Monster Hunter World: Iceborne – L’inverno è arrivato (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Monster Hunter World: Iceborne – Il concetto di espansione si sta perdendo, considerando che la soluzione del videogioco come servizio è la più gettonata: Capcom però la recupera e ne fa una su misura per il suo Monster Hunter World, senza dimenticarsi di aggiornare frequentemente l’offerta in maniera gratuita, come ha già fatto nei mesi successivi al lancio. Ecco, finalmente, la nostra recensione di Iceborne.

Editore Capcom
Sviluppatore Capcom
Piattaforme PS4, Xbox One | PC Windows (2020)
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 39,99€ (Espansione in digitale) 60,99€ (Master Edition)

Video Recensione Monster Hunter World: Iceborne

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Cacciatori e cioccolate calde

Monster Hunter World: Iceborne accende nuovamente l’interesse verso quello che possiamo già collocare tra i migliori titoli di questa generazione. Un capitolo di rottura della longeva serie di caccia, da cui sgorgavano fiumi di contenuti per centinaia e centinaia di ore, successivamente rimpolpati, come accennavamo in apertura, con aggiornamenti costanti, molti dei quali a tempo limitato.

L’espansione a tema glaciale invece si pone come la continuazione naturale del filone principale, in quanto non solo aggiunge una storia che si svolge dopo gli eventi originali, ma introduce un inedito grado maestro per i giocatori più affamati di sfida, insieme ad un’area aggiuntiva, le Distese Brinose, la più grande e complessa realizzata fino ad ora, colma di terreni di scontro peculiari, incentrati ovviamente sul ghiaccio. Nuova area significa nuovi mostri, e nuovi mostri offrono nuove armi, nuovo equipaggiamento, nuove abilità, per una quantità di contenuti a tratti disorientante.

Lo scenario vede stormi di Legiana spiccare il volo dalla Foresta Antica puntando il mare aperto: un evento più unico che raro, il quale sembra impattare drasticamente sul clima, dando vita a mutazioni ambientali capaci di modificare persino le specie del posto. I cacciatori dovranno quindi indagare sull’accaduto, in un intreccio narrativo alla stregua del gioco originale, ovvero con dialoghi infantili e pretesti banali per sconfiggere mostri sempre più temibili, permeati però da un’atmosfera sempre avvolgente, tipica del contesto Monster Hunter.

Il bestiario accoglie una moltitudine di mostri, molti dei quali iconici, come il Tigrex o il Nargacuga, i cui scheletri e schemi d’attacco sono stati revisionati e riadattati per la complessità di World. Vengono introdotte persino le varianti, sia delle creature esistenti che per quelle nuove appena inserite: dall’Odogaron d’ebano al Glavenus caustico, queste variazioni riescono a regalare combattimenti eccezionali e a mascherare sapientemente la loro forma primaria. La curva di difficoltà la riteniamo ottima, né proibita né permissiva, ideale per divertirsi ma anche per impegnarsi: abbiamo letteralmente amato ogni singolo nuovo mostro, a tal punto che le battaglie con le bestie appena introdotte sono tra le migliori di tutta la saga. Alcune, peraltro, fanno la loro apparizione solo alla fine dell’avventura, quando verrà sbloccata un’inedita modalità della quale non vogliamo parlarvi per non rovinare la sorpresa: possiamo però anticiparvi che si pone come una continua caccia su territori mutevoli che garantisce sfide ancora più complesse, utili a sviluppare un equipaggiamento perfetto per il proprio stile di gioco.

Un’altra delle gradite novità risiede nel rampino artiglio, col quale è possibile aggrapparsi al mostro per ferirlo o per scaraventarlo verso un elemento dell’ambiente, così da fargli perdere l’equilibrio. Questo gadget lo si può anche concatenare alla fine di una combo così da comporre attacchi inediti: le nuove mosse sono spettacolari ma mettono a dura prova la telecamera, che fatica a tenere pulita l’azione. Persino la fionda subisce dei piccoli ritocchi, poiché adesso è utilizzabile con l’arma sguainata e durante le combo.

Al di là delle introduzioni, ciò che stupisce fin da subito è la cura riversata in ogni singolo contenuto aggiuntivo: dal più piccolo, come la splendida Taverna lunare della nuova città di Seliana, fino all’attenzione nella costruzione dei filmati pre-battaglia, letteralmente uno più bello dell’altro. Eppure non si tratta solo di mera quantità, come avevamo ipotizzato inizialmente, ma anche e soprattutto di qualità, una qualità a cui Capcom tiene a tal punto da non lasciare nulla al caso, benché vi siano delle criticità da segnalare.

L’assenza di una grande base centrale che possa raggruppare tanti giocatori si fa sentire, in quanto la funzionalità social è rimasta vincolata alle sole, piccole zone della Caccia celeste o della nuova Taverna lunare. Delude poi la caratterizzazione stilistica di una manciata di armi, piuttosto frettolosa e che avrebbe goduto di una maggiore cura. Una parte si limita a presentare una struttura di metallo o di ossa, unita ai pezzi del mostro di cui fa parte, senza presentare quei guizzi di creatività riversate in tantissime altre: un problema che potreste accusare o meno a seconda del tipo di arma selezionata, e che comunque viene edulcorato dalla quantità davvero mostruosa di equipaggiamento disponibile.

Riserviamo anche dei dubbi nella distribuzione delle abilità per le armature, poiché alcune capacità sono davvero poco utili o estremamente situazionali, specie se si considera che stiamo parlando di equipaggiamento di alto rango: la divisione in armature alfa e beta, già presente nel gioco base, non sempre soddisfa le esigenze del giocatore, soprattutto sul versante estetico, visto che spesso le prime sono più belle delle seconde, quando invece le seconde offrono ben più possibilità di personalizzazione, dato il maggiore spazio nel quale incastonare gioielli. Insomma, senza tirarla per le lunghe, è difficile relegare questi aspetti a veri e propri difetti, visto che non solo dipende dai propri gusti, ma sono anche precise scelte degli sviluppatori mirate a rendere più complessa l’operazione di costruzione del personaggio perfetto.

Rimane però immutata l’infrastruttura online che, per quanto si sia dimostrata ancora una volta solidissima nell’accoppiamento di giocatori e nel codice di rete, continua a mantenere gli stessi vincoli. Le spedizioni della campagna possono essere affrontate esclusivamente da soli e non è possibile avviare le missioni della storia insieme ad un gruppo, perché bisogna sempre aspettare che il proprietario della sessione veda il filmato introduttivo, prima che il resto della squadra possa entrare. Un vincolo che colpisce solo la parte iniziale, sul quale, tuttavia, non riusciamo a dare una spiegazione ragionata.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Monster Hunter World: Iceborne  Giudizio Finale – Monster Hunter World: Iceborne è esattamente quello che volevamo. Una scintilla che riaccende la fiamma del cacciatore e promette di brillare per un’altra secchiata di ore: l’offerta propone quantità e qualità in egual misura, e mira a placare la fame di chi è in cerca di sfida. Questa espansione è anche, e soprattutto, l’ennesima testimonianza che Capcom con questa saga ha azzeccato la strada giusta: un ottimo lavoro, nient’altro da dire.

PRO CONTRO
  • Ottimo assortimento di nemici, tra novità e varianti
  • Buona curva di difficoltà, sempre gratificante
  • Armature esteticamente superbe
  • Quantità di contenuti impressionante
  • Le Distese Brinose offrono un terreno di scontro diverso dal solito
  • Il rampino artiglio incrementa le possibilità d’attacco…
  • … ma mette in difficoltà la telecamera
  • Vincoli opinabili nell’accesso delle missioni online
  • Dubbi nella caratterizzazione di alcune armi e nella distribuzione delle abilità per le armature

Trailer

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