MotoGP 19 – Due passi alla volta (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione MotoGP 19 – Puntuale come il primo sul podio, ecco che l’ennesima incarnazione del Motomondiale arriva sugli scaffali dei negozi, virtuali e non. Un capitolo che, prevedibilmente, leviga la scorsa edizione, dalla quale è nato un nuovo corso per la serie, grazie al cambio di motore grafico: dunque, vediamo come se l’è cavata MotoGP 19.

Editore Koch Media, Milestone
Sviluppatore Milestone
Piattaforme PS4, Xbox One, Switch, PC Windows
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (online)
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 62,99€

Altro giro altra corsa

A.N.N.A. (Artificial Neural Network Agent) è l’acronimo attraverso il quale MotoGP 19 mira a rivoluzionare addirittura l’intero genere corsistico. Si tratta di un’intelligenza artificiale avanzata basata sulle reti neurali, capace di dare ai rivali guidati dal computer una sorta di percezione del mondo esterno: imparano dai loro errori e reagiscono di conseguenza, proprio come se fossero umani. Ne avevamo spiegato il funzionamento in un apposito articolo qualche tempo fa.

Nonostante l’evoluzione tecnologica che si cela dietro le righe di codice, e benché le parole spese nelle pubblicità fossero importanti, la traduzione all’atto pratico di questa innovazione è meno entusiasmante di quanto immaginato. Gli schemi comportamentali risultano sicuramente più spontanei e meno rigidi, questo è sicuro: in pista l’effetto flusso (avversari disposti uno in fila all’altro, per intenderci) non è così plateale come lo era in passato, ma si percepisce ancora l’artificiosità e i binari delle anime degli avversari. Quantomeno l’aggressività è stata smussata, e il rischio di trovarsi addosso dei piloti che sfruttano la massa del giocatore per le curve è decisamente meno accentuato, anche se ammettiamo di aver visto qualche rivale abusarne ancora di tanto in tanto. I risultati, in ogni caso, dipendono dal livello di sfida selezionato, e siamo convinti che i giocatori più navigati saranno quelli che si divertiranno di più con A.N.N.A., vista la tendenza dell’I.A. ad essere perfetta.

Tuttavia, MotoGP 19 presenta nuovamente un’esperienza di guida scalabile, che separa con una linea netta la complessità del motore fisico e la difficoltà, in maniera tale da dare al giocatore gli strumenti per personalizzare la giocabilità. L’edizione di quest’anno porge un occhio di riguardo nei confronti della gestione dei pneumatici, la cui scelta è importante quanto la condotta in gara. Il controllo di usura e temperatura è solo una delle sfumature che espandono l’aspetto simulativo della produzione, ora più che ricca e schematica, con un ingegnere di gara pronto ad aiutarvi con l’assetto: i più tecnici potranno comunque mettere le mani sulle variabili per avere riscontri in pista differenti, nel caso il citato ingegnere fosse troppo limitante. Peccato che i danni alla moto non siano ancora stati introdotti a dovere: da questo punto di vista, la concorrenza a quattro ruote è certamente più avanti.

Riguardo alle sensazioni di guida, non abbiamo riscontrato grandi differenze rispetto a MotoGP 18. Non che ne avesse bisogno, anzi: il Motomondiale secondo Milestone vanta un’ottima guidabilità grazie al motore fisico rinnovato, preso di peso, giustamente, dalla scorsa edizione, e levigato qua e là. Tra i miglioramenti, abbiamo percepito una frenata meno tollerante, in grado di punire gli sbagli anche alle difficoltà più basse e con gli aiuti attivati. Ne risente la gestione dell’equilibrio, ora più realistica, rinvigorita da un set inedito di animazioni. Ancor più interessante è l’introduzione della MotoE: la classe elettrica si guida in una maniera leggermente differente dalle altre e aggiunge un pelino di varietà all’esperienza, sebbene non sia possibile selezionarla nella carriera.

Anche sul lato dei contenuti si sono fatti dei passi in avanti, alcuni dei quali molto importanti, come era lecito aspettarsi. La carriera, appunto, mantiene un’impostazione classica, percorre MotoGP, 2, 3 e la Rookies Cup nei panni di un avatar personalizzato e di una scuderia, a scelta tra quelle ufficiali. Questa volta, è possibile iniziare direttamente dalle categorie avanzate, senza essere costretti a partire dal basso. In più, ogni gara la si può “vivere” come la si vuole, dalle prove libere al Warm Up, disattivando o attivando le fasi preferite, mentre il giocatore potenzia il suo bolide con i Punti sviluppo e monitora l’andamento in pista, il quale va a ripercuotersi sul contratto, che varia in base al conseguimento di specifici obiettivi: chiaramente i successi saranno premiati a dovere, e vi porteranno anche ad indossare gli onorevoli panni della Prima Guida.

Oltre alle prove a tempo, al gran premio e al campionato, spiccano finalmente come assolute protagoniste le sfide storiche, che aggiungono del potere nostalgico all’offerta. Queste speciali gare si rifanno a momenti iconici della storia della MotoGP e presentano una struttura valutativa a tre medaglie, offerte in base alla vostra abilità. C’è anche un minimo di ricostruzione narrativa, con filmato e descrizione testuale, per dare un po’ contestualizzazione al tutto. È senz’altro un aspetto enciclopedico di valore, e ripercorrere alcune delle tappe importanti del motociclismo, nei panni di Rossi, Biaggi e Simoncelli, è decisamente emozionante, benché i tracciati storici siano solo tre. Vi è poi tutta una serie di sbloccabili donati come onorari a fine gara storica, come gli stessi, iconici personaggi da usare nelle modalità libere, insieme a adesivi e colori per il casco dell’atleta personalizzato. Purtroppo, però, non è ancora possibile realizzare livree per i bolidi.

Le novità coinvolgono anche il reparto multigiocatore, che ospita due modalità differenti, accomunate dalla solidità dei server dedicati. Si può accedere alle stanze degli altri giocatori attraverso una comoda lista o creane di nuove, se lo si desidera. Oppure c’è l’opzione Direttore di gara, grazie alla quale potrete coordinare una competizione, assegnando penalità e gestendo inquadrature. Una modalità che sembra essere stata costruita per i futuri eventi eSport, su cui punta anche questo capitolo come lo scorso. Per la cronaca, la modalità manageriale non è stata reintrodotta, così come il gioco su schermo condiviso, lasciato in disparte anche stavolta.

Infine, l’impianto audiovisivo non ha subito grandi stravolgimenti su PS4 Pro, sebbene vi siano delle migliore tangibili. Abbiamo già speso delle parole di giubilo nei confronti dell’estetica donata dal cambio di motore di MotoGP 18, più matura e reale rispetto alle vecchie incarnazioni. L’edizione 2019 ovviamente segue la stessa strada e smussa gli angoli, migliorando le animazioni delle collisioni, la resa dell’asfalto e dei materiali in generale, e pulendo le seghettature sui fondali, che rimangono però statici. L’immagine è ancora lontana dalla concorrenza in termini di pulizia e chiarezza, ma possiamo apprezzare una gestione dell’illuminazione nettamente più brillante che dà spessore alla profondità visiva.

In generale si notano delle moto più dinamiche e vive, rispetto allo scorso anno, mentre gli intermezzi tra una gara e l’altra continuano ad essere un po’ legnosi. Strano poi dover assistere ad uno spettacolo di velocità dipinto con soli trenta fotogrammi al secondo, quando lo stesso Ride 3 aveva introdotto la modalità a sessanta: un deterrente che speriamo venga risolto nelle future patch. Buono poi il suono, come lo era già in passato, almeno per quanta riguarda i bolidi, perché la telecronaca rimane sempre limitata. Segnaliamo infine un paio di problematiche di gioventù, riscontrate durante i nostri test: tra caricamenti eccessivi di tanto in tanto e crash durante l’editor dei caschi, crediamo che il codice abbia bisogno di una pulizia.

8.0

Giudizio Finale

Recensione MotoGP 19  Giudizio Finale – MotoGP 19 fa i compiti a casa, cercando di toccare tutte le criticità segnalate nel ’18. Nonostante sia di fatto un miglioramento incrementale, potenzia quanto di buono è stato fatto nell’edizione dello scorso anno, soprattutto in termini di contenuti e funzionalità, introducendo un’intelligenza artificiale rinnovata che, all’atto pratico, non si allontana così tanto dal passato come detto nelle pubblicità, benché vi siano degli schemi comportamentali più genuini e meno aggressivi. Sulla grafica c’è ancora del lavoro da fare, ma quest’anno abbiamo un capitolo del Motomondiale decisamente più robusto e competente. Peccato per la fluidità ancorata ai trenta fotogrammi al secondo su console, inspiegabili per una produzione focalizzata sulla velocità.

PRO CONTRO
  • La nuova illuminazione rinfresca l’impatto visivo
  • Esperienza di guida ancora più scalabile
  • Le sfide storiche sono una chicca
  • Multigiocatore irrobustito
  • Intelligenza artificiale rinnovata…
  • … meno entusiasmante del previsto
  • Grafica migliorabile
  • Fluidità deficitaria su console
  • Ancora qualche importante mancanza nei contenuti

Trailer

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