5.5

Micro Machines: World Series – Sogno infranto (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Micro Machines: World Series – Il ritorno in pista delle Micro Machines si è fatto desiderare a lungo, un sogno nostalgico in parte avverato dall’arrivo dello spin-off su Android e iOS, che non era poi così male, anzi: in realtà aveva soddisfatto le nostre aspettative, sempre se contestualizzato nell’ambiente mobile. Tuttavia, un episodio fatto con tutti i crismi, su PC e sulle console di attuale generazione, era dovuto. Nasce così Micro Machines: World Series, un titolo che, purtroppo, vuole tenere due piedi in una scarpa. Ecco la nostra recensione.

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Editore Codemasters
Sviluppatore Codemasters, Just Add Water
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Corse, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Micro Machines: World Series

I concetti esposti nei paragrafi a seguire li trovate anche nella videorecensione, accompagnati dai filmati tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Mangia l’asfalt(in)o!

Ai giocatori solitari lì fuori: Micro Machines: World Series non fa al caso vostro. L’offerta contenutistica non presenta una carriera, o comunque un qualche contenuto degno d’attenzione per il gioco offline, che è stato trascurato in una maniera sinceramente spiazzante. Manca persino la possibilità di personalizzare l’intelligenza artificiale degli avversari, basata su un solo livello di sfida, peraltro estremamente alto. Una modalità libera, denominata Schermaglia, cerca di sopperire a tale mancanza, la quale permette di giocare con gli amici sul divano o di fare un po’ di pratica, ma non c’è un filo conduttore, niente di niente, è completamente fine a se stessa e spoglia da non poter essere considerato un motivo d’acquisto.

Si evince quindi che Micro Machines: World Series non solo è un titolo votato esclusivamente all’online, ma anche uno che desidera essere altro: tra le modalità disponibili, oltre alle gare tradizionali e all’Eliminazione, che di certo non hanno bisogno di presentazioni, troviamo la Battaglia, tramite la quale il gioco si trasforma in una sorta di frullato a metà strada tra un MOBA e un surrogato dell’Arena. Quello che ne viene fuori risulta in qualche modo bizzarro, ma adeguato ad un’offerta che vuole dare di più rispetto alla classica esperienza delle micromacchine.

In particolare, le modalità come Re della Collina e Cattura la Bandiera vengono contestualizzate nel genere qui proposto, condensate in sfide al cardiopalma dove le auto acquisiscono tre abilità e una super-mossa alla stessa stregua, appunto, di un MOBA: l’ambulanza ad esempio si preoccupa di curare gli alleati, mentre il camion ribaltabile può contare su una torretta automatica. Al di là dello smarrimento iniziale, la Battaglia è probabilmente l’aspetto più divertente della produzione, quello che funziona meglio a dirla tutta, alla faccia degli scettici come noi.

Tolta questa gradita novità, si denota una carenza di contenuti lampante, quasi inspiegabile: sono solo dodici le macchine disponibili, tutte identiche in quanto a guidabilità. Lo stesso discorso vale per i soli tre potenziamenti, quelli ottenibili mentre si sfreccia in pista: stiamo parlando di pistola, martello e mina, a marchio NERF, senza alcun briciolo di inventiva.

I tracciati invece sono dieci, e cinque le arene, e la cura con la quale sono state realizzate è degna di nota, con tocchi di classe sugli elementi dello scenario che le rendono più vive e credibili, sempre ispirate ad ambienti realmente esistenti, sebbene la resa visiva risenta in maniera sostanziale dei soli trenta fotogrammi al secondo, almeno su PS4 Pro. Il gioco sfoggia anche un doppiaggio in italiano, anche se le varie auto non è che abbiano chissà quale personalità accattivante.

Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio, non si sono fatti grossi passi in avanti. Le corse ci sono sembrate più frenetiche e confusionarie, e la guida più scivolosa rispetto al passato. Si tratta di una manovrabilità semplice ma che va padroneggiata, cosa che il gioco non permette, o, meglio, fa di tutto per rendere la vita difficile. L’intelligenza artificiale degli avversari, che, come accennavamo, vanta un solo livello di difficoltà, è incredibilmente capace, così brava da essere frustrante. Purtroppo a ciò si aggiunge la telecamera, incapace di gestire al meglio la visuale, spesso troppo ristretta, un elemento già noto nella serie e che Codemasters non ha fatto nulla per migliorarlo.

La situazione non cambia di molto nel multigiocatore, il quale risulta essere spoglio di utenti. Durante i nostri test, il matchmaking non riusciva a preparare partite con più di tre o quattro giocatori umani, con il resto dei posti occupati dai bot. Un campanello d’allarme su un titolo che probabilmente avrebbe beneficiato di un modello free-to-play.

Tra parentesi, si guadagna esperienza solo ed esclusivamente nelle corse online, che vi serve per sbloccare nuove personalizzazioni, alcune delle quali davvero deludenti: oltre alle livree per le auto, belle e coloratissime, vi saranno offerti elementi di contorno come frasi aggiuntive e icone, riempitivi di poco conto. Non abbiamo poi apprezzato fino in fondo il sistema di lobby, visto che, a partita conclusa, si ritorna al menù principale, senza la possibilità di poter votare una gara successiva, da giocare con le stesse persone della precedente. Chiude il cerchio la modalità classificata, giocabile dal livello cinque in poi, e gli eventi speciali, che si rinnovano ogni settimana offrendo gare e battaglie sotto condizioni uniche.

5.5

Giudizio Finale

Recensione Micro Machines: World Series  Giudizio Finale – Micro Machines: World Series non è quel gioco in grado di elevare le micromacchine ad un livello superiore. Cerca di attualizzarle, questo è vero, e ci riesce nonostante i dubbi, ma le lacune sono troppe, e rimane intrappolato in un lavoro chiaramente incompleto, vittima di contenuti offerti con il contagocce. Il prezzo budget di 29,99€ potrebbe fare gola, eppure siamo dell’idea che, allo stato attuale, aspettare uno sconto non sia una cattiva idea. Anzi, probabilmente è proprio il formato free-to-play quello che potrebbe salvarlo, o almeno una serie di aggiornamenti mirati ad espandere l’offerta contenutistica. La nostalgia, da sola, non basta.

PRO CONTRO
  • Deriva MOBA/arena interessante
  • Piste stilisticamente irresistibili
  • Singolo giocatore abbandonato…
  • … e l’online non è popolato
  • Contenuti risicati
  • Sistema di guida e telecamera migliorabili

Recensione Micro Machines: World Series – Trailer

Recensione Micro Machines: World Series – Screenshot