Recensione Marvel’s Iron Man VR: l’esaltazione della realtà virtuale

Giorgio Palmieri -

Recensione Marvel’s Iron Man VR

Della dolce malinconia pervade il palato mentre assaporiamo Marvel’s Iron Man VR: salvo sorprese dell’ultimo minuto, questo è il canto del cigno di PSVR, come lo è stato The Last of Us II e lo sarà Ghost of Tsushima su PS4. L’avventura di Tony Stark, pertanto, ricopre il ruolo dell’ultima, grande esclusiva Sony in realtà virtuale prima dell’arrivo di PS5, il cui supporto per la VR è stato sì, confermato, ma non ne conosciamo i dettagli. Intanto godiamoci questa ennesima dimostrazione di forza del visore PlayStation, sebbene debba sottostare ad alcune criticità.

Editore Sony Interactive Entertainment
Sviluppatore Camouflaj
Piattaforme PSVR
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Completamente in italiano

A onor del vero, più che il lascito di PSVR, Marvel’s Iron Man VR sembrerebbe l’affaticato, ultimo grido dei controller di movimento Sony, gli ormai vetusti PlayStation Move (che sono indispensabili per affrontarlo), a cui rimproveriamo continuamente la veneranda età e sui quali, nel corso degli anni, gli sviluppatori hanno lavorato per raggirarne le limitazioni nei modi più creativi possibili.

D’altronde, il tracciamento basato sulla luminosità è vecchio e vincolato ad un modo di giocare stringente, incentrato su un preciso posizionamento dinanzi la camera, che Camouflaj ha cercato di alleviare attraverso un sistema di controllo incredibilmente intuitivo. Ecco, a tal proposito, chiedetevi questo: come si piloterebbe l’armatura di Tony Stark se fosse reale? Rivolgendo i propulsori delle mani nella direzione opposta verso la quale volete dirigervi, no? Bene, lo si fa anche in Marvel’s Iron Man VR e funziona alla grande. Non sorprende per la sola naturalezza della mobilità, che eclissa la mancanza delle levette analogiche, ma anche e soprattutto per la comodità nello schivare i proiettili e per le solide sensazioni di velocità che emana.

L’unico inghippo dei controlli deriva dal riconoscimento dell’arma secondaria, la cui attivazione è legata ad un movimento del polso verso il basso. Poiché molto sensibile, alle volte si attiva anche quando si desidera sparare con il laser dei repulsori, cioè per mezzo dei palmi rivolti verso l’esterno. L’abitudine aiuta, ma c’è da ammettere e sottolineare che, nelle fasi più frenetiche, si tende a fare un po’ di confusione.

Il resto della dotazione dell’armatura la si sperimenta con gioia intensa e semplicità. Il posto d’onore è ricoperto dall’attacco corpo a corpo, concatenabile ed effettuabile anche verso il terreno. Peccato che gli atterraggi non siano stati curati allo stesso modo, anche perché gli scenari sono piuttosto statici e non restituiscono un’effettistica convincente. Notevole invece la modalità turbo, attivabile con la pressione dei grilletti, una dose di adrenalina distillata che vi fa provare sulla pelle l’ebbrezza digitale di volare ad alta velocità. La rotazione poi può essere fluida o a scatti e si possono implementare delle vignettature per ridurre l’eventuale chinetosi.

Questo grande lavoro svolto nel sistema di controllo viene innestato in una struttura narrativa ricca di sequenze alle quali Camouflaj ha riservato un posto speciale. Siamo rimasti sorpresi dalla qualità delle scene, piene zeppe di dialoghi interamente doppiati in italiano che danno spessore sia al protagonista che ai comprimari. Talvolta viene offerta la possibilità di effettuare delle scelte, ininfluenti ai fini narrativi, eppure funzionali nell’attribuire un pizzico di immersione in più. La vicenda si apre nell’esatto momento in cui Tony Stark decide di abbandonare la produzione di armi per dedicarsi a nuove tecnologie per combattere i criminali in giro per il pianeta, abbracciando di fatto la filantropia. Il passato però non è passato, ragione per la quale un hacker di nome Fantasma cercherà di fargliela pagare per tutte le armi che ha progettato e per il male che ha causato, scagliandogli contro i suoi stessi droni.

Nonostante si sviluppi in modalità piuttosto classiche, con più di un rimando (non voluto?) ad un cattivo dell’iconografia di Batman, la storia presenta una buona messa in scena, non eccezionale come altri esponenti ma certamente degna di nota, con alcuni acuti sparsi qua e là. Si percepisce tuttavia un sapore agrodolce, in quanto l’avventura dà l’impressione di essere tagliuzzata a compartimenti stagni, perché colma di transizioni e caricamenti troppo frequenti. Queste attese sono ancora più sentite in realtà virtuale e spezzano inevitabilmente l’immersione anche in virtù di un bilanciamento non netto tra le fasi d’azione in volo e quelle narrative, dove quest’ultime risultano più lunghe delle prime, con intervalli piacevoli ma dove il ritmo forsennato delle battaglie subisce un drastico calo.

Abbiamo tuttavia apprezzato le parentesi esplorative nei panni di Tony Stark, benché ci si possa spostare solo su punti specifici: alcuni dettagli strappano un sorriso ed evidenziano la passione riversata nel personaggio, un aspetto però non rivenuto nella realizzazione tecnica. Per dire, le interazioni con gli oggetti non presentano quella fisicità e quei tocchi di classe che alimentano altre produzioni in realtà virtuale. Invero, l’intera estetica non soddisfa gli occhi come invece avrebbe dovuto. Nemmeno PS4 Pro riesce a fornire una grafica al livello delle vette di PSVR: quando si è troppo impegnati a combattere ci si fa poco caso, ma i materiali, la conta poligonale e in generale la pulizia a schermo non stupiscono, se non appunto per le scene d’intermezzo, discretamente animate.

L’escursione poi utilizza quanti più escamotage possibili per durare più di quanto preventivato: alcune ambientazioni fanno da teatro di scontri per più missioni, di fatto ripetendosi, e c’è qualche esercizio di pratica in più del dovuto, eppure l’offerta si compone di oltre otto ore di contenuti. Certo, non mancano delle sfide riempitive (che francamente abbiamo apprezzato) e l’attesa dei caricamenti fa lievitare il tempo passato in gioco, ma in linea di massima siamo davanti ad un titolo che non è stato sordo alle critiche subite dai suoi colleghi, in merito appunto alla longevità. Come anticipato, la struttura alterna fasi in volo e sequenze narrative, mentre l’azione si consuma all’interno di mappe di medie dimensioni, dove non si fa altro che sconfiggere droni ed eseguire piccole interazioni ambientali, come lo spegnimento di reattori o l’apertura di porte, attraverso semplici gesti con le braccia. I punteggi finali sono poi tramutati in punti ricerca, spendibili per acquistare una manciata di incrementi, pochi in realtà, utili per sbloccare nuove armi secondarie e per potenziare telaio e propulsori.

Insomma, Marvel’s Iron Man VR è una esperienza esaltante e confezionata sulla base dei precedenti titoli supereroistici visti sui visori, a cui tuttavia manca della rifinitura. Fa strano che, dopo tutta questa attesta e i numerosi rinvii, i lavori non siano stati ultimati a dovere, e che dunque l’avventura abbia ancora un alone grezzo addosso. Discorso diverso invece per l’audio, poiché le musiche sono ottime e si palesano sempre nei momenti giusti, mentre il doppiaggio in italiano, benché non comprenda il mitico Angelo Maggi (la voce di Robert Downey Jr.) è di buon livello, con il bravissimo Lorenzo Scattorin nei panni di Tony Stark.

7.5

Giudizio Finale

Diversi impedimenti tecnici, tra eccessivi caricamenti e un impatto grafico nella media, non gli permettono di spiccare il volo come invece avrebbe meritato, ma quando arriva il momento di indossare l’armatura, Marvel’s Iron Man VR si dimostra uno degli usi più intelligenti della realtà virtuale e dei PlayStation Move.

PRO CONTRO
  • Sistema di controllo galvanizzante
  • Molta attenzione per la narrativa
  • Ottima cura del sonoro
  • Abbastanza longevo…
  • … a fronte di qualche riciclo
  • Transizioni e caricamenti eccessivi
  • Visivamente nella media

Trailer

Screenshot

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