Ni no Kuni Remastered, un ritorno dovuto (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered – In principio ci fu Ni no Kuni su Nintendo DS nel 2010, in Giappone. Poi, lo stesso, diventò più grande e più grosso su PlayStation 3 e giunse anche in Italia, tre anni dopo l’originale. A sette anni dall’uscita italiana, Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea arriva sulle piattaforme odierne: ecco la nostra recensione della versione per PS4 Pro.

Editore BANDAI NAMCO Entertainment
Sviluppatore Level-5
Piattaforme PS4, PC Windows, Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Testi in italiano
Prezzo e acquisto 50,98€ (PS4) | 49,99€ (PC) | 60,98€ (Switch)

Video Recensione Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

La madre può più degli dei

Level-5 al timone, lo Studio Ghibli alla direzione artistica dei filmati e il maestro Joe Hisaishi alle splendide musiche: cosa potevano produrre se non un videogioco di ruolo eccezionale, pieno d’amore e sgargiante nei colori? Una storia fiabesca che coccola i giocatori nel suo mondo, in cui il piccolo Oliver, il puro di cuore, deve scacciare la maledizione del malvagio Shadar, che in qualche modo sembra legato a sua madre. Una linea narrativa che, benché abbia delle tinte volutamente infantili, nasconde metafore, messaggi e piccoli momenti dolcissimi che confezionano una trama chiara, semplice, capace di rapire sin dai primi vagiti. Comincia col botto, con dei viaggi tra mondo reale e fiabesco in cui l’uno è collegato all’altro, dove ogni abitante di uno è collegato all’altro.

Se si scende poi nei meandri delle meccaniche, si nota come Level-5 abbia voluto proporre un sistema che attingesse dai Pokémon senza proporne però una copia, anzi, tutt’altro. I combattimenti a turni si fondono con l’azione in tempo reale, nella quale il giocatore può guidare, uno alla volta, sia i membri del gruppo che i famigli a loro legati, ciascuno con statistiche e abilità differenti. Si sale di livello, si collezionano nuove creature e le si fa evolvere, ed è possibile prendersi cura di loro, dando in pasto cibo di diverse tipologie col quale incrementare parametri specifici.

Insomma, si tratta di un gioco di ruolo di famiglia giapponese che utilizza il manto fanciullesco per confezionare un’avventura d’altri tempi, uscita poi nel momento giusto, quando la scorsa generazione stava quasi per salutarci. Tuttavia, era un peccato non poterlo riaffrontare sulle piattaforme attuali, sulle quali il gioco avrebbe raggiunto il suo massimo potenziale. Bandai Namco, a sorpresa e in una pratica silenziosa, ne ha confermato l’esistenza durante la fiera losangelina dell’E3 2019: si chiama Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered e fa esattamente quello che immaginate.

È necessario fare una precisazione: la versione rimasterizzata è disponibile solo su PS4 e PC, mentre su Nintendo Switch è possibile giocare il Ni No Kuni nella forma originale, quella uscita su PlayStation 3. Non vi è nessun cambiamento in termini contenutistici, se non nelle ovvie potenzialità grafiche. La nostra analisi è avvenuta su PS4 Pro, dove vi è la possibilità di poter giocare sia in risoluzione 4K su 30fps, che in 1440p e 60fps. Nel primo caso abbiamo un livello di pulizia e dettaglio eccezionale, tale da farci domandare come potesse esistere Ni no Kuni senza questa chiarezza dell’immagine, la quale dona ulteriore valore al meraviglioso comparto estetico nel quale si crogiola: l’assenza di quell’effetto di annebbiamento dovuto alla bassa risoluzione ripulisce e maschera l’età dei modelli graziosi di ambienti e personaggi dalle tonalità cromatiche vivaci.

Sì, una buona grafica non fa di un gioco un buon gioco, ma, nonostante avessimo passato più di un centinaio di ore in compagnia dell’originale, crediamo sinceramente che questo sia il modo ideale per affrontarlo a dovere. A onor del vero, abbiamo scelto di vivere l’esperienza per l’ennesima volta optando per l’opzione 1440p/60fps, dato che la fluidità conferisce al tutto una maggiore piacevolezza di fruizione. Tra l’altro, i 1440p non sono affatto un compromesso e consentono comunque di ammirare la cura deliziosa riservata nel rinfresco dei materiali, i quali sfigurano saltuariamente nelle scene di intermezzo pre-renderizzate. Su PS4 standard invece l’unica combinazione disponibile è 1080p/60fps, per la quale non abbiamo nulla da obiettare.

Al di là delle parole e del facile entusiasmo, dobbiamo segnalare che mancano delle novità di rilievo, tali da spingere l’utenza che lo ha già vissuto ad acquistarlo nuovamente. Ad esempio, non sono stati effettuati dei ritocchi alla criticata intelligenza artificiale degli alleati, che il più delle volte si comporta ancora in maniera poco strategica: non riesce a difendersi prontamente dagli attacchi potenti dei nemici, oppure carica a testa bassa senza curarsi delle conseguenze. Un difetto che, come già noto, viene limato col passare delle ore attraverso delle introduzioni tattiche alla giocabilità: eppure, vista l’occasione della Remastered, si sarebbe potuto intervenire in modo più profondo. Dobbiamo poi sottolineare che non è possibile recuperare i salvataggi della versione PS3 per poter continuare l’avventura laddove l’avevamo lasciata.

Un’altra delle critiche che furono mosse al gioco risiedeva nella traduzione italiana, in quanto Lucciconio, la buffa fata che accompagna l’eroe, parla in romanesco, poiché nella versione nipponica ha una parlata peculiare, riconducibile al dialetto di Osaka. C’è da dire che gli adattamenti dei titoli di Level-5, come Dragon Quest, sono sempre molto particolari, e Ni no Kuni non fa eccezione: per quanto possa risultare pesante, noi continuiamo a ritenerlo estremamente divertente e ricco di battute perfette per le nostre tradizioni. Ciò non toglie il fatto che una seconda traduzione italiana, magari più letterale, avrebbe senza dubbio ricevuto una calda accoglienza da parte di una determinata fetta di appassionati che sperava, invano, in una revisione.

Quel che però delude ancora più della mancanza di novità, è senza dubbio il prezzo: Ni no Kuni: Remastered arriva sugli scaffali a 49,99€ (Steam) / 50,98€ (PS4, solo edizione fisica), mentre l’edizione fisica per Switch si spinge fino ai 60,98€. Cifre francamente esagerate, considerando che stiamo parlando di una versione rimasterizzata dove non c’è stata una ricostruzione, ma solo un restauro. Un lavoro che, lo ripetiamo, è encomiabile e merita un plauso, soprattutto perché non lo fa affatto sfigurare se messo a confronto con le produzioni odierne, ma insomma, i costi sono oggettivamente alti.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea Remastered  Giudizio Finale – Ni no Kuni: La Minaccia della Strega Cinerea trova nella Remastered la sua massima espressione estetica. Level-5 e Studio Ghibli hanno condotto un lavoro così brillante la prima volta che non c’era molto da migliorare, anche se qualche limatura qua e là sarebbe stata gradita, così come dei contenuti extra, dei quali è sprovvisto. Tuttavia, questa è davvero un’ottima trasposizione che permette a tutti coloro i quali se lo sono fatti sfuggire ai tempi di recuperare un gioco di ruolo nipponico letteralmente incantevole. Peccato per il prezzo salato.

PRO CONTRO
  • Ottima operazione di restauro
  • Due opzioni grafiche su PS4 Pro
  • Un grande gioco di ruolo, ora sulle piattaforme odierne
  • Nessuna novità, nessun miglioramento
  • Il prezzo di lancio è esagerato

Trailer

Screenshot