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In Guns’n’Stories: Bulletproof VR si spara. E basta (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Guns’n’Stories: Bulletproof VR – E se vi dicessimo che c’è un nuovo sparatutto statico in città? L’ennesimo di una lista ormai molto lunga? E se vi dicessimo, poi, che è il porting per PSVR di un titolo già uscito su PC da un po’ di tempo (l’ennesimo di una lista ormai molto lunga)? Ecco la nostra recensione di Guns’n’Stories: Bulletproof VR.

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Editore MIROWIN
Sviluppatore MIROWIN
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Sparatutto
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano (traduzione lacunosa)
Prezzo e acquisto 19,99€

Mira agli occhi!

Mirowin si è chiesta come sarebbe il racconto di un nonno in realtà virtuale. Un nonno che ama romanzare, che adora e odora di alcol, che ha vissuto sulla pelle il selvaggio west. E mentre il burbero vecchietto ricostruisce la sua storia, noi la sentiamo nelle orecchie e ne siamo pure partecipi, siamo i protagonisti. Un’idea fantastica: peccato che il tutto si configuri come il più classico tra gli sparatutto statici.

Non che il genere non abbia potenzialità creative, anche perché il bizzarro The American Dream aveva già provato il contrario, ma Guns’n’Stories: Bulletproof VR riesce ad esprimere la sua follia solo con cambi di armi nel bel mezzo dell’azione e davvero poco altro in più. Proprio l’acquisizione dell’armamentario è uno dei punti di forza dell’offerta, tanto è vero che la macchina motrice del divertimento risiede nella scoperta delle armi, in virtù del fatto che ciascuno dei nove livelli ne propone una nuova.

Per quanto sia indubbiamente derivativo e dai valori produttivi da titolo indipendente, il pacchetto è stato costruito con amore, e lo si evince da diversi dettagli: dalle sequenze animate che precedono i livelli, ai pop corn che potrete addentare virtualmente mentre i filmati scorrono sullo schermo. Nessuno mette in dubbio che sia uno sparatutto statico apprezzabile, con livelli giocabili sia in modalità Storia che Action, ovvero scegliendo una tra le armi sbloccate, senza badare alla trama.

Gli impatti dei proiettili restituiscono piccole soddisfazioni, e abbiamo gradito l’importanza data ai colpi alla testa e alle uccisioni precise consecutive. Purtroppo, però, le problematiche non mancano: se ne riscontrano un paio nel tracciamento, che si verificano quando i nemici arrivano lateralmente, o quando si impugnano armi a due mani. In questo caso, dovrete simulare l’atto di avere in mano un fucile, e il gioco talvolta fa fatica a tradurre il movimento nell’ambiente virtuale.

Il problema può essere raggirato, almeno in parte, posizionando la PS Camera in modo strategico, ragione per la quale sarà un imperativo giocare in piedi e con più spazio possibile. Non a caso, Guns’n’Stories: Bulletproof VR eredita alcune idee dai Bullet Hell, visto che sarà necessario schivare una quantità di proiettili direttamente proporzionale alla difficoltà scelta. La meccanica non è ben implementata né precisa come in altri esponenti, ma deviare i colpi con le proprie pistole ha un che di affascinante.

In media, il grado di sfida sa mettere alla prova, con nemici molto resistenti, suddivisi in schemi d’attacco poco inventivi ma pragmatici. Non abbiamo apprezzato l’assenza di punti di controllo durante i livelli, sostituita da un breve effetto di rallentamento attivato quando la vita, auto-rigenerante, si avvicina allo zero. Dover ricominciare daccapo una missione è un pelino frustrante, anche perché vi sono dei picchi esagerati persino nella semplice difficoltà standard, che possono vanificare un’intera partita.

Di livelli se ne contano nove in tutto, per un massimo di un paio d’ore, unite a sei missioni aggiuntive la cui base è quella delle arene principali, reinterpretate con modificatori vari. La varietà purtroppo non emerge, presenta situazioni identiche tra loro, e tralascia le potenzialità del racconto del nonno alle quali ci riferivamo in apertura.

Sul fronte visivo c’è poco da dire: l’ultimo aggiornamento ha ripulito l’immagine, levigando le seghettature, facendole sparire su PS4 Pro. Ciò che abbiamo ora è un prodotto gradevole, che sprigiona brio dalle animazioni e dai colori, senza stupire in alcun modo. Discreto il lavoro svolto nel suono, anche se non ci spieghiamo come mai i filmati non abbiano del commento musicale. Segnaliamo infine che Guns’n’Stories: Bulletproof VR non ha sottotitoli, e la traduzione italiana, pur essendoci, è impelagata da errori grossolani, sia nel testo che nella formattazione.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Guns’n’Stories: Bulletproof VR  Giudizio Finale – Non è difficile immaginare cosa sia Guns’n’Stories: Bulletproof VR: è uno sparatutto statico nel selvaggio west privo di acuti e di enormi criticità. È un pelino fuori tempo massimo, essendo ancorato ad un modo di fare il videogioco a realtà virtuale un po’ vecchio, ma fa quello che deve.

PRO CONTRO
  • Colorato, vivace e pregno di humor
  • L’armamentario instilla curiosità
  • Bella l’idea del racconto che prende vita…
  • … peccato sia creativamente poco sfruttata
  • Qualche dubbio nel tracciamento e nella difficoltà
  • Varietà dell’azione ridotta all’osso

Trailer

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