Kingdom of Blades – Il Fruit Ninja cinese? (recensione VR)

Giorgio Palmieri

Recensione Kingdom of Blades – Com’è strano il mondo dei videogiochi: prima stai vivendo l’emozione di essere un mago in un viaggio epico, e poi ti ritrovi a tagliare dei pupazzi di legno senza alcun motivo. Ecco la nostra recensione di Kingdom of Blades.

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Editore DeerVR Games, Vive Studios
Sviluppatore Chesstar Studios
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 10,99€

Frutta? Dov’è la frutta?

Chiedetevi cosa succederebbe se Fruit Ninja incontrasse il periodo dei Tre Regni della Cina: non perdete la testa, perché la risposta è sotto i vostri occhi assetati di realtà virtuale. Kingdom of Blades prende infatti l’idea dietro al simulatore di taglia-la-frutta firmato Halfbrick Studios e cerca di ampliarla, aggiungendo armi, nemici e boss, trasformandolo di fatto in un videogioco d’azione statica. Fissi in un punto, avrete il compito di tagliuzzare ondate di soldati, che si scaglieranno contro di voi: per edulcorare la violenza, tutti i personaggi sono ritratti in una veste da bambola di legno e non c’è ombra di sangue.

L’obiettivo è quello di sconfiggere i nemici prima che vi tocchino e cadano a terra, cercando di concatenare quante più combinazioni possibili con precisione e senza farsi colpire. Come se non bastasse, la deriva d’azione introduce anche una progressione, nella quale emergono nuove armi, consumabili, attacchi speciali e incantesimi. Per essere una produzione a basso budget, lo sforzo nell’espandere la ricetta di Fruit Ninja non passa inosservato. Oltre alle classiche spade, vi sono scudi per parare o deviare i colpi nemici e lance a due mani il cui controllo, che esige che muoviate i Move come se steste impugnando davvero un’arma a due mani, lascia un pelino a desiderare in quanto ad efficacia, facendoci preferire le semplici spade. È divertente, tuttavia, completare le missioni e ottenere denaro col quale sbloccare appunto nuovo bottino, se non fosse per i prezzi esagerati che bloccano l’acquisizione di armi e consumabili.

Peccato poi che la ripetitività sia dietro l’angolo, benché vi sia una discreta infornata di modalità, nella quale spicca pure una Campagna che alterna ondate di nemici a boss piuttosto banali, visto che, per batterli, è sufficiente sventolare le lame ripetutamente. Non manca una Sopravvivenza con tanto di classifica online ed eventuale selfie finale per celebrare il punteggio raggiunto.

La grafica infine non brilla certo per complessità, né per stile, ma quantomeno è colorata e pulita, e, consumandosi a distanza ravvicinata, riesce a mascherare bene i limiti della periferica. Basilare invece il comparto audio, composto perlopiù da suoni di repertorio funzionali al gioco.

6.0

Giudizio Finale

Recensione Kingdom of Blades  Giudizio Finale – Sebbene esaurisca le idee e il fascino in fretta, cadendo nella ripetitività più assoluta, Kingdom of Blades rappresenta comunque un passatempo gradevole, capace di dare una sua personale visione, tutt’altro che perfetta, della formula imbastita tempo fa da Halfbrick Studios.

PRO CONTRO
  • Più contenuti di quanto ci aspettassimo
  • Grafica essenziale, ma pulita
  • Monotono e poco vario
  • Potenziamenti inspiegabilmente costosi

Trailer

Screenshot