6.5

Namco Museum – Un biglietto per la nostalgia, grazie (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Namco Museum – Se quella volta Tohru Iwatani non avesse mangiato una pizza in quel ristorante, adesso probabilmente non staremmo giocando a Namco Museum, l’ennesima riedizione con protagonisti i grandi classici della società giapponese di Masaya Nakamura, recentemente scomparso alla veneranda età di 91 anni.

Questa volta, la raccolta viene proposta su Switch, l’ultima arrivata in casa Nintendo, una console dai mille volti e dalle tante configurazioni, che le permettono di essere la piattaforma ideale anche per il cosiddetto retro gaming. Ecco la nostra recensione.

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Editore Bandai Namco
Sviluppatore Namco
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Raccolta
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore

Non ho l’età

All’interno della cartuccia di Namco Museum dimorano anni e anni di storia videoludica, di successi che riportano in mente momenti intimi passati con il proprio cabinato arcade preferito. La collezione comprende infatti Pac-Man, Dig Dug, Galaga, Galaga ‘88, The Tower of Druaga, Rolling Thunder, Rolling Thunder 2, Sky Kid, Splatterhouse, Tank Force e Pac-Man Vs., per un totale di 11 giochi governati da un’emulazione praticamente perfetta. Ogni titolo ha una motivazione per la quale è stato inserito, anche se alcune potreste giustamente non condividerle.

Ci sembra lapalissiano scriverlo, ma Pac-Man di certo non poteva mancare. Stiamo parlando di un classico senza tempo, indimenticabile, un titolo ormai giocabile su qualsiasi piattaforma e che, a distanza di 37 anni dalla sua uscita, rimane ancora attuale e godibilissimo, a prescindere dal giocatore che prende in mano il controller. La stessa cosa vale per Galaga e il suo seguito Galaga ‘88, due sparatutto verticali assuefacenti che hanno gettato le basi per il genere, anche se avremmo preferito vederne solo uno tra i due, dando spazio ad un altro gioco.

Come dimenticare poi Dig Dug: vittima di un esercito di cloni agguerriti, questa perla arcade dell’82 usava nuove soluzioni di gameplay attraverso una meccanica grazie alla quale era possibile scavare la terra per farsi strada nel livello.

Splatterhouse, Rolling Thunder e Rolling Thunder 2 sono altri tre titoli da non sottovalutare, appartenenti alla tipologia del picchiaduro a scorrimento: il primo in particolare vanta un sistema di combattimento viscerale, con annessa violenza che tanto piacque ai videogiocatori tra gli anni ’80 e ’90, mentre gli altri due condividono la medesima formula, focalizzata però sulle armi da fuoco, e su un approccio più tattico. Sky Kid invece è un semplice sparatutto aereo nel quale si evitano altri velivoli e si completano dei livelli caratterizzati da uno scorrimento orizzontale da destra verso sinistra.

In tutta franchezza e con nostro grande stupore, tra i titoli che ci hanno divertito di più della raccolta, nella sua spiazzante semplicità, c’è proprio Tank Force: si tratta di un sparatutto multidirezionale in cui si vestono i panni di un carro armato alle prese con la distruzione di altri veicoli dello stesso tipo, lanciati in labirinti eventualmente distruttibili, in una formula che dà il meglio di sé in cooperativa con un altro giocatore.

Purtroppo, il punto più debole della raccolta è The Tower of Druaga, un tentativo per la realizzazione di un gioco di esplorazione di sotterranei. Peccato sia invecchiato male, con un ritmo dell’azione lentissimo, frustrante, e con cui solo i giocatori più anziani riusciranno ad immedesimarsi.

Ultimo, ma assolutamente non meno importante, è Pac-Man Vs., uno spassoso titolo del 2003 per GameCube dove tre giocatori collaborano nei panni dei fantasmi per dare la caccia a Pac-Man, che può essere comandato da un quarto giocatore, o dal PC. Per poter giocare, è necessario possedere due Nintendo Switch, in maniera tale che un massimo di tre fantasmi possano giocare su una console, mentre sull’altra solo Pac-Man.

Non c’è l’obbligo di acquistare due copie del gioco, visto che Bandai Namco ha pubblicato un’app gratuita sul Nintendo eShop che permette di unirsi ad una sessione multiplayer di Pac-Man Vs. ospitata su una Switch. Potrete comunque decidere di giocare contro l’intelligenza artificiale, caso in cui vi servirà esclusivamente una sola console.

I vari titoli sono ben confezionati, con un’interfaccia funzionale e dei menù stilisticamente gradevoli, sebbene siano meno veloci di quanto ci aspettassimo. Le opzioni di personalizzazione dell’immagine sono nella media (si può modificare l’orientamento, così da simulare l’esperienza arcade), e purtroppo manca una funzione di riavvolgimento, tipica di queste operazioni di riproposizione. Abbiamo però apprezzato l’introduzione dell’HD rumble, delle classifiche online e della modalità sfida, attraverso cui è possibile mettersi alla prova in gare sotto particolari condizioni. Scontata invece la presenza dei salvataggi veloci per ogni singolo gioco.

Quello che può lascia l’amaro in bocca è che in un collezione di nome Namco Museum manchi del tutto una modalità museo. Non aspettatevi dei bozzetti, o delle curiosità, o comunque qualche extra interessante sui giochi in questione: un colpo al cuore per chi, come il sottoscritto, ha amato i capitoli sulla prima PlayStation, a tal punto da perdersi tra le mura del museo.

E se a ciò ci aggiungiamo il fatto che sono assenti esponenti importanti della storia (davvero, dov’è New Rally-X? E Mr. Driller?), capiamo che questa non è affatto una collection definitiva, e nemmeno imperdibile, destinata perlopiù a chi di questi giochi non ne può proprio fare a meno.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Namco Museum  Giudizio Finale – Namco Museum è una compilation che splende più per merito della piattaforma sulla quale gira, che per l’operazione vera e propria. Nintendo Switch esalta il retro gaming per la sua poliedricità, ma alla fine i 29,99€ richiesti per 11 titoli quasi tutti anni ’80 sono giustificati solo per quella fetta di nostalgici irrefrenabili, e non per chi è desideroso di conoscere la storia che c’è dietro questi lavori. Sia chiaro, Bandai Namco i compiti a casa li ha fatti e i fan ne rimarranno certamente soddisfatti, eppure, dopo anni e anni di riedizioni, peraltro sempre a marchio Namco, ci aspettavamo qualcosina in più.

PRO CONTRO
  • Switch è il terreno perfetto per le raccolte arcade…
  • … e Pac-Man Vs. è l’ideale su questa piattaforma
  • L’HD Rumble è una gradita aggiunta, così come le classifiche e la modalità sfida
  • Dov’è la modalità museo?
  • Selezione di giochi migliorabile, in quantità e varietà
  • Prezzo alto

Recensione Namco Museum – Trailer

Recensione Namco Museum – Screenshot