Pokémon Spada e Scudo, senza peli sulla lingua (recensione)

Giorgio Palmieri -

Recensione Pokémon Spada e Scudo – Abbiamo motivo di credere che le critiche piovute su Pokémon Spada e Pokémon Scudo siano solo una conseguenza di un comportamento perpetrato per molto tempo: insomma, la classica goccia che fa traboccare il vaso. Ci si chiede come mai tutte le principali saghe di Nintendo abbiano saputo rinnovarsi, migliorarsi, mentre Pokémon continua a scegliere un viziato immobilismo. Nonostante ciò, quanto c’è di vero nella feroce reazione del pubblico? La presunta “pigrizia” di Game Freak è davvero così plateale? Si dice spesso che la verità viva nel mezzo, ma siamo convinti che la verità non stia in chi ripete questo detto. La verità sta nei fatti: ecco quindi la nostra recensione di Pokémon Spada e Scudo, senza peli sulla lingua.

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Editore Nintendo
Sviluppatore Game Freak
Piattaforme Nintendo Switch
Genere Gioco di ruolo
Modalità di gioco Singolo giocatore, Multigiocatore (online)
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto 59,99€

È tutta una questione di priorità


Il Pokémon di Game Freak aveva provato già a reinventarsi con il filone Let’s Go, che ha anche inaugurato il debutto della serie su Nintendo Switch. Peccato si sia limitato a fornire una interpretazione edulcorata della formula base, più vicina alle esigenze di un pubblico giovane, o meglio neofita: non mancava di spunti positivi, come la modalità cooperativa locale, qui rimossa, o la crescita velocizzata delle creature, ma non riuscì a proporre quelle novità capaci di elevare il tutto verso nuovi orizzonti. Del resto, non era affatto il suo obiettivo, né l’aveva fatto intendere nelle presentazioni.

Pokémon Spada e Pokémon Scudo, invece, si presentano anzitutto come i veri capitoli continuativi della longeva saga, privati delle facilitazioni di Let’s Go e densi di sfumature che vanno a comporre un’esperienza stratificata, in grado di soddisfare diversi tipi d’utenza. La progressione segue l’iter canonico di cattura e crescita delle creaturine, il cui numero è stato tagliato a quattrocento mostri totali per motivazioni riconducibili probabilmente ai tempi stringenti di pubblicazione. Scelta difficile da digerire, che la società nipponica ha cercato di rattoppare con l’introduzione di nuovi, deliziosi Pokémon, come il cagnolino Yamper, la pecora Wooloo o Corviknight. Avrete modo di catturarli nel corso dell’avventura, che vi porterà a sfidare i soliti capipalestra e poi il campione finale, mentre sullo sfondo, per una ventina di ore, si consuma una storia scontata e piatta, ma accogliente come da tradizione. Al centro della vicenda vi è lo studio della Notte Oscura, un evento che sembra collegato alla nascita del fenomeno Dynamax, del quale vi parleremo più avanti.

Il punto è che siamo davanti alla solita avventura ciclica, dal livello di sfida morbidissimo, dallo sviluppo non poi così lontano da ciò che abbiamo affrontano in passato, a cui non interessa svecchiare il nucleo centrale, ovvero le lotte. A costo di risultare ripetitivi, lo evidenziamo per l’ennesima volta: il sistema di combattimento a turni di Pokémon brama di essere rivoluzionato, quantomeno nella messa in scena. I testi che descrivono ogni singolo evento della battaglia non servono a nulla, perché ormai la grafica dettagliata riesce ad illustrare chiaramente ciò che avviene sul campo. Queste tempistiche dilatate non dovrebbero condizionare il ritmo a tal punto da rubare più tempo delle effettive lotte, le quali, spesso, si concludono in una sola mossa. Dover attendere poi il calo della barra dei punti vita, prima di procedere alla prossima azione, è assolutamente anacronistico: insomma, l’intera struttura dei duelli avrebbe bisogno di una svecchiata, non tanto nelle meccaniche quanto, appunto, nei ritmi.

Tolto questo grosso cavillo relativo alle battaglie, la strada è tutta, o quasi, in discesa. Nel dettaglio, il cambio di stile grafico, ora più maturo, denota un grosso passo in avanti nell’esplorazione, che ha dato addio agli scontri casuali a favore dei mostriciattoli ben visibili fuori e dentro l’erba alta, come in Let’s Go: in più, mentre si passeggia nei percorsi che collegano le varie città, è possibile ammirare chiaramente sul fondale le mete del viaggio nella nuova regione di Galar. Si tratta di una splendida ambientazione, dalle influenze inglesi, che abbandona la rigida visuale dall’alto per una telecamera più flessibile, scenografica, in grado di valorizzare le bellezze architettoniche digitali costruite dagli artisti di Game Freak. Ne guadagna il disegno dei livelli, adesso più organico, malgrado degli scenari ancora limitati nelle possibilità interattive. Possibilità che, sorprendentemente, sono state tastate nelle nuovissime Terre Selvagge, una mappa ampia nella quale il giocatore può vagare liberamente alla ricerca di vari Pokémon o per recuperare oggetti. Fuori dall’erba alta deambulano fieramente mostri di alto livello che, se sconfitti, donano numerosi punti esperienza: ingegnarsi per poterli abbattere prima del tempo è una delle cose più divertenti di Spada e Scudo, ennesimo segnale che testimonia quanto una semplice variabile sia in grado di migliorare esponenzialmente la formula Pokémon.

Le Terre Selvagge sono anche il primo, vero esperimento di stampo sociale implementato da Game Freak. Se connessi alla rete, sulla mappa potrete ammirare altri allenatori passeggiare qua e là: peccato siano solo delle riproduzioni sommarie che spariscono pochi secondi dalla loro apparizione. Non a caso, lascia a desiderare proprio l’interazione tra allenatori, con scambi ridotti alle funzionalità link o dono magico, con il GTS ormai dimenticato. Quantomeno, l’introduzione dei campeggi, le cui tende possono essere visitate dai giocatori, cercano di dare più profondità all’aspetto social, che vorremmo vedere ampliato in futuro.

La vera novità risiede tuttavia nei Raid Dynamax, una modalità multigiocatore in cui quattro allenatori dovranno collaborare per sfidare e poi catturare un Pokémon di grado elevato. La si può affrontare anche in solitaria, grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale che prenderà il posto dei giocatori. Come volevasi dimostrare sin dagli annunci, la modalità è davvero interessante e mostra le potenzialità multigiocatore di un’esperienza che in cooperativa splenderebbe. Purtroppo, per quanto spassosa, rimane pur sempre vincolata a scontri quattro-contro-uno, quando sarebbe eccezionale vederla in un contesto più profondo, magari in sotterranei costruiti appositamente per il gioco online. Ottimo invece il versante ricompense, visto che le Terre Selvagge offrono molte possibilità per ottenere esperienza, oggetti e MT in tempistiche molto più flessibili rispetto ai precedenti episodi.

Chiude il cerchio delle novità principali la Dynamax/Gigamax, una meccanica che permette ai Pokémon di assumere dimensioni gigantesche in battaglia, e guadagnare versioni migliorate delle abilità. Qui si percepisce il potenziale di quanto potrebbero essere spettacolari le lotte se solo fossero più veloci e frizzanti: gli effetti Dynamax sono fenomenali, mentre i duelli classici sguazzano, come già detto, in una staticità obsoleta, dalla quale emergono delle animazioni mancanti per diverse mosse. Guarda caso, è sul versante tecnico che Pokémon Spada e Scudo trova il punto in comune tra tutte le critiche, in virtù del fatto che dà l’impressione di non essere ancora pronto, specie se lo si vive in modalità casalinga. La visuale è sporcata da seghettature e apparizioni improvvise di modelli a medie distanze che evidenziano una palese arretratezza, riscontrabile anche nei cali di fluidità nelle Terre Selvagge, quando si è connessi ad Internet. Peccato, perché le tonalità cromatiche, la direzione artistica e i modelli dei Pokémon godono di una certa cura. Delude poi la continua assenza di voci per i personaggi, in parte colmata dal buon lavoro svolto per la colonna sonora, ricca di brani azzeccati nel definire l’atmosfera di Galar.

7.5

Giudizio Finale

Recensione Pokémon Spada e Scudo  Giudizio Finale – È evidente che Pokémon Spada e Scudo aveva bisogno di più di tempo. Il taglio del Pokédex, il comparto tecnico non ottimizzato e alcuni elementi non svecchiati sono i chiari sintomi di uno sviluppo legato alle logiche della cadenza annuale. Eppure, malgrado le problematiche, l’ultima fatica di Game Freak cerca di cancellare gli strascichi del suo immobilismo con vari spunti positivi, dall’apparato esplorativo rinvigorito alle intuizioni nella progressione. Mettiamola così: è anche una questione di priorità e aspettative, perché Spada e Scudo è di fatto un buon capitolo di Pokémon che non solo si trova a proprio agio su Nintendo Switch, ma dimostra quanto ancora la formula ideata due decenni fa abbia molto altro da dire, se solo avesse il tempo per ultimarlo.

PRO CONTRO
  • I Raid Dynamax sono buone intuizioni…
  • Terre Selvagge molto interessanti…
  • Galar è una regione meravigliosa
  • Esplorazione nettamente migliorata
  • Battaglie Dynamax spettacolari
  • … di un disegno ancora incompiuto
  • … ma con potenzialità non sfruttate
  • I ritmi delle lotte andrebbero svecchiati
  • Tecnicamente arretrato
  • Il taglio del Pokédex è duro da digerire

Trailer

Screenshot

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  • Vincenzo Tassone

    Ma tecnicamente arretrato perché ? Gesù 😂😂😂😂 , poi mettere anche il Pokédex ridotto nei contro è ridicolo …

    • Considerando che i giochi Pokémon si basano prepotentemente nel concetto di “Acchiappali tutti”, è evidente che il Pokédex ridotto è un contro.
      Inoltre mi pare che spieghi bene come mai il gioco è “tecnicamente arretrato”:

      La visuale è sporcata da seghettature e apparizioni improvvise di modelli a medie distanze che evidenziano una palese arretratezza, riscontrabile anche nei cali di fluidità nelle Terre Selvagge, quando si è connessi ad Internet.

      • Vincenzo Tassone

        Mamma mia …allora , innanzitutto il fatto dell’acchiapparli tutti va ad interpretazione , poiché il brand deriva da un gioco e non da un anime, si può tranquillamente pensare che quell’acchiapali tutti é riferito anche solo ai Pokémon di una regione tipo . Poi , le seghettature su console sono all’ordine del giorno, tranne che per poche eccezioni …i pop up ok, ma non fanno parte dell’impatto visivo di un gioco , a me la cosa non mi tocca , vado oltre. I cali nelle terre selvaggie con connessione on ? E grazie al cazzo , tutti quei modelli credi che li controlla il server facendo risparmiare l’hardware ? Vi ricordo che é una ps3 poco più potente con risoluzione più scalabile grazie appunto a uno scaler molto più aggiornato, ma i dettagli in game quelli sono . Devi dire qualcos’altro ?

        • Vincenzo ma perché sei così aggressivo? Non capisco. Comunque stai continuamente giustificando dei difetti e non entro nel merito perché l’ho già fatto nella recensione. Se per te non lo sono, o se non ti danno fastidio, goditelo e pace, qual è il problema?

          • Vincenzo Tassone

            Il problema é proprio questo , la gente non riesce a godersi più un cazzo …i bei tempi andati. Adesso tutti critici dei miei coglioni , sempre pronti a puntualizzare su ogni minima cosa. ..Gesù

          • Okay, ma capisci che sei sotto una recensione che deve sviscerare pregi e difetti del prodotto, non su una pagina di fan dei Pokémon che si accontentano. Poi, per carità, capisco anche che c’è chi spara sentenze senza aver nemmeno provato il gioco, ma delegittimare le critiche che abbiamo espresso etichettandole con un “ridicolo” è fuori luogo, perché peraltro sono ampiamente spiegate. Tra l’altro segnalare delle criticità non ti impedisce di godertelo, anzi!

      • Vincenzo Tassone

        Ah e se ti disconnetti i cali non si riscontrano 👍