiche in prima persona, gradevoli, seppur ripetitive. L’imprevedibilità di trovarsi prima in una città asiatica, e poi nei cieli a bordo di un’astronave, la annoveriamo tra i pregi, benché siamo consapevoli che possa lasciare straniti.

Il gargantuesco problema del titolo è che termina in appena un’ora. Cinque sono i livelli che fanno da corollario all’offerta, con una rigiocabilità che non può certo definirsi importante. Ogni missione mostra degli spunti interessanti, dettati dal cambio di prospettiva, che puntualmente non vengono esplorati, anche perché non ci sarebbe nemmeno il tempo materiale per approfondirli.

Con Gungrave VR U.N, invece, è successo qualcosa di inspiegabile. Non sappiamo cosa sia andato storto, o, quantomeno, possiamo supporlo, ma il tutto galleggia in un enorme mistero. Qui, infatti, al mix di visuali, ne è stata aggiunta una nuova, quella a scorrimento orizzontale: purtroppo, delle tre, questa è la più debole e mal si sposa con l’azione, tanto da ridursi ad un continuo guardare verso sinistra e verso destra per eliminare i nemici provenienti dalle due uniche direzioni, dato che manca della verticalità nel piattissimo disegno dei livelli. Si percepisce il concept secondo cui la conduzione avrebbe dovuto ospitare più cambi di visuale in una stessa missione, ma il risultato fa acqua da tutte le parti.

La struttura è clamorosamente blanda, peggio di quella vista in Gungrave VR, il quale, almeno, riusciva a variare ambientazione di missione in missione attraverso una grafica molto pulita, alimentata da un buono studio delle forme e della profondità. D’altra parte, in questo secondo episodio, c’è una ripetizione imbarazzante di costrutti industriali, a cui si sommano dei fastidiosi cali di fluidità quando si combatte, una grana assente in Gungrave VR. Ciò dimostra la fretta e la svogliatezza di U.N, che ha il coraggio di proporre solo tre livelli aggiuntivi, per un totale di mezz’ora di gioco al massimo. Facendo i conti, dunque, la Loaded Coffin Edition può essere completata in un’ora e mezza, non offre rigiocabilità, e soprattutto si piazza sugli scaffali a ben 39,99€, come se nulla fosse. Gungrave VR e Gungrave VR U.N costano rispettivamente 29,99€ e 14,99€, alla faccia del rapporto qualità/prezzo.

5.0

Giudizio Finale

Recensione Gungrave VR: Loaded Coffin Edition – Giudizio Finale – Gungrave VR: Loaded Coffin Edition è una produzione delirante, che non segue le regole, alle quali alza pure un dito. Per quanto ci piaccia la voglia di spingersi oltre i confini, il lavoro di Marvelous, paradossalmente, dei confini se li impone da solo. Dura poco, costa troppo ed è altalenante. È curiosa la sua eccentricità quasi autoriale, non lo neghiamo, ma non basta. Inspiegabile poi la scelta di non renderlo fruibile su TV, pur essendo platealmente una produzione nata senza il visore in mente. Consigliato solo e soltanto in fortissimo sconto.

PRO CONTRO
  • Imprevedibile e senza senso nella conduzione
  • Gungrave VR diverte ed è dipinto con una definizione gradevole
  • Prezzo fuori scala
  • Troppo breve e molto disorganico
  • Gungrave VR U.N è pessimo, oltre che un’occasione sprecata

Trailer

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