Life is Strange 2: Ep. 1 “Roads” – Si torna a piangere (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Life is Strange Ep. 1 “Roads” – Non c’è più Obstacles di Syd Matters in sottofondo, e il destino di Arcadia Bay non è al centro delle vicende. Non ci sono più né MaxChloe, e nemmeno il potere di riavvolgere il tempo. Eppure, Life is Strange 2 è esattamente Life is Strange: dalla melanconica chitarra acustica alle lunghe inquadrature semi-statiche, dall’umanità dei temi alla delicatezza con cui li tratta, questo è un viaggio emozionale alla stregua del precedente. Ecco la nostra recensione del primo episodio, Roads, senza spoiler.

Editore Square Enix
Sviluppatore Dontnod Entertainment
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Avventura narrativa
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 7,99€ (Ep. 1) 39,99€ (stagione completa)

Video Recensione Life is Strange 2 Ep. 1 “Roads”

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni (rigorosamente no spoiler) tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Legami di sangue

Su Life is Strange 2 grava il peso considerevole di un predecessore meraviglioso, che ha incantato il cuore di milioni di videogiocatori. Deve quindi dimostrargli di essere all’altezza, di saper raccontare anche altre storie, altre tematiche, altri personaggi. Perché se lo spin-off Before The Storm poteva ancora reggersi sul carisma e l’affetto del cast originale, Life is Strange 2 sposa una storia tutta nuova, slegata da quella originale, con un nuovo dinamico duo. Nella “seconda stagione”, infatti, abbiamo Sean e Daniel, due fratelli uniti da un forte legame che sentirete sulla vostra pelle grazie a piccoli gesti, piccole azioni derivanti da una scrittura genuina, che fa trasparire personaggi veri, nei quali ci si riesce ad immedesimare nel giro di qualche battuta.

I protagonisti sono ispanici e vivono a Seattle: condividono col sorriso un passato burrascoso dove un padre ha dovuto ricoprire due ruoli. Sebbene percorra la strada battuta del viaggio di formazione, l’avventura di Sean e Daniel è molto diversa rispetto a quella affrontata da Max e Chloe. I temi toccano anzitutto la famiglia, e poi, con nostra grande sorpresa, il razzismo sul suolo americano. E se nelle battute iniziali tutto sembra ricondurre ad una normalissima storia familiare, poi qualcosa s’abbatte nel giardino di casa. Qualcosa che costringerà i due fratelli a mettersi in cammino verso una meta ignota.

Quella normalissima storia familiare diventerà presto un’escursione on the road, che, tuttavia, pedina la stessa struttura della precedente stagione. Si gioca poco, ancor meno rispetto in passato, tanto-ché non abbiamo tra le mani un’evoluzione della formula ideata dai francesi di Dontnod. I dialoghi prevedono scelte multiple, gli ambienti (e l’inventario) ospitano diversi oggetti con cui interagire, e da cui estrarre informazioni, e prima di ogni evento importante vi sarà offerta l’occasione di scegliere tra i classici bivi che modificheranno lo scorrere della storia. Più che altro, questi bivi girano attorno ad atteggiamenti che potrete esprimere nei confronti di altre persone o di determinate situazioni, dei comportamenti che saranno visti e presi d’insegnamento dal fratello più piccolo, Daniel. L’esempio fraterno si dipanerà lungo i restanti quattro episodi, motivo per cui le reali conseguenze delle scelte di questo primo frangente potranno essere assaporate solo in futuro.

Le reali novità si possono contare sulle dita di una mano. La passione per la fotografia di Max è sostituita con quella per il disegno di Sean, attraverso un’interazione poco entusiasmante: si fissa un’immagine e la si riporta in automatico sulla carta, nulla più. Senz’altro, la dinamica più deliziosa vige nella possibilità di interagire con i vari elementi d’interesse in due maniere differenti: ascoltando i pensieri di Sean, o parlandone con il suo fratellino, insegnandogli qualcosa di nuovo, e un’azione non esclude l’altra. Convince in special modo, poi, il comportamento di Daniel sul campo, mosso da un’intelligenza artificiale verosimile: passeggia, saltella, si esalta per le piccole cose, combatte contro gli alberi, è un bambino di 9 anni e come tale si comporta, adattandosi allo scenario senza risultare robotico.

Sapevamo già dal primissimo teaser che il fattore super naturale non sarebbe mancato, eppure non è così palese come lo era nel primo Life is Strange. Gli sceneggiatori lo hanno voluto tenere un po’ in disparte, celandolo allo sguardo della telecamera, alimentando le domande sui possibili risvolti futuri. Non a caso, una volta terminate le circa tre ore e mezza del primo episodio, è difficile immaginare cosa succederà.

Il ritmo in cui l’avventura si crogiola è lento, dilatato e rilassato, à-la-Life is Strange oseremmo dire, con un paio di passaggi che avrebbero beneficiato di una maggiore attenzione. Proprio la parte dedicata alla tematica del razzismo, così attuale, cade in uno stereotipo un pelino sopra le righe che purtroppo non consente quel potere decisionale sperato, e limita il giocatore a ruolo di spettatore. Un’occasione sprecata sulla quale Dontnod può insistere prossimamente, se lo vorrà. Molti dei personaggi della nuova stagione invece sono già entrati nel nostro cuore, soprattutto quelli che ricoprono una breve parentesi a schermo. Avremmo voluto passare più tempo con loro, ma crediamo che questo sia l’elemento più riuscito nonché più doloroso della stagione, il saper dire addio e il saper accettare le proprie responsabilità.

I due protagonisti, in più, ostentano un’alchimia rara, che splende quando ci si siede in tranquillità, quando la musica si alza e ci si lascia andare nelle preoccupazioni di Sean verso Daniel. In quei momenti, in quegli istanti, si respira Life is Strange in tutto il suo fascino. Peraltro Jonathan Morali torna in scena con le sue melodie ambientali, accompagnate da una nuova infornata di brani provenienti dal sottobosco del rock indipendente, tra i quali primeggia Lisztomania dei Phoenix. La musica contamina le sequenze d’intermezzo, e d’accordo realizzano quadri in cui perdersi dentro, fatti per stare insieme.

Dal punto di vista grafico si sono fatti passi in avanti: l’espressività dei volti conta una maggiore complessità, sebbene in alcune occasioni non si sia dimostrata convincente. Le animazioni e più in generale i dettagli grafici godono anch’essi di migliorie tangibili, poggiate su una fluidità che danza attorno ai sessanta fotogrammi al secondo su PS4 Pro, nonostante qualche percepibile singhiozzo. Per concludere, le prove attoriali dei protagonisti non hanno nulla da invidiare a quelle delle attrici del vecchio duo, regalandoci momenti intensi come solo Life is Strange sa costruire.

Conclusioni

Recensione Life is Strange 2 Ep. 1 “Roads” Giudizio Finale – È ancora troppo presto per esprimere un giudizio su Life is Strange 2, ma di sicuro questo primo episodio introduttivo, e piuttosto lineare, getta delle solidissime basi per il futuro della stagione. Un paio di risvolti potevano essere gestiti con più riflessione, e l’implementazione del disegno non ha lo stesso impatto che ebbe la fotografia su Max: ciò detto, Life is Strange 2 confeziona un racconto dolce, pieno di umanità, che sfiora anche il sociale, un tocco ormai che distingue la narrativa di Dontnod da qualsiasi altra cosa lì fuori. Ci si abitua fin da subito ai nuovi personaggi, alle nuove vicende, alla nuova ambientazione. Se tutto questo reggerà e saprà esprimersi fino in fondo nel corso dei prossimi episodi rimane un mistero, al momento. Ma mettetevi comodi perché, come diceva una certa ragazza dai capelli blu, sarà una “hella ride”.

PRO CONTRO
  • La solita, dolcissima, genuina narrativa
  • Legame fraterno toccante, empatico
  • L’IA di Daniel lo rende verosimile
  • Ottima colonna sonora, cucita sulle scene
  • Migliorie nell’espressività e nelle animazioni
  • Grande premessa iniziale, il cui sviluppo è tutto da scoprire
  • Un paio di risvolti opinabili
  • Poche novità nella formula
  • La meccanica del disegno non convince del tutto

Recensione Life is Strange 2 Ep. 1 “Roads” – Trailer

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