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Megaton Rainfall, il “simulatore di Superman”… fatto da una sola persona (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Megaton Rainfall – La serie di Batman Arkham ha sdoganato la regola secondo cui i videogiochi supereroistici non sono altro che l’ennesimo espediente per far cassa sui poveri fan. Dietro alla trilogia firmata Rocksteady Studios c’è passione, competenza, e, soprattutto c’è conoscenza della complessa figura del Cavaliere Oscuro.

Prima di ogni altra cosa, però, la società britannica ha conseguito il traguardo, invidiabile, di farci vestire i panni dell’uomo pipistrello in maniera perfetta all’interno di un videogioco. Ci si sente davvero vigilanti di Gotham, si respira quell’aria pesante di criminalità, mentre i pugni del buon Batman tuonano sulle mascelle dei cattivoni.

Tuttavia, Bruce Wayne non è un supereroe, o, almeno, non lo è in senso stretto: motivo per il quale si è spesso fantasticato su un possibile adattamento di Superman in un videogioco realizzato con i crismi del caso. E poi, tutto ad un tratto, sbuca dal nulla Metagon Rainfall. Ecco la nostra recensione.

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Editore Pentadimensional Games
Sviluppatore Pentadimensional Games
Piattaforme PS4, PSVR
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Megaton Rainfall

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco provenienti da PS4 Pro e PSVR.

Da grandi poteri…

Megaton Rainfall proviene dalle mani di un singolo sviluppatore spagnolo, Alfonso del Cerro, che ne ha curato l’intera realizzazione per cinque lunghi anni, eccezione fatta per qualche aspetto artistico, tra cui le musiche, dirette peraltro da David García, il compositore delle colonne sonore di Rime e Hellblade.

Si impersona, dunque, un essere superiore interdimensionale e indistruttibile, e si vive l’avventura attraverso una prospettiva in prima persona. Un’invasione aliena sta cercando di distruggere l’umanità una volta per tutte, e lo scopo sarà quello di fermarla.

La storia viene narrata da un’entità divina cubica di cui non si conosce nulla, che spiega le origini del mondo attraverso dei sottotitoli in italiano tanto affascinanti quanto noiosi: le lettere vanno a comporre le parole della frase, ma scorrono talmente in fretta da risultare frustranti. In ogni caso, non vi è niente di stuzzicante in questi discorsi.

La formula di gioco si compone di una giocabilità arcade, affiancata ad una struttura libera, nella quale è possibile spiccare il volo, vagare da una città all’altra, o da un pianeta all’altro, senza alcuna limitazione, ed in più, ogni casa, costruzione e palazzo può essere distrutto. Una capatina nella Via Lattea o direttamente sul Sole? In Megaton Rainfall rappresenta l’ordinaria amministrazione.

Gran parte della superficie terrestre, tuttavia, è caratterizzata da catene montuose, mari e pianure quasi del tutto spoglie, e le varie città sono strutturalmente identiche: eppure, le più importanti, come Roma ad esempio, possono vantare i monumenti iconici che le contraddistinguono. Impressiona la grandezza che il gioco riesce a trasmettere, un fattore capace di raggiungere la sua massima espressione con il visore, perché la creatura di Alfonso del Cerro può essere gustata sia sulla propria TV, che con l’ausilio di PSVR, e l’esperienza, in tal caso, ne giova chiaramente in coinvolgimento.

Veniamo dunque al gameplay: trattandosi di un arcade, il ritmo è molto veloce e immediato, e utilizza la visuale in soggettiva in quello che, di fatto, si avvicina ad uno sparatutto aereo. Il nostro alter ego virtuale dispone di una discreta schiera di abilità, come la telecinesi, e diversi tipi di spari energetici. Man mano che si completano le missioni, erogate costantemente in punti specifici dell’universo dall’entità divina, se ne guadagnano di nuovi, trasformandovi in vere e proprie macchine da guerra capaci di disintegrare intere città con un singolo pulsante. Prendere la mira è di vitale importanza, poiché parare a casaccio significa mettere a repentaglio la vita di decine di vite umane. Di conseguenza, la difficoltà sta anche nel dosare la forza, visto che l’invulnerabilità del nostro protagonista si contrappone alla barra d’integrità della città: una volta esaurita, sarete rimbalzati al punto di controllo più vicino.

Il gameplay quindi esige e pretende precisione, un’accuratezza che i controlli non riescono a raggiungere, con proiettili energetici lenti e movimenti piuttosto scivolosi: la freneticità del ritmo mal si sposa con l’eccessiva fragilità dei vari centri abitati, in cui emerge una fastidiosa confusione. I nemici, infatti, possono contare su un design abbastanza creativo, ma la loro eliminazione gira attorno a punti deboli specifici: spesso bisognerà posizionarsi in una determinata maniera per colpire le loro gemme, un’operazione più facile a dirsi che a farsi. Potreste decidere di distruggere i cattivoni (almeno una parte) semplicemente sparandoli con i colpi d’energia, senza quindi prestare attenzione ai citati punti deboli, ma si tratta di un approccio rischioso, che richiede troppo tempo, in quanto l’obiettivo è disintegrarli in men che non si dica prima che la città cada.

Non a caso, dopo lo stupore iniziale sugli schemi d’attacco originali degli alieni, verrà a galla un po’ di monotonia nell’affrontarli. Le missioni della storia seguono tutte la stessa impalcatura, e le meccaniche non sono capaci di reggere il gioco da sole. Il tutto vi porterà via dalle tre alle (a voler esagerare) cinque ore, con l’annessa possibilità di rigiocare la Storia a livello di difficoltà più alto, o partecipare alla classica modalità Punteggio. C’è da dire che le dinamiche di gioco si adagiano meglio senza l’uso del visore, ma, così facendo, si perde praticamente una parte del coinvolgimento, tanto da mostrare tutte le debolezze della formula.

Per quanto riguarda l’aspetto visivo, Megaton Rainfall sa essere impressionante, soprattutto se lo si contestualizza nel panorama indipendente: il senso di scala è incredibile, così come gli effetti di distruzione, a tratti persino in grado di lasciare a bocca aperta. La profondità in VR poteva essere più accentuata, anche perché il dettaglio grafico non è dei migliori, e i pop-up delle texture sono all’ordine del giorno, eppure dobbiamo tenere a mente che il motore deve gestire ambientazioni enormi prive di caricamenti, se non per qualche scatto sporadico. Sono poi presenti tante opzioni per limitare la chinetosi, alcune delle quali renderanno la vita notevolmente più facile a chi ne soffre. Senza visore, su PS4 Pro, rimane comunque un discreto bel vedere, con i sessanta fotogrammi al secondo fissi, e una qualità dell’immagine tutto sommato buona.

La colonna sonora, seppur ripetitiva, ha i suoi momenti emozionanti, mentre il suono dà il meglio di sé quando ovviamente si raggiungono le velocità più elevate. Il prezzo del pacchetto peraltro è ottimo: soli 15,99€, una cifra più che onesta. Peccato siano presenti diversi bug nel codice, tanto-ché siamo incappati in un paio di crash abbastanza fastidiosi.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Megaton Rainfall  Giudizio Finale – Megaton Rainfall è un traguardo tecnico interessante, un’enorme dimostrazione di grinta, un’impalcatura sulla quale edificare un grande titolo supereroistico. La sua offerta si concentra più che altro nell’elargire la libertà al giocatore, nella sensazione di poter essere un supereroe, nel rischio che ciò comporta, al costo di un gameplay di contorno scomodo e potenzialmente monotono. A conti fatti, è un’esperienza, di quelle che effettivamente fanno provare qualcosa di nuovo, specie in VR, al netto dei limiti riscontrati.

PRO CONTRO
  • Senso di scala impressionante
  • Volo reso magnificamente
  • Effetti di distruzione spettacolari
  • In VR evoca sensazioni nuove
  • Giocabilità poco rifinita, monotona
  • I controlli trasmettono imprecisione
  • Qualche bug di troppo

Recensione Megaton Rainfall – Trailer

Recensione Megaton Rainfall – Screenshot