7.0

Killing Floor 2 – Non chiamateli zombie (recensione)

Giorgio Palmieri Altrimenti si offendono.

Recensione Killing Floor 2 – Ci sono mode che preferireste sparissero, altre invece che vorreste vivessero per sempre. Ad esempio, prendete i non morti: sono brutti, incutono terrore e fanno versi macabri, eppure esercitano un fascino indissolubile nel mondo dell’intrattenimento, tant’è che ci vengono proposti in tutte le salse possibili e immaginabili praticamente a cadenza regolare. Oggi quindi parliamo in maniera approfondita di Killing Floor 2, titolo pieno di creature zombesche del quale vi abbiamo già parlato sui nostri canali in occasione del periodo di open beta su PS4.

Video Recensione Killing Floor 2

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include alcuni spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Aggiungi un posto a tavola

Tripwire Interactive è una piccola realtà nata con la creazione della modIfica Red Orchestra per Unreal Tournament 2004, poi diventata titolo a sé stante. La stessa sorte è toccata al secondo gioco dell’azienda, ovvero Killing Floor: prima mod, poi gioco completo nel non troppo lontano 2009.

Il titolo riuscì a ritagliarsi una notevole fetta di appassionati dei giochi cooperativi, fattore che ha spinto lo studio americano a sviluppare un seguito sulla base del predecessore. Così viene al mondo Killing Floor 2, in un’ottica che lo vuole anche su PS4, oltre che su PC, dopo più di un anno passato in balia del programma dell’accesso anticipato su Steam, proprio per permettere agli sviluppatori di perfezionarlo a dovere.

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Nel caso in cui foste all’oscuro della serie, sappiate che il titolo in questione è uno sparatutto in soggettiva nel quale sei giocatori devono collaborare per eliminare orde di nemici mostruosi, gli Zed, sorte di creature nate da un’epidemia causata da un esperimento fallito. Sembra tutto molto generico, ed in effetti lo è, ma in teoria la storia non dovrebbe interessarvi, dato che, di fatto, la modalità in singolo giocatore non si preoccupa di offrire una narrativa vera e propria. Giocare in solitaria significa affrontare la stessa, identica esperienza online, senza compagni a darci man forte: capirete quindi che, così facendo, si perde tutta la natura cooperativa del titolo, rendendo quindi il segmento singeplayer solo un terreno di pratica e nulla più.

Dunque possiamo considerare Killing Floor 2 un gioco esclusivamente online, composto da due modalità, le quali, in realtà, sono quasi la stessa cosa. Il cuore, il nucleo del gameplay sta nella modalità sopravvivenza dove, insieme ad altre cinque persone (sia amici o scelti casualmente grazie al rapido matchmaking), bisognerà far fuori un certo numero di nemici, scalabili a seconda del numero di giocatori.

Prima di entrare in partita, è possibile impostare, tra le tante opzioni, sia le ondate che la difficoltà, elementi che determinano rispettivamente la durata della partita e il livello di sfida. In media, il titolo di Tripwire risulta abbastanza difficile anche alla più bassa delle difficoltà: niente che non si possa superare con un bel po’ di coordinazione.

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Innanzitutto, è bene informarvi della presenza di dieci classi, ognuna delle quali si distingue per un set predefinito di armi iniziali, incluso un tipo di granata specifica, e una serie di bonus passivi. Questi si dividono in due filoni: il primo racchiude tutti i modificatori di classe, come il danno maggiorato per i Commando o la possibilità di donare munizioni agli alleati nei panni del Supporto, che possono essere incrementati salendo di livello; l’altro filone, invece, rappresenta le abilità sbloccabili, perk sempre passivi ottenibili ogni cinque livelli che modificano e potenziano alcune peculiarità della classe.

C’è quindi un sistema di progressione basato sul compimento di azioni legate alla classe scelta, ma che non vincola l’utente ad un solo mestiere: tradotto in soldoni e facendo un esempio, potrete far salire di livello il medico uccidendo Zed con le armi, appunto, da medico, oppure curando i vostri alleati tramite granate curative o il fuoco alternato, mediante il quale lancerete dardi curativi ai compagni. Badate bene che la vita non è auto-ricaricante: ciascun sopravvissuto è infatti dotato di una siringa non consumabile, ma con un breve tempo di ricarica, e che, volendo, è possibile utilizzare anche su altri giocatori.

Squarta che ti passa

La meccanica su cui Killing Floor 2 stabilisce uno dei suoi aspetti strategici è lo Zed Time, momento nel quale il gioco si rallenterà per tutti a seguito di un’azione spettacolare eseguita da un componente del team. Ciò vi permetterà di tirare un respiro di sollievo e di effettuare colpi alla testa ed altre azioni che richiedono precisione.

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Inoltre, un aspetto di vitale importanza lo riveste – incredibilmente – il denaro. Ad ogni round, ogni giocatore otterrà un ammontare di soldi pari alla performance in partita, che potrete comunque condividere con il vostro team. Queste monete potranno essere spese dal mercante, che si attiverà per un solo minuto non appena ucciderete l’ultimo mostro dell’ondata. Qui sarà possibile acquistare armatura, munizioni e granate aggiuntive, e ovviamente nuove armi. L’armamentario è composto da pistole, mitragliatori, fucili di ogni sorta, spade, mazze, lanciafiamme e chi più ne ha, più ne metta: ogni arma ha un numero che definisce il suo peso, per cui c’è ovviamente un limite massimo, e il grande punto a favore di questo sistema sta nel fatto che non siete recintati nell’acquisto dell’equipaggiamento.

Ad esempio, potrete acquistare un’arma da Demolitore anche nei panni del Commando, così sarà possibile ottenere esperienza per una e per l’altra, pur mantenendo solo i perk passivi della classe scelta ad inizio partita. Il sistema ci è piaciuto molto, anche se questo porta ad una poca differenziazione tra le stesse a causa dell’assenza di vere e proprie capacità attive, ma gran parte del divertimento risiede proprio nelle armi.

Il rinculo di ognuna è molto particolare e, più in generale, le sensazioni che restituiscono sono molto fisiche e tangibili. Merito anche della motore di gestione degli smembramenti, che permette letteralmente di spappolare i nemici, tanto ché il sangue rimarrà sui muri e pavimenti per tutta la durata della partita.

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Parlando invece di ritmo, la lentezza del personaggio viene contrapposta alla frenesia dell’azione in un dualismo che, in breve, funziona. Infatti, l’intelligenza artificiale farà di tutto per accerchiarvi, e dovrete fare in modo che non accada né a voi, né ai vostri compagni. Il gameplay quindi è, sì, rodato e piuttosto derivativo, tant’è che non ci sono grandi novità rispetto al predecessore, ma riesce nell’intento di rapire, specie se affrontato con amici in chat vocale, e sempre che vi piaccia il genere, il quale deve convivere con una certa ripetitività di fondo.

Dobbiamo però rimproverare l’assenza del multigiocatore in locale, modalità che avrebbe senz’altro giovato all’offerta contenutistica, per cui francamente ci aspettavamo molto di più. Come vi avevamo anticipato, infatti, le modalità sono solo due: sopravvivenza, della quale vi abbiamo appena parlato, e sopravvivenza versus, che è praticamente identica alla prima, a parte un’eccezione: l’unica differenza è che ai sei giocatori umani se ne aggiungono altri sei, i quali guideranno gli Zed, scelti in maniera casuale dal gioco.

Tutto sommato abbiamo trovato questa modalità molto confusionaria e dal bilanciamento discutibile, un’aggiunta frettolosa che necessita di un’attenzione maggiore per essere considerata un’alternativa solida e valida al classico stile di Killing Floor 2.

Mostruosità assortite

Le circa dodici mappe poi non fanno gridare al miracolo, poiché la loro composizione non presenta acuti. In poche parole, si limitano a svolgere il loro compitino per ospitare orde di mostri diversi, e di questi non possiamo lamentarci.

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Ce ne sono di vari tipi, dai disgustosi Bloat che vomitano bile, agli Scrake armati di motosega, e alcuni acquisiscono nuove abilità alle difficoltà più alte. A proposito: una volta completate tutte le ondate, comparirà un boss incredibilmente potente da sconfiggere. Per quanto l’idea sia di nostro gradimento, bisogna ammettere che la presenza di sole due varianti fa storcere il naso, un sintomo che mette in luce un bacino di contenuti non proprio entusiasmante.

Un’altra delusione sta nel metodo di acquisizione del bottino, preso di peso da giochi gratuiti come Team Fortress 2, basato quindi sulla vincita casuale di casse e raramente di chiavi per aprirle, proposte a pagamento sullo store. Ci starebbe pure bene, ma c’è da dire che Killing Floor 2, almeno su PS4, è venduto al non-tanto-modico prezzo di 39,99€, con la promessa di modalità e mappe future gratuite. Almeno potete consolarvi con una manciata di personaggi selezionabili e leggermente personalizzabili, il cui carisma non è stato approfondito più di tanto, a differenza delle creature nemiche, davvero inquietanti e ben fatte.

Concludiamo con una nota finale sull’aspetto grafico: la nostra prova è avventura su PS4 Pro, dove il gioco gira a 60 fotogrammi al secondo senza perdere un frame nelle situazioni più concitate.

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Sul piano puramente estetico, invece, Killing Floor 2 non risulta al passo con i tempi, in particolar modo in alcune mappe dove la modellazione poligonale è un po’ povera, ma l’enorme mole di avversari a schermo cerca di vivacizzare ed appagare gli occhi dei più pignoli. Il lato sonoro è di sicuro sopra la media, in quanto le musiche effettivamente sono dimenticabili (e sovrastata dal caos), mentre l’effettistica delle armi e dei mostri nel totale fracasso regala diverse soddisfazioni.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Killing Floor 2 – Giudizio Finale – Killing Floor 2 fa ciò che gli si chiede: svolge bene il suo lavoro di sparatutto cooperativo di sopravvivenza, proponendo un’azione frenetica affiancata da un vasto arsenale per cui ci si può solo leccare i baffi. Non è tutto oro quel che luccica: visto e considerato il genere, il titolo di Tripwire è già di per sé un prodotto ripetitivo e soprattutto derivativo, aggravato dal fatto che i contenuti presenti nel pacchetto non brillano in relazione al prezzo. Ciononostante, è difficile sbagliare se siete alla ricerca di un gioco ignorante da gustare con gli amici.

PRO CONTRO
  • Ottime sensazioni restituite dalle armi…
  • … che, per altro, sono tante e molto varie
  • Giocato in sei, con chat vocale, splende davvero
  • Derivativo e ripetitivo
  • Contenutisticamente si doveva fare di più
  • Sistema di personalizzazione da rivedere

Recensione Killing Floor 2 – Trailer

Recensione Killing Floor 2 – Screenshot