7.5

Marvel vs. Capcom: Infinite – Insieme, ma non uguali (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Marvel vs. Capcom: Infinite – Non si può certo dire che il picchiaduro stia vivendo un periodo di crisi: Injustice 2 e Tekken 7 sono solo due delle prove empiriche a sostegno della suddetta tesi, e Marvel vs. Capcom: Infinite è qui per rimarcarla ancora di più. Ecco la nostra recensione.

Editore Capcom
Sviluppatore Capcom
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Marvel vs. Capcom: Infinite

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella video-recensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Rocket e Mega Man X, coppia perfetta

Marvel vs. Capcom: Infinite si colloca e s’incastra tra gli esponenti del genere più accessibili sulla piazza. Giusto per citare un esempio, atto a darvi un’infarinatura del tipo di gioco, la combo principale, quella effettuabile dinanzi all’avversario premendo varie volte il solo tasto del pugno debole, inanella in modo automatico una serie di colpi che culminano in una scenografica spinta aerea.

La spettacolarità è da sempre un marchio di questa saga, giunta oramai alla sesta incarnazione principale, la quale ha scelto deliberatamente di cambiare certi dogmi ben radicati nella memoria dei giocatori.

I cambiamenti, invero, si rifanno ad altre iterazioni del franchise già sperimentati in passato, qui reinterpretati al fine di offrire un’esperienza quanto più pulita, chiara e meno confusionaria possibile. In primo luogo, gli scontri si focalizzano su sfide due-contro-due, sacrificando di fatto un membro per squadra rispetto all’edizione precedente.

Inoltre, Infinite non permette il richiamo sul campo degli alleati nelle retrovie per gli attacchi temporanei, a favore di un sistema denominato Active Switch, mediante il quale non solo si potrà cambiare personaggio al volo ogni volta che lo si desidera, ma sarà possibile creare combinazioni spettacolari alternando gli eroi proprio nel bel mezzo di un attacco. Mantenere il nemico sospeso in aria è una delle fonti primarie di danno, proprio per via delle combo pazzesche che si riescono a concatenare.

Il sistema di combattimento è talmente semplice da assimilare, che consente a tutti di divertirsi, perché le composizioni di tasti estrapolano dalla vostra mente proprio ciò che desiderate compiere in quel determinato momento. È sufficiente sperimentare con i quarti di luna per capire le peculiarità di base di un eroe: il substrato però nasconde tecniche e combo complesse, per le quali è necessario un certo studio del personaggio, un’analisi che può essere affrontata nella modalità Missioni, una catena di lezioni ben confezionate dove, appunto, si possono imparare sia le basi del gioco, che le sfaccettature delle abilità di ciascun eroe.

Un’altra novità dimora nell’introduzione delle Gemme dell’Infinito: ne potrete selezionare una, tra le sei disponibili, prima di entrare in partita, in maniera tale da guadagnare due poteri unici indipendentemente dai personaggi scelti. La prima, Infinity Surge, può essere attivata in qualsiasi momento con il tasto dorsale, mentre l’altra, Infinity Storm, necessita di un tempo di ricarica. Gli effetti ovviamente cambiano a seconda della pietra scelta: ad esempio, la Gemma dell’Anima abilita la capacità di rubare vita al nemico, e di resuscitare il vostro compagno, riportandolo in vita e persino in battaglia, in modo che possa combattere insieme a voi per un piccolo lasso di tempo.

Non siamo del tutto convinti del bilanciamento di queste gemme, perché un paio di poteri ci sono sembrati davvero molto forti se messi a paragone con altri, soprattutto per la facilità con cui si mettono in atto. Ciononostante, durante la fase di sperimentazione tra le varie combinazioni, nella ricerca delle giuste sinergie, ci siamo divertiti e non poco.

Appurata l’indiscutibile qualità delle meccaniche di gioco, è giunto il fatidico momento di mettere le mani sull’offerta contenutistica, croce e delizia di Marvel vs. Capcom: Infinite. Innanzitutto, finalmente, abbiamo a che fare con una vera e propria modalità Storia, alla stregua di quella (un pelino deludente) vista in Street Fighter V. Unire due universi così diversi tra loro e scrivere una trama coerente è una sfida, quindi ben venga il coraggio di Capcom in tal senso.

Il risultato ha portato in vita Ultron Sigma, la fusione tra il cattivo Marvel e quello di Megaman X, una macchina inarrestabile in possesso di ben due Gemme dell’infinito. La sua missione, ovviamente, è incentrata sul ritrovamento delle restanti quattro, al fine di trasformare il mondo in metallo. I nostri eroi dovranno quindi impedire che ciò accada, e saranno costretti a fidarsi di un personaggio decisamente poco raccomandabile.

La vicenda, come è lecito aspettarsi, alterna filmati e combattimenti: i primi sono coadiuvati da una qualità della narrazione alquanto superficiale e, tolta qualche chicca qua e là, ed un paio di strizzatine d’occhio ai fan delle varie saghe, non c’è poi molto di cui discutere, anche perché la durata si attesta sulle tre ore circa. È piacevole vedere questi personaggi insieme, così diversi nei toni, nello stile e nelle storie: del resto tutto ciò ha un fascino fisiologico, ma la goduria si ferma lì.

Gli incontri allo stesso modo non convincono fino in fondo: tra una battaglia classica e l’altra, alcune delle quali assolutamente epiche, compariranno delle lotte contro gli sgherri di Ultron Sigma, scontri dalla difficoltà così semplice da risultare imbarazzanti e ripetitivi.

Dopodiché, fortunatamente, spicca l’Arcade, il quale è composto da sette incontri, di cui due incentrati su veri e propri combattimenti contro boss. Gli sbloccabili, tristemente, non contemplano finali unici per ogni personaggio, bensì solo nuove colorazioni e qualcos’altro di poco conto. Chiedersi se ne è valsa la pena costruire una storia tutt’altro che longeva e rigiocabile a discapito dell’Arcade avaro di oggetti da sbloccare, non è poi così sbagliato.

Messo da parte l’allenamento, il versus e il multigiocatore, non c’è nient’altro: tutto è nelle mani dell’Online, che purtroppo non abbiamo avuto modo di provare visti i server praticamente vuoti, ma confidiamo che tutto vada come previsto, e che non si ripeta la condizione di Marvel vs. Capcom 3, con quel net-code non all’altezza delle aspettative. Sono presenti le lobby fino a otto giocatori, e la possibilità di disputare match amichevoli e classificati, come nel più canonico dei casi. Aggiorneremo la nostra valutazione nei prossimi giorni, in particolare se qualcosa dovesse andare storto.

Parlando del cast, questo conta trenta personaggi, non così tanti come precedenti capitoli. L’assenza degli X-Men si fa sentire, eppure abbiamo apprezzato la maggiore attenzione nel bilanciamento e nella varietà. Fidatevi quando vi diciamo che non faticherete a trovare i vostri preferiti e, anzi, probabilmente sarà molto difficile effettuare una scrematura. Peccato che sia già in vendita un ruspante Character Pass, contenente costumi inediti e sei nuovi eroi: una parte di questi viene persino presentata nella “campagna”, senza aver modo di comandarli. Difficile mandare giù una scelta del genere, soprattutto quando viene sbattuta in faccia come in tale caso, ma almeno il prezzo di lancio è stato fissato a 59,99€, al posto dei classici 69,99€ richiesti per un prodotto tripla A odierno.

Terminiamo l’analisi focalizzandoci sulla materia di dibattito che ha acceso forti discussioni all’interno della comunità di videogiocatori, ovvero l’adozione di uno stile grafico più realistico, abbandonando di fatto la direzione artistica fumettosa della scorsa incarnazione. In realtà, non è tanto il cambio di grafica ad aver deluso, quanto l’espressività dei volti, un grattacapo riscontrabile soprattutto nella modalità Storia, dove i dialoghi tendono verso una evidente legnosità. I modelli non fanno gridare al miracolo nei dettagli e, per quanto riguarda il mondo Marvel, i disegni sono il frutto del compromesso tra il fumetto e l’universo cinematografico, un aspetto che francamente abbiamo gradito.

Sullo schermo, quando si gioca e non si bada troppo alla maniacalità dell’estetica, il discorso cambia, e l’impatto grafico nella sua interezza emana brio. A conti fatti la fluidità è encomiabile, i movimenti sono chiari, ed è tutto quello di cui avrete bisogno. Tuttavia, c’è un riciclo netto di alcune animazioni, specie per quanto riguarda le super-mosse: peraltro, una piccola parte non gode della stessa cura risposte nelle altre. L’audio supera la media, con il suo doppiaggio squisitamente esagerato, ma assolutamente non fuori luogo: una chicca sbuca proprio mentre si cambia personaggio in combattimento, quando i vari personaggi si chiameranno a vicenda, conferendo all’esperienza una dimensione più immersiva.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Marvel vs. Capcom: Infinite  Giudizio Finale – Che il sistema di combattimento di Marvel vs. Capcom: Infinite sia uno spasso è ormai un dato comprovato e dimostrato già in passato dalle sue precedenti incarnazioni, di cui quest’ultimo capitolo ha fatto tesoro, proponendo un’ossatura ancora più solida e accessibile. Tolte le dinamiche di gioco, senz’altro ottime a parte un paio di dubbi legati al bilanciamento, l’offerta contenutistica lascia l’amaro in bocca, ed è poco più del minimo indispensabile. Giunto ormai al sesto episodio, è troppo aspettarsi qualche modalità non convenzionale? Vedremo come Capcom gestirà la situazione con il supporto post lancio.

PRO CONTRO
  • L’introduzione della modalità Storia…
  • Personaggi variegati e generalmente ben bilanciati…
  • Più chiarezza, meno confusione
  • Il picchiaduro più accessibile sul mercato
  • Combattimenti spettacolari. Sul serio.
  • … peccato sia breve e superficiale
  • … ma le Gemme dell’Infinito destano qualche perplessità
  • Character Pass difficile da deglutire
  • Modalità non convenzionali non pervenute
  • Visivamente vive tra alti e bassi

Recensione Marvel vs. Capcom: Infinite – Trailer

Recensione Marvel vs. Capcom: Infinite – Screenshot