8.0

Hand of Fate 2: il miglior (video)gioco da tavolo… in solitaria? (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Hand of Fate 2 – Uno dei meriti dei servizi ad abbonamento quali PlayStation Plus o Games with Gold è quello di far conoscere titoli che altrimenti rimarrebbero sepolti nell’ombra: Hand of Fate è un esempio perfetto, e quello di cui vi parliamo oggi ne è il seguito diretto. Ecco la nostra recensione.

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Editore Defiant Development
Sviluppatore Defiant Development
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Gioco di ruolo, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Hands of Fate 2

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro. Nel video pronunciamo erroneamente “Hands of Fate 2″, quando, in realtà, il titolo in questione si chiama “Hand of Fate 2”. Non abbiamo mai odiato una S come adesso.

Il Demogorgone

Da Hand of Fate 2 sgorga l’amore nei confronti dei giochi da tavolo, quelli di ruolo e di tutto ciò che offre il sottobosco fantasy, ricordando quel bel periodo in cui Dungeons & Dragons era più di un semplice svago. E proprio da questo, la fatica di Defiant Development estrae il concetto di Dungeon Master e ne fa una interpretazione personale: l’enigmatico mazziere è infatti colui che darà al giocatore gli strumenti con i quali plasmerà la sua storia.

Il gioco, nello specifico, si compone di ventidue sfide differenti, ciascuna delle quali si contraddistingue per una serie di carte uniche. All’inizio di ogni partita, l’utente stesso ne sceglierà una manciata tra quelle in suo possesso, ottenute completando le precedenti, che andranno poi a decretare, insieme a quelle specifiche della sfida scelta, i personaggi, gli incontri e l’equipaggiamento della missione affrontata.

La plancia è fatta di carte, e l’utente può muoversi su di esse, un passo alla volta, al costo di un’unità di cibo: dopo aver terminato le scorte, saranno i punti vita a calare, fino a che non si spenderà del denaro dai venditori ambulanti per comprarne dell’altro. Il mazziere racconterà poi una parte dell’evento sul quale siamo incappati, mentre del semplice testo darà della contestualizzazione ai vari incontri, che si ispirano palesemente ai librogame del buon vecchio Lupo Solitario: una fanciulla in difficoltà, un campo di banditi, mercanti un po’ loschi, delle case in fiamme…

Spesso e volentieri, l’esito degli avvenimenti gira attorno ai dadi, ma anche ad un minigioco di tempismo, di carte e a specifiche opzioni di dialogo. Tuttavia, quando si incontra un nemico, Hand of Fate 2 si trasforma in gioco d’azione, nel quale prenderemo una parte attiva all’interno delle lotte. Le carte d’equipaggiamento raccolte dagli eventi e le particolarità degli incontri costituiranno i modificatori delle battaglie, che si dipanano lungo le basi del Batman di Rocksteady Studios.

Il sistema di combattimento, infatti, si basa pesantemente sulle schivate e contrattacchi, e sulla concatenazione di combo senza farsi mai colpire, in maniera tale da scatenare una super abilità una volta raggiunto un certo numero di attacchi inanellati, a seconda dell’arma impugnata. Un seguace poi ci darà man forte, sia con le semplici mazzate, che con una mossa attivabile mediante il tasto dorsale. Gli scontri sono semplici ma divertono, soprattutto perché la gestione delle collisioni e degli impatti restituisce una sensazione gratificante: peccato che il gioco tenda ad abusare di battaglie banali e troppo simili tra loro, provocando un bel po’ di ripetitività.

Fortunatamente, ad ogni sfida si aggiunge qualcosa di inedito, da nuovi nemici e oggetti a incontri unici, elementi che cercano, insieme, di tenere alto l’interesse di una formula capace di mantenersi in equilibrio tra l’abilità del giocatore e la casualità, senza eccedere in nessuno dei due lati.

La struttura nasconde tante chicche che faranno la gioia degli amanti del gioco di ruolo, ma possiamo assicurarvi che non c’è nulla di realmente complesso e, anzi, Hand of Fate 2 è molto accomodante, ben schematizzato e immediato, sebbene possa far emergere della frustrazione, proprio a causa dell’incidenza del fattore fortuna. Per il resto, pur essendo una produzione indipendente, quella di Defiant Development è una creatura che, graficamente, si difende piuttosto bene: è bello da vedere, bello da giocare vista la qualità delle animazioni, e, in special modo, bello da ascoltare: il mazziere è l’attore Anthony Skordi, la cui voce vi farà sciogliere.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Hand of Fate 2 – Giudizio Finale – Hand of Fate 2 non solo è un gran seguito, ma anche la concretizzazione dell’idea nata dall’originale, da cui prende il meglio e lo migliora in ogni sua declinazione, in special modo dal punto di vista contenutistico. Permane una certa ripetitività nei combattimenti, e l’elemento fortuna può dare vita alla frustrazione, ma fa tutto parte del gioco, di un’avventura interessante e divertente da snocciolare di secondo in secondo, di carta in carta, di partita in partita. Niente invadenti microtransazioni, niente forzieri casuali, solo un robusto gioco da tavolo ruolistico, travestito da videogioco indipendente pieno di passione.

PRO CONTRO
  • Ibrido originale e azzeccato tra generi
  • La formula si arricchisce costantemente
  • Il mazziere è un ottimo personaggio 
  • Ricco di variabili e possibilità, senza strafare
  • Combattimenti divertenti, ma troppo ripetitivi
  • La fortuna gioca brutti scherzi, e alcuni sono davvero frustranti

Recensione Hand of Fate 2 – Trailer

Recensione Hand of Fate 2 – Screenshot