6.0

Just Cause 4 – Quando è troppo, è troppo (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Just Cause 4 – Se compri Just Cause, dovresti sapere a cosa vai incontro. E va bene accontentarsi, per carità, ma chi non si è mai avvicinato alla serie potrebbe avere difficoltà ad apprezzarlo. Ecco la nostra recensione di Just Cause 4.

LEGGI ANCHE: The Division 2 non arriverà su Steam

Editore Square Enix
Sviluppatore Avalanche Studios
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Recensione Just Cause 4

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Ma alla fine, chi pulisce?

Non ce ne vogliano gli estimatori della saga, eppure siamo convinti che Just Cause sia l’emblema del divertimento ignorante. Lo stiamo scrivendo con accezione assolutamente positiva, e, anzi, vorremmo che raggiungesse l’apice della sua personalità, che perpetrasse la sua follia, lasciando da parte i dogmi del classico videogioco a mondo aperto, pregno di attività ripetitive. La follia con cui è dipinta la creatura di Avalanche Studios trasforma lo sparatutto in terza persona in un vero e proprio spettacolo esplosivo, dove far esplodere e farsi esplodere (cercando di non rimetterci la pellaccia) si collocano tra le principali portate.

Just Cause 4 continua sulla stessa strada, senza cambiare direzione: mette sul piatto un parco giochi e ci offre degli strumenti attraverso i quali è possibile manipolare la bizzarra fisica che anima gli oggetti dell’ambiente. Si tratta di un motore tutt’altro che realistico, che trova la sua potenza nell’imprevedibilità: non sai mai cosa potrebbe succedere, e, in generale, non va mai come avevi previsto. Del resto, questo fa parte del gioco, dell’essenza del gioco. Fin qui, non abbiamo nulla da dire, perché è ciò che vogliamo da Just Cause, e che presumiamo voglia anche la comunità giocante.

Si passa poi alla trama, un filo conduttore che si prende troppo sul serio e del quale avremmo fatto volentieri a meno. Rico Rodrìguez questa volta deve liberare il territorio sudamericano di Solìs dall’oppressione della Mano Nera, che sembra abbia dei piani per stravolgere il meteo tramite degli appositi macchinari. Una scusa come un’altra per giustificare la tanto decantata novità del quarto episodio, ovverosia le condizioni climatiche avverse, le quali si andranno a scagliare su Rico e sulle forze della resistenza, un manipolo di personaggi generici di cui ricordiamo a malapena i nomi. Al di là di qualche gradevole effetto particellare, né i fulmini né le trombe d’aria ci hanno particolarmente impressionato, relegando il tutto ad una piacevole aggiunta marginale.

Scendendo più in profondità, il mondo è diviso in regioni, ciascuna delle quali dovrà essere conquistata partecipando ad una serie di compiti canonici, morbosamente legati ad una struttura incapace di incentivare le potenzialità creative della giocabilità, eccetto rarissimi casi. Si passa da terminali da violare a immancabili missioni di scorta che stanno strettissime alla grinta di Just Cause: una grinta nascosta nel sistema di movimento, preso di peso dal precedente episodio, e nel mitico rampino, dove troviamo varie novità per stressare la fisica, dai palloni per sollevare qualsiasi oggetto nell’aria, ai propulsori, ottimi per far schizzare via persone, animali, veicoli, e qualsiasi cosa vi capiti a tiro. Non manca un sistema di progressione, associato al completamento delle missioni, grazie alla quali potrete potenziare i gadget.

Niente di nuovo all’orizzonte, e non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che questo quarto episodio dà l’impressione di essere molto stanco, realizzato peraltro frettolosamente. Già dalle prime battute si percepisce un certo alone di piattume, dalla poca creatività riversata nelle missioni, al codice che non sembra aver ricevuto un’attenzione nella pulizia, con un comparto visivo tremendamente sottotono, almeno su PS4 Pro.

Compenetrazioni, intelligenza artificiale basilare che si incespica da sola, texture slavate, illuminazione obsoleta, seghettature sparse e filmati pre-renderizzati di bassa qualità, che spezzano l’armonia delle scene in gioco: siamo davanti ad un titolo lontanissimo dagli standard odierni, molto vicino alla passata generazione. Quantomeno riesce a comunicare la sua grandezza nei campi lunghi, quando si viaggia con la tuta alare o tramite il paracadute, ma a distanza ravvicinata la grafica è al più mediocre: non solo si evince la pochezza della conta poligonale, ma Solìs è spenta e sventola un carisma poco accattivante, sebbene sia morfologicamente ben diversificata. Emerge, tuttavia, un buon doppiaggio in italiano, insieme al gratificante suono delle esplosioni, mai troppo invadenti.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Just Cause 4 – Giudizio Finale – Just Cause 4 vive in un enorme paradosso. Vuole essere esplosivo e senza paletti, brioso e senza dogmi, e poi le missioni e i compiti sguazzano nella più anonima delle normalità. Lo consigliamo solo a chi di Just Cause non può proprio farne a meno.

PRO CONTRO
  • Sempre spassoso vedere il motore fisico all’opera
  • Un discreto anti-stress, oggi come prima
  • Gestione del rampino potenziata
  • Grafica obsoleta e piena di problemi
  • Nessun passo in avanti sostanziale
  • Disegno delle missioni sottotono, tedioso, incapace di valorizzare la giocabilità

Trailer

Screenshot