Immortal Legacy: The Jade Cipher è… una sorpresa! (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Immortal Legacy: The Jade Cipher – La cultura cinese è piena di tradizioni e di leggende: Immortal Legacy: The Jade Cipher ne prende una, la interpreta a modo suo e realizza una tra le avventure più interessanti per la realtà virtuale. Ecco la nostra recensione.

LEGGI ANCHE: Recensione VR Kingdom of Blades

Editore Sony Interactive Entertainment Europe
Sviluppatore Viva Games
Piattaforme PSVR
Genere Avventura, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 19,99€

Video Recensione Immortal Legacy: The Jade Cipher

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PSVR e PS4 Pro.

Dalla Cina con furore

La leggenda narra di una bestia chiamata Ksi, desiderosa di mettere in subbuglio il mondo proprio l’ultimo dell’anno, quando nelle case vi è aria di festa. Gli dei, tuttavia, ci hanno graziato, svelando un piccolo quanto efficace trucchetto: infatti, l’immonda creatura è terrorizzata dal colore rosso e dai rumori forti. Questo è il motivo per cui, nella notte di Capodanno, siamo soliti far esplodere i fuochi d’artificio, per tenere lontana Ksy dalla gente, da noi. E se vi steste chiedendo come mai in alcune parti del mondo sia tradizione lanciare anche lavatrici, be’, di quello una leggenda non c’è.

A parte gli scherzi, Immortal Legacy si basa proprio su quella leggenda: un sovrano di nome Ksy è disposto a distruggere tutto e tutti pur di ottenere l’immortalità. Peccato che di questo sovrano si sappia davvero poco durante l’arco narrativo, e anche le vicende familiari del protagonista, che inizialmente sembrano di primaria importanza, rimarranno sempre nell’ombra. Nel dettaglio, vestirete i panni di Tyre, un ex soldato delle forze speciali spedito sull’isola di Yingzhou, dove appunto si vocifera che Ksi stia conducendo degli esperimenti per conquistare il controllo del tempo, dal quale poi estrarrà l’immortalità, costi quel che costi.

La produzione dunque nasce in Cina, dalle fucine di Viva Games e con il supporto di Sony, sotto l’etichetta del China Hero Project, e si configura come un’avventura in soggettiva incentrata sull’azione e sull’utilizzo della coppia di PlayStation Move. Si imbraccia una discreta quantità di armi, si uccide chiunque osi mettervi i bastoni tra le ruote e si risolvono degli enigmi ambientali più che degni, oltre che variegati. Il movimento è esclusivamente libero e coinvolge anche i passi laterali attraverso i pulsanti dei Move, mentre la rotazione può essere sia a scatti che fluida, ma quest’ultima risulta lenta e non ottimizzata.

Senza tirarla per le lunghe, la locomozione è buona ma non perfetta, pecca un po’ di velocità e di distribuzione dei controlli, i quali esigono un po’ d’abitudine per essere fruiti a dovere. L’inventario poteva poi essere organizzato meglio, perché scorrere tra gli oggetti durante gli scontri a fuoco, nel bel mezzo del caos, non è la più comoda delle operazioni.

Il viaggio, dunque, si divide sostanzialmente in due parti: se nelle prime battute Immortal Legacy vi porta a spasso per spazi aperti ripieni di mercenari, nella seconda fetta, la più lunga, l’attenzione si sposta sui luoghi chiusi, delle grotte pregne di mostruosità. La dicotomia regge e aiuta la conduzione a non stagnarsi, e passa dall’essere un tripudio d’azione ad un’escursione nell’orrore, che si tinge di sangue man mano che si scende in profondità. C’è sempre qualcosa di nuovo, qualcosa in grado di soddisfare la curiosità, dalle armi ai puzzle, dalle interazioni ambientali ai boss, in’ottica comunque lineare e mai dispersiva.

Tutto sommato si tratta di un’avventura solida, che non disdegna nemmeno un pizzico di narrazione interessante, sparsa tra documenti e registratori vocali in grado di contestualizzare gli ambienti e la storia. Una storia che, come accennavamo, offre più domande che risposte, condita con un finale che non è un finale. La longevità supera però (di poco) le nostre aspettative, si attesta tra le quattro e le cinque ore, e, sebbene alcuni elementi si ripetano, non lascia mai spazio alla noia. Le sparatorie funzionano bene, sfruttano un tracciamento ottimo e un metodo di ricarica a scuotimento della periferica sempliciotto ma funzionale. Un paio di boss andrebbero ritoccati per via delle barre vitali un po’ più lunghe del tollerabile, e avremmo preferito più fasi all’aperto, ma siamo davanti ad una produzione piuttosto varia e piena di idee, venduta a soli 19,99€. Un gran rapporto qualità/prezzo, senz’altro tra i più onesti del catalogo PSVR.

Bacchettiamo l’assenza di modalità aggiuntive (anche un’arena ad ondate ce la saremmo fatta bastare) e di un selettore di livelli, che speriamo venga introdotto in futuro. Quantomeno il trofeo di platino e una schiera di collezionabili aggiungono un po’ di pepe’ alla minestra di contenuti.

Per quanto riguarda la parentesi estetica, invece, Immortal Legacy non sembra appartenere alla fascia dei progetti a basso budget, sebbene di fatto lo sia. La modellazione poligonale supera di gran lunga quella dei titoli simili presenti su PSVR, così come gli effetti speciali e gli scenari, che regalano almeno una manciata di momenti intensi. Se la visuale fosse stata un pelino più pulita su PS4 Pro. e se avesse avuto una palette di colori più viva e meno sbiadita, di sicuro l’avremmo apprezzata di più, ma non possiamo affatto lamentarci del risultato, anzi. L’audio, d’altro canto, accoglie al doppiaggio nientemeno che Doug Cockle, la voce di Geralt in The Witcher, accompagnata dai sottotitoli in italiano, la cui presenza è ben voluta. Le musiche non ci hanno colpito particolarmente (eccetto il tema finale, davvero bello, che trovate come sottofondo nella video-recensione), così come gli effetti sonori, nella media.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Immortal Legacy: The Jade Cipher – Giudizio Finale – Immortal Legacy: The Jade Cipher è un titolo che va supportato e che consigliamo a tutti gli amanti della realtà virtuale. Si percepisce la voglia di fare le cose in grande, un disegno che va ben oltre le possibilità degli autori, e, benché in alcuni lati sia sacrificato per forza di cose, quello di Viva Games è un videogioco d’azione solido e che raggiunge i suoi scopi, un esponente della realtà virtuale capace di comunicare avventura senza dimenticarsi della sostanza e dell’interattività.

PRO CONTRO
  • Sparatorie essenziali ma spassose
  • Conduzione molto varia e non avara di sorprese
  • Ottimo tracciamento, anche sotto stress
  • Rapporto qualità/prezzo onesto
  • Un paio di sezioni richiedono una ritoccata
  • La trama fomenta domande e dà pochissime risposte
  • Le fasi all’aperto sono poche
  • Controlli e inventario migliorabili

Trailer

Screenshot

  • ITALI-LORI-MONTI

    lo prederò ,la recensione mi ha convinto anche se non amo i giochi chiusi e al buoi(per risparmiare grafica)….

  • Alex Rodriguez

    Quindi è meglio di The Walker, quindi?

    • ITALI-LORI-MONTI

      non c’è paragone!The Walke fa cagare .e la nullità a confronto.

      • RICOCHET_ZEN

        Lo so ahah. Ecco perché è il miglior gioco VR che abbiamo ottenuto da China Hero Project.

        Inoltre, questo significa che hai giocato a The Walker? Cosa ne pensi?

        • ITALI-LORI-MONTI

          non ne penso proprio!meglio non pensarci! 🙂