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Pokémon Let’s Go Pikachu!/Eevee! non è un granché (recensione)

Giorgio Palmieri

Recensione Pokémon Let’s Go Pikachu! e Eevee! – Quanto è bello sprofondare sul divano e giocare finalmente ad un capitolo della serie Pokémon sulla propria televisione? Ce n’è voluto di tempo, ma quel sogno si è finalmente avverato. Peccato che i sogni non sempre coincidono al millimetro con la realtà. Ecco la nostra recensione di Pokémon Let’s Go Pikachu! e Eevee!.

Editore Nintendo, The Pokémon Company
Sviluppatore Game Freak
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 69,99€

Video Recensione Pokémon Let’s Go Pikachu! e Eevee!

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include spezzoni tratti dalle nostre sessioni di gioco su Nintendo Switch.

Innovare non innovando

Non abbiamo ancora capito a chi dovrebbe rivolgersi Pokémon Let’s Go Pikachu! e Eevee!, se ai fan del franchise o alle nuove leve. Si dice che sia destinato proprio a loro, a quelli che si affacciano per la prima volta alla saga delle creaturine Nintendo, dopo averne saggiato le potenzialità con Pokémon GO. Solo che continua a ronzarci una domanda per la testa.

Sul serio, c’era davvero il bisogno? C’era davvero il bisogno di lanciare una versione ridotta del Pokémon di Game Freak? Perché diciamocelo chiaramente, come se fossimo al bar: questi titoli sono sempre stati molto accessibili, più che altro per una precisa idea di game design che li contraddistingue, che vede nella stratificazione dell’esperienza la forza principale. Detto in parole povere, chiunque prenda in mano il controller ne può trarre divertimento su diversi livelli, e, più si scende in profondità, più la formula scopre le sue carte e diventa complessa, come ogni buon videogioco dovrebbe fare. Vuoi giocare solo per acchiapparli tutti? Puoi farlo. Vuoi creare il Rattata perfetto? Puoi farlo. Vuoi buttarti sul competitivo? Sì, puoi farlo. Quindi, ritornando al discorso di sopra: c’era davvero il bisogno di costruire un Pokémon edulcorato, in versione ridotta, al di là degli ovvi scopi commerciali?

Il dubbio proviene dal fatto che questo è effettivamente il primo Pokémon di Game Freak per Nintendo Switch, ed anche il primo titolo della serie che arriva su una console non esclusivamente portatile, e da cui, di conseguenza, può trarre più potenza di calcolo. Una potenza di calcolo che potrebbe permettersi di svecchiare una ricetta sulla quale gravano troppi anni di meccaniche stantie. D’altro canto, quello che abbiamo tra le mani è una sorta di viaggio liberamente ispirato alla storica versione Giallo, privato di tutte le novità introdotte nella saga col passare del tempo, e che appunto si focalizza sulla prima generazione. Il Pokédex accoglie le mitiche 151 bestioline, insieme alle forme di Alola e un altro paio di sorprese. Un po’ pochine rispetto alle oltre 800 creature del bestiario.

L’impostazione è quella del gioco di ruolo a turni dalla narrazione pressoché inesistente, dove l’unica novità di rilievo risiede nella cattura. Infatti, i Pokémon selvatici adesso compaiono sulla mappa e, per catturarli, non dovrete più sconfiggerli come un tempo. Al posto della canonica battaglia a turni, si paleserà una fase à-la-Pokemon GO, durante la quale dovrete simulare fisicamente il lancio di una Poké Ball per accalappiare la creatura, aiutandovi eventualmente con gli oggetti nella borsa. In modalità dock, Let’s Go si gioca con un singolo Joy-Con o tramite Poké Ball Plus, un accessorio venduto separatamente; in portatilità, dovrete invece utilizzare l’accelerometro della console per direzionare il tiro.

Il lancio sarà valutato da un giudizio, che poi andrà a decretare la percentuale di cattura e i punti d’esperienza donati all’intero gruppo, composto da sei elementi. L’operazione di livellaggio è quindi stata semplificata con buona pace dei puristi, insieme all’incremento delle statistiche, relegato all’acquisizione di caramelle ottenute inviando i Pokémon doppi al Professor Oak. Questi dolciumi vanno ad aumentare permanentemente i parametri desiderati, dall’attacco alla velocità, a seconda della giuggiola ingurgitata.

Contrariamente a quanto potreste pensare, il cambiamento funziona e va ad intervenire sulla crescita della creatura, rendendola più chiara e meno confusionaria, sebbene la personalizzazione sia vincolata alle quattro mosse e nulla più. Molto gradito è anche l’inserimento del box nell’inventario, in maniera tale che possiate scambiare mostriciattoli al volo, senza dover tornare all’apposito terminale.

La stessa cosa però non possiamo dirla per la fase di cattura, che alla lunga stanca visto che i comportamenti dei mostriciattoli non sono così diversificati come ipotizzato. Simulare l’atto del lancio è simpatico per un po’ di tempo, questo è sicuro, e aggiunge un pizzico di varietà al solito ciclo di attività, ma non è quel grosso sconvolgimento capace di dare uno scossone alla formula. Formula che si basa ancora una volta su un sistema di combattimento a turni dominato da un’interfaccia obsoleta che non ha la minima intenzione di svecchiarsi.

Siamo ancora qui, a dire le stesse cose, a sottolineare sempre gli stessi problemi della serie, condensati in una lentezza appiccicosa. I tempi che intercorrono dalle animazioni e la fine dell’attacco sono eccessivi, e l’obbligo di dover vedere la barra della vita dell’avversario calare ad ogni colpo inflitto è tediante. Per non parlare poi delle interfacce, che si susseguono per descrivere ogni azione dello scontro, senza la possibilità di accelerare la scena. Tutto ciò è a dir poco anacronistico di questi tempi, specie su una console come Nintendo Switch.

Il livello di difficoltà, in più, torna ad essere basso, presumibilmente più basso rispetto agli ultimi episodi. Le lotte prendono vita solo contro gli allenatori, e proprio gli scenari sono pieni, ricolmi di allenatori dotati di un singolo Pokémon. Per dire, spesso e volentieri, è sufficiente una mossa del vostro starter per ridurlo in poltiglia. Anche il disegno delle mappe non sorprende, ancorato agli stilemi rigidi del passato incapaci di offrire nuove sensazioni.

Insomma, Pokémon Let’s Go è un Pokémon edulcorato e ancora vecchio, ma su Nintendo Switch. E non sarebbe un male se non fosse che la ricetta brama di essere rivitalizzata, anche nell’ottica di un capitolo studiato principalmente per i più piccoli. Tuttavia, Game Freak preferisce andarci con i piedi di piombo, proponendoci le solite mappe a scacchiera e le classiche battaglie uno contro uno praticamente intatte nel loro svolgimento. Eppure questo Let’s Go sembrava voler essere un esperimento per tastare il terreno con cambiamenti che potrebbero essere introdotti nella prossima generazione, quella che poi sarà inclusa nel vero nuovo capitolo della serie, in uscita nel 2019. Ma in realtà è solo un riempitivo, un gradito riempitivo messo sugli scaffali come aperitivo per quello che verrà dopo, permeato da scelte opinabili.

Abbiamo – finalmente – una modalità cooperativa, limitata però al solo gioco in locale. In tal caso, la difficoltà non si adeguerà al maggior numero di partecipanti, cosa che lascia interdetti, a onor del vero. La telecamera seguirà unicamente il primo giocatore, mentre il secondo non potrà interagire con il mondo circostante, e vestirà il ruolo di ospite. Tuttavia, avrà l’opportunità di partecipare alle battaglie attraverso le bestioline dell’utente principale. Meglio di niente, in pratica.

Come se non bastasse, la componente online è stata bistrattata, nonostante ora possa contare su un’infrastruttura a pagamento decisamente più solida. Non basta poter scambiarsi le creaturine e lottare con altri allenatori per confezionare una solida base di condivisione. Quantomeno si possono cavalcare alcuni Pokémon, e ci si può far seguire da un qualsiasi mostriciattolo. Potrete personalizzare l’estetica dell’avatar e dello starter, e potrete pure prendervene cura, coccolandolo o dandogli da mangiare. Novità di poco peso che scivolano via senza clamore. Ovviamente, come preannunciato dal titolo stesso, è possibile trasferire i mostriciattoli catturati in Pokémon GO su Let’s Go, ma fate attenzione, perché non c’è traccia né della banca, né dei salvataggi in cloud.

Quello per cui si va in stato di estrema gioia è senza dubbio l’aspetto grafico. Kanto non è mai stata così bella, le palestre non sono mai state così belle, e le creature più grandi sono state ridimensionate per sottolineare la loro possenza. Per la prima volta, lo scontro epocale tra Pikachu e Onix è fedele ai canoni del cartone animato.

Senza troppi giri di parole, vedere in movimento un titolo di Pokémon con questi colori e soprattutto con questa definizione, potrebbe valere già il prezzo del biglietto per i nostalgici. Se dovessimo però mettere da parte la nostalgia, ciò che ci ritroveremmo è un titolo che comunque sfrutta marginalmente la potenza di Switch. Le sequenze di battaglia continuano ad essere statiche e spoglie, le ambientazioni ospitano personaggi ripetuti e poco caratterizzati, e i Pokémon dispongono di animazioni deficitarie. Giusto per citare un esempio, Doppiocalcio non ha ancora una sua degna rappresentazione visiva. Almeno le musiche, pur essendo le solite, sono state nuovamente arrangiate nel migliore dei modi, cosa che non è accaduta per i suoni, lasciati perlopiù invariati.

6.5

Giudizio Finale

Recensione Pokémon Let’s Go Pikachu! e Eevee! – Giudizio Finale – Pokémon Let’s Go Pikachu! e Eevee! sono dei riempitivi zuccherini che fanno poco per svecchiare una formula obsoleta, lenta e stanca, tantoché sembra aver paura di rinnovarsi. Privarla di molte caratteristiche con la scusa di avvicinarsi ad un’utenza più giovane fa arricciare il naso, in virtù del fatto che non solo Pokémon è stato sempre un titolo per ragazzi, ma si è sempre preso cura del suo design stratificato, atto ad accogliere ogni tipo di videogiocatore. Vorrebbe essere anche un viaggio nostalgico, eppure questo viaggio lo abbiamo affrontato e vissuto così tante volte che non è l’effetto nostalgico ciò di cui ha bisogno. In più, il prezzo di lancio praticamente pieno lascia l’amaro in bocca. Il Pokémon di Game Freak merita di più, molto di più di questo Let’s Go, che soddisfa solo per la sua presenza su Nintendo Switch e davvero poco altro.

PRO CONTRO
  • Pokémon su Nintendo Switch. Scusate se è poco
  • Operazioni di crescita delle creature velocizzate
  • Presente una (limitata) modalità cooperativa
  • La meccanica di cattura, seppur ripetitiva, aggiunge un pizzico di varietà alla ricetta
  • Kanto non è mai stata così bella…
  • … ma il comparto grafico rimane deficitario
  • Combattimenti pervasi da una lentezza appiccicosa
  • La formula brama una rivitalizzazione
  • Livello di difficoltà tendenzialmente basso
  • Contenuti tagliati e prezzo non congruo all’offerta

Trailer

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