6.0

Recensione One Punch Man a Hero Nobody Knows: un pugno (non) basta

Giorgio Palmieri -

Recensione One Punch Man a Hero Nobody Knows – Come lo sviluppi un videogioco in cui il protagonista sconfigge tutto e tutti con un solo pugno? Immaginiamo sia complicato. Se ci pensate, la generale, pessima qualità dei videogiochi di Superman fanno da importante monito nella storia. Guarda caso, Bandai Namco ha preso la strada più facile per il titolo dedicato a One-Punch Man.

Editore Bandai Namco Entertainment
Sviluppatore Spike Chunsoft
Piattaforme PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Picchiaduro
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Testi in italiano

One Punch Man: a Hero Nobody Knows infatti è un comune picchiaduro nel quale il potentissimo protagonista del fumetto nipponico, cioè Saitama, svolge un ruolo marginale. L’eroe muto di cui vestirete i panni lo realizzerete voi, attraverso un editor inizialmente povero di elementi di personalizzazione, che poi andranno ad espandersi lungo l’avventura. Un’avventura che si consuma nelle stesse modalità viste in tanti altri esponenti ludici tratti da un manga, ispirati appunto all’impostazione a-la-Dragon Ball Xenoverse, declinata in modo leggermente diverso di volta in volta. Quello dedicato a One-Punch Man, in particolare, ingloba a sé una progressione in stile gioco di ruolo, quindi pregna di numeri, statistiche e variabili, confluite in una crescita costante del personaggio.

La storia ripercorre gli eventi dell’opera in maniera un po’ asettica, con cinematiche dalla messa in scena davvero essenziale, non sempre accompagnate dalle voci dei personaggi. Le sequenze, tuttavia, odorano dell’anime, specie quando Saitama fa la sua apparizione in ritardo per risolvere la situazione, dandocene anche il controllo in battaglia. E sì, basterà un solo pugno per mettere al tappeto l’avversario!

Buona parte del tempo lo si passa leggendo lunghe spiegazioni di funzionalità di gioco che già conosciamo, e bighellonando nella base centrale, dove si potrà guidare l’alter ego virtuale nei quartieri della città, i quali si sbloccheranno col procedere del gioco. I vari servizi prevedono l’acquisto di costumi, oggetti, persino mobili per la propria abitazione, e ovviamente vi sono i punti dai quali avviare le missioni. Ce ne sono una marea, eppure si svolgono quasi tutte alla stessa maniera, cioè sconfiggendo uno o più nemici designati. Talvolta chiedono di consegnare un oggetto da un punto all’altro della città, ma ci è sembrato solo un timidissimo tentativo di aggiungere varietà ad una minestra con poco sale.

Ogni attività compiuta, come facilmente immaginabile, ricompensa con varie valute, più di quelle che in realtà dovrebbero esserci. Dalla reputazione ai contributi che incrementano il numero di missioni giocabili, fino al denaro, i punti esperienza e le abilità, di cose con cui potenziare il protagonista ce ne sono parecchie. Peraltro, può essere personalizzato sia nello stile di combattimento che nel ventaglio di abilità, intercambiabili nel menù ogni volta che lo si desidera. Man mano che si prosegue di compito in compito, si stringono alleanze con i vari personaggi dell’anime, ciascuno dei quali potrà poi essere utilizzato nelle battaglie libere e in quelle online.

Le lotte tridimensionali, poi, sono superficiali ma divertenti ed intuitive, con combo davvero semplici e dorsali la cui pressione combinata con i tasti frontali consente di scatenare le mosse speciali a consumo di energia. Il vigore regola l’uso delle schivate e della corsa, mentre i colpi si modificano a seconda della freccia direzionale premuta. Insomma, nulla di nuovo, e permane ancora quella sensazione di legnosità nelle animazioni e nel ritmo già palpata in Jump Force, che sembra muovere l’azione lungo binari. Fortunatamente ci si diverte perché i combattimenti sono immediati, subito gratificanti e molto veloci, alle volte anche fin troppo. Non a caso, il livello di sfida non risulta ben calcolato, o meglio, certe missioni, che sulla carta dovrebbero essere difficili, sono invero decisamente più semplici di altre di grado ben più inferiore.

Come appunto accennavamo, ci sono troppe missioni e non ben differenziate l’una dall’altra. Fortunatamente, determinate variabili tendono a vivacizzare gli scontri e fanno bene all’assortimento di situazioni. Nel dettaglio, pur essendo tre contro tre, le lotte cominciano spesso e volentieri in solitaria, con una sfida testa a testa, mentre un contatore segna quanto manca all’arrivo del resto del gruppo. Una combo andata a segno velocizzerà quel tempo, e, se si riesce a battere l’avversario prima che il resto del team arrivi sul campo, quel giocatore sarà decretato automaticamente perdente. Altrimenti, potrete darvi il cambio con un membro nelle retrovie per mezzo della pressione di un tasto. In più, molte missioni prevedono l’influenza di eventi esterni, come la caduta di meteore o l’arrivo di potenziamenti, così da stimolare il movimento nell’arena.

Peccato che la resa grafica sia piuttosto deludente, probabilmente la meno curata tra tutte le ultime produzioni Bandai Namco. Spike Chunsoft si è indubbiamente impegnata nel cercare di ricalcare il tratto di One-Punch Man, questo va riconosciuto, eppure, siamo davanti ad una qualità di animazioni, resa poligonale, effettistica e materiali al di sotto delle aspettative, lontane da quanto invece potrebbe fare una proprietà intellettuale così assurda, frenetica e ricca di comicità. L’unica cosa che riesce a salvarsi, e ci stupirebbe il contrario, è la realizzazione dei personaggi primari più che degna. Delude anche vedere, su PS4 Pro, dei cali di fluidità durante le fasi esplorative nella cittadina, malgrado la povertà di quest’ultima. Quantomeno il lato audio abbraccia dei motivetti azzeccati.

6.0

Giudizio Finale

One Punch Man: a Hero Nobody Knows è un picchiaduro chiaramente pensato per un solo pubblico di appassionati che sa accontentarsi. Il primo tentativo di portare alla luce l’epopea del potente Saitama diverte solo se assunto a piccole dosi, e trasuda dei valori produttivi stranamente bassi, sebbene abbia alla base una formula ormai consolidata, seppur mai declinata in maniera perfetta.

PRO CONTRO
  • Buona personalizzazione dell’eroe
  • Progressione non avara di sbloccabili
  • Lotte intuitive…
  • … seppur legnose ed elementari
  • Ripetitivo, sbilanciato
  • Visivamente sottotono

Trailer

Screenshot

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