8.0

Anteprima Laser League

Laser League – Lo sport del futuro… sarà su Sky o Premium? (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Laser League – Immaginate un nuovo tipo di sport. Luci intermittenti, tute dai colori sgargianti, laser che disintegrano gli atleti… cose così. Non sforzatevi troppo, comunque: questo sport esiste già ed è proprio sotto i vostri occhi. Ecco la nostra recensione di Laser League.

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Editore 505 Games
Sviluppatore Roll7
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Sport, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore
Lingua Italiano (testi)
Prezzo e acquisto 14,99€ PS4 | Steam | XB1 incluso in Game Pass

I’m firing my lazer


L’idea dietro Laser League è di una semplicità spiazzante, che quasi viene da chiedersi come mai nessuno l’abbia realizzata prima della britannica Roll7, anche se l’ispirazione è palese (qualcuno ha detto Tron?).

Nel dettaglio, un’area ospita due squadre di giocatori, di colore opposto, il cui compito è quello di passare attraverso dei nuclei neutri per attivarli, e generare dei fasci di laser colorati. Di conseguenza, la squadra che avvia il nucleo può attraversare i laser liberamente senza essere eliminata, mentre quella avversaria dovrà evitarli ad ogni costo, perché di tonalità opposta alla loro: se si tocca un raggio laser nemico, infatti, si viene disintegrati a seduta stante.

Quando un concorrente è distrutto, però, può ritornare in campo: è sufficiente che un alleato passi sul segnalino lasciato cadere dal giocatore frantumato per riportarlo in vita. Inoltre, si gioca al meglio delle tre, e ogni partita vanta tre round, in una durata che difficilmente supera i quindici minuti per match, anche se molto dipende dall’abilità dei partecipanti.

L’azione è regolata da una telecamera fissa, a volo d’uccello, che non si stacca mai dall’arena rettangolare, la quale genera costantemente nuclei in posizioni predeterminate, insieme a potenziamenti in grado di stravolgere il round, per rubare i nodi avversari ad esempio, o per velocizzare gli spostamenti, e così via.

Bisogna dunque imparare a sapersi adattare alla situazione, perché i movimenti e le lunghezze dei raggi spingono i giocatori a spostarsi continuamente, evitando di toccarli, come in un classico Bullet Hell. Difatti, è un imperativo sfruttare le mura che delimitano i confini del campo di battaglia, visto che possono essere attraversate per ritrovarsi dal lato opposto.

Le variabili non si esauriscono qui, perché ogni giocatore può scegliere tra sei diverse classi, ciascuna contraddistinta da un’abilità attiva, che si ricarica nel tempo, e dei modificatori passivi, anch’essi selezionabili prima di entrare in partita. Nello specifico: Ladro ruba i nuclei; Lama elimina i nemici in un sol colpo; Scossa paralizza; Etereo sfrutta l’invincibilità per un breve periodo di tempo; Sfonda scaraventa gli avversari; Killer invece può piazzare un marcatore sul terreno e teletrasportarsi in quel punto, eliminando chiunque si trovi sulla linea tracciante. Coordinarsi è la chiave per la vittoria, e concatenare le mosse tra gli alleati risulta essere una delle parti più gratificanti dei match.

Tutto questo prende vita in uno dei quattro stadi disponibili, ciascuno caratterizzato da una manciata di varianti che vanno a modificare le tipologie dei raggi laser, dall’ampiezza alla rotazione. Nonostante le diversità, si ha l’impressione di giocare sempre sullo stesso terreno, anche perché né il carisma, né i contenuti sono i punti salienti della produzione.

Al di là delle partite competitive 2vs2 e 3vs3, con una spassosa modalità di gioco in locale per un massimo di 8 partecipanti, giocabile eventualmente contro il computer (dalla quale non è possibile sbloccare nulla), non emerge null’altro. Non è dunque un titolo per i solitari, se ancora non vi fosse chiaro. C’è anche da considerare che la comunità non è propriamente ricca di utenti, ma fortunatamente la presenza dei bot riduce i tempi d’attesa del matchmaking.

Spicca poi una fetta dedicata alla personalizzazione estetica, ma questa è pressoché insignificante. Sia chiaro, le opzioni di certo non mancano, e tra costumi, visi, vaghe emoticon ed effetti speciali ne avrete di roba da sbloccare, sempre con i classici punti acquisiti a fine partita: eppure, data l’impostazione di Laser League, è difficile scorgere i particolari dei personaggi, tanto-ché tutti sembrano uguali se non fosse per i colori di squadra. Equipaggiare un vestito al posto di un altro, insomma, non fa poi così differenza, sebbene siano dotati di uno stile interessante.

Si tratta pur sempre del solito minimalismo un po’ generico, non troppo accattivante, studiato soprattutto per alleggerire sia l’interfaccia che l’apparato ludico: eppure, nonostante gli sforzi per rendere la visuale quanto più pulita possibile, talvolta riconoscere il proprio alter ego virtuale nell’arena si rivela un’impresa ardua, motivo per cui non dovrete distogliere (quasi) mai lo sguardo dal vostro avatar. Ciò che lascia l’amaro in bocca è l’audio, da cui ci aspettavamo faville, e che invece non stupisce. Le musiche vestono solo il ruolo di contorno, mentre l’effettistica sonora è debole e aggiunge poco o nulla in termini di coinvolgimento.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Laser League – Giudizio Finale – Laser League è semplice ma profondo o, come piace dire alla retorica, “facile da imparare, difficile da padroneggiare”, e usa questo suo dualismo per fare breccia nel cuore di chi ama il gioco competitivo. Ed è praticamente un titolo solo per loro. Lo si evince anche dall’offerta contenutistica, del tutto incentrata su una specifica esperienza online, con regole ben precise confezionate per affermarsi nella scena dell’eSport. La sua crescita, anzi, il suo successo dipende da voi.

PRO CONTRO
  • Originale, ma sembra di conoscerlo da sempre
  • Basato solo e soltanto sull’abilità
  • Bella la coesione tra le classi
  • Funziona bene anche come party game
  • Audio poco incisivo
  • Personalizzazione estetica astratta
  • Difficile distinguersi nel caos, a volte
  • Poche modalità

Recensione Laser League – Trailer

Recensione Laser League – Screenshot