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Okami HD – Una rimasterizzazione che ha senso (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Okami HD – Di titoli strani ne è pieno l’universo, ma cosa significa “strani” riferito ai videogiochi? Significa essere diversi? Fuori dalla norma? Eccentrici? Bizzarri? E come ogni cosa in questo mondo, anche la stranezza ha tante sfumature, con molteplici accezioni: oggi, signore e signori, vi parliamo di Okami HD.

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Editore Capcom
Sviluppatore Clover Studio
Piattaforme PS4, XB1, PC
Genere Avventura
Modalità di gioco Singolo giocatore

Mosca bianca

Correva l’anno 2006, e sulle riviste videoludiche dell’epoca non si parlava d’altro che di Okami, un titolo per PS2 nato sotto le sapienti mani di Hideki Kamiya, celebre autore giapponese che ha dato vita a videogiochi sempre eccentrici, frizzanti e d’azione, come Devil May Cry, Viewtiful Joe, Bayonetta e persino i primi Resident Evil. Benché Okami non sia attualmente ricordato dal pubblico come altri illustri titoli, i consensi e i voti attribuiti all’opera di Capcom e Clover Studio raggiunsero vette altissime.

L’abito non fa il monaco, questo è vero, ma fu in special modo la grafica a far parlare dell’onirica produzione: l’impianto artistico, dipinto simulando la pittura a inchiostro di china e acqua, simulava un quadro in movimento, un biglietto da visita capace di dividere in due la platea.

Il forte tratto, scelto per illustrare il titolo, non era solo un’esigenza per risaltare tra i poligoni dei giochi per PS2: l’estetica doveva raccontare e rendere verosimile il viaggio in cui il giocatore era calato, nel quale si vestivano, e si vestono, i panni di Amaterasu, la dea giapponese del sole incarnata in un lupo bianco per sconfiggere Orochi, un demone a otto teste che sta soggiogando il mondo.

Si tratta di un’avventura che non nasconde la sua ispirazione alla saga di Zelda, quella –chiaramente – prima dell’avveniristico Breath of The Wild: abbiamo vasi da distruggere, al cui interno dimorano delle monete; abbiamo zone collegate tra loro da strade inizialmente bloccate dall’ottenimento di future abilità; abbiamo sotterranei non avari di enigmi, e la meta non è sempre chiara… e con le similitudini potremmo continuare ancora per un po’.

La struttura semi-libera permette dunque di viaggiare tra gli ambienti, dove le lotte si palesano in piccole arene ogniqualvolta si incontra un nemico, proprio come un comune gioco di ruolo. Le battaglie sono in tempo reale, veloci e dinamiche, e offrono, al completamento, un numero variabile di Yen a seconda della prestazione, con i quali acquistare oggetti speciali, tra cui spicca del cibo utile per nutrire gli animali, al fine di ristabilire l’equilibrio naturale e guadagnare così punti per potenziare i parametri del nostro candido lupo.

La cultura e la mitologia nipponica, poi, pervadono l’atmosfera, dalla quale il gameplay estrae un’idea assolutamente interessante, oltre che ancora originale e attuale. Il tasto dorsale infatti ferma l’azione e richiama un pennello, con cui è possibile dipingere sullo schermo: disegnare una linea potrà, ad esempio, tagliare in due i nemici, mentre un cerchio nel cielo riporterà la luce nell’ambiente. L’uso dell’inchiostro è semplice ma si fa via via sempre più creativo col passare delle ore, dai combattimenti contro i boss alla risoluzione dei puzzle.

Non tutto si crogiola tra le rose e i fiori: in particolare, le prime ore sono farcite con dialoghi dominati da una lentezza e prolissità spiazzante, peraltro circoscritti alla sola lingua inglese: bisogna entrare in sintonia con il suo ritmo dandogli il giusto spazio, anche perché stiamo parlando di un’avventura, con un po’ di anni sul groppone, che supera abbondantemente le trenta ore complessive.

Per il resto, siamo nuovamente dinanzi ad una tipica operazione di restauro, che parte dalla già ottima versione del 2013 uscita su PS3, per confezionare un prodotto disponibile ora su PS4, e per la prima volta su PC e Xbox One. La squisita grafica si avvale, adesso, della risoluzione maggiorata sino al 4K per una pulizia superiore, sebbene i contorni siano annebbiati da una patina che, purtroppo, è sempre lì, a ricordarci l’età di Okami, insieme alla texture ormai anziane. A ciò si aggiunge la possibilità di giocare con le vecchie impostazioni, usufruendo del rapporto 4:3, e di impostare un filtro sull’immagine che va a emulare l’effetto della pergamena. Peccato per la fluidità, ancorata ai canonici trenta fotogrammi al secondo anche su PS4 Pro. Buono invece il prezzo, che si attesta sui 19,99€ per l’edizione digitale, e 29,99€ circa per quella fisica.

8.0

Giudizio Finale

Recensione Okami HD Giudizio FinaleOkami HD non solo è una ghiotta occasione per recuperare una perla dell’era PS2, ma riesce, quasi involontariamente, a mettere una pezza sul catalogo di PS4, Xbox One e PC, riguardo alla presenza di un genere, quello delle avventure a-là-Zelda, a dir poco raro, almeno sulle piattaforme che non siano Nintendo.

PRO CONTRO
  • Artisticamente unico, valorizzato dalla nuova risoluzione…
  • Sopperisce alla mancanza di avventure a-là-Zelda su PS4, Xbox One e PC
  • Ancora attuale e originale
  • Prezzo invitante della versione digitale
  • … ma qualche compromesso grafico c’è e si sente
  • Potrebbe risultare lento e prolisso
  • Solo in lingua inglese

Recensione Okami HD – Trailer

Recensione Okami HD – Screenshot