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Pillars of Eternity II: Deadfire – Gli RPG vecchia scuola non passano mai di moda (recensione)

Lorenzo Delli

Recensione Pillars of Eternity II: Deadfire – Una campagna Kickstarter fulminante (finanziato in meno di 23 ore) e una software house  (Obsidian Entertainment) che gli appassionati di giochi di ruolo non possono non conoscere. Il seguito di Pillars of Eternity è disponibile già da qualche giorno su Steam, e i giocatori di vecchia data, quelli cresciuti a pane e Baldur’s Gate, probabilmente non se lo sono lasciati sfuggire. Obisidian Entertainment ha confezionato un secondo capitolo che non solo si aggancia agli eventi passati strizzando l’occhio a chi si è goduto l’ultimo capitolo, ma che cerca anche di proporre nuove dinamiche di gioco, nuove regioni da esplorare e tanto, tantissimo altro. Scopriamolo insieme!

Editore Versus Evil
Sviluppatore Obsidian Entertainment
Piattaforme PC (Prossimamente: PS4, Xbox One, Nintendo Switch)
Genere RPG
Modalità di gioco Singolo giocatore
Lingua Audio inglese, testi italiano
Prezzo e acquisto 45,99€ (Steam)

Video Recensione Pillars of Eternity II: Deadfire

La nostra video recensione di Pillars of Eternity II: Deadfire è realizzata con spezzoni gameplay tratti dalle nostre sessioni di gioco su PC Windows (Alienware 13 R3). Buona visione!

Quando le divinità “battono” i piedi

Pillars of Eternity II: Deadfire è un seguito nel senso stretto del termine. L’inizio di questo secondo capitolo si riaggancia senza troppi complimenti a quanto successo al primo. In effetti la creazione del personaggio, la sua crescita e la storia possono iniziare da zero, favorendo anche chi decide di avvicinarsi per la prima volta alla serie. Di fatto però si va ad interpretare lo stesso protagonista del primo capitolo, e ben presto avremo a che fare con altri personaggi noti, con eventi accaduti precedentemente e con continui rimandi al passato nei vari dialoghi che affronteremo. Anzi, a dirla tutta, se avete conservato i salvataggi di Pillars of Eternity, potete importarli per tornare nei panni del vostro protagonista e influenzare di conseguenza anche parte della storia e dei rapporti con personaggi secondari.

L’adra, il misterioso materiale da cui le anime sono attirate.

L’ambientazione e la storia sono ovviamente inedite. Riassumendo molto velocemente il tutto, sotto il castello di Caed Nua giaceva un enorme statua di Adra (chi ne ha esplorato i sotterranei se la ricorderà sicuramente), un particolare materiale dell’universo di Pillars of Eternity che, per farla altrettanto semplice, racchiude l’energia delle anime dei defunti. La statua viene posseduta da Eothas, la divinità della luce e della rinascita creduto morto da lungo tempo. Senza troppi complimenti la statua emerge dal sottosuolo calpestando Caed Nua, la nostra dimora, uccidendoci e portandoci nell’aldilà.

Saranno le altre divinità ad assegnarci la missione di inseguire Eothas per capire i suoi intenti, riportandoci in vita anche se indeboliti (un escamotage per giustificare la partenza da zero del nostro personaggio). Inseguendo Eothas esploreremo per la prima volta la regione  di Mortafiamma (Deadfire), caratterizzata da vari arcipelaghi e da isole più o meno grandi. È proprio la conformazione di Mortafiamma ad introdurci alla nostra nuova dimora e al principale mezzo di trasporto con cui ci sposteremo: una nave!

Il primo vascello è particolarmente modesto, ma accumulare abbastanza monete per acquistarne uno nuovo non sarà banale.

Se nel primo capitolo ci trovavamo dopo poco a gestire un castello (Caed Nua) e i suoi abitanti, in Pillars of Eternity 2 saremo di fatto i capitani di un vascello. Dovremo quindi gestire la ciurma, assoldando nuovi membri e decidendo quali ruoli fargli ricoprire, tenere sotto controllo le scorte di cibo, acqua, medicinali, materiali da riparazione e colpi di cannone e trattare la nave come uno dei personaggi del nostro gruppo. Ovvero? Semplice: equipaggiarla con cannoni sempre più potenti, comprare nuove vele, timoni, lanterne e altri oggetti o addirittura cambiare nave acquistando modelli sempre più grandi e sempre più armati. Anche perché la mappa del mondo ci introduce a tutta una nuova serie di dinamiche che prevedono scontri navali, arrembaggi e tanto altro.

Vista la possibilità di navigare e di esplorare isole e location non per forza legate al filone narrativo principale, Pillars of Eternity 2 può essere definito un titolo open world? Sì e no. L’esplorazione libera e gli eventi casuali con cui avremo a che fare non lo rendono un vero e proprio mondo aperto interconnesso, considerato poi che alcune fase esplorative sono eseguite direttamente dalla mappa con sezioni testuali in stile librogame. A tal proposito, i giocatori di ruolo apprezzeranno particolarmente la scelta di risolvere alcune scene, rese magari impossibili o complicate dalla struttura del gameplay, con schermate appunto in perfetto stile librogame che basano la risoluzione degli ostacoli di turno sulle caratteristiche dei personaggi presenti nel gruppo.

Lanciare magie non è mai stato così soddisfacente.

Sul gameplay potremmo stare ore a disquisire. Le regole di fondo sono ispirate all’universo di Dungeons & Dragons, e anche i neofiti saranno aiutati da una serie sterminata di schermate di tutorial che vi guideranno verso i tanti menu di gestione. Di fatto le meccaniche sono quelle dei grandi classici del genere RPG, meccaniche che poi non si discostano troppo da quelle viste in Pillars of Eternity. Ci sono però vari miglioramenti, tra cui finalmente un sistema stealth che funziona alla grande, grazie alla possibilità di visualizzare su schermo il raggio di visione dei nemici, e la possibilità di cambiare bersaglio di una magia anche durante il cast della stessa. Niente più magie sprecate! Sempre a proposito degli incantesimi, gli effetti di luce che generano sullo schermo sono ancora più colorati e incisivi, rendendo i combattimenti uno vero spettacolo pirotecnico.

In generale tutto il motore grafico (è stato utilizzato Unity) è migliorato rispetto al precedente capitolo, con ambientazioni ancora più curate e colorate e con modelli dei personaggi sempre più dettagliati. La visuale rimane quella isometrica tipica del genere. Ottima la possibilità di zoommare a piacimento in modo da avvicinarsi il più possibile all’azione o allontanarsi per avere una visuale tattica. Il frame rate forse non è stabile come ci aspettavamo, visti i requisiti hardware neanche troppo esosi. I problemi sarebbero da ricercarsi in fenomeni di memory leak che causano rallentamenti di vario genere. Nulla che non si possa risolvere con interventi mirati, ma al momento i problemi in questione persistono.

Colori ancora più sgargianti, fondali pieni di dettagli: Pillars of Eternity 2 è anche bello da vedere oltre che da giocare!

Tornando al gameplay e alle novità, c’è da dire che in questo secondo capitolo i personaggi interagiscono ancora più tra di loro, compresi i membri del vostro party che dialogheranno anche senza il vostro intervento. Il sistema che gestisce la reputazione è ulteriormente migliorato, e sarà anche possibile allacciare relazioni amorose con i vostri compagni. A rendere il tutto ancora più coinvolgente sono i dialoghi, tutti (e ripeto tutti) doppiati in inglese. Se pensate alla mole di linee di testo che possono caratterizzare un gioco del genere, non è certo un dettaglio da poco. Niente paura comunque: tutti i testi e i menu di gioco sono completamente tradotti in italiano. Da apprezzare poi una funzionalità in stile ipertesto inserita all’interno dei dialoghi: noterete alcune parole evidenziate, e con un mouse-over potrete approfondire scoprendo a cosa fa riferimento quel termine o anche quali sono eventuali modi di dire dei dialetti o delle popolazioni che incontrerete.

Concludiamo con altre due novità. Per cominciare il party scende da 6 a 5 membri, rendendo la scelta dei membri ancora più cruciale per un corretto svolgimento dei combattimenti. Occhio anche al livello di difficoltà che scegliete all’inizio. E poi, altra novità da segnalare, è l’introduzione dei multi-classe. Non solo il vostro protagonista può effettivamente scegliere due classi, ma anche tutti i personaggi che andranno ad aggiungersi al vostro gruppo potranno essere multi-classe, starà a voi decidere al momento del reclutamento degli stessi.

8.9

Giudizio Finale

Pillars of Eternity 2 in questo momento ha solo un grande problema: deve scontrasi con quel capolavoro che è Divinity: Original Sin 2. Non sono tanto le meccaniche dei combattimenti, visto che Original Sin 2 è a turni mentre Pillars of Eternity 2 gestisce i combattimenti in tempo reale (con la possibilità di mettere in pausa per impartire i combattimenti), quanto più le incredibili interazioni con il mondo di gioco assenti nel nuovo GDR di Obsidian Entertainment.

Il fatto poi che il mondo di gioco sia frammentato in isole fa sì che anche la storia, in certi frangenti, risulti frammentata. Da una parte si ha la sensazione di avere a che fare con una corsa contro il tempo, inseguendo Eothas per evitare che causi ulteriore distruzione per Mortafiamma, mentre dall’altra viene voglia di esplorare, di seguire l’istinto visitando le città, cercando quest e dungeon secondari accumulando esperienza e soldi per migliorare la nostra imbarcazione e l’equipaggiamento, anche perché non c’è un qualche timer o scadenza che ti obbliga effettivamente ad inseguire il gigante di adra. La stessa cosa però si potrebbe dire di decine di altri giochi di ruolo, compresi quelli di vecchia data o anche capolavori più recenti.

Al netto di questi due “problemi“, Pillars of Eternity 2 si propone come un’evoluzione naturale del primo capitolo. Il cuore pulsante del gameplay rimane quello, ma le tante novità a livello gameplay e artistico (motore grafico rinnovato e colonna sonora sempre di altissima qualità) lo rendono un gioco particolarmente appetibile e un acquisto praticamente obbligato per chi si è goduto, anni fa o di recente, il precedente gioco della saga. Non si tratta di una mera imitazione di Baldur’s Gate, ma di un GDR con una propria anima a cui forse manca qualche piccolo dettaglio in più per essere catalogato come “capolavoro“.

PRO CONTRO
  • Un seguito, nel senso stretto del termine
  • Meccaniche di gioco rivisitate e ampliate
  • Grafica migliorata, audio al top
  • Longevo e rigiocabile
  • Memory leak e conseguenti rallentamenti
  • Non è un vero e proprio open world
  • L’esperienza di gioco è a tratti frammentata
  • Troppo ancorato a vecchie dinamiche?

Recensione Pillars of Eternity 2 – Screenshot