7.5

Naruto to Boruto: Shinobi Striker è meglio di quanto pensassimo! (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Naruto to Boruto: Shinobi Striker – I videogiochi tratti dai cartoni animati sono per chi quei cartoni animati li ha amati. Ma è sempre vero? Ecco la nostra recensione di Naruto to Boruto: Shinobi Striker.

Editore Bandai Namco
Sviluppatore Soleil
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Picchiaduro, azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multigiocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 70,98€

Video Recensione Naruto to Boruto: Shinobi Striker

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Dattebayo!

Naruto to Boruto: Shinobi Striker è un titolo a tema Naruto, e non di Naruto. Una sottile differenza che, tuttavia, ha senso sottolineare: se con la serie di Ultimate Ninja Storm, Bandai Namco e CyberConnect2 volevano ripercorrere le gesta del mitico ninja del Villaggio della Foglia, con Shinobi Striker la musica cambia. Questa volta, infatti, abbiamo la società nipponica Soleil al timone, pronta a fornirci un prodotto più originale di quanto ci aspettassimo inizialmente. Si tratta di un gioco d’azione ispirato al recente Dragon Ball Xenoverse, da cui estrapola la struttura per farne, però, una sua personalissima interpretazione del picchiaduro.

Anzitutto, Shinobi Striker è sprovvisto di una vera e propria storia, eliminata per dare spazio ad un approccio praticamente libero. Infatti, a differenza dei precedenti titoli, vi sarà chiesto di creare un personaggio da cima a fondo, il quale potrà intraprendere quattro classi diverse – attacco, difesa, a distanza e cura – intercambiabili prima di entrare in partita, o durante, quando si viene sconfitti.
Scelta l’estetica (sesso, viso, acconciatura, tutte tratte dai personaggi più noti della saga) e il villaggio, quest’ultimo diventerà il vostro hub centrale, dal quale sarà possibile accedere a tutte le attività proposte dal gioco, che si dividono sostanzialmente in due parti. Le prime, racchiuse nell’Arena VR, vi permettono di partecipare alle missioni, giocabili da soli o in cooperativa online (lo schermo condiviso è assente, purtroppo). Il matchmaking è incredibilmente veloce, e trovare persone con cui giocare è solo questione di pochi secondi, sempre che ci siano utenti disposti ad affrontare il medesimo incarico.

Un aspetto degno di rilievo è l’adattabilità del matchmaking: si può avviare una missione, controllare che ci siano stanze aperte, o persino accedere ad una casuale, selezionando magari solo il rango tra quelli disponibili. Se non fosse per un pelino di lentezza nei menù, l’infrastruttura sarebbe davvero celere, perfetta per la fruizione rapida, ragione per la quale ci piacerebbe vederlo su una console portatile.

Il sistema di combattimento, d’altro canto, si rivela essere una boccata d’aria fresca, nonostante abbia vari punti in comune con le precedenti incarnazioni. Le lotte si sviluppano su arene piuttosto grandi, percorribili in totale libertà, sfruttando l’ambiente circostante per comporre spettacolari acrobazie ninja. Correre sull’acqua, sui muri e sulle pareti è molto semplice, e un kunai rampino vi concede un’ulteriore manovra di movimento, in quanto potrete agganciarvi a qualsiasi superficie lontana, senza alcuna fatica.

Ogni giocatore può equipaggiare armi, strumenti, vestiti e un certo numero di mosse, specifiche a seconda della classe d’appartenenza: ad esempio, la disciplina d’attacco vi offre l’accesso al Rasengan, mentre selezionando quella di cura potrete inserire nella vostra dotazione la cosiddetta Tecnica del Palmo Eremitico per curare le ferite dei vostri compagni. Per quanto riguarda gli attacchi, le combinazioni di colpi a disposizione saranno decretate dall’arma impugnata, relegata anch’essa alla classe: di conseguenza, un pugnale avrà una potenza minore rispetto ad una spada lunga, ma vanterà una maggiore velocità, che è poi uno degli aspetti che fa la differenza tra la vittoria e la sconfitta negli scontri.

L’Arena VR, dunque, contiene missioni di vario genere, divise in gradi, che spaziano dalla sconfitta di nemici ad ondate, a enormi boss da abbattere in un tempo limitato. Questi compiti prendono vita nelle arene di combattimento, le quali mostrano una buona versatilità, pronte ad ospitare anche missioni di scorta, di difesa e di raccolta oggetti. La varietà non fa gridare al miracolo ma la sperimentazione c’è, insieme ad un divertimento diverso a seconda che le giochiate da soli o in compagnia: in singolo, l’Arena VR si dimostra capace di offrire un buon livello di sfida, un elemento che si perde unendo le forze con altri tre utenti. In multigiocatore, le missioni si trasformano in una spassosa bolgia scaccia pensieri non dissimile da un picchiaduro a scorrimento, dove la difficoltà non riesce ad adeguarsi al numero di partecipanti. Ci aspettiamo un’aggiunta massiccia di incarichi più articolati e complessiin futuro, perché le potenzialità sono lampanti.

L’altra fetta dell’offerta soggiorna nella Magione dell’Hokage, che ospita le partite veloci e classificate contro altri giocatori. Ci si affronta in squadre composte da quattro elementi, ed è qui dove questo Shinobi Striker splende davvero. Le quattro modalità disponibili si rifanno ai canoni del gioco competitivo, dalla conquista delle basi e delle bandiere, per poi passare ai deathmatch a vite e alla cosiddetta Battaglia Barriera, dove un team dovrà eliminare un boss, e l’altro avrà il compito di difenderlo. Imbevuta in questo contesto, dal quale emerge un combattimento incentrato sulla verticalità, l’esperienza online che ne viene fuori risulta molto originale.

Bloccare, deviare e schivare gli attacchi nemici rimangono i punti focali sui quali si ergono le battaglie competitive, da dosare e calcolare a dovere per evitare di essere ridotti in poltiglia nel giro di qualche secondo. Il bilanciamento non sembra essere materia d’urgenza, anche perché non vi è una progressione incrementale del personaggio. Il livello d’esperienza non apporta alcuna modifica alle statistiche, ma dona solamente nuove ricompense, condensate nelle pergamene. Queste, una volta valutate dall’apposito negoziante, esibiscono nuovo equipaggiamento, il quale apporta bonus e malus che conta in minima parte sulla potenza del proprio alter-ego.

Man mano che si avanza nelle missioni, poi, la città si popolerà di personaggi, che diventeranno successivamente i vostri “maestri”, insegnandovi le loro mosse, riempiendo di volta in volta una seconda barra di esperienza. Ne potrete selezionare uno per volta, ma nulla vi vieta di cambiarlo nella Biblioteca, un altro dei pochi servizi dell’hub centrale. Non manca la possibilità di vestire i panni dei mitici beniamini, da Naruto a Deidara, ciascuno con una propria, specifica classe, al posto del vostro avatar.

Sarete quindi in grado di combinare abilità provenienti da eroi diversi, gli stessi dell’opera originale, motivo per cui un giocatore di livello alto potrà accedere ad un bacino di abilità più ampio rispetto ad un neofita, pur essendo vincolato a poterne equipaggiare sempre e solo una manciata.

Dove Shinobi Striker pecca è fondamentalmente nel puntamento. Direzionare gli attacchi verso un obiettivo specifico non è sempre intuitivo, e bersagliare un avversario anziché un altro diventa un’operazione caotica. La telecamera non collabora in tal senso, e si rivela incapace di seguire l’azione con chiarezza nelle situazioni più concitate, soprattutto quando si aggancia un nemico. L’abitudine e la conoscenza dei limiti delle dinamiche vi aiuteranno a domare una formula decisamente spassosa, che necessita di limature per brillare come dovrebbe. Anche la latenza durante le partite fa storcere il naso, la quale si verifica in special modo nell’Arena VR, quando si gioca in cooperativa. Fortunatamente le battaglie competitive sembrano esenti da questa problematica, anche se di tanto in tanto fa la sua apparizione.

Oltre a ciò, delude la vivacità dell’hub centrale, dato che trasmette un senso di vuotezza per il quale bisognerebbe fare qualcosa, rendendolo più vivo, aggiungendo nuove attività. Non che non ci siano, anche se avremmo preferito almeno qualche arena in più, ma vedere un hub centrale così ampio popolato da personaggi così distanti tra loro, e senza null’altro da fare, lascia dell’amaro in bocca.

La grafica, in più, desta un paio di perplessità, sebbene giri quasi sempre a sessanta fotogrammi al secondo: la nuova direzione visiva adottata sposa il classico cel-shading, in una veste però rinnovata, contraddistinta da texture ruvide, come se fossero poggiate sulla carta, e non più a tinta unita. Il risultato rende più sulle ambientazioni che sui personaggi, i quali sfoggiano una modellazione poligonale inferiore a quanto visto su Ultimate Ninja Storm. La grande quantità di opzioni di personalizzazione vi farà chiudere un occhio su questa grana, e poter creare il proprio beniamino dei sogni è senz’altro una grande emozione per i fan del manga e dell’anime. Il lato sonoro, infine, riprende a piene mani ciò che abbiamo sentito nel cartone animato, e lo ricalca pedissequamente nello stile.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Naruto to Boruto: Shinobi Striker Giudizio Finale – Siamo rimasti piacevolmente colpiti da Naruto to Boruto: Shinobi Striker. Prima di essere un videogioco dedicato all’ormai iconica opera, il nuovo titolo del ninja della Foglia è un frenetico gioco d’azione diverso da quanto visto in passato. Prende il picchiaduro e lo immerge in una struttura online piena di spunti interessanti. Diverse incertezze legate alla giocabilità, e non solo, non gli permettono di emergere come invece meriterebbe, ma siamo convinti che un eventuale seguito potrà porre rimedio a quello che, di fatto, è già uno dei tie-in più freschi degli ultimi anni. Perdipiù, funzionerebbe ancora meglio su una console portatile.

PRO CONTRO
  • Online snello, veloce…
  • Tante possibilità di personalizzazione
  • Fresco e adatto anche a chi non conosce l’opera
  • Fluidissimo, con combattimenti e movimenti dinamici
  • … ma la latenza gioca talvolta brutti scherzi
  • Sa essere confusionario
  • Puntamento problematico
  • Hub centrale un po’ spento

Recensione Naruto to Boruto: Shinobi Striker – Trailer

Recensione Naruto to Boruto: Shinobi Striker – Screenshot