Ciao Life is Strange 2… e grazie di tutto! (recensione)

Giorgio Palmieri Tiriamo le somme sulla "seconda stagione" dell'avventura narrativa di Dontnod Entertainment.

Recensione Life is Strange 2 Ep. 5 “Wolfes” – Sembra passata un’eternità da quel viaggio intrapreso a settembre dello scorso anno, quando i fratelli Diaz, Sean e Daniel, cominciavano il cammino verso Puerto Lobos, alla ricerca di una semplice normalità. Veder scorrere i titoli di coda del suo quinto e ultimo capitolo rievoca i ricordi degli eventi vissuti nel periodo in cui abbiamo giocato ciascun episodio. Un’idea forse fin troppo romantica della natura episodica, mai così criticata come questa volta, data l’eccessiva dilatazione tra un capitolo e l’altro. In ogni caso, non ci lasceremo condizionare da fattori esterni: siamo qui per il verdetto definitivo su Life is Strange 2, sul quale gravavano enormi aspettative, dovute alla grandezza del predecessore. Ragioniamo se sono state ripagate o meno, senza cadere in sgradite anticipazioni.

Il voto numerico attribuito si riferisce alla valutazione complessiva dei cinque episodi, di cui potete leggere le nostre recensioni sulle pagine di SmartWorld.

LEGGI ANCHE: Recensioni Life is Strange 2 Episodio 1 | Episodio 2 | Episodio 3 | Episodio 4

Editore Square Enix
Sviluppatore Dontnod Entertainment
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Avventura narrativa
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano

Video Recensione Life is Strange 2

I concetti espressi nella seguente recensione sono racchiusi nel video a seguire. Le scene sono prive di spoiler.

Non smettete mai di ululare

Il quinto episodio di Life is Strange 2 non fa altro che rafforzare quanto visto nei precedenti, ovverosia che, tra le priorità di questa seconda stagione, non ci sia quella di mettere in piedi una grande storia. Non esagera coi colpi di scena, non regala chissà quali disegni narrativi, non sfoggia quell’intreccio assaporato nell’avventura di Max e Chloe: non per particolari demeriti, ma per una chiara scelta di scrittura.

In effetti, Life is Strange 2 è letteralmente un viaggio. Ogni episodio introduce nuovi personaggi, espedienti per estrapolare tematiche di importanza sociale e politica, dal razzismo all’immigrazione, dal pregiudizio al bigottismo, dal concetto di felicità alla fiducia nel sistema, per un’avventura che avvolge, e racconta uno scorcio d’umanità in poco più di dieci ore. Dà spazio alle minoranze, alle diversità, esplora la vita di piccole comunità, persone più normali di ciò che vorrebbero farvi credere, se solo avessero l’occasione di esprimersi. Sentir parlare queste voci è la parte più bella dell’escursione: sei lì a ragionare sulla libertà individuale, ad ascoltare le motivazioni per le quali una persona ha adottato uno stile di vita sui generis, in quello che di fatto è un romanzo di formazione interattivo. Non a caso, Dontnod si conferma maestra assoluta nella stesura della caratterizzazione dei personaggi, in special modo per i secondari, coloro che compaiono per brevi parentesi su schermo. È interessante come gli sceneggiatori invitino il giocatore a dare la propria opinione su diverse questioni, senza avere la presunzione di prendere posizioni, oltre a quelle del buon senso e della tolleranza. Di contro, si notano dei temi trattati con un po’ di fretta, di pressappochismo, ma è difficile trovare così tanta attualità in un videogioco.

Scendendo invece più nel merito dell’ultimo episodio, possiamo definirlo una buona chiosa finale, coerente con gli avvenimenti passati. Del resto, il filone principale vede sempre nel nucleo della vicenda il rapporto tra i due fratelli protagonisti, e, soprattutto, l’influenza che il più grande, Sean, ha sul più piccolo. Tutte le scelte prese dal giocatore condizionano il comportamento di Daniel e persino il finale di stagione, il quale sfoggia varie diramazioni a seconda di ciò che avete compiuto nei precedenti. La summa dei gesti, degli sbagli, dei rimproveri, dei “no” mai detti, determinerà la vostra conclusione. Insomma, il criticatissimo epilogo della prima stagione è solo un lontano ricordo, benché non tutto sia rose e fiori.

Purtroppo, come i precedenti, anche il quinto episodio calcola male i tempi, o, quantomeno, solleva dei dubbi in merito al ritmo. Si prende un’ora netta per introdurre nuove personalità, ma dà per scontato che già le conosciate. Questo perché gli eventi del capitolo conclusivo accadono diverse settimane dalle vicende del quarto. Di conseguenza, Sean e Daniel si sono già ambientati nella nuova realtà, quando avremmo voluto vedere l’intera evoluzione dei rapporti familiari: sembra davvero manchi un piccolo pezzo alla narrazione. La seconda parte invece corre come un treno e non lascia nemmeno un po’ di tempo per esplorare: in generale si evince una minore interattività, sebbene la qualità della narrativa ambientale sia sempre di altissima fattura. Abbiamo apprezzato gli articoli del blogger, per i quali ammettiamo di aver versato una lacrimuccia: prendetevi un po’ di tempo per leggerli, ne varrà la pena. Passate poi circa due ore e mezza, il finale arriva ed è potente, toccante, anche perché ogni piccola decisione presa decreterà il futuro dei fratelli lupi.

Sul lato artistico c’è ben poco da aggiungere, oltre alle parole spese nelle scorse recensioni. Life is Strange 2 sfrutta una regia dolce che sa valorizzare in maniera intelligente tutte le splendide ambientazioni dell’escursione di Sean e Daniel. Il deserto dell’Arizona che fa da sfondo a Wolfes è un’assoluta meraviglia soprattutto di notte, sebbene sia vincolato ad una ristrettissima esplorazione. Le animazioni, soprattutto quelle facciali, necessitano però di più espressività, in particolare nei momenti più intensi, dove la drammaticità dell’ottimo doppiaggio in inglese non riesce ad allacciarsi nel migliore dei modi. La colonna sonora, benché sia lontana dalla perfezione che fu quella della prima stagione, risulta il più delle volte azzeccata con l’atmosfera, grazie alla chitarra di Jonathan Morali pronta a toccare le corde dell’anima nei momenti giusti.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Life is Strange 2 Ep. 5 “Wolves”  Giudizio Finale – Intimo, empatico e introspettivo, Life is Strange 2 narra con delicatezza l’essenza del legame fraterno e costella il racconto di tematiche d’umanità che, seppur alle volte frettolose, si rivelano capaci di donare diversi spunti di riflessione. Dei tempi non sempre ben calcolati e alcuni dubbi nell’interattività minano il ritmo, ma non la godibilità di un’avventura emozionante, preziosa, ennesima dimostrazione del talento di Dontnod nel saper raccontare la crescita formativa e, soprattutto, le diversità.

PRO CONTRO
  • Tematiche sociali trattate senza presunzione
  • Il rapporto tra i fratelli è di un’empatia rara
  • Il viaggio è ricco di ambientazioni favolose
  • Ottima caratterizzazione dei personaggi
  • Le scelte contano nell’epilogo
  • I ritmi dell’avventura non sono sempre ben calcolati
  • La colonna sonora è d’atmosfera, ma non raggiunge quella del primo LiS
  • Animazioni migliorabili, specie quelle facciali
  • Limiti nell’interattività

Trailer

Screenshot

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