Life Is Strange: Before The Storm Ep. 1 – Ne avevamo bisogno? (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Life Is Strange: Before The Storm Ep. 1 – Chi l’avrebbe mai immaginato: abbiamo un nuovo capitolo di Life Is Strange tra le mani, ben prima di quanto ci aspettassimo. Si ritorna quindi in quel di Arcadia Bay, dalla quale sono nate le vicende di Max, la protagonista dell’avventura originale ormai divenuta celebre per tante ragioni che non staremo qui a ripetere.

Before The Storm si preoccupa di raccontare le vicende antecedenti ai fatti accaduti in quella che possiamo considerare la prima stagione di Life Is Strange, ambientata tre anni dopo questa nuova serie. Benché qualcuno continui a sostenere che sia una storia fruibile anche da chi è completamente a digiuno del gioco, noi non ne siamo poi così convinti, almeno per ora.

Questi tre nuovi episodi, più uno bonus del quale avremo modo di parlare, sono stati realizzati da Deck Nine Games, sotto l’egida di Square Enix. Il nome del team responsabile della creazione del gioco originale, i francesi Dontnod, purtroppo non compare, ma la loro assenza non è troppo sentita. Mettetevi comodi, e gustatevi la nostra recensione di Svegliati, la prima puntata.

Editore Square Enix
Sviluppatore Deck Nine Games
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Avventura narrativa
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Life Is Strange: Before The Storm Ep. 1

I concetti espressi nella seguente recensione sono racchiusi nel video a seguire, con tanto di sequenze di gameplay tratte dalle nostre sessioni di gioco su PC. Le scene sono prive di potenziali spoiler.

La vita è proprio strana

Chloe Price è un personaggio molto diverso dalla mitica Maxine. È scontrosa, esagerata, ribelle, è una ragazza che ha perso un padre, a cui era estremamente legata. Vestire i suoi panni è meraviglioso, e bastano un paio di scene per entrare in sintonia con il suo modo di pensare, farcito di ironia e cinismo, e di un pizzico di bastardaggine che non fa mai male.

Svegliati” è il nome del primo episodio, in cui ritroviamo ciò che ha reso grande Life Is Strange: dalla Blackwell Academy, la scuola da cui tutto ebbe inizio, alla stanzetta di Chloe, un rifugio non solo fisico, ma anche mentale per la nostra protagonista, immerso e imbevuto in una colonna sonora che è attiva partecipe delle scene, le quali alternano dialoghi e silenzi incollati con i piani-sequenza che abbiamo imparato a conoscere e amare nel predecessore.

A differenza di Max, ovviamente, Chloe non può riavvolgere il tempo. E se il primo titolo giocava su questa possibilità, di poter prendere una decisione per vedere una piccola parte delle possibili conseguenze, e poi, volendo, cambiare totalmente idea, in Before The Storm bisogna cavarsela senza super poteri.

Nel gameplay, dunque, scompare l’elemento soprannaturale, che dà completo spazio all’insolenza della nostra arrogante protagonista, una modalità di conversazione tramite la quale sarà possibile provocare una persona al fine di vincere un dibattito, o per reperire maggiori informazioni.

È sufficiente prestare attenzione ai termini utilizzati dall’interlocutore per capirne i punti deboli, in maniera tale da colpirlo nel midollo. Questo stratagemma serve più che altro a conferire più carisma a Chloe, ma ai fini ludici non dice granché: ponderare le parole non è affatto difficile come potreste pensare, e francamente non abbiamo esitato nemmeno una volta nelle decisioni, sia nelle frasi da pronunciare durante la sessione di Insolenza, sia nelle scelte cruciali, dal sapore un po’ ininfluente.

Trattandosi quindi di un’avventura narrativa, Before The Storm ci accompagna mano a mano attraverso vari temi, tra cui il trambusto familiare e l’amicizia, dalla quale scaturiscono mille sfaccettature. In particolare, la signorina Prince fa di tutto pur di tenere le persone lontane da lei, visto che tende a non fidarsi più di nessuno dopo quello che è successo alla sua vita.

Potremo sì assumere un atteggiamento più dolce e tollerante nei dialoghi, ma dobbiamo sempre avere in mente che stiamo impersonando un’adolescente di sedici anni tutt’altro che tranquilla e comprensiva, che trova quasi una dimensione di conforto in una speciale affinità.

Ci fermiamo qui, perché nelle circa tre ore del primo episodio avrete modo di rivisitare certi luoghi iconici, di esplorarli alla ricerca di ulteriori dettagli sui personaggi, e di dare sfogo alla passione di Chloe per i graffiti, la quale va a sostituire quella per la fotografia di Max, che più che un hobby, era un vero e proprio talento. Sopra ogni cosa, però, questa prima parte vi consentirà di stabilire una connessione intima con la protagonista, prima del secondo episodio che si prospetta scoppiettante, dato il fortissimo finale.

Inoltre, è di vitale importanza sapere che l’intera struttura della trama si posa in larga parte sull’universo messo in piedi da Dontnod: significa, in sostanza, che le emozioni evocate da questo Before The Storm vanno attribuite più a quelle sopite nel nostro corpo, le stesse provate, appunto, nella prima stagione. L’incedere della storia potrebbe risultare inizalmente un po’ pesante, e l’interazione rasenta il minimo sindacale, che vive più che altro di citazioni della precedente avventura: tuttavia, quando i personaggi iniziano ad aprirsi, nel momento in cui le due protagoniste cominciano a conoscersi, sai già che quell’alchimia, probabilmente, farà da traino emozionale per l’intera stagione.

Purtroppo il comparto grafico pecca in due elementi degni di nota, allo stesso modo del predecessore: parliamo infatti delle espressioni facciali e delle animazioni in generale, due fattori importanti anche a fini narrativi, proprio perché donano comunicatività ai modelli, ma purtroppo sono rimasti pressoché identici.

La legnosità c’è e si sente parecchio, ma non possiamo fare altro che conviverci tra la sua direzione artistica a dir poco mielosa e le note della bella colonna sonora, scritta dal talentuoso gruppo Daughter, mantenendo intatta l’anima confezionata da Syd Matters, la band francese che aveva curato quella dell’originale Life Is Strange, che rimane francamente insuperabile.

Le musiche sono più rockeggianti in un certo senso, in linea con la caratterizzazione della protagonista, ma non mancano pezzi più introspettivi, in particolar modo quelli diretti, appunto, dai Daughter. Ottimo poi il doppiaggio in lingua inglese, dove spicca senz’altro Rhianna DeVries, la nuova voce di Chloe, la quale ha dimostrato di essere capace proprio come la ben più famosa Ashly Burch.

Giudizio Finale

Recensione Life Is Strange: Before The Storm Ep. 1 Giudizio Finale – È chiaro che Before The Storm sia stato costruito da gente che ha voluto del bene sincero nei confronti Life Is Strange, tanto quanto noi. La storia prende una direzione interessante, la stessa che avremmo voluto vedere sullo schermo, e che Deck Nine sta cercando di mettere in piedi, rispondendo alle incognite dell’avventura originale. A parte qualche lecito grattacapo, rimanere scontenti di questa prima parte di un prologo rimane un’impresa alquanto complicata, quindi lasciatevi avvolgere, ancora una volta, da Arcadia Bay e dai suoi squisiti personaggi.

PRO CONTRO
  • Si ritorna ad Arcadia Bay
  • Tematiche umane, introspettive
  • Chloe è esagerata, ed è divertente impersonarla
  • Colonna sonora sempre protagonista delle scene
  • Animazioni ed espressioni facciali migliorabili
  • Modalità “Insolenza” sfruttata marginalmente
  • Non c’è poi così tanta esitazione nelle scelte

Recensione Life Is Strange: Before The Storm Ep. 1 – Trailer

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