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Pokémon Sole/Luna è meglio di Pokémon GO? (recensione)

Giorgio Palmieri - Pokémon GO è solo una trovata pubblicitaria per gonfiare le vendite di Pokémon Sole e Pokémon Luna? Indipendentemente dalla risposta, l'amore che provate verso l'app di Niantic potrebbe diventare un motivo per odiare Sole e Luna.

Recensione Pokémon Sole e Luna – Non riusciamo ad immaginare un 2016 privo di Pokémon GO. Senza l’app di Niantic non ci sarebbero state molte delle interessanti discussioni che hanno alimentato i social network durante il periodo estivo, come quella sulla comparazione degli hobby, basata sulla regola “darwinian” secondo cui – se non ti piace quello che piace a me, sei uno sfigato. Questioni importanti, per le quali abbiamo tra l’altro dedicato il dovuto spazio, ma ora è tempo di muoversi verso altri orizzonti: stiamo parlando di Pokémon Sole e Pokémon Luna, i nuovi capitoli (che in realtà è solo uno) per Nintendo 3DS della vera serie di videogiochi dedicata ai mostriciattoli di Satoshi Tajiri.

Siamo convinti che lì fuori c’è qualcuno che, spinto dalla rinnovata curiosità nei confronti del brand, proprio a causa di Pokémon GO, vorrebbe accaparrarsi la portatile Nintendo per giocare esclusivamente a Sole e Luna. Ci rivolgiamo quindi a loro, con un occhio di riguardo verso chi, semplicemente, vuole vedere i lavori della software house Game Freak da un altro angolo.

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Video Recensione Pokémon Sole e Luna

I concetti espressi nei paragrafi di questo articolo sono racchiusi nel video a seguire, che include alcuni spezzoni tratti dai trailer promozionali rilasciati durante l’anno da Nintendo.

Benvenuti ad Alola

Partiamo dal presupposto che Pokémon Sole e Pokémon Luna (che da ora in poi chiameremo solo Pokémon Luna, l’edizione da noi giocata) non è un gioco per tutti, perché è studiato sulla base di una formula ventennale che non accenna ad evolversi in maniera netta. D’altro canto, però, è anche il capitolo più indicato per iniziare ad addentrarsi nella saga.

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A prescindere da quale delle due versioni sceglierete, il gioco sarà di fatto lo stesso. Le uniche differenze vertono più che altro sull’acquisizione di Pokémon diversi durante il viaggio, presenti in una e non nell’altra, e qualche altra chicca, come 12 ore di scarto tra Sole e Luna.

Nel gioco vestirete i panni di un ragazzino (o di una ragazzina, a vostra scelta) che si è appena trasferito ad Alola, la nuova, coloratissima regione di Pokémon Luna, palesemente ispirata alle Hawaii. Quello che impersonerete è un allenatore, uno dei migliori per talento, il cui scopo sarà quello di catturare tutti i Pokémon e diventare, senza mezzi termini, il miglior allenatore sulla piazza.

A differenza dei predecessori, il giocatore non dovrà sconfiggere i Capipalestra per guadagnare le medaglie: queste, infatti, sono state sostituite dai 4 capi delle isole chiamati Kahuna e, soprattutto, dalle 7 Prove di Alola, sorte di dungeon farciti con combattimenti contro Pokémon selvatici ed enigmi a dir poco blandi.

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Ogni sfida culmina con una battaglia dove l’antagonista è il Pokémon dominante, una versione delle creature del posto più potente e materialmente più grossa, in grado di chiamare persino i suoi simili a dargli man forte, dando così vita a scontri più articolati del normale. In realtà, anche nelle semplici battaglie potrete imbattervi in mostriciattoli particolarmente propensi a chiedere aiuto, ma i dominanti possono contare su una maggiore percentuale di riuscita.

Scontri legali tra animali

Le prove sono scandite da semplici percorsi che collegano le città, nei quali dovrete battervi sia con gli allenatori sparsi per le strade, che contro i Pokémon selvatici nella cosiddetta erba alta, zone speciali che attiveranno le battaglie casuali, dove sarà possibile catturare le mitiche creaturine.

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Le battaglie sono a turni, principalmente uno contro uno, e rappresentano la quasi totalità del divertimento offerto dal gioco, oltre alla classica operazione di cattura e di costruzione della squadra, elementi collegati comunque ai combattimenti. A proposito: il numero di Pokémon presenti tocca ormai vette impressionanti, e ciascuna delle circa 800 creature disponibili è un personaggio giocabile, pieno zeppo di abilità e variabili da combinare per creare il team perfetto.

Abbiamo poi apprezzato la distribuzione dei Pokémon, dato che l’erba alta ospita nuove creature e quelle delle precedenti generazioni in modo costante e alternato, insieme alle forme Alola, vecchie conoscenze che hanno maturato dei cambiamenti estetici e funzionali in virtù dell’adattamento all’ambiente circostante.

La formula Pokémon quindi risulta ancora godibile, alimentata da un’implementazione di novità coerenti, di sicuro tra le migliori introdotte nelle ultime incarnazioni. In primis spiccano le facilitazioni: dopo il primo combattimento effettuato, il Pokédex riporterà le debolezze e l’efficacia delle mosse contro quel determinato nemico direttamente in fase di battaglia, cosa che semplifica la vita ai neofiti (e non solo) nel marasma di tipi ed elementi.

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Le nuovissime mosse Z invece offrono un ulteriore strato di profondità al gameplay: si tratta di speciali cristalli capaci di donare ai Pokémon delle abilità uniche. I Poképassaggi sono invece una grossa manna dal cielo, in quanto consentono di evocare dei Pokémon durante le sessioni di esplorazione per rompere dei massi, cercare oggetti speciali o semplicemente per muoversi più velocemente.

Le novità non finiscono qui, perché l’impalcatura è stata espansa con attività fresche come il Pokè Resort e Festiplaza: il primo è un albergo colmo di attività per migliorare i Pokémon inutilizzati, mentre l’altro è un luogo social nel quale sarà possibile incontrare nuovi giocatori, scambiare Pokémon, ottenere oggetti e persino battersi in tempo reale.

Qui fa capolino la Battle Royale, modalità tutti contro tutti a quattro giocatori davvero molto divertente. L’avventura offre quindi moltissimo in termini di contenuti, specie se avete degli amici con i quali condividere l’esperienza. Bisogna però ammettere che la formula risente di due gravi problemi che non riescono a far splendere l’avventura come dovrebbe e, soprattutto, come vorrebbe.

Pokélento

Innanzitutto, l’intero gioco è estremamente lento da qualunque lato lo si guardi. La storia, che già di per sé è banale, viene raccontata con dialoghi inutilmente prolissi. Capiamo l’esigenza stilistica degli sviluppatori nipponici di farci sentire all’interno di un contesto infantile e nostalgico, ma l’interessamento nei confronti delle vicende potrebbe subire un calo drastico sin dalle primissime battute a causa del ritmo apatico del gioco.

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Il tutorial è poi troppo lungo, e sarebbe stato quantomeno ragionevole un’opzione per saltarlo. Anche gli stessi combattimenti sono permeati da una costante e monotona lentezza: ad ogni colpo dovrete vedere la barra della vita dell’avversario calare senza la possibilità di accelerare il tutto, e i tempi che intercorrono dalle animazioni e la fine dell’attacco sono eccessivi. Certo, è possibile disattivarle, rendendo così più scorrevoli le battaglie ma, ciononostante, siamo del parere che il sistema andrebbe svecchiato puntando ad una maggiore armoniosità e vivacità, senza snaturare la sua essenza.

Un altro elemento parecchio negativo risiede nel calcolo del bilanciamento della difficoltà: Pokémon Luna infatti è un titolo esageratamente facile, ancor di più se paragonato ai predecessori, tant’è che faticherete a perdere un match, in particolare durante la campagna principale.

Sia chiaro che le dinamiche sono frutto di game design d’eccezione che fanno della stratificazione la loro principale forza: chiunque può giocare a questo titolo e divertirsi (sempre che vi piacciano i giochi di ruolo, altrimenti il discorso cambia), dai bambini agli adulti. Eppure, dietro la semplicità, si celano meccaniche complesse a seconda della vostra voglia di approfondire il gameplay, meccaniche che comunque non è necessario apprendere per completare la storia proprio a causa del bassissimo livello di sfida. In definitiva, sono scelte strutturali a cui i fan sono già abituati, ma che agli occhi di un meno avvezzo potrebbero risultare piuttosto pesanti.

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Discorso a parte va fatto per l’aspetto grafico: al netto di evidenti problemi nel frame rate durante alcuni scontri concitati, Pokémon Luna è un capolavoro visivo forte di una direzione artistica sublime. Ogni creatura è meravigliosa, ben animata e a dir poco carismatica, soprattutto le nuove forme di Alola, così come le ambientazioni, belle e colme di particolari.

La nuova veste grafica garantisce una resa più matura e ancor più colorata e complessa, a testimonianza del fatto che questo titolo stia davvero spremendo il Nintendo 3DS fino all’ultima goccia del suo hardware. Anche i motivetti musicali sono abbastanza godibili, ben più che in passato, ma la mancanza di un qualsiasi doppiaggio per le voci dei personaggi ci ha lasciato un po’ d’amaro in bocca, specie in alcune sequenze animate.

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Giudizio Finale

Recensione Pokémon Sole e Luna – Giudizio Finale – Pokémon Sole/Luna è, nel bene e nel male, un nuovo tassello a quel mosaico che compone la formula creata da Game Freak vent’anni fa: un minestrone videoludico strepitoso e inarrivabile in alcuni aspetti, ma che necessiterebbe di migliorie sia nel livello di sfida, che nel ritmo dell’avventura. Molte delle novità implementate sono senz’altro gradite, e siamo sicuri che i veterani della saga apprezzeranno l’intero pacchetto. Per quanto riguarda invece gli amanti di Pokémon GO, il nostro consiglio è quello di ponderare l’acquisto: in breve, se i problemi segnalati in sede di recensione non vi spaventano, preparatevi ad alleggerire il portafogli.

PRO CONTRO
  • Game design stratificato
  • Circa 800 (!) creature da collezionare
  • Aspetto gestionale ancor più completo
  • Graficamente superbo
  • Una pletora di cose da fare
  • Novità coerenti con la formula
  • Dialoghi inutilmente prolissi
  • Livello di difficoltà mal calcolato e troppo basso
  • Tutorial esageratamente lungo
  • I combattimenti andrebbero vivacizzati

Recensione Pokémon Sole e Luna – Trailer

Recensione Pokémon Sole e Luna – Screenshot