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Monster Hunter: World è un sogno che diventa realtà (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Monster Hunter: World – Iniziare anche solo a parlare di cosa rappresenta Monster Hunter non è semplice. Potrei aprire una parentesi personale a riguardo, e scrivere, scrivere e scrivere, senza fermarmi mai: una parentesi fatta di momenti, di aneddoti, di nottate passate sotto le coperte con PSP tra le mani, a cercare di sconfiggere un Rathalos dopo l’altro. Oltretutto, quell’armatura così pregiata non poteva farsi da sola…

E Monster Hunter: World nasce proprio con il duplice scopo di introdurre i neofiti alla caccia di Capcom, e di unire la nuova generazione a quella storica, quella sotto le coperte e una portatile in mano, quella che il brand lo conosce, lo ha spolpato fino al midollo, e ne chiedeva a gran voce un episodio sulle attuali console. Riuscirà ad appagare entrambi i lati della barricata? Signore e signori, l’attesa è finita: ecco la nostra recensione dell’ultima fatic(accia!) di Capcom.

Editore Capcom
Sviluppatore Capcom
Piattaforme PS4, XB1 | PC (Autunno 2018)
Genere Azione, gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Video Recensione Monster Hunter: World

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Il Mondo Nuovo

Ci piace definire Monster Hunter: World un videogioco-argomento: un’avventura in cui la condivisione, il “scambiarsi opinioni e strategie” fa da colonna portante alla formula, che segue un’idea semplicissima: si vestono i panni di un cacciatore con l’obiettivo di eliminare enormi mostri, dai quali estrarre materiali con cui forgiare nuovo equipaggiamento, per poi sconfiggere bestie ancora più potenti.

Non è mai stato un prodotto per tutti, e non è mai sceso a compromessi per diventarlo, viste le sue difficoltà iniziali nell’entrare in sintonia. Per intenderci, il cuginetto inesperto di videogiochi non poteva (e non può) prendere il controller e divertirsi sin da subito: un fattore, quello della poca immediatezza, che i fan hanno sempre sfoggiato con una punta di vanto.

Eppure si portava, da ormai troppo tempo a questa parte, dei segni grezzi, obsoleti, che necessitavano di un rinfresco, spinto magari da un hardware più performante rispetto a quello di cui è dotata una console portatile. E questo nuovo capitolo va ad edulcorare l’entrata nel suo ritmo, lo rende più accessibile, ma non più facile, e lo fa introducendo una storia confezionata a regola d’arte per trasportare il giocatore tra i districati percorsi del suo design, dandogli però anche delle motivazioni narrative tutt’altro che pesanti. Un filo conduttore coerente e armonioso che vede il drago anziano Zorah Magdaros marciare sul Nuovo Mondo, implacabile, incessante, pronto a distruggere qualsiasi cosa pur di raggiungere una meta, per motivazioni sconosciute.

Nel frattempo, si imparano tutte le sfaccettature di Monster Hunter senza nemmeno troppo sforzo. Si crea un avatar tramite l’editor pieno zeppo di modifiche estetiche, e persino un gatto, un simpatico alleato che ci accompagnerà e aiuterà durante le battaglie, fornendoci cure e non solo, ed è meraviglioso constatare come entrambi i personaggi siano sempre visibili nei filmati d’intermezzo, personalizzazioni annesse, dando una continuità e una personalità al viaggio da non sottovalutare.

Scelgo te!

Tuttavia, la scelta più importante, quella che andrà a determinare il proprio approccio e stile di gioco, risiede nell’arma. Non che sia vincolante, anche perché potrà essere cambiata quando lo si desidera in determinati punti adibiti a tale mansione, ma ciascuna delle quattordici dotazioni (rinnovate ed espanse in questo nuovo capitolo) offre dinamiche molto diverse l’una dall’altra, peculiarità da studiare e analizzare a tavolino per capire quale di queste può fare al caso vostro. Ogni arma, che può anche richiedere ore e ore di apprendimento per essere scatenata come si deve, trasmette una pesantezza differente, a seconda di quella che si sta impugnando. Del resto, le lotte si basano sull’anticipare quello che succederà da lì a qualche secondo, in bilico tra un dubbio amletico: sferrare un altro attacco o togliersi dai piedi per recuperare le forze?

Trovare un giusto equilibrio è la chiave per avere la meglio sugli avversari, delle bestie di dimensioni gargantuesche che percorrono schemi d’attacco non sempre così prevedibili. La giocabilità è il risultato di un mix di azione e strategia, il quale impone coordinazione quando si gioca con altri utenti: i colpi di un compagno non feriscono ma possono interrompere una combo, e potrebbero persino bloccare una schivata, spingendovi verso il nemico, e causando anche la perdita di una delle tre vite, condivise tra i partecipanti alla missione. Per la cronaca, abbiamo notato un netto aumento della difficoltà quando si gioca in cooperativa, rispetto al gioco in solitaria, il quale si posa su un livello di sfida nella norma, che non richiede la ripetizione di compiti già completati per potenziarsi e, di conseguenza, procedere nella storia.

Le battaglie, dunque, si svolgono all’interno di ecosistemi veri e propri, composti da più aree collegate tra loro, ognuna contraddistinta da fauna e flora specifica. E ci si perde tra le splendide meraviglie naturali, tra foreste e paludi, vulcani e grotte di cristallo, raccogliendo oggetti e abbattendo mostriciattoli. Cercare la bestia da eliminare per completare il compito assegnato è un’operazione adesso semplificata, data la presenza delle lucciole, animaletti luccicanti che, previa raccolta delle orme di uno specifico animale, ci porteranno mano a mano verso l’obiettivo. Nutrivamo un paio di scetticismi sulla meccanica, temendo per la snaturazione della fase di ricerca del mostro, ed invece risulta comoda e non troppo invasiva.

Inoltre, a differenza dei predecessori, dove erano separate da caricamenti, le zone di Monster Hunter: World sono unite senza soluzione di continuità. L’azione, così, ricava dinamismo, che a sua volta si infila nei controlli, ora più responsivi e farciti con nuove mosse per ciascuna dotazione. E i territori non sono banali contenitori: possono essere utilizzati a proprio vantaggio, sfruttando appigli per attacchi aerei, o per mettere in piedi una trappola ambientale. Le alture permettono anche di spiccare balzi con i quali salire in groppa al mostro, per poi fargli perdere l’equilibrio.

Peraltro, le creature interagiscono tra loro quando si incontrano, potrebbero attaccarsi vicendevolmente o prendervi alla sprovvista, in combattimenti che non sono mai del tutto identici di partita in partita, anche perché gli stessi nemici cambieranno zona quando si trovano in difficoltà, o quando semplicemente hanno voglia di farlo, rendendo gli scontri sempre interessanti e attivi.

Purtroppo la telecamera si è dimostrata incapace di seguire al meglio l’azione, e dovrà essere costantemente governata con l’analogico destro, incastrandosi di tanto in tanto. L’aggancio dell’obiettivo appena introdotto, poi, si rivela utile solo nelle fasi di apprendimento e solo in casi specifici. Anche l’interfaccia poteva essere migliorata, in special modo ciò che concerne la selezione veloce degli oggetti, che richiede un bel po’ di pratica per poter essere ammaestrata.

Chi non caccia in compagnia…

La struttura, apparentemente basilare, nasconde una serie di sfaccettature da digerire nel tempo, passo dopo passo, per poi diventare un’abitudine. L’hub centrale si chiama Astera, una cittadina nella quale è possibile selezionare le missioni dalla bacheca, una per volta, e gestire tutta una serie di operazioni e servizi sbloccabili man mano che si prosegue con l’avventura: il più importante è senza dubbio la forgia, il cuore pulsante dell’intera formula. Piastre, carapaci, code, ossa, pelle e quant’altro serviranno alla realizzazione di armi e armature sempre più potenti, sempre più belle, dalle caratteristiche differenti a seconda di quella indossata. È stata apportata una schematizzazione delle risorse necessarie a creare l’equipaggiamento, insieme ad una maggiore chiarezza nell’esposizione degli effetti delle abilità: stiamo parlando di migliorie alla qualità dell’esperienza, che ne guadagna in comodità.

Come avrete senz’altro intuito, in Monster Hunter, così come in World, non esiste un livello che riassume la potenza del personaggio: i parametri salgono con l’equipaggiamento, e con esso anche la bravura del giocatore, che se ne accorgerà di ora in ora, in una spirale che dà assuefazione senza risultare fine a sé stessa. Non è un tipo di grinding ripetitivo condotto dall’inerzia, non si tratta di soli, freddi numeri, ma di una parte integrante del divertimento e della giocabilità, ed è questa la forza della saga di mostri Capcom. Studiare le combinazioni migliori per abbattere un avversario in meno tempo possibile, verificare l’efficienza di una dotazione invece di un’altra, gestire al meglio i venditori per ottenere gli oggetti più utili, sono tutte sfumature di un gameplay che, pur componendosi di missioni di cattura, di raccolta e poco altro, rimane sempre focalizzato sui combattimenti contro enormi creature e sui materiali da essi rilasciati.

Benché sia affrontabile in solitaria, l’avventura, senza mezzi termini, va condivisa con qualcuno per raggiungere il massimo del coinvolgimento, che siano altri tre amici, o un manipolo di sconosciuti tramite il matchmaking, grazie al quale sarà possibile impostare diverse condizioni per trovare sessioni adatte alle vostre esigenze. La possibilità di poter entrare a partita già iniziata è senz’altro la novità più gradita, una ciliegina sulla torta che desideravamo già da un pezzo, unita al cosiddetto Razzo SOS, attraverso cui chiamare un giocatore casuale dal server a dare man forte durante una specifica caccia in corso d’opera.

Permane un dubbio, riguardo al comparto online: la disponibilità di una base come Astera, così grande e ampia, non consente ai giocatori di incontrarsi, nonostante entrambi siano nella stessa sessione. Pare tutto voluto, perché bisognerà recarsi sulla Caccia Celeste per vedersi, un altro hub parallelo, più piccolo di Astera, adibito al gioco online. Mossa discutibile, che però non pregiudica nulla di davvero importante. Un altro grattacapo risiede nella fruizione delle missioni storia in modalità cooperativa: un giocatore potrà accedere ad una partita in corso non appena colui che l’ha avviata avrà visto tutti i filmati che precedono la quest, anche se entrambi hanno raggiunto lo stesso punto. Nessun problema per quanto riguarda le missioni facoltative, visto che il net-code ha dato prova esemplare di stabilità, che prescinde il discorso relativo alla struttura online.

L’offerta contenutistica poi si compone di un gran numero di creature splendidamente caratterizzate tra vecchie e nuove conoscenze, un cast che, ovviamente, non include tutte quelle viste nel corso della crescita della serie: ciò è comprensibile, visto che si tratta di un episodio che cerca di evolversi, di porre un nuovo inizio, gettando le basi per il futuro, ma dobbiamo ammettere che c’è una sovrabbondanza di viverne rispetto ad altre creature uniche. Avremmo preferito vedere più mostri senza ali, immersi magari in qualche ecosistema aggiuntivo, oltre a quelli disponibili.

Infine, non si può certo tralasciare l’aspetto grafico, col quale Monster Hunter: World confeziona un universo nel quale perdersi dentro. Le animazioni sono eccezionali, decisamente più fluide rispetto al passato, specie nella concatenazione delle mosse dei nemici, ora molto più naturali. I luoghi pullulano di dettagli maniacali, dal fogliame agli insetti, dai rampicanti ai cunicoli, e, benché i mondi non siano propriamente aperti, riescono a donare una sensazione di libertà mai provata in precedenza nella serie. A malincuore, dobbiamo segnalare della modellazione poligonale spigolosa, per fortuna saltuaria, ma soprattutto l’eccessiva presenza di compenetrazioni nelle collisioni, un marchio che Monster Hunter si porta ancora sul petto. Bellissime invece le musiche, così come l’effettistica ambientale, degli impatti e dei versi dei mostri.

I possessori di PS4 Pro, inoltre, potranno scegliere tra tre modalità differenti: una predilige la fluidità a discapito della risoluzione (1080p, 60fps), l’altra il contrario (4K dinamico, 30fps), mentre l’ultima aggiunge qualche effetto in più alla grafica, che noi francamente non abbiamo notato, mantenendo un frame-rate stabile. La soluzione migliore ci è sembrata quella che cerca di raggiungere i 60fps, che comunque non riesce mai a sfiorare, se non in rarissime occasioni: si nota però un graditissimo aumento di fluidità rispetto alle altre impostazioni.

Ci sarebbe ancora tanto di cui parlare, come gli alloggi, dei luoghi privati lievemente personalizzabili, o delle arene, particolari sfide con equipaggiamenti specifici che faranno la gioia degli amanti della competizione. Come non menzionare poi i gadget, tra i quali si annoverano i mantelli, delle abilità, basate su un tempo preciso di ricarica, che garantiscono effetti unici, di protezione, movimento e di controllo. Eppure, parte del divertimento nei giochi così improntati sulla condivisione dimora nella scoperta. Lasceremo quindi a voi il piacere di sviscerare, di snocciolare i contenuti, mentre noi ci apprestiamo a superare le già settanta ore di gioco senza sentire un minimo peso – eccezion fatta per quello della palpebra alle quattro di notte, s’intende… ma quella è un’altra storia.

9.0

Giudizio Finale

Recensione Monster Hunter: World  Giudizio Finale – Monster Hunter: World è un sogno che diventa realtà, una nuova generazione per la saga, fedele al passato e attenta al futuro, che rispetta la sua nicchia di sostenitori e cerca di accapararsene di nuovi semplicemente spiegandosi meglio. Più immediato, più accomodante, ma tutt’altro che snaturato, questo è il Monster Hunter che si chiedeva a Capcom da troppo tempo, un capitolo che rivitalizza la formula e ne fa un’incarnazione dinamica, estesa, assuefacente e bellissima da vedere in azione. Chissà cosa ci riserverà il futuro… ma, per adesso, godiamoci Monster Hunter: World.

PRO CONTRO
  • Una pletora di mostri caratterizzati magnificamente…
  • Più accessibile, ma è sempre Monster Hunter, in forma sgargiante
  • Tantissimi miglioramenti azzeccati in ogni aspetto della formula
  • Animazioni migliorate, che si riflettono in schemi d’attacco ben più robusti
  • Più grande, più bello, più divertente che mai
  • … anche se c’è una sovrabbondanza di viverne
  • Telecamera e sistema d’aggancio non sempre affidabili
  • Compenetrazioni fastidiose, insieme a qualche sbavatura nella grafica
  • Un paio di dubbi legati alla struttura online

Recensione Monster Hunter: World – Trailer

Recensione Monster Hunter: World – Screenshot