Mind Labyrinth VR Dreams – No, non ci siamo (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Mind Labyrinth VR Dreams – Quando ci capita tra le mani un progetto italiano, scatta quel meccanismo patriottico al quale non vorremmo sottrarci, e che vorremmo solo cavalcare ciecamente con tutte le nostre forze. Ci piacerebbe prendere un megafono, appoggiarci sulla ringhiera del balcone, e gridare a pieni polmoni che l’Italia è qui, che gli italiani sono qui, e che il fenomeno del videogioco italiano esplode di gioia.

E quando Mind Labyrinth VR Dreams ci è capitato tra le mani, ci siamo immediatamente catapultati nel suo universo. Ne abbiamo esalato ogni attimo, ogni soffio, ogni respiro… fino a quando la delusione non ha prevalso su qualsiasi cosa. Ecco la nostra recensione.

Editore OXYGENE MEDIA
Sviluppatore Frost Earth Studio
Piattaforme PSVR, Oculus Rift, HTC Vive
Genere Avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 24,99€

Il silenzio fa bene

Immaginate di avere un mondo digitale a vostra disposizione, nel quale rifugiarvi ogni volta che lo vogliate. Ecco, Mind Labyrinth VR Dreams vorrebbe essere proprio questo, una sorta di videogioco rilassante in soggettiva per la realtà virtuale, da vivere in silenzio, da soli, in una sfera d’intimità.

Di fatto, si tratta di un simulatore di camminata spezzettato in piccoli ambienti pre-confezionati, affrontabili in qualsiasi ordine, il cui scopo è quello di trovare la cosiddetta “opportunità”, un globo luminoso che appare nel livello dopo una manciata di minuti: per completare l’avventura, nello specifico, bisognerà collezionare tutte le opportunità.

Ciascuna ambientazione, poi, nasconde dei particolari glifi, dai quali comparirà un aforisma una volta attivati con lo sparo energetico di cui è dotato l’alter ego virtuale. Di tanto in tanto vi si parerà davanti qualche oggetto interattivo, alcuni dei quali serviranno per la risoluzione di un paio di enigmi al massimo. Più che di livelli con una loro precisa conduzione emotiva, pare di essere davanti ad una raccolta di dimostrazioni tecniche in uno stadio lontano dalla completezza. Come se non bastasse, i controlli, nonostante la pochezza interagente, risultano macchinosi indipendentemente dalla scelta tra coppia di Move e Dualshock, anche se quest’ultimo vanta una maggiore comodità (entrambe le configurazioni supportano il movimento fluido).

L’interattività di Mind Labyrinth VR Dreams si ferma qui per un motivo molto semplice: l’idea che si cela dietro le righe di codice è quella di un viaggio meditativo che dovrebbe dilatare lo stress e ispirare con le citazioni delle grandi menti della nostra storia, da Gandhi a Einstein, dal Dalai Lama a Oscar Wilde, in un turbinio emozionale che vorrebbe scuotere l’anima con l’ausilio della musica. La ragione per cui stiamo utilizzando il condizionale vige in un enorme limite della produzione italiana, a causa del quale non riesce a esprimere davvero se stesso, cadendo in una pretenziosità a tratti imbarazzante.

Nella fattispecie, la grafica tocca vette arcaiche, tra le peggiori viste sulla realtà virtuale, sia in termini di poligoni, sia come pulizia e definizione dell’immagine. Le texture appartengono a generazioni obsolete, così come la modellazione, povera e caratterizzata da spigoli clamorosi che compromettono l’atmosfera. Il medesimo discorso vale per la stesura delle mappe, che non sono né divertenti, né stimolanti da visitare, presentando una struttura confusionaria dominata da un’estetica estremamente grezza.

Il videogioco rilassante in VR ha l’obbligo, l’esigenza di dipingere un mondo nel quale si sente il bisogno di voler passare del tempo al suo interno, mentre Mind Labyrinth VR Dreams presenta luoghi scialbi di una piattezza disarmante. Nemmeno l’intuizione dei rifugi – ovvero dei minuscoli spazi dove è possibile sostare senza obblighi – risultano fonti riposanti, per la motivazione di cui sopra, riguardante la grafica assolutamente inadatta a sorreggere un’esperienza di questo tipo, che fa dell’impatto visivo e stilistico il suo principale motivo di vanto, oltre che di coinvolgimento.

La colonna sonora quantomeno conta brani concessi su licenza di compositori noti, come Ennio Morricone e Nicola Piovani, insieme ad un pugno di musiche originali gradevoli. Per quanto splendide, le canzoni non sempre si sposano egregiamente con le immagini a schermo, ma vi è l’opzione che consente di cambiare brano al volo, in maniera tale che possiate selezionare la vostra preferita in qualsiasi momento. Dati alla mano, tuttavia, i contenuti si esauriscono nel giro di poco più di un’ora, con la promessa di un piano di supporto che porterà un flusso di nuovi contenuti e funzionalità al pacchetto. Tutto ciò è decisamente poco per i 24,99€ richiesti, troppi in relazione al profilo minuto dell’offerta.

Giudizio Finale

Recensione Mind Labyrinth VR Dreams Giudizio Finale – Mind Labyrinth VR Dreams è incapace di tradurre la sua visione aulica in concretezza, e quel che provoca è l’effetto opposto di quanto sperato. È ripieno di termini raffinati, di obiettivi nobili, che non trovano riscontro visivo né interattivo, rivelandosi a tratti pretenzioso. Il videogioco a realtà virtuale deve essere anche grammatica, e non bastano le buone intezioni a fare del progetto un successo.

PRO CONTRO
  • Una produzione rilassante in più per il catalogo VR…
  • La colonna sonora accoglie brani splendidi
  • … ma gli stimoli per rilassarsi non sono poi molti
  • Grafica grezza, nello stile e nella complessità poligonale
  • Pretenzioso nelle meccaniche
  • Interazione ai minimi sindacali
  • Prezzo esagerato in relazione alla longevità

Recensione Mind Labyrinth VR Dreams – Trailer

Recensione Mind Labyrinth VR Dreams – Screenshot