Life is Strange 2: Ep. 4 “Faith” – Tra bugie e miracoli (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Life is Strange 2 Ep. 4 “Faith” – Siamo ad un passo dalla fine, ormai. Life is Strange 2 sta per giungere al termine, visto che vedrà la sua conclusione il 3 dicembre con il quinto e ultimo episodio. La quarta puntata invece è finalmente tra le nostre mani, quindi non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e buttiamoci nella recensione. Vale sempre lo stesso discorso fatto in precedenza: l’analisi è priva di anticipazioni sgradite, eccetto alcune atte a contestualizzare la disamina.

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Editore Square Enix
Sviluppatore Dontnod Entertainment
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Avventura narrativa
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 7,99€ (episodio singolo) 39,99€ (stagione completa)

Abbi fede


L’umanità è piena di sfumature di grigio, ma può essere riassunta in due facce: una tendente al buono, l’altra al cattivo. I fratelli Diaz, Sean e il piccolo Daniel, ne hanno avuto un assaggio, più di uno in realtà, e ne hanno fatto tesoro. E questo quarto episodio continua a chiederci come ci si comporta in certe situazioni: fare buon viso a cattivo gioco o evitare ogni compromesso? Mostrare comprensione a chi non ce l’ha mai dimostrata o essere intransigenti? Usare la violenza quando ce n’è bisogno o evitarla a qualsiasi costo?

Il vostro Sean è lo Sean forgiato sulle risposte date ai quesiti di sopra, episodio dopo episodio. Uno Sean che, indipendentemente dalle scelte intraprese, ama suo fratello con tutto se stesso e cerca di essere sempre d’esempio, a suo modo. Per cause di forza maggiore, dovute al finale della scorsa puntata, i due non sono più insieme: la prima ora di “Faith”, delle due e mezza totali, la si passa da soli, in solitaria, nei soliti panni di Sean, in un viaggio d’introspezione che lo porta a maturare definitivamente: ci si immedesima nei panni di questo personaggio fisicamente stanco, ferito, ma più determinato che mai a ritrovare suo fratello e a rincorrere un’ipotetica pace che sembra sempre più lontana, in quella Puerto Lobos che rappresenta l’unica via di salvezza.

L’episodio però non ha un ritmo regolare: si prende un po’ di tempo per ingranare e nella prima metà mette sul piatto almeno un paio di personaggi che potevano essere spiegati e raccontati più approfonditamente. Dopodiché accelera, e viene dato spazio ad una seconda parte che passa da momenti intensi, tra i più belli della stagione, dove viene messa in discussione la libertà individuale, ad altri molto meno stuzzicanti, popolati da nuove personalità dal carattere bidimensionale, al servizio di una tematica, quella dell’ipocrisia della fede, che desta interesse ma è trattata con tanta fretta: dato che il racconto è agli sgoccioli, di questa parentesi ne avremmo fatto volentieri a meno, anche perché cade in risvolti e scelte (peraltro pochissime) i cui esiti sono piuttosto prevedibili. Non a caso si interagisce poco, meno che in passato, e, non a caso, la durata percepita pare minore rispetto ai precedenti episodi in termini di numero di avvenimenti salienti.

Peccato, perché le ambientazioni che dipingono la vicenda, seppur poche, mostrano ancora una volta il grande talento degli artisti di Dontnod nel saper comunicare tanto senza dire una parola. Tuttavia, la musica, in questo quarto episodio, rimane un po’ troppo in secondo piano, quando invece ha sempre capitalizzato la scena: malgrado quanto detto, l’ultima sequenza è accompagnata da una canzone non originale così azzeccata che sembra essere stata scritta apposta per il gioco. Segnaliamo infine delle problematiche nelle animazioni, che necessitano di una ripulita, data la legnosità che di tanto in tanto si palesa.

Conclusioni

Recensione Life is Strange 2 Ep. 4 “Faith” – Giudizio Finale – Il quarto episodio di Life is Strange 2 è importante e per certi versi coraggioso, ma sarebbe potuto essere dosato meglio. Ci mette un po’ a carburare, non lascia troppo spazio alle scelte e pecca nell’approfondimento di alcuni passaggi narrativi che cadono nella prevedibilità. Eppure, martella su concetti emblematici, sull’importanza del viaggio compiuto, sulle persone incontrate e sulle avventure vissute, aspetti che confluiranno probabilmente in un finale in cui il comportamento assunto durante tutte le puntate sarà determinante. Insomma, un episodio importante, ma di sicuro non il migliore: aspettiamo l’ultimo tassello per trarre le conclusioni.

PRO CONTRO
  • Immedesimazione totale nel protagonista
  • Almeno un paio di sequenze potenti
  • Ambientazione meravigliosa
  • Nuove tematiche, con una parte centrale riflessiva
  • Alcuni nuovi personaggi poco approfonditi
  • Scelte rilevanti risicatissime
  • Risvolti abbastanza prevedibili
  • Musica in secondo piano

Trailer

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