8.5

Nioh – Dal Giappone con furore (recensione – aggiornato: disponibile!)

Giorgio Palmieri - Non chiamatelo "clone" di Dark Souls. Qualcuno potrebbe arrabbiarsi. Tipo noi.

Recensione Nioh – Nioh ci mette di buon umore, e non perché pronunciare il suo nome equivale ad emettere un verso animalesco alquanto bizzarro, ma per un motivo ben più importante: l’ultima fatica di Team Ninja sancisce il ritorno in grande stile dello studio in questione, un rientro corposo, solido e completo, che lascia ben poco spazio al fumo.

La concretezza di Nioh la si evince nel processo di sviluppo e promozione, visti i numerosi periodi di prova a cui i giocatori hanno partecipato, permettendo alla società di perfezionare l’esperienza maturata nel genere d’azione. Scopriamo la sua forma finale insieme, nella nostra recensione completa.

Publisher Sony Interactive Entertainment
Piattaforme PlayStation 4
Genere Azione
Modalità di gioco Singolo giocatore, multi giocatore (co-op)

Video Recensione Nioh

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro.

Aggiornamento08-02-2017 ore 10.00

Abbiamo aggiornato la recensione di NiOh con il nostro voto finale e con la nostra videorecensione, che trovate qui sopra. Inoltre NiOh è disponibile da oggi per PlayStation 4 in formato digitale a 59,99€ o in formato fisico (su Amazon lo trovate a circa 63€).

Più difficile di Dark Souls?

Tagliamo la testa al toro: quello confezionato da Team Ninja è un videogioco che ha la nota saga di Dark Souls come paradigma, dalla quale, però, estrapola solo una piccola parte di idee, e le unisce in una formula che strizza l’occhio alla dispersa serie di Onimusha, e ai canonici dungeon crawler a la Diablo. Di fatto, Nioh è un gioco d’azione dove la crescita del personaggio assume un rilievo notevole all’interno del contesto strutturale.

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L’avventura infatti è divisa in missioni, principali e secondarie, ciascuna delle quali costituisce una sfida a sé, determinata da ricompense e un livello consigliato per poterla superare in maniera più o meno agiata. Ci preme quindi sottolineare sin da subito che, proprio in virtù della possibilità di ripetere gli incarichi per guadagnare oggetti ed esperienza aggiuntiva, la difficoltà di Nioh è decisamente più permissiva e accessibile rispetto alla sua ispirazione, benché sia ben al di sopra della media odierna. Di conseguenza, accrescere le proprie statistiche ha un certo impatto sulla sfida complessiva, elemento che, in ogni caso, non tradisce il bilanciamento in modo pesante, su cui ci soffermeremo a breve.

Un samurai d’Occidente

Fatta questa dovuta premessa, crediamo che l’ambientazione costruita da Team Ninja debba meritare la giusta analisi, specie per l’era scelta, quella degli affascinanti, ultimi anni dell’epoca Sengoku, storicamente caratterizzata da crisi e guerre sparse.

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Non a caso, la causa primaria della catastrofe nella quale prenderete parte è dovuta ad un conflitto di dimensioni gigantesche nelle terre di un Giappone ormai allo sfascio, cosa che ha causato una pericolosa invasione di demoni, i malvagi Yokai.

Dall’altra parte del globo, o quasi, l’Inghilterra e la Spagna combattono per il controllo del mondo, almeno fino a quando non scoprono dell’esistenza delle Amrita, pietre che racchiudono un grande e misterioso potere, l’unico capace di fare la differenza nella battaglia. In tutto questo trambusto spunta William Adams, un marinaio inglese nato in Irlanda, nonché protagonista di Nioh: vive con il suo Spirito Guardiano, chiamato Saoirse, l’unico in grado di localizzare le tanto agognate Amrita: questo potere speciale gli avrebbe permesso di diventare un pirata di grande successo, visto che il buon William vive praticamente su una nave della marina inglese.

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Peccato che il biondissimo uomo di mare abbia ficcato il naso in affari che non lo riguardavano, scoprendo del progetto militare incentrato sull’uso delle pietre per alimentare l’arsenale bellico, un evento che gli ha fatto guadagnare un biglietto di sola andata per la prigione, e la conseguente perdita di un qualcosa di molto importante. Da qui in poi, si inanelleranno viaggi su viaggi, i quali porteranno il protagonista a visitare diverse zone del Giappone.

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La storia viene raccontata tramite filmati, descrizioni testuali e ricordi vocali reperiti da elementi dell’ambiente: è un miscuglio di metodi narrativi che cerca di non gettare ombra sulla parte interattiva, tanto è vero che risulta molto diretto ed efficace per la stesura dell’atmosfera, la quale vi cullerà tra le varie fasi giocabili.

L’arte della guerra

Nel caso non vi fosse ancora chiaro, dunque, Nioh è un concentrato di giocabilità, e fonda la sua offerta proprio sul sistema di combattimento, che riteniamo essere uno dei più completi e spassosi degli ultimi anni. In breve, è praticamente impossibile non trovarsi a proprio agio durante gli scontri, poiché vengono offerti al giocatore gli strumenti per fronteggiare qualsiasi evenienza, che poi dovranno essere padroneggiati per poterli sfruttare a proprio vantaggio.

William può infatti impugnare ben cinque armi bianche, due per volta, tra katane, doppie spade, asce, lance e kusarigama (catena-falce), ognuna delle quali offre un approccio profondamente diverso l’uno dall’altro. A ciò si aggiunge la possibilità di cambiare impugnatura in ogni momento della lotta, tra posa alta, media e bassa, e ciascuna consente di modificare il set di attacchi leggeri e pesanti, in base al tipo di avversario che vi si parerà avanti.

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Qualsiasi tipo di azione, che sia una schivata, un attacco o una parata andata a buon fine, consuma una porzione di Ki, una energia speciale, ricaricabile nel tempo, senza la quale è impossibile agire: inoltre, in seguito alla concatenazione di una combo, è possibile premere l’apposito tasto dorsale, nel momento giusto, per ricaricarla più in fretta, permettendo quindi di effettuare più colpi in un’unica soluzione. La meccanica in questione richiama palesemente la ricarica attiva di Gears of War, mediante una interpretazione valorizzata a dovere. Non mancano anche le armi da usare a distanza, divise tra archi e armi da fuoco che, contro ogni previsione, si sono rivelate utilissime e ben amalgamate con l’impalcatura dei combattimenti.

Nonostante la moltitudine di comandi, gli sviluppatori hanno organizzato il tutto nel migliore dei modi, tanto ché si ha la costante sensazione di avere il controllo delle circostanze, a prescindere dalla loro gravità. Perciò, ci piace definire Nioh un titolo impegnativo, che richiede sicuramente attenzione, riflessi e conoscenza del nemico contro cui si sta combattendo, senza avere la necessità di attingere a quei picchi frustranti e estremamente punitivi nei quali si crogiolano le produzioni di From Software. Se le cose dovessero mettersi male, potreste evocare lo Spirito Guardiano, un potere devastante, attivabile caricando l’apposita barra, che garantirà effetti speciali in base a quello scelto (sono circa venti quelli collezionabili) per un piccolo lasso di tempo.

Badate bene che bisogna stare sempre con gli aperti e vigili, e procedere con cautela, perché buttarsi a capofitto non è mai una buona idea, non tanto contro i nemici umani, solitamente molto semplici da abbattere, quanto nei duelli con gli Yokai. Evitare gli scontri affollati, specie con questi ultimi, è assolutamente un imperativo, anche se basta davvero poco per farsi prendere alla sprovvista. L’obiettivo è sempre quello di cercare di isolare gli avversari per combatterli uno alla volta, possibilmente in spazi aperti. La struttura dei livelli poi cerca di offrire diverse strade intersecate tra loro, con tanto di scorciatoie da attivare per facilitarvi il rientro una volta deceduti, in maniera tale che possiate eventualmente aggirare alcuni scontri.

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Cogliamo l’occasione per fare un plauso al design dei mostri, tratti ovviamente dalla mitologia nipponica, e soprattutto ai boss, sia per la parte stilistica che per la caratterizzazione ludica, dove l’asticella della difficoltà subisce un sensibile rialzo. Più di una volta ci siamo trovati dinanzi a bestie apparentemente impossibili da battere, una tipica emozione a cui ormai molti videogiocatori sono già educati.

La forza dei numeri

Proprio come accennavamo in apertura, Nioh abbonda di statistiche, parametri e abilità, sfoggiando una vena ruolistica invidiabile. Nel dettaglio, sconfiggendo i nemici si guadagna Amrita, la quale potrà essere spesa per salire di livello nei santuari, punti specifici che fungeranno anche da checkpoint. È importante cercare di spendere tutta l’esperienza accumulata prima di ripartire, perché la morte la azzererà completamente: per recuperarla, sarà necessario recarsi nel punto esatto in cui avete perso la partita l’ultima volta, sul quale apparirà una tomba, che sparirà alla successiva morte consecutiva.

Ritornando alla crescita, possiamo plasmare l’alter ego virtuale in ogni singolo elemento, poiché lo sviluppo si basa sia sull’aumento di bonus passivi, che sullo sblocco di talenti anche attivi attraverso uno schema diviso in sette alberi, uno per ogni tipologia di arma, insieme ad altri due, rispettivamente per le tecniche Ninjutsu e le magie Onmyo: per la cronaca, di queste ce ne sono a bizzeffe, e tra unguenti da applicare sulle spade, talismani curativi, palle di fuoco, evocazioni e tantissime altre, non c’è proprio ragione per lamentarsi.

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Inoltre, fanno capolino anche i titoli, mediante i quali, una volta raggiunte certe condizioni (del tipo infliggi un ammontare di danno oppure sconfiggi un certo numero di mostri), si potranno potenziare permanentemente alcuni parametri specifici, per cui il gioco cercherà di ricompensarvi sempre.

Chiude la parentesi sulla progressione del personaggio l’acquisizione dell’equipaggiamento, su cui Nioh è molto più morbido di quanto ci aspettassimo. In primis, gli oggetti curativi e le munizioni vengono erogate con una certa costanza, purché non ne abusiate troppo. Stesso discorso vale per armi e armature, rilasciate dai nemici e ritrovate dai resti dei caduti in battaglia: proprio come ogni gioco di stampo ruolistico che si rispetti, ciascun pezzo d’equipaggiamento ha il proprio grado di rarità determinato dal colore, e la sua familiarità, un numero che cresce autonomamente, e che va ad aumentare ulteriormente le statistiche per William fintanto che indosserete quel determinato oggetto.

Oltre a quanto già detto, la valuta Amrita è affiancata dalle monete, spendibili dal fabbro prima di partecipare in una missione, con cui potrete acquistare armi e armature o forgiarne di nuove tramite i materiali raccolti o scomposti dagli oggetti in eccesso, oppure potreste decidere di fare un’offerta al santuario per ricevere Amrita aggiuntiva. Come avrete senz’altro intuito, quindi, Nioh offre un enorme ventaglio di possibilità per rafforzare e sviluppare il proprio spadaccino, che poi è la principale forza del gioco.

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Concludiamo la parte relativa ai contenuti con un accenno alle missioni crepuscolo e all’online: le prime sono sostanzialmente delle missioni rivisitate di quelle già completate, nelle quali la difficoltà si impenna con l’introduzione di nuovi nemici, insieme all’attivazione automatica delle tombe insanguinate, le sepolture dei giocatori morti in altre partite che, ogni tanto, prenderanno vita per farvi fuori, guidati da un’intelligenza artificiale piuttosto aggressiva. Il multigiocatore invece si focalizza esclusivamente sulla cooperativa, tramite la quale sarà possibile affrontare missioni casuali o specifiche insieme ad un altro giocatore con l’aiuto del matchmaking, o richiamandone uno nella nostra partita utilizzando un oggetto, che potrà essere eventualmente recuperato portando a termine un incarico in veste di ospite.

Per quanto riguarda l’aspetto estetico, il lavoro degli artisti di Nioh è encomiabile sotto il profilo artistico, ma nettamente migliorabile sotto quello prettamente tecnico e visivo. La nostra analisi, avvenuta interamente su una PS4 Pro, ha messo in luce una mole poligonale spesso non al passo con i tempi, e soprattutto altalenante. L’impatto grafico infatti cambia a seconda della missione affrontata, evidenziando quindi una mancanza di rifinitura e coesione, salvata però da una direzione artistica ispiratissima e da una buona colonna sonora, colma di tracce evocative. Segnaliamo che sono disponibili due modalità grafiche, ognuna delle quali va a stabilizzare frame rate o risoluzione, a vostra scelta, con una terza capace di offrire una via di mezzo tra le due.

Infine, elogiamo la varietà delle varie location e soprattutto la longevità: Nioh è una produzione enorme, così grande da richiedere almeno un centinaio di ore anche solo per vedere in maniera superficiale tutte le cose che ha da offrire.

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Si potrebbe rimproverare il poco azzardo nella struttura delle missioni, che rimane incollata agli stilemi del genere, incentrati sui combattimenti e sull’esplorazione basata sul ripercorrere le stesse strade più volte, ma, alla fine della fiera, è esattamente ciò che gli acquirenti cercano in una produzione di questo calibro.

8.5

Giudizio Finale

Recensione Nioh  Giudizio Finale – Nioh non si impone come rivoluzione, e questo è uno dei suoi maggiori pregi: il voler tornare alle origini, e l’essere concreto, identificabile e tangibile, sono le carte vincenti di un gioco d’azione che ha fatto ritornare Team Ninja in carreggiata. Siamo felici per loro, ma lo siamo sinceramente anche per noi stessi, per aver messo le mani su qualcosa in grado di sfoggiare una precisa identità dove convivono armoniosamente tanti elementi presi da altre saghe. Se avete il tempo da dedicargli, Nioh saprà regalare grosse, grossissime soddisfazioni.

PRO CONTRO
  • Difficoltà gratificante…
  • Sistema di combattimento superbo, ricco di sfaccettature
  • Sviluppo del personaggio flessibile e profondo
  • Spessore contenutistico invidiabile
  • … purché abbiate molta pazienza
  • Graficamente altalenante, talvolta grezzo
  • Trama poco incisiva

Recensione Nioh – Trailer

Recensione Nioh – Screenshot