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.hack//G.U. Last Recode – Non chiamatelo clone di Sword Art Online (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione .hack//G.U. Last Recode – Potrei parlarvi di .hack per ore senza mai fermarvi, non tanto del gioco in sé, quanto di quello che rappresentò per me alla sua uscita: si tratta di un progetto, ideato da Bandai e nato su PlayStation 2, la cui trama si dirama in diversi prodotti d’intrattenimento, dai videogiochi ai manga, per poi giungere ai cartoni animati.

All’epoca, intorno al 2004, quando ne venni a conoscenza, il MMORPG iniziava a far parte della mia vita: il gioco di ruolo online andava forte, bazzicava sui banchi di scuola, e tra amici non si parlava altro che di armi epiche, nemici leggendari e organizzazioni di gruppi per sotterranei cooperativi.

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Quello di .hack, però, fu un fulmine a ciel sereno, che non solo mi fece ricordare della piacevolezza dell’esperienza videoludica in solitaria, ma l’appassionante fulcro centrale, attorno al quale ruotava la storia, era il mondo di un fittizio gioco online, intitolato The World. L’intera serie infatti si “maschera” da MMORPG – in realtà è un semplice JRPG come lo è Final Fantasy, o un qualsiasi altro esponente – per raccontare una storia nella quale i personaggi sono degli avatar guidati dai giocatori.

Potrebbe venirvi in mente il ben più noto Sword Art Online, e, non a caso, in rete spesso l’argomento di “chi ha copiato chi” infervera i forum. Fatto sta che fa piacere vedere .hack ritornare in auge dopo un lunghissimo sonno: tuttavia, .hack//G.U. Last Recode è la versione restaurata della seconda serie di videogiochi, composta da tre episodi, che comunque può essere assaporata da tutti, visto che la trama segue eroi staccati dalla prima. Prima di buttarci sulla recensione, vi informiamo che il gioco è interamente in inglese.

Editore Bandai Namco
Sviluppatore CyberConnect2
Piattaforme PS4, PC
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore

Disconnected from server

Haseo è il protagonista di cui vestiremo i panni, e ne prendiamo il controllo non appena entra per la prima volta in The World R:2, la seconda versione dell’universo nel quale era ambientata la prima serie di videogiochi.

Purtroppo, questa nuova edizione è pervasa da una piaga, quella dei PK, dei giocatori che uccidono costantemente i novizi per divertimento, traendoli spesso in inganno. Il nostro mitico Haseo deciderà dunque di diventare un PKK, colui che distrugge e umilia i PK, ma il suo scopo è ben più nobile: scovare e mettere la parola fine su Tri-Edge, un leggendario PK capace di uccidere le sue prede, per poi mandare in coma il giocatore dietro l’avatar.

Sebbene la trama possa sembrare esagerata, riesce nell’intento di mantenersi in equilibrio tra l’assurdo e la credibilità, destando dubbi, paure, speranze, curiosità, le tipiche emozioni di un gran JRPG che si rispetti, nonostante una discreta dose di iniziale lentezza e immancabili riempitivi.

La collezione contiene i tre titoli originali della serie .hack//G.U., ovvero Rebirth, Reminisce e Redemption, tutti restaurati, oltre a un quarto volume inedito di nome Reconnection, che, sebbene sia breve, risulta essere una gradita aggiunta. Peraltro, la cornice narrativa vanta un’attenzione al dettaglio maniacale, poiché, oltre all’accesso in gioco, si potranno leggere le e-mail, fare un giretto sui forum, sul sito ufficiale, simulando a trecentosessanta grandi l’esperienza di un vero e proprio MMORPG.

Per quanto riguarda il sistema che sorregge il gioco, siamo davanti ad un JRPG d’azione, in cui un hub centrale funge da città per accettare missioni e per l’acquisto di armi, armature e accessori, mentre un apposito strumento consente di combinare tre parole, al fine di generare dungeon unici, a seconda, appunto, dei termini selezionati. In questi sotterranei, fatti di stanze su stanze, si incontrano ovviamente una caterva di mostri: le battaglie avvengono in arene delimitate, nelle quali il giocatore, insieme ad un massimo di altri due partecipanti, può attaccare, effettuare abilità, parare e poco altro, tutto in tempo reale.

Le lotte sono fin da subito un po’ ripetitive, sebbene siano state ripulite e riequilibrate dal lavoro di rimasterizzazione, eppure i punti esperienza e lo sviluppo del personaggio vi terranno impegnati come nel più classico del genere. La struttura dei dungeon è anch’essa monotona, un problema levigato dalle tante ricompense nascoste, che stimolano il giocatore a ricercare oggetti e armi aggiuntive nelle stanze più distanti.

Il lavoro di rimasterizzazione supera di poco il minimo sindacale. La grafica è stata migliorata e ripulita, con i 1080p e i 60fps, ma stiamo parlando di un videogioco che già ai suoi tempi, su PS2, non mostrava affatto i muscoli. Non a caso, tecnicamente .hack//G.U. Last Recode sa di obsoleto, con animazioni incapaci di riflettere le emozioni nei dialoghi, tant’è che le sequenze parlate spesso non prevedono nemmeno il semplice movimento della bocca dei personaggi, pur essendo animate. Nei filmati ci sono stacchi evidenti tra scene ben realizzate e modelli in gioco a dir poco anziani, con ambientazioni e paesaggi spogli, farcite da texture antiquate.

Il pacchetto vanta però delle caratteristiche aggiuntive, come la possibilità di attivare dei trucchi per facilitarvi la vita (dimenticate i trofei, in tal caso), o la modalità Parodia, dove le scene originali vengono reinterpretate con dialoghi più simpatici. Infine, il piatto più gustoso per i fan sfegatati è senz’altro il Terminal Disc, tramite il quale si potrà accedere ad una serie di pezzi di storia aggiuntivi attraverso dei messaggi vocali.

7.5

Giudizio Finale

Recensione .hack//G.U. Last Recode  Giudizio Finale – .hack//G.U. Last Recode è una raccolta che ha senso di esistere: di JRPG ne vediamo pochi nel nostro paese, e, per giunta, quella di G.U. si distingue per la sua trama trascinante e appassionante, un aspetto su cui gli ultimi giochi di stampo ruolistico sembrano non soffermarsi troppo. La saga purtroppo non è invecchiata benissimo, e il lifting condotto dall’operazione di restauro non nasconde la sua età. Se lo scoglio della sola lingua inglese, insieme alla pesantezza della formula obsoleta non vi spaventa, fate le valige (virtuali, s’intende) e preparatevi a gustare un viaggio magico, di quelli che speriamo tornino a galla, prima o poi, in una veste moderna.

PRO CONTRO
  • Ripulito in certi aspetti…
  • 1080p e 60fps
  • Storia appassionante e attenta al dettaglio
  • Estremamente longevo
  • … obsoleto in molti altri, specie nella resa visiva durante i dialoghi
  • Struttura potenzialmente ripetitiva, dai combattimenti ai sotterranei

Recensione .hack//G.U. Last Recode – Trailer

Recensione .hack//G.U. Last Recode – Screenshot