6.5

Monster of The Deep: Final Fantasy XV – Pesc e pesc! (recensione VR)

Giorgio Palmieri -

Recensione Monster of The Deep: Final Fantasy XV – Tormentato da cambi di direzione, rinvii, ripensamenti e ritardi, Final Fantasy XV è poi, solo poi, diventato realtà. Qualcuno lo ha apprezzato, qualcun’altro ne ha evidenziato i difetti a discapito dei pregi, e altri ancora lo hanno amato, odiato o persino affossato.

A prescindere dal giudizio di ciascun giocatore, possiamo concordare sull’incompiutezza di Final Fantasy XV. Mancano pezzi di storia, la seconda parte dell’avventura non regge il confronto con la prima, e alcuni passaggi potevano essere semplicemente raccontati meglio.

LEGGI ANCHE: Recensione A King’s Tale FFXV | Final Fantasy XV

Square Enix, però, ha grandi progetti per la quindicesima fantasia finale: il lancio del gioco è stato l’inizio dell’edificazione di un’impalcatura sopra la quale costruire un universo, motivo per cui sono stati allocati fondi sia per riempire i buchi di trama con i DLC, sia per i progetti di contorno, come titoli per piattaforme mobili e persino un’esperienza sulla realtà virtuale.

E quando il colosso nipponico ha svelato il proprio coinvolgimento nella VR con Final Fantasy XV, tutto ci aspettavamo fuorché un gioco esclusivamente di pesca. Anche perché, all’E3 2016, era stato presentato una sorta di sparatutto nei panni di Prompto, cosa che poi non è andata più in porto. Fatti i dovuti preamboli, è giunto il momento di scoprire Monster of The Deep: Final Fantasy XV nella nostra recensione.

Editore Square Enix
Sviluppatore Square Enix
Piattaforme PSVR
Genere Pesca
Modalità di gioco Singolo giocatore

Video Recensione Monster of The Deep: Final Fantasy XV

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco provenienti da PSVR su PS4 Pro.

Grazie per tutto il pesce

La premessa che sorregge Monster of The Deep: Final Fantasy XV è semplicissima: nei panni di un coraggioso pescatore, di cui si potrà persino personalizzare l’aspetto, dovremo sconfiggere i malvagi pesci demone, delle specie particolari che stanno minando l’equilibrio delle acque di Eos.

Nel caso non vi fosse chiaro, anche se dubitiamo, la narrativa funge da banale pretesto per farvi incontrare i personaggi dell’avventura originale, dal mitico quartetto di ragazzi dal capello laccato, fino ad arrivare all’affascinante Cindy, con la quale abbiamo passato dei momenti intimi, che trovate illustrati nella nostra video-recensione.

Per quanto riguarda il gameplay, si tratta in buona sostanza di un classico gioco di pesca di stampo arcade, né più, né meno, dove la cornice di Final Fantasy fa la sua comparsa sia nell’estetica che nelle fasi contro i boss.

La campagna principale, infatti, è segmentata in livelli, ciascuno dei quali si svolge sempre alla stessa maniera: bisogna raggiungere un zona prefissata, usare il Sonar, uno strumento che consente di vedere la posizione dei pesci nell’acqua, per poi lanciare la canna, agganciare il pesce e infine tirare con il mulinello, accompagnando i movimenti della preda.

Dopo aver catturato un certo numero di animali marini, si paleserà il pesce demone, un vero e proprio boss che segue uno schema d’attacco elementare: per l’occasione, la canna da pesca sarà sostituita dalla balestra, attraverso la quale far fuori la creatura maledetta in questa sorta di sezione che vuole somigliare ad uno sparatutto statico, senza però esaltare più di tanto.

La storia, farcita con piccoli siparietti immersi nel fan-service, si esaurirà nel giro di massimo quattro ore, lasciando spazio alla modalità libera, alla caccia e ai tornei: la prima si spiega da sola, la seconda esige la pesca di pesci particolari, mentre i tornei sono delle sfide contro altri pescatori, in cui bisognerà portarsi a casa più pesce dell’avversario, tradotto in termini di peso.

Nonostante l’apparente varietà delle attività, il gioco fa poco per diversificare la sua formula, e nemmeno le tante esche, i mulinelli e le canne acquistabili con il denaro riescono ad approfondire le meccaniche, che rimangono sempre basilari.

Il sistema di controllo però funziona abbastanza bene, sebbene sia necessaria un po’ di pratica: nel dettaglio, è sufficiente simulare l’atto del lancio con i PlayStation Move o con il Dualshock per gettare la lenza in acqua, più o meno lontano dal punto in cui ci si trova. Ruotare il mulinello è anch’essa un’operazione naturale, da effettuare con un altro PlayStation Move o attraverso l’analogico del controller.

Graficamente, invece, Monster of The Deep estrapola le ambientazioni e i luoghi di Final Fantasy XV: nonostante l’oggettiva bellezza di questi paesaggi verdeggianti, e della piacevolezza di visitarli nella VR, la risoluzione purtroppo non è delle migliori. Ad essere precisi, vige una patina che non dona quello spessore all’immagine che ci si aspetterebbe da un prodotto per la VR. L’intera realizzazione tecnica mostra poi segni di imperfezione, e di bug visivi ne abbiamo contati a bizzeffe.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Monster of The Deep: Final Fantasy XV Giudizio Finale – Monster of The Deep è un esperimento senza troppe pretese che prova a dire la sua sui videogiochi di pesca nella realtà virtuale, e dove l’universo di Final Fantasy XV fa da esca. Non si può certo dire che sia un successo ma, se preso per il verso giusto, saprà rivelarsi un piccolo passatempo, sperando che Square Enix possa proporci qualcosa di più sostanzioso in futuro.

PRO CONTRO
  • Buona implementazione dei controlli, specie dei Move
  • L’atmosfera di Final Fantasy XV
  • Gradito fan-service (qualcuno ha detto Cindy?)
  • Gameplay semplicistico e ripetitivo
  • Le sezioni da sparatutto lasciano a desiderare
  • Tecnicamente arretrato, non avaro di bug visivi

Recensione Monster of The Deep: Final Fantasy XV – Trailer

Recensione Monster of The Deep: Final Fantasy XV – Screenshot

  • PineappleHaze

    “Grazie per tutto il pesce” é una citazione super raffinata! ??