One Piece World Seeker: un’occasione sprecata (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione One Piece World Seeker – Dobbiamo ammetterlo: avevamo grandi aspettative su questo titolo. Non tanto perché appartenente all’universo di One Piece, quanto più per le potenzialità insite nella struttura di gioco, un action immerso in un contesto open world caratterizzato da componenti ruolistiche. E se a bordo del progetto poi c’è Eiichirō Oda come si fa a non aspettarsi grandi cose? Ciò nonostante One Piece World Seeker è un’occasione sprecata, un progetto che avrebbe meritato ulteriore attenzione e magari qualche mese di sviluppo in più. Cerchiamo di capire insieme il perché.

Editore Bandai Namco Entertainment
Sviluppatore Ganbarion
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Action Open World
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Italiano (sottotitoli)

Video Recensione One Piece World Seeker

La nostra video recensione di One Piece World Seeker è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Open World di paglia

One Piece World Seeker ha un grandissimo pregio: non è il classico picchiaduro basato su un anime di successo. Se ci fate caso molti manga/anime vengono per prima cosa tramutati in picchiaduro o simili (lo stesso One Piece era presente in Jump Force). World Seeker cerca invece di diversificarsi proponendo un qualcosa più alla Marvel’s Spider-Man o, per rimanere in Giappone, alla Gravity Rush. Non abbiamo citato questi due titoli a caso: se Ganbarion, la software house dietro al gioco già responsabile di svariati giochi dedicati a One Piece, avesse preso ispirazione da loro ne sarebbe uscito un mezzo capolavoro. Ma procediamo per gradi.

Come accennato nell’introduzione, One Piece World Seeker è un gioco di azione con dinamiche RPG proiettato in un open world neanche troppo piccolo. E il gioco cade proprio sull’open world. Vi ricordate i primissimi filmati mostrati da Bandai Namco che mostravano il “misterioso” progetto legato a One Piece con Ruffy che si muoveva proprio in un rigoglioso ma praticamente vuoto mondo aperto? Tutti pensammo: “è una prima build, piano piano il mondo di gioco si riempirà di NPC, diventerà sempre più vivo!“. E invece no, il mondo di gioco è rimasto più o meno così.

Non fraintendeteci: visivamente è azzeccato, ricco di dettagli (non certo quanti quelli di Spider-Man, ma ha comunque il suo perché), ed è anche variegato vista la presenza di ambienti cittadini, rurali, naturali e così via. Sta di fatto che non ci sono animali o mostri, le cittadine presentano pochissimi NPC che di fatto fanno poco o nulla se non ripetere fino allo sfinimento le stesse battute, e anche i nemici sono sparsi e talmente distanti tra loro da rendere gli spostamenti per la mappa quasi tediosi.

Ed è un peccato perché sbloccando le prime abilità di movimento di Ruffy muoversi ed esplorare l’isola è anche divertente, seppur non si raggiunga il grado di perfezione di Marvel’s Spider-Man. Il paragone con l’Uomo Ragno di Insominac Games non è casuale: grazie ai suoi poteri Ruffy si sposta tra i palazzi aggrappandosi e proiettandosi dalla distanza, dandosi lo slancio quasi come il noto supereroe Marvel. Persino nella natura incontaminata si possono sfruttare le punte degli alberi per muoversi ancora più velocemente, ma il sistema nella sua interezza non è così preciso quanto quello di Insomniac.

E proprio non riusciamo a spiegarci perché Ruffy, con le sue braccia allungabili, non riesca ad aggrapparsi agli spuntoni di roccia, obbligandoci a fare giri talvolta lunghissimi per superare colline o altri ostacoli naturali. Una scelta che non solo non condividiamo, ma che rende l’esperienza talvolta piuttosto frustrante.

E il sistema di combattimento? Non è stratificato quanto un picchiaduro, e non raggiunge la complessità di altri giochi di azione che hanno punti in comune con la produzione Bandai Namco, ma ha comunque qualche pregio. Ruffy può contare su due diverseposture“: una più difensiva, che lo vede parare i colpi in arrivo e che ci permette di sferrare attacchi più lenti ma estremamente pesanti, e una offensiva, che gli permette di scansare velocemente i colpi in arrivo e di portare attacchi basati appunto sulla velocità.

Procedendo nell’avventura e portando a termine le varie missioni principali e secondarie si guadagnano punti abilità da spendere in un apposito albero. Da qui si sbloccano alcuni colpi aggiuntivi e soprattutto potenziamenti per quelli già disponibili. Ci sono anche rami dedicati alle abilità di spostamento, alle statistiche di base di Ruffy e altri due che si sbloccano con il proseguo dell’avventura.

Ad arricchire, si fa per dire, il sistema di combattimento c’è anche un tentativo di introdurre un approccio stealth alle varie situazioni. Ruffy può ad esempio nascondersi nei barili (alla Solid Snake con le scatole di cartone), barili che se usati troppo a lungo per camminare si romperanno lasciandoci nel bel mezzo del pericolo. Grazie all’albero delle abilità si può migliorarne l’utilizzo rendendoli più resistenti, e si possono anche sbloccare attacchi mirati per mettere fuori gioco le guardie da alture o da sporgenze a cui siamo aggrappati senza fare rumore (è inutile citare nuovamente Spider-Man, vero?). Tutto molto carino, ma dopo un po’ preferite gettarvi a capofitto nell’azione fregandovene altamente dell’approccio stealth, che di fatto porta ben pochi vantaggi se non quello appunto di evitare qualche combattimento.

Il combattimento poi poteva essere reso ancora più dinamico e divertente dalla presenza dei gregari. Le prime missioni del gioco ci portano a riunire la ciurma, quella composta dai personaggi che tutti i fan della saga conoscono. Peccato che non ci accompagneranno mai in battaglia, e anche in situazioni in cui dovrebbero palesemente essere a nostro fianco di fatto spariscono appena terminate le cutscene. Scordatevi poi di utilizzarli al posto di Ruffy: si tratta di mere comparse insomma.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, la visione del mondo di One Piece dei ragazzi di Ganbarion è praticamente impeccabile. Utilizzando l’Unreal Engine 4 sono riusciti non solo a dare vita ai personaggi della serie, ma anche di dotarli di ottime animazioni (in linea con l’anime, si intende) e in generale di un feeling anime particolarmente azzeccato. Potremmo dedicarci a scovare e puntualizzare difetti o mancanze, ma i veri difetti del gioco sono da ricercarsi altrove, non certo nel comparto tecnico. Ad aumentarne la qualità generale il doppiaggio giapponese originale, accompagnato da sottotitoli e menu completamente tradotti in italiano (non finiremo mai di fare i complimenti a Bandai Namco per questo) e da musiche degne di una produzione giapponese di qualità.

6.5

Giudizio Finale

Recensione One Piece World SeekerGiudizio Finale – Non scherziamo quando affermiamo che One Piece World Seeker poteva essere un vero capolavoro. Ce lo immaginiamo con le città ricche di vita come in Gravity Rush 2, con un sistema di movimento alla Spider-Man che di conseguenza si presterebbe meglio anche al combattimento, con un mondo ancora più vivo e denso di pericoli, ma purtroppo non è così. I fan della serie si divertiranno ugualmente in compagnia di Ruffy e della sua ciurma, e la storia, non certo emozionante ma comunque in grado di intrattenere, è un filler che nel gigantesco mondo di One Piece ha il suo perché. Ma se cercate un action open world degno di questo nome probabilmente rimarrete delusi da quanto ha da offrire World Seeker. E non capite quanta rabbia ci provochi questa affermazione.

PRO CONTRO
  • One Piece prende letteralmente vita sui vostri schermi
  • Combattimenti semplici ma divertenti
  • Tra livelli di difficoltà, craft e storia dura abbastanza
  • Il mondo di gioco è povero di nemici, di NPC… di tutto
  • La ciurma non si unisce mai alla battaglia
  • Le fasi stealth non sono così incisive

Screenshot

Collector’s Edition

Primi 5 minuti di gioco

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