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PES 2019: per chi ama il calcio (recensione)

Lorenzo Delli -

Recensione PES 2019 – Siamo infine giunti al consueto appuntamento finale dedicato al calcio secondo Konami, un calcio sempre più realistico, bilanciato, ancora più ricco di abilità e di migliorie, almeno sulla carta. Ci eravamo già fatti un giro sui nuovi prati virtuali di PES 2019 in occasione del Pre Season Tour ufficiale, mettendo le mani su una demo molto simile a quello che sarebbe stato il risultato finale. Vediamo quindi insieme perché acquistare questo nuovo capitolo, quali sono i suoi pregi e ovviamente anche i suoi difetti.

Editore Konami
Sviluppatore PES Productions
Piattaforme PS4, Xbox One, Windows 10
Genere Sport
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multi giocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto  50,90€ (PS4), 54€ (Xbox One), 49,99€ (PC)

Video Recensione PES 2019

La nostra video recensione di PES 2019 è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PS4 Pro e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Fischio finale

Sono letteralmente anni che Konami punta a migliorare ulteriormente l’esperienza di gioco, cercando di imprimere sempre più realismo al modo in cui gli atleti virtuali reagiscono ai nostri comandi. Come già accennato nella nostra anteprima, Real Touch+ e Full Body Touch, due delle caratteristiche di PES 2018, sono state ulteriormente migliorate, e non si fatica a vedere i risultati. I calciatori sembrano più dinamici, pronti a colpire i palloni, a respingerli o ad effettuare passaggi creativi utilizzando i piedi in modi più articolati del previsto, o anche altre parti del corpo sfruttando tutto il loro fisico.

Gli atleti ci mettono letteralmente il corpo in ogni occasione, e le loro azioni e reazioni dipendono fortemente dal comportamento degli avversari che lo circondano e dalla posizione dei propri compagni. Dipendono anche dal fisico stesso del calciatore, inteso come altezza e possanza: gli atleti più alti svettano non solo da un punto di vista grafico, ma anche di gioco. Ad arricchire il tutto c’è anche quel pizzico di imprevedibilità che caratterizza il gioco vero e che colpisce non solo il giocatore, ma anche la CPU avversaria. Le varie azioni si traducono quindi in qualcosa di sempre più dinamico, reale appunto, con tunnel, dribbling, contrasti e uno contro uno sempre più emozionanti.

Tali risultati sono raggiunti anche grazie alle nuove abilità, come i “passaggi senza guardare” svolti dai calciatori più esperti, che si limitano, si fa per dire, a tentare passaggi verso zone di competenza di atleti della stessa squadra. Da un punto di vista grafico non è poi improbabile osservare le nuove animazioni relative alle meccaniche di tiro. Peccato solo che tutte queste accortezze, indirizzate appunto a migliorare la sensazione di realismo, non siano più di tanto influenzate dalle condizioni atmosferiche.

Il tutto comunque è anche merito del Fox Engine, il motore utilizzato già da tempo nella serie PES che, con i vari miglioramenti, contribuisce a rendere possibili le nuove animazioni e la loro fluidità. Ma ci torneremo a breve. Il team di sviluppo ha modificato, in meglio ovviamente, anche il sistema di Stamina dei giocatori. Centellinare le forze dei vari calciatori durante i match, anche quelli classici da una decina di minuti, diventa essenziale. Tenere premuto costantemente il tasto di scatto non poterà a nulla di buono. E stavolta c’è anche la “Fatica Visibile”, una serie di espedienti grafici che ci permettono di apprezzare visivamente lo stato di fatica di un atleta. E il livello di stamina non influisce solo la capacità di scatto del giocatore, ma anche le probabilità di errore.

Palla al piede è un piacere cercare di costruire un azione, ma non pensate sia così facile iniziare una goleada senza fine. È importante riuscire a padroneggiare lo scatto e il dribbling, vista la reattività degli avversari, ed è altrettanto vitale cercare di capire i giusti momenti per passaggi (filtranti e non) e per eventuali cambi di direzione, facendo attenzione a non sbilanciare il calciatore o a non lasciare scoperto il pallone. Insomma, non preoccupatevi: tenere premuto sprint e puntare alla porta non è il modo giusto per fare goal, bisogna costruire l’azione, sfruttare tutti i calciatori e reagire in tempo alle tattiche avversarie.

E per quanto riguarda arbitri e portieri? Siamo rimasti piacevolmente sorpresi da entrambi, anche se con qualche riserva. Che gli arbitri siano più severi con i giocatori con la CPU non è certo un segreto, ma, almeno durante le nostre prove, abbiamo visto volare qualche cartellino anche nei confronti della CPU e anche qualche fischio per falli non da cartellino. Ci sono margini di miglioramento, ma è comunque qualcosa. Per quanto riguarda i portieri invece, le nuove abilità di salvataggio del pallone basate sulle performance dei migliori atleti del mondo si fanno spesso notare. Ci sono comunque ancora delle incertezze che potrebbero trasformare azioni avversarie neanche troppo pericolose in goal che vi faranno lanciare via il controller con annessa sequenza di ingiurie. Anche in questo caso quindi ci sono ancora margini di miglioramento.

Veniamo quindi alle modalità di gioco. La modalità myClub di Konami, la risposta a FUT del diretto concorrente, è una più che discreta sfida dedicata ai giocatori più esperti, o comunque a chi ha intenzione di lanciarsi in un’esperienza di gioco che lo terrà occupato per diverse decine di ore di gioco. L’inizio è sempre un po’ traumatico, con una squadra composta da giocatori dal rating basso, anche se la rosa iniziale può essere espansa con alcuni prestiti che ci permetteranno di utilizzare calciatori più forti per le prime partite. Ad accoglierci troviamo poi il gruppi di calciatori Leggende con qualche nuovo nome, e i calciatori in risalto, ovvero quelli che si sono distinti per le loro prestazioni nelle recenti giornate di campionato. Sì perché, come i suoi predecessori, anche PES 2019 si aggiorna, non quotidianamente ma quasi,  con le statistiche aggiornate relative alle performance dei calciatori. Altra gradita aggiunta il tre contro tre co-op che aggiunge un altro po’ di varietà alle possibili modalità online disponibili. Peccato che la versione PC dal lancio non stia godendo di un gran favore del pubblico, visti i problemi con l’online (e quindi con myClub) riportati da molti utenti anche su Steam.

La Master League è sempre lì, simile a quella della precedente iterazione seppur con qualche novità. Assente la Champions League (ci torneremo a breve anche su questo), ma se non altro Konami si è accaparrata le licenze per la International Champions Cup e per tanti altri campionati minori. Le principali novità riguardano una gestione migliorata dei trasferimenti, una sezione notizie dove appaiono i momenti più importanti della stagione e il livello Sfida, che aggiunge ulteriori complicazioni alla gestione del club. Nessuna novità di rilievo per Diventa un Mito che, purtroppo, ha tanto da imparare da Il Viaggio del suo concorrente.

Veniamo quindi alle licenze. La perdita della Champions League è sicuramente un brutto colpo, e l’aggiunta delle tante altre licenze (c’è da dire che Konami si è davvero impegnata in tal senso) aggiunge appeal al gioco per le tante nazioni coinvolte ma probabilmente non abbastanza per l’Italia. Per quanto riguarda le squadre assenti, il discorso è il solito: rimediare su PS4 e PC è questione di poco grazie alla possibilità di importare i file opzioni, mentre su Xbox One siamo alle solite. La telecronaca è realizzata nuovamente con le voci di Fabio Caressa e Luca Marchegiani, e anche qui i problemi sono i soliti: ripetitività delle frasi, specialmente all’inizio delle competizioni, ed entusiasmo a tratti esagerato e a tratti praticamente assente.

Per quanto riguarda il lato tecnico, non possiamo che fare i complimenti al team PES. Il nuovo motore Enlighten permette degli effetti di luce davvero ottimi, e in generale il Fox Engine si difende ancora benissimo. Oltre a tutte le nuove animazioni anche i modelli tridimensionali dei calciatori sono stati rivisitati grazie anche a nuove scansioni facciali tridimensionali. Ovviamente quelle di calciatori più famosi o comunque appartenenti a club con cui Konami ha stretto accordi particolari (tra cui rientrano anche Inter e Milan) sono estremamente fedeli, ma anche le fattezze di giocatori meno conosciuti sono comunque basate sui modelli reali. Su PS4 Pro, dove abbiamo testato l’ultimo capitolo della serie, non mancano 4K, HDR e 60 frame al secondo praticamente costanti.

8.8

Giudizio Finale

Recensione PES 2019 – Giudizio Finale – Che dire quindi di PES 2019? Farsi accecare dalla mancanza delle licenze senza apprezzare a pieno ciò che il simulatore calcistico di Konami ha da offrire a livello di gameplay e di grafica sarebbe incredibilmente sciocco. D’altro canto, PES perde parte di quell’appeal che, purtroppo per Konami, serve a spingere le vendite e a convincere chi preferisce il gioco concorrente a dargli una chance. Anche qualche novità a livello di modalità di gioco, più sostanziale di una serie di modifiche e limature, potrebbe giovare ulteriormente. State sicuri però che acquistandolo per giocare al calcio,quello virtuale si intende, PES 2019 avrà tantissimo da offrire garantendo sfide di alta qualità e una resa grafica a tratti sbalorditiva.

PRO CONTRO
  • Sempre più simulativo, sempre meno arcade
  • Migliorie grafiche visibili
  • Varie accortezze a livello gameplay (arbitri, portieri, fatica visibile)
  • Licenze
  • Telecronaca
  • Su alcune cose dovrebbe prendere più spunto dalla concorrenza

Recensione PES 2019 – Screenshot

Recensione PES 2019 – Trailer