Paladins su Nintendo Switch? Un traguardo! (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Paladins – A poco più di un anno dalla sua commercializzazione, Nintendo Switch vanta già un supporto alle terze parti più diffuso di tutto il periodo di vita di WiiU. Un’affermazione esagerata, ma utile a farci capire la dimensione del successo della console ibrida (e dell’insuccesso di WiiU): fatto sta che, adesso, anche Paladins è su Switch. Parliamone.

Editore Hi-Rez Studios
Sviluppatore Hi-Rez Studios
Piattaforme Nintendo Switch, PS4, Xbox One, PC Windows
Genere Sparatutto Online
Modalità di gioco Multigiocatore
Lingua Inglese
Prezzo e acquisto 29,99€, Free-To-Play (entro 2018)

Video recensione Paladins

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Nintendo Switch.

Paladini anche in bagno

Ho sempre avuto un debole per Hi-Rez Studios, specialmente per il modo in cui lavora. Benché questa azienda americana sia attentissima alle tendenze, tanto-ché l’innovazione non compare tra le priorità, i loro titoli spruzzano divertimento da tutti i pori, grazie ad un mix di classicismo, volontà popolare e un pizzico di spunti che cambiano la prospettiva di un genere già noto.

Stiamo parlando di una società che segue tutta una propria filosofia nella creazione dei videogiochi: solitamente, i progetti di Hi-Rez Studios arrivano sui negozi virtuali in forma giocabile e gratuita, il cui sviluppo, però, è ancora in uno stadio lontano dalla fine. Da quel momento in poi, il team ascolta i feedback, aggiunge contenuti, e soprattutto coinvolge la comunità attraverso dirette streaming settimanali, nelle quali si parla grosso modo delle novità che, da lì a poco, saranno inserite nella versione successiva.

Un processo di realizzazione dall’impronta quasi collettiva che ha coinvolto per filo e per segno sia Smite che Paladins, il quale si è pure spinto oltre, perché è appena sbarcato su Switch, quando in pochi lo credevano possibile. Lascia piacevolmente colpiti non tanto la sua venuta sull’ibrida della console di Super Mario, quanto piuttosto l’ottimo lavoro di trasposizione condotto dall’azienda alla loro opera prima su una console Nintendo.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Paladins è uno sparatutto a squadre dalla forte contaminazione MOBA. Si gioca cinque contro cinque all’interno di partite in multigiocatore online. Ogni giocatore sceglie un eroe, ciascuno appartenente alle quattro categorie di classi: il ruolo del Front Line consiste nel piazzarsi in prima fila per difendere il team, mentre i Support possono curare i membri feriti in battaglia; d’altro canto, i Damage sono gli assassini, quelli in grado di infliggere più danni rispetto alle altre classi; infine, Flank racchiude tutti quei personaggi mobili in grado di mettere in piedi un’imboscata.

Selezionato il proprio beniamino, rimarrete in sua compagnia per tutta la durata della partita. Non potrete quindi cambiare eroe in corso d’opera, ma sarà possibile potenziare quello scelto attraverso una serie di abilità passive. Oltre alle consuete personalizzazioni estetiche, ogni personaggio dispone di una manciata di carte equipaggabili prima di entrare nell’arena, che alterano alcune caratteristiche delle abilità, come un minor tempo di ricarica a discapito del danno. In più, durante il match, si guadagnano dei crediti specifici per quella determinata partita, a seconda del personale andamento, spendibili per migliorare le statistiche, dalla difesa alla velocità.

Modificare il proprio eroe rappresenta uno dei punti cardine della produzione, immersa in un gameplay classico, che si sviluppa in soggettiva o in terza persona, a vostra completa discrezione. La modalità di gioco principale si chiama Siege, dove bisognerà conquistare un’area dalla quale poi emergerà un carro, che dovrà essere spinto nella base avversaria. Inoltre, spicca Onslaught, una variante del Re della Collina, nella quale sarà un imperativo mantenere il punto di controllo situato al centro della mappa per ottenere punti, insieme all’immancabile Team Deathmatch, nudo, crudo e senza compromessi di sorta.

L’esperienza ricalca dinamiche gustate in altri titoli del medesimo filone, ma la varietà di eroi e le sinergie che si vengono a creare tra di loro trasformano l’esperienza di Paladins, rendendola di fatto unica, e di sicuro accomodante, data l’opzione tramite cui è possibile giocare a tutte le modalità contro il computer, ottenendo comunque ricompense a partita conclusa.

Scendendo più in profondità, ciascun eroe dispone di una singola arma da fuoco, eccetto rarissimi casi, con a corredo diverse abilità attive attraverso le quali è possibile badare a se stessi, senza dover gravare eccessivamente sulle spalle della squadra. Sia chiaro, la composizione del team rimane importantissima, e avere un buon assortimento di classi ben bilanciate fa spesso la differenza tra la vittoria e una sonora sconfitta: eppure, per citare un esempio, i Support, se utilizzati in una certa maniera, possono infliggere ingenti danni, contribuendo attivamente alle uccisioni totali. Tuttavia, il cast non brilla in quanto a personalità: è facile trovare il proprio preferito, perché il bacino di eroi da cui scegliere è ampio e pieno zeppo di figure differenti, ma il carisma non è lontanamente paragonabile a quanto visto in altre produzioni simili.

Ciò detto, una partita tira letteralmente l’altra, in virtù del ritmo e della breve durata dei match, e poter gustare tutto questo su Switch è senza dubbio un traguardo. Peccato che non sia possibile comunicare a voce viste le croniche mancanze della poliedrica console, ma il sistema di comunicazione a frasi preimpostate di Hi-Rez Studios cerca di mettere una piccola pezza su questa pecca. Basta infatti premere una combinazione di tasti per avvisare al volo i membri della propria squadra.

Peraltro, che si giochi in modalità fissa o portatile, Paladins su Switch raggiunge vette importanti, tanto-ché risulta essere uno dei migliori sparatutto sulla piattaforma Nintendo in termini di performance. I sessanta fotogrammi al secondo sono garantiti in ogni occasione, al costo di qualche lecito compromesso grafico: la risoluzione è dinamica, e, specie quando si gioca in portatilità, l’immagine si deteriora nelle situazioni più concitate.

Non è difficile notare un lieve annebbiamento della visuale di tanto in tanto, ma nulla che possa davvero sacrificare l’esperienza. È stata eliminata anche la fisica dei corpi degli eroi abbattuti, a favore di una semplice animazione meno scenografica. Ovviamente anche le texture sono state ritoccate, e con loro l’illuminazione, eppure si tratta di differenze grafiche tollerabili.

Purtroppo i caricamenti su Switch risultano al momento abbastanza lunghi, soprattutto all’avvio del gioco, nel fine partita e nei caricamenti dei personaggi navigando tra i menù, ma l’edizione da noi testata è formalmente ancora in uno stadio preliminare, che, talvolta, si lascia andare in sporadici crash (l’ultimo aggiornamento sembra aver risolto la situazione). Per portersela accaparrare, dovrete acquistare il Pacchetto Fondatore alla modica cifra di 29,99€, il quale offre l’accesso a tutti gli eroi presenti e futuri, con i loro pacchetti vocali, insieme ad una manciata di cosmetici esclusivi. Il gioco, comunque sia, diventerà free-to-play entro la fine dell’anno, pronto per essere scaricato gratuitamente da tutti.

In più, i possessori di Nintendo Switch possono già affrontare gli utenti Xbox One, o viceversa, motivo per cui entrambe le versioni saranno aggiornate insieme. Il team mira a eguagliare la cadenza degli aggiornamenti tra tutte le piattaforme, ma dobbiamo ammettere che la qualità delle patch, in generale, non è stata delle migliori. Alcune delle modalità temporanee introdotte lasciano davvero a desiderare, nonostante fossero state pubblicizzate come qualcosa di mai visto prima. Si evince chiaramente la volontà di Hi-Rez Studios di voler sperimentare: nonostante ciò, desideriamo dal supporto un’attenzione maggiore verso i contenuti correnti, nel bilanciamento di eroi e modalità, e nello studio di mappe più varie.

Delude poi l’assenza su Switch del controllo della mira per mezzo del giroscopio, al quale ci hanno abituati titoli come Splatoon 2. Per quanto riguarda il lato sonoro, le musiche risultano generiche, e tendono a volatizzarsi durante i match; discorso diverso per gli effetti sonori, dove ogni abilità e bocca da fuoco sfoggia un rumore distintivo, ben riconoscibile.

Per il resto, Paladins su Switch è Paladins come forse lo avete già giocato altrove, e segue il medesimo sistema di progressione: si sale di livello, si ottengono monete, gemme, skin di personalizzazione, spray, icone e molto altro. Buona parte di queste personalizzazioni, come ogni free-to-play lì fuori, richiede una spesa di denaro reale, eppure le cose da sbloccare senza aprire il portafoglio non mancano affatto.

Giudizio Finale

Recensione Paladins – Giudizio Finale – Paladins per Switch è molto più che una semplice trasposizione. Al di là dell’ottima qualità dell’operazione stessa, che si poggia su un comparto tecnico sorprendente al costo di alcuni compromessi, lo sparatutto a squadre di Hi-Rez Studios riempie un buco importante nel catalogo di Nintendo. Dategli una chance e potrebbe rapirvi, o tenervi in compagnia anche solo per la pausa pranzo: vi divertirà allo stesso modo. Se non siete disposti a spendere 29,99€ per il Pacchetto Fondatore, non vi resta altro che aspettare l’edizione free-to-play in arrivo sul Nintendo eShop entro la fine del 2018.

PRO CONTRO
  • Porting impressionante…
  • Ampio bacino di eroi…
  • Nulla di simile su Nintendo Switch
  • Divertente, accomodante, per tutti
  • Godibile sia in prima che in terza persona
  • … al costo di qualche compromesso
  • … che non brilla in quanto a caratterizzazione
  • Qualità delle modalità temporanee altalenante

Recensione Paladins – Trailer

Recensione Paladins – Screenshot

  • AndreDNA

    Apprezzo lo sforzo nella cura della narrazione della recensione (video), ma personalmente l’ho trovato fastidioso a dir poco come risultato: enfasi e prosodia gettati li un pò a caso, manco fosse uno sketch teatrale.
    Magari ad altri piace però 🙂

    • Feedback ricevuto, grazie. Ci sto lavorando su e anche molto, devo migliorare!

      • AndreDNA

        Personalmente non è che abbia trovato il parlato di scarsa qualità, ma più che altro trovavo lo stile in sè inappropriato per il contesto, non so se mi spiego! Per questo ho detto che magari a qualcuno piace anche e lo trova un valore aggiunto.

        • Tranquillo, ti sei spiegato benissimo. Apprezzi lo sforzo ma non il risultato, a tal punto da ritenerlo estremamente fastidioso, persino inappropriato, visto che è solo una recensione. Viva la sincerità! È una critica e in quanto tale preziosa 😉