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HeroCade – 9 giochi in 1, che altro chiedere? (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione HeroCade – In un mondo in cui un semplice coming out su Youtube sale nelle tendenze e fa scalpore, anche io mi sento in dovere di gridare al mondo un grande segreto: il mio genere videoludico preferito è la raccolta di giochi.

Quando ero piccolo adoravo acquistare in edicola quei CD multimediali che, oltre alle immancabili gallerie di avvenenti signorine, contenevano schiere di freeware e shareware, rispettivamente giochi gratuiti e versioni dimostrative di quelli che ai tempi erano i titoli indipendenti. Anche l’avventura più ignobile diventava motivo d’ossessione, a tal punto da volerla finire a tutti costi solo per il piacere di farlo.

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Immaginate la mia faccia al solo annuncio di HeroCade, una collezione al cui interno troviamo ben nove esperienze su realtà virtuale, completamente diverse tra loro, al prezzo di soli 11,99€. La raccolta è tradotta in italiano, sfrutta persino la compatibilità con i PlayStation Move, ma tutti i titoli possono essere affrontati con il semplice Dualshock tra le mani. Scopriamo i vari giochi, in ordine sparso, e tiriamo le somme sull’operazione in generale.

Editore Lucid Sight
Sviluppatore Lucid Sight, White Door Games, Otherworld Interactive
Piattaforme PSVR
Genere Raccolta
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione HeroCade

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR.

Jurassic Survival

Jurassic Survival è il peggior sparatutto statico su PSVR, senza alcun ombra di dubbio. Si sta fermi in un punto e bisogna sconfiggere una manciata di dinosauri che, prima di tutto, compaiono sempre negli stessi punti della sola e unica mappa disponibile, ed in più si generano alla stessa velocità di una lumaca su un rettilineo: l’azione è davvero troppo lenta e blanda, e non bastano le armi sbloccabili nel corso delle ondate ad addolcire una pillola che non assumeremo mai più, se non per far ridere qualche compagno amante del trash: i suoni e le animazioni sono talmente mal confezionate da suscitare almeno un sorriso.

Z -Strike

Z-Strike, in un primo momento, sorprende. In pratica, l’obiettivo è quello di disintegrare gli zombi, utilizzando un aereo armato fino ai denti, cercando di salvare quanti più sopravvissuti possibili. La peculiarità è l’interfaccia con la quale si macelleranno i morti viventi: l’impresa la si vive dall’alto, ed è sufficiente premere il pulsante di mira per zoomare sul campo. La sensazione di ingrandimento è in grado di essere credibile ma, una volta passati dieci minuti, la noia vi assalirà: visivamente non dice nulla, il sonoro è pessimo, e il ritmo di gioco non ha brio. Perlomeno c’è un sistema di sviluppo del proprio velivolo, e un simpatico jump scare segreto per il quale, ora, siamo costretti ad una visita al confessionale.

Polyrunner

Polyrunner invece è la versione meno riuscita del ben più avvincente Race The Sun. Nel dettaglio, si assumono le vesti di un’astronave con lo scopo di resistere quanto più a lungo possibile in ambientazioni poligonali. Sono presenti diversi schemi di controllo, e il gioco sa essere divertente, se assunto a piccole dosi. Niente per cui vi strapperete i capelli, sia chiaro: stiamo parlando di un gioco elementare, che non ha poi molto senso nella VR. Quantomeno ha un gameplay e possiede quel pizzico di arcade che vi spingerà a superare il punteggio più alto in classifica. Sempre che vi piaccia il genere.

Sisters


Di Sisters non c’è molto da dire. È un’esperienza abbastanza scioccante della durata di cinque minuti che non offre nulla di diverso rispetto all’iconica Kitchen di Resident Evil, che francamente abbiamo preferito. In una piccola stanza c’è una bambola che, dopo un po’, prenderà vita. Potete immaginare il finale con un pizzico di fantasia.

Space-Bit Attack


Sarà l’attaccamento che abbiamo nei confronti del gioco originale, fattostà che Space-Bit Attack è praticamente Space Invaders in prima persona, e sulla realtà virtuale. Lo scopo è quello di sconfiggere tutti gli alieni prima che tocchino la vostra navicella spaziale. Si evitano attacchi, ci si muove sia sull’asse delle X che su quello delle Y, e si spara ai cattivoni. Alla fine non è niente di che, ma i nostalgici come noi ne trarranno del buono.

Gumi Nu Yume


Gumi Nu Yume è pieno di livelli e sembra un gioco completo, a differenza della stragrande maggioranza dei prodotti presenti in questa collezione. Si tratta di un rompicapo in cui è necessario posizionare degli oggetti sulle apposite piattaforme dello stesso colore, in una struttura fatta a blocchi. A dirla tutta non è molto divertente, e graficamente non dice nulla, ma, oltre a distinguersi, offre pure un bel po’ di contenuti. Purtroppo, però, la realtà virtuale invece di aggiungere valore alla produzione, ne toglie, visto che non ha nessuna utilità, se non quella di provocare un fastidioso torcicollo.

Alpha Turkey Hunt


Non sappiamo chi abbia inventato Alpha Turkey Hunt, e non vogliamo nemmeno saperlo. L’impatto audiovisivo disorienta e si fa beffa delle innovazioni tecnologiche: siamo davanti ad un paio di poligoni messi su per ospitare una mandria di tacchini di cartone che emettono suoni talmente noiosi da spingervi ad ucciderli tutti. Contrariamente alla primissima impressione, però, il gioco ha un non-so-che di spassoso: nel senso, è uno sparatutto statico, brutto, rudimentale e banale, ma funziona, perché mette alla prova, ci sono diversi livelli di difficoltà, e si guadagna del denaro per comprare nuove armi e per potenziare quelle già sbloccate. Insomma, non è così malvagio se contestualizzato a dovere, alla faccia del pregiudizio.

405 Road Rage


405 Road Rage trasuda malinconia, specie se avete vissuto sulla pelle la crescita dei giochi su smartphone. Nello specifico, è un endless runner portato sulla realtà virtuale: bisogna guidare un’auto su un rettilineo, evitando gli altri veicoli tramite il movimento della testa. Le tre modalità disponibili cambiano un po’ le regole, alimentando la rigiocabilità, e compare anche qui un negozio per l’acquisto di nuovi mezzi. Lo stile grafico minimale, nella sua semplicità, è tra i più piacevoli del pacchetto, ma non chiedetegli troppo. Certo, si tratta pur sempre di un’esperienza più consona all’ambiente mobile, ma almeno sfiora la soglia della sufficienza.

Dreadhalls

Ultimo, ma non per importanza, è Dreadhalls, il piatto forte di Herocade, un’avventura a dir poco inquietante che mette ansia e terrore, di quello genuino, sempre più raro. Stiamo parlando di un titolo alla vecchia maniera, in cui bisogna esplorare sotterranei, generati, però, in maniera procedurale. Dimenticate i jump-scare da quattro soldi, perché l’algoritmo casuale è imprevedibile e crea tensione, e ve la inietta nelle vene utilizzando mostri di ogni specie, i quali sfruttano dei comportamenti alquanto particolari, che vi invitano, ad esempio, a non guardarli o a non muovervi.

Non c’è difesa contro le mostruosità dei labirinti: potrete solo affidare la speranza alla lanterna, e alle vostre gambe virtuali, raccogliendo nel frattempo dei collezionabili che vi faciliteranno (di pochissimo) la vita. Non vogliamo svelarvi nulla, perché è una di quelle esperienze horror da provare, anche se effettivamente ha perso un po’ del suo smalto con l’uscita di giochi del calibro di Resident Evil 7. L’immersione è alle stelle e, sebbene la grafica non sia granché, c’è dell’ottimo lavoro svolto nello studio del suono. Senz’altro lo tirerete fuori dal cilindro ai party.

6.0

Giudizio Finale

Recensione HeroCade  Giudizio Finale – HeroCade è una raccolta composta da bassi e almeno un alto assolutamente degno di nota. Tra giochi pessimi, mediocri e passabili c’è Dreadhalls che, tra gli amanti dell’orrore, potrebbe valere la spesa da solo. In breve, la valutazione cambia a seconda dell’angolazione da cui lo si guarda: come collezione di esperienze non soddisfa, ma come rapporto quantità/prezzo ha pochi rivali su PSVR, e può essere un modo leggero per introdurre i più giovani e i meno avvezzi alla realtà virtuale, e, soprattutto, per vivacizzare le serate più fredde con gli amici.

PRO CONTRO
  • Un modo semplice per introdurre alla realtà virtuale
  • Dreadhalls è inquietante come pochi
  • Prezzo invitante
  • Molti giochi della raccolta lasciano a desiderare…
  • … e in altri la VR non aggiunge nulla
  • Graficamente tra l’accettabile e lo scarno

Recensione HeroCade – Trailer

Recensione HeroCade – Screenshot