Need for Speed Heat è davvero un ritorno alle origini? (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Need for Speed HeatNeed for Speed mira a tornare ai fasti di un tempo, ma questa è una favola che ormai ci raccontiamo ogni due anni e puntualmente non accade mai. Per carità, parliamo pur sempre di buoni titoli con i quali ci si diverte senza impegno, eppure i suoi appassionati pretendono giustamente di più, e desidererebbero non aspettare il secondo calo di prezzo per appropriarsene. Se quel di più dimora in Need for Speed: Heat? Scopritelo nella nostra recensione.

Editore Electronic Arts
Sviluppatore Ghost Games
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Corse
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Completamente in italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Quando il bisogno va oltre la velocità

Need for Speed Heat vive in una dicotomia che, alla luce delle presentazioni, non è mai stata ben spiegata. In realtà, Electronic Arts e Ghost Games hanno scelto momenti e modi non proprio perfetti per illustrarlo, scansando alcune delle grandi occasioni e mostrandosi al pubblico con filmati privi delle novità che decantava nei comunicati stampa.

Viene dunque da chiedersi cosa sia accaduto in fase di promozione, e come mai si siano scelte date così vicine tra loro per due produzioni firmate EA, sebbene Star Wars Jedi: Fallen Order abbia ben altri target. Malgrado i dubbi, l’ultimo capitolo delle gare clandestine sa quali tasti toccare: mette nella minestra ciò che di buono ha fatto in passato, e lo condisce con qualche ispirazione presa dai corsistici moderni.

Quel che ne viene fuori è una città di nome Palm City che strizza l’occhio alla frizzante Miami, ma si perde in una colonna sonora latino-americana della quale non possiamo ritenerci amanti. Lo scenario costiero dal grande lungomare lo si può vivere però in due modi differenti, che il giocatore può scambiare quando lo desidera, semplicemente dirigendosi al garage: quei due modi differenti si chiamano giorno e notte. Entrambi si dipanano lungo una trama pregna di cliché, che segue l’ovvia ascesa di un giovane pilota, di cui questa volta avrete il controllo creativo: sarà possibile personalizzarlo totalmente anche con nuovi vestiti e capigliature, e tutto si rifletterà nei filmati, durante i quali il protagonista ne sarà attivo partecipe, un elemento capace di rendere intimo un intreccio complessivamente privo di acuti.

Scendendo in profondità, le ore diurne accolgono le competizioni regolamentate, dove la produzione di Ghost Games non si discosta da quanto offerto da decine di altri videogiochi di auto a mondo aperto. Basta sfiorare uno dei punti d’interesse per avviare l’evento e collezionare denaro utile ad evolvere il proprio bolide o comprarne di nuovi. La notte invece serve per affermarsi nelle corse illegali da strada, e, quindi, per aumentare l’indicatore di reputazione, grazie al quale potrete sbloccare la possibilità di acquisto delle vetture più performanti e delle componenti più efficienti. D’altra parte, il modello di guida non splende di novità e si limita a proporre una manovrabilità leggera, non lontana dal passato: quattro parametri in particolare determinano il carattere di ogni auto, a seconda che questa sia migliore in pista, sullo sterrato o nelle sfide in derapata, anche se, invero, sul campo, la guidabilità si differenzia poco tra modello e modello.

Senza troppi giri di parole, Need for Speed Heat dà il meglio di sé quando si gioca sotto le sole luci dei neon, perché è durante la notte che la polizia fa la sua venuta. Come se non bastasse, i premi ottenuti in queste sezioni possono essere conservati solo se si torna nei garage, sani e salvi. Il problema è che le forze dell’ordine sposano l’aggressività più totale e non si fanno scrupoli a schiantarsi contro i giocatori a velocità supersoniche, pur di braccarli. Ovviamente, più tempo si riesce a giostrarsi la polizia senza farsi prendere, più l’indicatore d’allerta salirà, e con lui il moltiplicatore del punteggio. La soddisfazione derivante dal rischio di perdere tutto dona spessore ad una formula che altrimenti sarebbe piuttosto canonica.

Non a caso, per quanto sia apprezzabile il defaticamento delle gare legali, che purificano lo stress degli inseguimenti, di giorno Need for Speed Heat fa trasparire un sapore piuttosto generico. Non che non lo si percepisca durante le semplici gare di notte, che si svolgono su un disegno dei tracciati piuttosto classico, ma il sole non gli fa bene: le attività vanno poco oltre la gara su circuito a punti di controllo e le sfide in derapata, le quali prendono vita su una città piuttosto spenta, dall’impostazione stucchevole. Non brilla per carisma né per vivacità o varietà, impelagata da una luce che mette in risalto materiali altalenanti, almeno su PS4 Pro. È per questo motivo che la notte maschera i suoi limiti, con un’illuminazione delle insegne che sanno dare atmosfera, in virtù anche della presenza di un traffico non troppo invadente durante le competizioni.

Apprezzabile poi il lavoro svolto nell’intelligenza artificiale, sul quale è stato ridotto l’effetto elastico, quella problematica che andava a modificare il comportamento dei rivali a seconda della performance del giocatore. Non avrà la flessibilità e la complessità di altri illustri colleghi, eppure, adesso, gli avversari tendono ad assumere condotte meno artificiose a prescindere dal livello di difficoltà selezionato. Discorso diverso per la polizia, che mette a repentaglio la propria vita pur di distruggervi: vederli precipitare in mare e schiantarsi contro veicoli civili è all’ordine del giorno, ma siamo dell’idea che l’eccessiva aggressività sia parte integrante del divertimento.

Il parco auto invece abbraccia una buona miscela fatta di bolidi classici, novità e favoriti, per uno dei migliori mai composti per la serie. In più, ciascuna vettura può essere personalizzata sia nelle prestazioni che nell’estetica, per mezzo di un ottimo editor che contamina ogni singola sfumatura della macchina. A ciò si aggiunge una modalità online attraverso la quale potrete mettere in piedi delle crew, completare incarichi per ottenere speciali ricompense, comporre stanze fino a otto partecipanti, e giocare ogni evento con i giocatori della sessione.

Nulla che non si sia già visto in giro, ma l’elemento che fa piacere risiede della presenza della partita in solitaria, la quale vi consente di godervi l’esperienza da soli, appellandovi al tasto pausa quando ne avrete bisogno. Lapalissiano sottolineare la totale assenza di micro-transazioni dopo le critiche al predecessore, cosa che ci fa domandare come verrà gestito il supporto post-lancio.

7.0

Giudizio Finale

Recensione Need for Speed Heat Giudizio Finale – Need for Speed Heat è un capitolo conservativo, attento a soddisfare tanto l’appassionato quanto il giocatore dell’ultima ora, senza però impegnarsi più del dovuto. Certo è che chi cercava il riscatto definitivo della serie, di sicuro non lo troverà qui. Accontentatevi, e saprete apprezzare un gioco di guida dal dualismo piacevole e dalle ottime possibilità di personalizzazione, nulla più, nulla meno.

PRO CONTRO
  • Protagonista attivo partecipe dei filmati
  • Ottimo parco auto, pure personalizzabile
  • In notturna è di grande impatto…
  • … ma nelle ore diurne perde smalto
  • Grafica nella media, con una città spenta
  • Dal sapore generico, derivativo

Trailer

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